Anche la Francia è intenzionata a collaborare con il governo di Tripoli sul fronte immigrazione. A margine della recente conferenza di Monaco sulla sicurezza, il ministro della difesa francese Florence Parly incontra il premier libico riconosciuto dalla comunità internazionale Fayez Al Sarraj e, come si legge in un lancio di AskaNews, promette la donazione di sei motovedette alla guardia costiera del paese africano. Oltre a questo, l’impegno di Parigi dovrebbe riguardare anche un programma di addestramento per i nuovi membri della stessa guardia costiera. 

La promessa francese

Al momento si parla comunque soltanto di una “promessa”. Non c’è alcun accordo scritto, né un atto dell’Eliseo o del parlamento francese. Parigi semplicemente, dopo aver elogiato gli sforzi compiuti dal governo stanziato a Tripoli (il cui operato di fatto va poco oltre il perimetro della capitale) sul fronte del contrasto alle partenze irregolari, annuncia la possibilità di contribuire al rafforzamento della guardia costiera. Quanto di vero c’è in questo annuncio è tutto da verificare. Non soltanto perchè ancora non è stato effettuato alcun passo ufficiale, ma anche perchè non è detto che alla promessa segua un effettivo stanziamento di mezzi e risorse. Già più volte in passato la Francia annuncia provvedimenti di aiuto verso Tripoli, senza però andare oltre la promessa. 

La mossa dell’Eliseo forse è volta a far placare i timori di Al Sarraj e del governo di Tripoli di un sostegno esclusivo verso Haftar. Il generale uomo forte della Cirenaica, oramai ha preso gran parte del Fezzan ed avrebbe in mano due terzi della Libia. A questo, occorre aggiungere il controllo di alcuni dei più importanti giacimenti di petrolio ed il tutto con l’appoggio francese sia politico che militare. I raid dei giorni scorsi compiuti a poche ore di distanza l’uno dall’altro dagli uomini di Haftar e dall’aviazione francese tra il sud della Libia ed il Ciad, ne sono una chiara dimostrazione. Adesso dunque, da Parigi si vuol mostrare un certo equilibrio tra le parti: conclamato da anni l’appoggio ad Haftar, il totale abbandono di Al Sarraj potrebbe essere controproducente per i francesi. Da qui dunque l’impegno assunto con il governo di Tripoli e con la guardia costiera.

La nuova strategia dell’Eliseo 

L’Italia ha già un contratto ed ha già posto in essere tutti gli atti necessari, a cominciare dall’approvazione di un apposito decreto alle camere lo scorso agosto, per dare alla guardia costiera al servizio di Al Sarraj dodici motovedette. Inoltre sono già stati avviati i programmi per la formazione dei nuovi membri del corpo militare libico. Vedendola dalla prospettiva di un “marcamento” a uomo tra Italia e Francia su Al Sarraj, Roma è certamente avanti su questo fronte. Appare significativo però notare come sia il nostro paese che i cugini d’oltralpe debbano attuare salti mortali per mostrare, almeno sotto il profilo diplomatico, maggiore equilibrio. L’Italia, dopo aver dato ampio appoggio ad Al Sarraj, da qualche mese a questa parte vira verso un riavvicinamento ad Haftar. Dal canto suo, la Francia dopo anni di esplicito appoggio ad Haftar (e dopo la recente collaborazione militare) deve stare attenta a non allontanarsi troppo da Al Sarraj.

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Da qui gli incontri bilaterali tenuti con esponenti di primo piano dell’esecutivo di Tripoli. Ed ovviamente rientra anche in questo contesto il colloqui a Berlino tra il ministro della difesa ed il capo del governo libico. Secondo la road map del piano voluto dall’Onu e discusso nel vertice di Palermo, le elezioni potrebbero tenersi entro questa primavera e non sono dunque poi tanto lontane. Da qui le esigenze dei vari attori internazionali di non sembrare troppo netti e sbilanciati verso le rispettive controparti. E la Francia dunque adesso prova a correre ai ripari con Al Sarraj, mentre ad est l’Italia vorrebbe non perdere troppo contatto con un Haftar che oramai è sempre più leader incontrastato sotto il profilo militare.