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Esplosioni, proiettili e bombe. Le operazioni di voto, nell’Afghanistan del 2019, sono iniziate così. Frenetiche e piene di sangue, nonostante le massicce misure di sicurezza. Perché gli attacchi dei talebani si sono fatti sentire da subito e si sono diffusi in tutto il Paese. Da nord a sud. Perché il loro intento (dichiarato) era di farle saltare queste elezioni. Ma nonostante il clima di terrore, in molti sono andati a votare nei 5mila seggi, a dimostrazione del fatto che quella del voto resta un’azione importante.

I dati sulle elezioni presidenziali in Afghanistan (infografica di Alberto Bellotto)
I dati sulle elezioni presidenziali in Afghanistan (infografica di Alberto Bellotto)

Secondo i primi dati, gli elettori registrati sarebbero 9,6 milioni e il dispiegamento di sicurezza comprende 72mila uomini, dopo le minacce dei talebani seguite alla rottura del negoziato di pace con gli Stati Uniti. I seggi si sono aperti stamattina alle 7 (le 4.30 in Italia) e i candidati sono il presidente uscente Ashraf Ghani e il capo dell’esecutivo Abdullah Abdullah. In queste ore, la Commissione elettorale indipendente dell’Afghanistan (Iec) ha deciso di tenere aperti i seggi fino alle 17 circa (le 14.30 in Italia), ma non è ancora stato chiarito se tutte le strutture abbiano ricevuto questa comunicazione.

Le esplosioni

In un seggio elettorale allestito in una scuola nella provincia orientale di Nangarhar, nel distretto di Sorkh Rod, l’esplosione di una mina ha causato una vittima e tre feriti. Il bilancio dell’attacco sarebbe stato confermato all’agenzia Dpa dal consigliere provincile Sohrab Qaderi. Un osservatore alle operazioni di voto è morto, invece, in seguito al lancio di un razzo nei pressi di un seggio di Kunduz, nel nord del Paese. A un seggio elettorale di Kandahar, 15 persone (tra civili e un agente di polizia) hanno riportato ferite dopo l’esplosione di un ordigno nascosto all’interno di un amplificatore di una moschea, impiegata come seggio. Soltanto in quella città, durante la mattinata, sono stati disinnescati e fatti brillare dalle forze di sicurezza almeno 31 ordigni esplosivi. Anche a Kabul sono state segnalate diverse piccole esplosioni. A causa del terrore suscitato dai fatti di sangue e dalle minacce del gruppo estremista, circa un terzo dei seggi collocati nei territori controllati dai taliban è rimasto chiuso.

La situazione dei feriti

L’organizzazione non governativa Emergency, impiegata da tempo nel Paese, ha confermato che 18 persone ferite in diverse zone sono ricoverate nel loro ospedale di Kabul, dove sono in arrivo altri otto feriti. “Arrivano notizie di incidenti da tutto il Paese. Anche una nostra ambulanza è stata accidentalmente raggiunta da colpi d’arma da fuoco nella provincia di Logar; feriti il nostro infermiere a bordo e il parente che accompagnava il paziente”, scrive l’associazione su Twitter.

Le misure di sicurezza

Da mercoledì sera, le autorità afghane hanno vietato l’accesso alla capitale a tutti i camion e furgoni per paura delle autobombe. La maggior parte degli attacchi è stata rivendicata dai gruppi talebani. Intanto il Pakistan ha scelto di aprire il proprio confine con il Paese per consentire agli afghani residenti nel Paese di esercitare il loro diritto di voto. A renderlo noto è stato un comunicato del ministero degli Esteri pachistano, che ha spiegato di aver ricevuto una richiesta dal ministero della Difesa afghano. Scelta fatta nonostante la decisione iniziale di tenerlo chiuso per timore di attacchi terroristici.

I risultati elettorali

I risultati della tornata elettorale non saranno noti per diverse settimane, ma sono in tanti a temere un’altra crisi politica che, questa volta, potrebbe compromettere il precario equilibrio sociale del Paese. Il governo, infatti, avrebbe deciso di utilizzare per le elezioni di oggi un sofisticato sistema di identificazione biometrica degli elettori, che include il riconoscimento di impronte digitali, occhi e volto. Il tutto è stato progettato per impedire brogli, come un doppio voto o uno scambio di identità.

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