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L’impressione è che da Rabat, dopo il passo fatto dagli Stati Uniti, ci si aspetta adesso una mossa anche dall’Europa. Sulla questione relativa al Sahara occidentale la comunità internazionale è oramai orientata verso una soluzione corrispondente al piano presentato dal Marocco nel 2007: riconoscimento della sovranità marocchina sulla regione, la quale però dal canto suo godrebbe di ampia autonomia. I paesi europei mantengono ufficialmente una posizione di neutralità, che viene considerata da Rabat come una “passiva”, ovvero che non contribuisce alla soluzione definitiva della controversia ma che, al contrario, fa perdurare lo status quo nocivo per la stabilità e l’integrazione regionale. Una posizione fortemente diversa da quella degli Usa che, a dicembre, hanno rotto gli indugi nell’ambito delle trattative diplomatiche che hanno portato all’apertura del processo di normalizzazione dei rapporti tra Marocco e Israele. Adesso il governo del Paese nordafricano sollecita l’Europa a seguire Washington.

La svolta Usa dello scorso dicembre

Il 10 dicembre 2020 direttamente dalla Casa Bianca l’ex presidente Donald Trump ha annunciato la posizione ufficiale degli Usa sul Sahara Occidentale:  “Gli Stati Uniti affermano – si legge nel documento firmato dal tycoon newyorkese – come dichiarato dalle precedenti amministrazioni, il proprio appoggio alla proposta di autonomia del Marocco come unica base per una giusta e duratura soluzione alla disputa sul territorio del Sahara”. Non solo, in quell’occasione Trump è andato oltre: “Pertanto, ad oggi – è la frase principale contenuta nel comunicato di dicembre – gli Stati Uniti riconoscono la sovranità marocchina sull’intero territorio del Sahara e riaffermano il proprio sostegno alla proposta di autonomia seria, credibile e realistica del Marocco come unica base per un soluzione giusta e duratura alla controversia sul territorio del Sahara”. Una svolta arrivata di pari passo con l’avvio dei negoziati di Rabat con Israele, mediati da Washington.

Ma quella americana non ha rappresentato soltanto una semplice “concessione” data al Paese nordafricano per la normalizzazione dei rapporti con lo Stato ebraico. Gli Stati Uniti in quell’occasione hanno dato ufficialità a una posizione fino a quel momento non ancora ratificata. Da quando infatti nel 2007 Rabat ha presentato la sua proposta sull’autonomia, Washington ha sempre appoggiato l’idea di accordare la sovranità al Marocco sul Sahara Occidentale. Da qui la svolta di Trump, a cui non sembra essersi opposto il nuovo presidente Biden, insediatosi il 20 gennaio 2021 alla Casa Bianca. In tal modo, gli Usa sperano di accelerare il progetto di risoluzione dell’annosa questione relativa al Sahara Occidentale, la quale si trascina dal 1974. In quella data la Spagna ha lasciato la regione, rivendicata dal Marocco ma in cui ben presto è stata avviata una guerriglia indipendentistica da parte del Fronte Polisario. Dopo il cessate il fuoco del 1991, la comunità internazionale non è stata nelle condizioni di risolvere definitivamente la vicenda.

Bourita: “L’Europa segua gli Usa”

Dopo la svolta di Washington, adesso a Rabat “aspettano” notizie da Bruxelles. In una recente intervista sul tema relativo alla nuova posizione degli Stati Uniti, il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita ha invitato l’Ue a seguire quanto già annunciato dagli Usa: “La svolta di dicembre – ha dichiarato il capo della diplomazia di Rabat – è una naturale evoluzione della posizione americana che, dal 2007, considera l’iniziativa di autonomia marocchina come base seria e realistica per trovare una soluzione definitiva alla disputa regionale”. Per questo la posizione di Washington ha espresso quella che appare, agli occhi di Nasser Bourita, una “tendenza a livello di comunità internazionale” volta a supportare la proposta del Paese nordafricano sulla questione del Sahara occidentale.

“È sufficiente – ha quindi aggiunto Bourita con riferimento alle istituzioni comunitarie di Bruxelles – che l’Europa sostenga questa tendenza internazionale, visto che il processo è andato avanti e indietro per anni e che oggi sta emergendo un orientamento che anche l’Ue deve sposare”. In poche parole, secondo Rabat il trend registrato in questi anni potrebbe subire un’ulteriore accelerazione se anche il Vecchio Continente riconoscesse la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. E in tal modo, è il pensiero del ministro Bourita, si potrebbe accelerare anche verso la risoluzione definitiva della vicenda.