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Dopo l’infervorata campagna elettorale e dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali contro il candidato democratico Joe Biden, il presidente americano uscente Donald Trump è stato criticato da un numero sempre crescente di voci, scoprendo nuovi nemici anche tra coloro che sino a qualche mese fa lo avevano costantemente supportato. E dopo l‘assalto al Congresso, la situazione sembra essere ulteriormente peggiorata, rischiando di intaccare anche quelle che sono le attività private della massima carica dello Stato americano.

Deutsche Bank non finanzierà più i progetti di Trump

Come riportato dalla testata tedesca Der Spiegel, il colosso bancario tedesco Deutsche Bank parrebbe aver preso le distanze da Trump, a seguito dei fatti che hanno portato all’assalto del Congresso da parte dei manifestanti simpatizzanti per l’uscente presidente americano. Sebbene nessuno dalla sede centrale di Francoforte sul Meno abbia sino a questo momento confermato o confutato la questione, le indiscrezioni sembrano confermare come la banca non sia intenzionata a concedere nuovi finanziamenti alle attività del Tycoon.

Al momento i finanziamenti concessi al presidente americano ammontino ad oltre 340milioni di dollari (maggioranza dei quali utilizzati per la costruzione di tre alberghi), rendendo Deutsche Bank uno dei principali partner commerciali di Trump. Tuttavia – e anche a seguito di diatribe avvenute già nello scorso autunno e che hanno portato a reciproche cause legali – i rapporti si potrebbero drasticamente interrompere, evidenziando quelle che ormai sono certezze sempre più appurate.

La politica di Trump avrà ripercussioni sui suoi interessi privati

Dopo la sua “discesa” in politica, Trump ha trasformato quello che fino al 2015 era un noto e controverso personaggio pubblico in un’ideale di americano che ha polarizzato l’opinione pubblica. Qualcuno è stato conquistato dai suoi modi di fare e dal suo carattere tradizionalista mentre altri hanno visto in lui l’immagine di un uomo da combattere – e possibilmente distruggere. E tutto questo, di conseguenza, non si potrà limitare alla “semplice” sfera politica ma avrà delle serie e pesanti ripercussioni anche sui suoi interessi privati, nonostante la scorrettezza di fondo del comportamento.

A seguito soprattutto della condotta tenuta in quest’ultima parte del 2020, parimenti a Deutsche Bank molte società hanno deciso di slegare il proprio nome dal presidente americano, reputandola una cattiva scommessa sotto il punto di vista della reputazione. In uno scenario che, in ultima battuta, evidenzia come anche nel mondo americano la politica abbia la forza di cambiare l’immagine delle persone e generare delle ripercussioni che si estendono anche al di fuori della “vita di palazzo”.

Deutsche Bank e il tentativo di salvare la faccia

Come evidenziato precedentemente e come riportato sempre dal Der Spiegeli primi scontri tra Trump e Deutsche Bank si sarebbero verificati già lo scorso autunno. Tuttavia, nonostante le cause legali, le parti non erano giunte ad una rottura tanto inconciliabile come quella emersa negli ultimi giorni a seguito degli avvenimenti che hanno interessato il Congresso americano.

La mossa di Deutsche Bank, infatti, appare un estremo tentativo di “salvare la faccia” nei confronti degli americani, slegando il proprio nome da qualsiasi affare portato avanti con il tycoon ed evidenziando ancora una volta la duplice faccia dell’istituto bancario di Francoforte sul Meno. In modo non diverso da quanto abitualmente fatto con la cartolarizzazione dei possibili Npl, anche la collaborazione con Trump è stata accantonata nel momento in cui è diventata un pericolo per l’immagine dell’istituto. Denotando per l’ennesima volta, però, l’estrema volatilità decisionale degli alti vertici dell’istituto e la capacità ormai appurata di abbandonare la nave nel momento del pericolo.