Da lunedì 8 luglio è iniziata la visita del Ministro dell’Economia Peter Altmaier negli Stati Uniti, che si protrarrà fino al 12 luglio. Altmaier, 61enne esponente della Cdu della cancelliera Merkel, è in carica dal marzo 2018 dopo aver temporaneamente ricoperto l’interim alle Finanze in sostituzione di Wolfgang Schauble e, nel corso del suo mandato, ha dovuto gestire la più grave crisi dei rapporti economici transatlantici, culminata in una serie di azioni sanzionatorie incrociate tra Unione Europea e Stati Uniti e in una vera e propria “guerra economica” di Washington a  Berlino.

Donald Trump, coadiuvato dai suoi strateghi Wilbur Ross, Bob Lighthizer e Peter Navarro, considera fraudolenta la politica commerciale ed economica della Germania, che gli garantisce il suo enorme avanzo commerciale, ed intende contenerla riequilibrando i rapporti degli scambi sull’asse atlantico. Da un lato aumentando, anche per ragioni squisitamente geopolitiche, i mercati di sbocco delle materie prime energetiche statunitensi in Europa e dall’altro organizzando un aumento ponderato dei dazi ai prodotti provenienti dal Vecchio Continente, Germania in primis.

Nella sua tappa statunitense Altmaier colloquierà con i massimi responsabili economici a stelle e strisce e dovrà contribuire a dirimere numerose questioni d’ordine strategico che dividono la Germania e gli Usa. “Tra i temi al centro della visita, vi sono in primo luogo i dazi sull’importazione negli Usa di prodotti europei, dai generi alimentari alle automobili, la cui introduzione è stata più volte minacciata dal presidente degli Stati Uniti”, fa notare Agenzia Nova. Ma non solo. “Negli Usa, Altmaier dovrà anche discutere del gasdotto Nord Stream 2, che collegherà Russia e Germania attraverso il Mar Baltico. Washington è infatti contraria alla realizzazione dell’infrastruttura, che ritiene possa aumentare la dipendenza dell’Ue dalla Russia nel settore dell’energia, così accrescendo l’influenza di Mosca in Europa. Inoltre, gli Stati Uniti intendono fornire gas naturale liquefatto (Gnl) all’Ue e quindi temono la concorrenza della Russia”.

Scenari complicati, a cui si unisce la durezza dimostrata da Washington contro Deutsche Bank e il sistema finanziario tedesco e la scelta dello stesso Altmaier di dotare la Germania di un fondo-scudo contro le acquisizioni straniere di imprese strategiche, pensato tanto in funzione anti-cinese quanto in chiave anti-americana.

Sul piano geopolitico, poi, oltre che su Nord Stream Berlino si mantiene autonoma in materia di Tlc, non avendo bandito Huawei dalle gare per il 5G nazionale, spese militari (aumentate ma non ai livelli del 2% richiesto dalla Nato) e strategia di difesa. In questo ultimo settore hanno fatto discutere i dazi Usa ad Airbus, accusata di aver ricevuto finanziamenti illeciti da Francia e Germania e, al tempo stesso, impiegata nel progetto di caccia Fcas che rappresenta l’embrione della difesa europea. Per gli Usa, che spingono sul progetto “atlantico” del caccia britannico Tempest e su aziende fedeli come l’italiana Leonardo, colpire Airbus significa ribadire la primazia in seno alla Nato. Altmaier giunge dunque nel pieno della buriana tra Washington e Berlino: egli dovrà essere abile nel presentare le ragioni del governo tedesco davanti a un’America che non intende avere rivali nel campo occidentale. Per preservare i progetti economici d’interesse nazionale e una relazione che, specie nel campo geopolitico, attualmente non è per Berlino sostituibile.