La geopolitica della corsa allo spazio
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Angela Merkel sa bene che dopo la Brexit l’Unione Europea, basata sull’asse franco-tedesco, non può permettersi ulteriori “sbagli”. E così, ecco che la “fumata nera” sulla nomina dell’olandese Timmermans alla guida della Commissione Ue, induce la Cancelliera a rilasciare dichiarazioni accomodanti nei confronti del nostro Paese, che risulta fondamentale nel trovare un accordo sulle nomine Ue dopo il naufragio dello “schema Osaka”.

“Abbiamo dei grandi Stati membri che non hanno potuto accettare nessuna delle proposte fatte oggi e, quando si hanno 440 milioni di abitanti, ci si deve chiedere se sia meglio votare contro 100 milioni oppure prendere più tempo per trovare un compromesso” ha dichiarato Angela Merkel, riferendosi alla posizione di Polonia e Italia contro la candidatura del socialista olandese, Frans Timmermans, a presidente della Commissione. “Quello che è importante per me è non approvare con il 65,1% della popolazione europea, ha spiegato Merkel.

“Questo sarebbe un pò poco. Dobbiamo stare attenti al fatto che ci sono Paesi piccoli e grandi e inoltre c’è un grande Paese come l’Italia”, ha detto la cancelliera, che ha aggiunto: “Non posso essere più specifica, ma 21 paesi e 65% della popolazione non sarebbe un risultato soddisfacente, anche se sarebbe formalmente possibile”. Secondo Merkel è necessario evitare “tensioni negli anni a venire”, in particolare con la Brexit all’orizzonte e altri importanti dossier.

E ora Angela chiede aiuto all’Italia

“Il pacchetto precostituito di Osaka mi ha lasciato molto perplesso insieme a dieci-undici paesi. Abbiamo opposto un’obiezione”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando il Consiglio europeo, che ha rimarcato la contrarietà del nostro Paese al metodo adottato.“L’Italia non è contro la persona di Timmermans. Personalmente credo che sia una persona di valore, di grande esperienza, nulla contro Timmermans, ma se mi viene proposto questo metodo sono costretto a formulare delle obiezioni”, ha ribadito il premier Conte.

E così, dopo aver lasciato sola l’Italia a fronteggiare l’emergenza migratoria – come ammesso dalla stessa Cancelliera – ed aver imposto l’austerità sul nostro Paese dal 2011 in poi, impoverendo la classe media italiana e lavoratrice, con un colpo durissimo inferto alla nostra domanda interna, la Cancelliera ora si accorge che l’Italia è un grande Paese e che il suo voto è politicamente essenziale per trovare un compromesso accettabile sulle nomine Ue. Eppure, in questi anni, sono stati numerosi gli attacchi dei rappresentanti politici tedeschi – per non parlare dei media – contro il nostro Paese.

Austerità, migranti, Sea Watch: la Germania contro l’Italia

Non più tardi di un paio di giorni fa, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Mass ha criticato con veemenza l’arresto della “Capitana” Rackete dichiarando che il salvataggio di vite umane “non dovrebbe essere demonizzato e criminalizzato”. Manfred Weber, che ora la Merkel vorrebbe piazzare alla guida dell’Europarlamento, è intervenuto più volte in passato a gamba tesa contro il nostro governo. “State giocando col fuoco perché l’Italia è pesantemente indebitata”, ha ammonito il leader dei popolari alla fine del maggio 2018 in risposta alle prese di posizione dell’allora nascente governo giallo–verde, ricorda Business Insider.

Avvertimenti di questo tipo erano arrivati anche all’esecutivo di Matteo Renzi. Weber si rese noto al pubblico italiano per la replica al discorso di Renzi per l’inizio del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea nel 2014: “L’Europa è forte se gli Stati fanno i compiti a casa. Nuovi debiti non creano futuro ma lo distruggono: l’Italia ha il 130% di debito, dove prende i soldi?”, disse.

Dalla gestione dei flussi migratori ai conti pubblici, Berlino non si è mai dimostrata tenera nei confronti dell’Italia e ha imposto la sua visione del mondo non solo al nostro Paese ma a tutto il Continente. Conte e la diplomazia italiana sono ora nella posizione invidiabile di essere un ago della bilancia fondamentale. Con buona pace di chi pensa che il nostro Paese sia “isolato”.

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