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L’annuncio della Difesa russa sull’aereo italiano intercettato nel Mar Nero si tinge di giallo. I militari russi avevano affermato attraverso l’agenzia di stampa Ria Novosti che un aereo da pattugliamento della Marina Militare Italiana era strato intercettato al largo del Mar Nero perché troppo vicino allo spazio aereo russo. Per allontanarlo, l’aviazione di Mosca ha fatto decollare un Su-27 che avrebbe così fatto capire all’aereo italiano (un Atlantic secondo le prime informazioni) di tornare indietro con una virata a U.

Queste le informazioni date dai russi. Ma qualcosa non torna. Fonti molto accreditate hanno confermato a InsideOver che non vi era alcun aereo da pattugliamento italiano in volo sul Mar Nero, tanto meno un Atlantic. Anzi, secondo le stesse fonti potrebbe essersi trattato di un aereo francese, probabilmente sempre un pattugliatore ma della Marine Nazionale, ma in ogni caso non italiano. Nessun incidente quindi tra la Marina italiana e l’aviazione russa, che però ancora non ha modificato il suo comunicato inviato attraverso l’agenzia di stampa russa.

Il giallo a questo punto è doppio. Da una parte perché i russi hanno parlato subito di un aereo italiano. Un errore da parte della macchina identificativa del Centro nazionale di controllo della difesa? Possibile ma difficile. Mosca ha un sistema radar estremamente valido ed è abbastanza improbabile che un aereo straniero possa essere scambiato così facilmente per un aereo italiano. Anche perché il rischio di incidenti, tanto più diplomatici, potrebbe essere elevato. Il Mar Nero in queste ultime settimane è diventato un mare bollente, con ordini di decollo immediato costanti sia da parte dei mezzi Nato che da parte della Federazione Russia. In questi ultimi giorni per ben due volte jet del Cremlino sono intervenuti per allontanare aerei degli Stati Uniti che volavano vicino alle coste della Crimea.

C’è anche chi crede a un messaggio “politico”: Mosca avrebbe inviato una sorta di messaggio dopo lo smacco degli F-35 italiani che avevano intercettato aerei russi al largo dell’Islanda. Come scrivevamo su queste pagine, in un comunicato stampa del 3 luglio l’Aeronautica militare italiana aveva scritto che due coppie di F-35 dislocati a Keflavik per l’attività di Air Policing della Nato erano intervenuti per intercettare velivoli provenienti dal Mare di Norvegia. Nessuno aveva confermato che fossero aerei russi, ma era abbastanza evidente che potessero essere soltanto mezzi dell’aviazione russa. Nessuna altra aeronautica è considerata pericolosa, in quel settore dell’Europa settentrionale, a tal punto da far intervenire il Combined Air Operations Centre (Caoc) Nato con sede ad Uedem richiedendo l’intervento di ben quattro F-35. Una mossa che aveva irritato i russi, che avevano mandato un comunicato proprio della Difesa confermando che fossero stati intercettati sui cieli vicino l’Islanda da parte delle forze dell’Alleanza atlantica.

 

Aggiornamento delle 19:45

La Marina Militare ha confermato quanto riportato dalle nostre fonti. La Forza Armata ha ribadito che  “nessun assetto della Marina Militare attualmente opera nel Mar Nero e la tipologia di velivolo, P-1150 Atlantic, riportato nelle agenzie non è in dotazione alle Forze Armate italiane da diversi anni. Lo precisa lo Stato Maggiore della Difesa italiano”.