Tra i due litiganti il terzo gode? Forse questa massima non è proprio adatta per descrivere la situazione, ma è quella che viene subito in mente quando trapela la notizia che, sulla Libia, adesso la Germania vuole fare la voce grossa ed organizzare una conferenza internazionale. Ci provano, da anni e senza risultato, Italia e Francia a guidare il processo politico nel paese africano ed ora, quasi a sorpresa, è Angela Merkel ad ergersi come possibile protagonista.

Una conferenza internazionale in Germania?

A ben guardare, ciò che Berlino vorrebbe attuare è lo stesso programma che prova a concretizzare l’Italia tra l’estate e l’autunno dello scorso anno. Il neo insediato Giuseppe Conte, all’epoca alla guida dell’esecutivo gialloverde, a giugno strappa da Trump la promessa di una guida italiana di una cabina di regia internazionale sulla Libia. Il tutto dopo il fallimento del “blitz” francese di maggio, mese in cui a Parigi il presidente Macron ospita sia Haftar che Al Sarraj e promette elezioni entro il 2018. Da Roma quindi si pensa ad una conferenza internazionale, la quale viene ospitata a novembre a Palermo seppur in tono minore rispetto a quanto previsto inizialmente. Dal capoluogo siciliano esce fuori un piano da attuare entro il 2019, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, che prevede la conferenza nazionale libica ad aprile ed elezioni in primavera.

Poi la storia registra un altro epilogo: ad aprile Haftar prova a conquistare Tripoli militarmente senza però riuscirci. Ne nasce una guerra che manda in frantumi il piano ideato nella conferenza organizzata dall’Italia. Ma è anche la Francia a non uscirne vincitrice: Parigi deve annotare un allontanamento dal governo di Fayez Al Sarraj ed una mancata vittoria del generale Haftar, “corteggiato” da anni dai francesi. Adesso, come detto, la Germania punta a guidare il processo di stabilizzazione. Si parla, ancora una volta, di una conferenza internazionale da ospitare a Berlino od in un’altra città tedesca. Successivamente via ad un piano che prevede tre punti, tra cui le elezioni, sotto la supervisione delle Nazioni Unite.

Dunque, un percorso non dissimile da quello iniziato dall’Italia lo scorso anno e non portato al termine. A parlare della possibile conferenza in Germania, è il quotidiano arabo edito a Londra “Al Arab”. Secondo i giornalisti di questa testata, facendo riferimento a fonti “ben informate”, i preparativi per questa conferenza andrebbero avanti da alcune settimane.

Le parole della Merkel

Ma al di là delle supposizioni e delle ipotesi, da Berlino trapelano anche voci ufficiali. Angela Merkel, in un discorso al parlamento tedesco di pochi giorni fa, si dice preoccupata per la situazione in Libia: “Si rischia – dichiara il cancelliere – Una nuova guerra per procura proprio come in Siria. Questo dobbiamo impedirlo”. A confermare che la Germania sta effettivamente lavorando ad un proprio piano per la Libia, è l’ambasciatore tedesco a Tripoli Oliver Owcza.

È proprio lui a parlare del piano da tre punti a cui Berlino starebbe lavorando assieme all’Onu ed all’inviato speciale delle Nazioni Unite, il diplomatico Ghassan Salamé. La Germania quindi sembra mostrare serie intenzioni sulla Libia. Nel paese africano, ancora in preda ad un caos che nessuno fino ad oggi in Europa riesce a fermare, la guerra per la conquista della capitale nel frattempo continua.