Angela Merkel, per anni leader incontrastata non solo del panorama tedesco ma dell’intera eurozona, è finita un vicolo cieco. Alleandosi con l’Spd credeva che un grande centro moderato avrebbero governato la Germania senza problemi, favorita anche da un’Unione europea modellata sulla base delle esigenze della potenze tedesca. Il rallentamento dell’economia di Berlino, i gravi errori della Cancelliera sui migranti nel 2015, e l’incapacità, dopo tanti anni al potere, di leggere la realtà politica, hanno fatto pian piano eroso non solo i consensi della Cdu ma anche intaccato la lucidità di un leader che per anni era apparsa intoccabile.
Il caso politico della Turingia e le dimissioni della sua “delfina” Annegret Kramp-Karrenbauer rappresentano un caso emblematico. Nel piccolo land tedesco ora sono i post-comunisti a dettare le regole del gioco, in attesa di elezioni anticipate. Come riporta l’Agi, nella giornata di ieri Bodo Ramelow, l’ex presidente di sinistra radicale del land tedesco-orientale, ha ipotizzato un accordo secondo il quale come prossima governatrice venga eletta una autorevole esponente cristiano-democratica, Christine Lieberknecht. “Accogliamo la proposta di Ramelow di far eleggere Lieberknecht”, ha eplicato il leader e capogruppo della Cdu Mike Mohring, ma per garantire stabilità “è necessario un esecutivo al suo completo, che sia interamente composto da esperti di chiara fama”. Ramelow aveva parlato di un governo di transizione composto da soli tre ministeri con l’intento di guidare il Land per 70 giorni, al termine dei quali indire le elezioni anticipate. La Cdu “saluta con favore” la proposta di Lieberknecht, ma aggiunge che il nuovo governo dovrà mettere in piedi il bilancio per il 2021, e questo può essere varato solo dal Parlamento.
Ma la Cdu rischia di dimezzare i consensi
Anche se la proposta – a sorpresa – di Ramelow dovrebbe far uscire il land dall’impasse politico in cui era finito, in attesa di nuove elezioni, per la Cdu di Angela Merkel non si prospetta affatto un futuro roseo e la Cdu è piombata nel caos. Alle prossime elezioni, nota Italia Oggi, l’Afd aumenterebbe ancora, a quasi il 25%. L’ex comunista Bodo Ramelow, sfiorerebbe il 40%, mentre la Cdu (il partito della Merkle) verrebbe quasi dimezzata (aveva il 21% nel 2019). I socialdemocratici e i verdi intorno all’8%. I liberali sotto il 5%, fuori dal parlamento.
In generale l’addio di Angela Merkel nel 2021, che in questi anni non è riuscita a indicare un suo successore all’altezza delle aspettative, rischia di trasformarsi in un ecatombe per la Cdu. Secondo l’Agi, che riporta un sondaggio della Handelsblatt, la Cdu non sarà più votata dal 23% dei suoi elettori. Si tratterebbe, secondo il quotidiano economico, di una perdita secca di oltre 2,4 milioni di voti. Stando allo stesso rilevamento, la maggioranza dei tedeschi – nonché il 24% degli elettori della Cdu – ritiene che la politica in Germania “sarà peggiore” senza l’attuale cancelliera al timone. Il sondaggio riflette lo stato d’animo degli elettori cristiano-democratici dopo il terremoto politico in Turingia.
Cosa è successo in Turingia
La goccia che ha fatto traboccare il vaso e minato la leadership già incerta di Annegret Kramp-Karrenbauer è arrivata dalla Turingia. Il primo ministro Thomas Kemmerich, presidente del Partito liberaldemocratico (Fdp) nel Land, era stato eletto grazie ai voti di Afd, battendo il governatore uscente, Bodo Ramelow della Linke. Kemmerich ha vinto per un solo voto, 45 a 44. Come riporta il settimanale Der Spiegel, Kemmerich avrebbe dovuto presiedere un governo di minoranza formato da Fdp e Unione cristiano-democratica (Cdu). L’avventura di Kemmerich, tuttavia, è finita ancora prima di cominciare. Come riporta Der Taggespiegel, l’Fdp della Turingia aveva presentato la richiesta dello scioglimento del parlamento statale, al fine di chiedere nuove elezioni. Il neopresidente ha annunciato di dimettersi definendo il passo “inevitabile”. Ora la palla dovrebbe passare a Christine Lieberknecht, prima di riportare il land al voto.



