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Politica

Adesso l’Iran vuole aumentare la gittata dei suoi missili balistici

Il comandante dell’aeronautica militare della Repubblica islamica dell’Iran, brigadier generale Aziz Nasirzadeh, ha annunciato che Teheran intende aumentare la gittata dei missili balistici che fanno parte dell’arsenale delle forze armate degli ayatollah. “Uno dei nostri programmi più importanti è quello...

Il comandante dell’aeronautica militare della Repubblica islamica dell’Iran, brigadier generale Aziz Nasirzadeh, ha annunciato che Teheran intende aumentare la gittata dei missili balistici che fanno parte dell’arsenale delle forze armate degli ayatollah.

“Uno dei nostri programmi più importanti è quello di aumentare la gittata dei missili e dei proiettili – ha dichiarato il generale all’agenzia stampa Fars – Non ci poniamo limiti in questo settore”.





Il generale Nasirzadeh è a capo dell’aeronautica iraniana da agosto di quest’anno. Già pilota di F-14 Tomcat – venduti a Teheran dagli Usa ai tempi dello Shah – è un veterano della guerra Iran-Iraq degli anni ’80 e prima di diventare capo di Stato maggiore ha avuto la carica di capo-ufficio di collegamento per l’aeronautica iraniana.

Il test missilistico

La notizia arriva a pochi giorni dal primo test di un missile balistico dopo più di un anno a questa parte. L’ultimo è stato infatti quello del settembre dell’anno scorso quando un Khorramshahr è stato lanciato pochi giorno dopo essere stato svelato durante la parata militare che commemora l’entrata in guerra contro l’Iraq.

Anche in quest’ultima occasione è stato lanciato con ogni probabilità un missile Khorramshahr che ha una gittata massima di 2mila chilometri – ma alcune fonti riportano possa arrivare anche a 2500 – con un carico bellico di circa mille chilogrammi. Il missile può essere dotato di una testata a veicoli di rientro multipli (Mrv), tecnologia di cui Teheran dispone da almeno da un quinquennio e addirittura potrebbe montare un sistema Mirv, ovvero a veicoli di rientro multipli e indipendenti, cioè in grado di colpire bersagli distanti tra loro.

Il missile è in grado di colpire quasi ogni obiettivo in Medio Oriente e bersagli nell’Europa orientale, come la Bulgaria o la Grecia. 

Washington ha vivamente protestato tramite la voce del Segretario di Stato Mike Pompeo che in un tweet ha sostenuto come il test sia una violazione delle risoluzione dell’Onu 2231 e che ha intimato all’Iran di cessare ogni attività collegata allo sviluppo di missili balistici in grado di trasportare ordigni nucleari.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito d’urgenza nel pomeriggio di martedì a porte chiuse su richiesta di Francia e Regno Unito per discutere del test missilistico iraniano.

Il test però non è affatto una violazione della risoluzione dell’Onu come sostenuto dal Segretario di Stato Pompeo bensì solo un mero atto provocatorio. La risoluzione 2231, infatti, a differenza di quelle precedenti, invita (il termine utilizzato è calls upon) solamente l’Iran a non effettuare test di sistemi missilistici in grado eventualmente di portare ordigni atomici ma non lo vieta espressamente. 

Infatti l’Iran, pur essendo sotto trattato Jcpoa, non ha rinunciato a testare alcuni sistemi di missili balistici come abbiamo già avuto modo di dire in precedenza.

Un particolare da non sottovalutare

La dichiarazione del generale Nasirzadeh non stupisce affatto, anzi dato l’attuale panorama strategico nella regione, con gli Stati Uniti che si sono ritirati unilateralmente dal trattato Jcpoa facendo così reimporre le sanzioni internazionali e con Israele sempre più aggressivo nei confronti della penetrazione sciita in Siria, risulta naturalmente consequenziale e, per così dire, la minima risposta possibile dopo il test della scorsa settimana.

Quello che però va attentamente valutato è il fatto che una dichiarazione simile sia arrivata dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Iraniana e non da parte della massima carica delle Forze Aerospaziali delle Irgc (Islamic Revolutionary Guard Corps), ovvero le Guardie Rivoluzionarie o Pasdaran, che è l’organo che in Iran detiene il controllo sull’arsenale missilistico del Paese.

Il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante delle Forze Aerospaziali delle Irgc, sarebbe infatti stata la persona che ci saremmo aspettati fare una simile dichiarazione, trattandosi appunto dell’arsenale missilistico strategico dell’Iran.

A questo punto si aprono le più disparate ipotesi sul perché sia stato affidato proprio al generale Nasirzadeh il compito di comunicare al mondo l’intenzione dell’Iran di aumentare la gittata dei propri missili balistici.

L’opinione più plausibile è che Teheran voglia con questo far capire che non intende radicalizzare lo scontro con l’Onu e gli Stati Uniti essendo tornata ancora sotto regime sanzionatorio, e quindi avendo bisogno di lasciarsi aperti tutti i possibili canali di dialogo, avendo pur sempre presente che il programma missilistico e atomico, così come sono allo stato attuale, difficilmente verranno riconsiderati come vorrebbe Washington (e Tel Aviv) in quanto per l’Iran hanno puramente scopi difensivi.

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