Al Sarraj incontrerà Conte a Roma: le incognite sul bilaterale

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Archiviata la giornata nera di mercoledì, contraddistinta dallo strappo del premier libico Fayez Al Sarraj che ha preferito far ritorno a Tripoli senza incontrare Giuseppe Conte a Roma, la diplomazia italiana ha provato faticosamente a tessere di nuovo la tela dei rapporti tra le due sponde del Mediterraneo. Quanto accaduto mercoledì ha rischiato seriamente di compromettere la nostra posizione in Libia, per un verso ha già creato danni di non poco conto. Ma né a Roma e né a Tripoli hanno intenzione di far deteriorare ulteriormente la situazione. E così, in questo sabato, Al Sarraj dovrebbe essere, questa volta senza problemi, a Palazzo Chigi. Un lavoro di 48 ore fatto lungo i corridoi diplomatici, che ha quindi dato il primo frutto.

Il retroscena del mancato incontro di mercoledì

Intanto, riavvolgendo indietro il nastro, sono emersi altri dettagli su quanto accaduto in una delle giornate più nere per la nostra politica estera. Altri retroscena che però, nella sostanza, non hanno cambiato la dinamica dei fatti riscontrati e la gravità di alcuni errori da parte italiana. In particolare, la vera diatriba sarebbe sorta quando Al Sarraj, poco prima di partire da Bruxelles dove si era recato per un incontro con alcuni rappresentanti dell’Ue, avrebbe appreso della possibilità di “incrociare” Khalifa Haftar a Roma. Il premier libico, come già rivelato nei giorni scorsi, sapeva dell’incontro tra Giuseppe Conte ed il generale della Cirenaica. Ma è stato indispettito sia dal fatto che a Palazzo Chigi è arrivato prima Haftar e sia dalle voci di un possibile improvviso incontro con il rivale. Una circostanza quest’ultima che dalla sede della presidenza del consiglio in questi giorni hanno continuato a smentire: “Nessun incontro era previsto e né messo in agenda”, hanno ripetuto da Palazzo Chigi.

Qualcuno vicino al Al Sarraj avrebbe riferito al premier libico invece del contrario e cioè che, in fin dei conti, a Roma stavano facendo di tutto per far sedere attorno ad un tavolo sia lui che Haftar. Ed è stato soprattutto allora che il premier libico ha deciso di atterrare direttamente a Tripoli. Anche perché le milizie che al momento costituiscono le uniche forze che combattono contro Haftar, avrebbero a quel punto premuto per evitare qualsiasi tipo di incontro. Ed anche da Ankara, indispettita dalla contemporanea partecipazione dell’Italia ad un vertice ad Il Cairo con paesi contrari al memorandum Turchia – Libia, sarebbero arrivate pressioni per far evitare qualsiasi incontro.

Nessun vertice era realmente previsto, tuttavia nelle ultime ore fonti diplomatiche hanno svelato un ulteriore dettaglio riguardante questa volta Haftar. Il generale, in particolare, avrebbe volutamente prolungato il vertice con Conte per sperare di incontrare Al Sarraj anche occasionalmente tra i corridoi di Palazzo Chigi. In effetti, il colloquio tra il presidente del consiglio e l’uomo forte della Cirenaica è durato tre ore, ben più del previsto. E questo prolungamento dei tempi ha fatto pericolosamente “avvicinare” il saluto di Conte ad Haftar con l’accoglienza ad Al Sarraj. Un elemento quest’ultimo che era proprio quello che i servizi segreti temevano maggiormente, per questo avevano consigliato alla vigilia al presidente del consiglio di evitare di incontrare nello stesso giorno sia Haftar che Al Sarraj. Come già scritto su InsideOver, l’imprudenza e la fretta di mostrare un ritorno dell’Italia sulla scena libica hanno contribuito e non poco al grave pasticcio diplomatico.

Il dubbio libico sulla posizione italiana

La diplomazia dunque, attivatasi in queste 48 ore, ha fatto il suo. L’ambasciata italiana si è mossa in tal senso, la sponda con Ahmed Maitig, vice di Al Sarraj e uomo di Misurata molto vicino al nostro paese, ha fatto sì che il lavoro diplomatico sortisse i suoi effetti. L’incontro a Roma tra il premier libico ed il nostro presidente del consiglio avverrà e, in parte, archivierà la magra figura di mercoledì scorso. Il problema però adesso, come hanno dichiarato fonti libiche a Repubblica, è capire con quali contenuti potrebbe essere riempito il bilaterale Conte – Al Sarraj.

In particolare, dal fronte libico vorrebbero capire la posizione italiana. Roma ha sempre detto di sostenere il governo stanziato a Tripoli, l’unico riconosciuto dalle Nazioni Unite, e di volerne rappresentare il più importante alleato. L’imparzialità del nostro paese, che dialoga con Haftar, continua ad essere vista con sospetto. E ci si chiede dunque a cosa potrebbero servire ulteriori incontri, sia con Conte che con Di Maio. Intanto, nel vertice odierno, i punti trattati verteranno sul possibile cessate il fuoco da far partire domenica, che Haftar ha però già rigettato, e sulla possibilità di usare la conferenza di Berlino come trampolino per un nuovo processo politico. Quali saranno i risultati, è presto per dirlo.