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Fayez Al Sarraj è stato il primo leader straniero a mettere piede a Palazzo Chigi dopo l’insediamento del Conte II, nelle scorse ore la visita del primo ministro libico chissà non rappresenti anche l’ultima di un capo dell’esecutivo prima di una possibile crisi di governo italiana. In pochi, specialmente dopo la stretta di mano di Giuseppe Conte al generale Khalifa Haftar dello scorso 17 dicembre, si aspettavano l’arrivo di Al Sarraj a Roma. E c’è chi ha paventato la possibilità di una visita di natura privata, visto che nella capitale il premier libico ha il suo dentista di fiducia. L’incontro a Palazzo Chigi, a prescindere dallo stato di salute dei denti di Al Sarraj, c’è comunque stato e la trasferta romana ha avuto un momento ufficiale. Non sono pochi quindi gli aspetti da poter prendere in considerazione.

Prima Roma e poi Ankara

Da Mitiga, come riferito da AgenziaNova, l’aereo con a bordo il premier libico si è alzato in volo giovedì sera in direzione dell’Italia. A bordo del mezzo, tra gli altri, anche il capo del cerimoniale libico Faisal Obeid. Al Sarraj è arrivato nel nostro Paese lasciando a Tripoli una situazione alquanto tesa. C’è lo spauracchio di una ripresa degli scontri a Sirte, mentre nel Fezzan oramai i contrasti tra bande e tribù legate da un lato al governo tripolino e dall’altro ad Haftar sono all’ordine del giorno. La guerra quindi, all’inizio di questo 2021, potrebbe tornare ad essere a forte intensità. Le tensioni sono anche politiche: se da un lato è vero che i rapporti con l’Egitto di Al Sisi sono in netto miglioramento e che il riavvicinamento tra Riad e Doha, di riflesso, avrà conseguenze anche sul dossier libico, tuttavia appare ben lontano l’obiettivo di trovare un accordo tra le parti per un governo di unità nazionale. Al Sarraj era stato per l’ultima volta in veste ufficiale a Roma da dimissionario ad ottobre. Alla fine di quel mese, secondo le sue intenzioni annunciate poche settimane prima, doveva lasciare l’incarico. Ma il fallimento delle varie riunioni diplomatiche ha comportato il mantenimento dello status quo.

L’incontro tra Giuseppe Conte ed Al Sarraj a Palazzo Chigi si è avuto nel pomeriggio di questo venerdì. A darne notizia è lo stesso presidente del consiglio, il quale su Twitter ha rilanciato le immagini del bilaterale: “Costruttivo incontro con il Presidente libico Serraj – si legge sul profilo di Conte – Ribadita l’importanza di procedere speditamente nel processo politico sotto l’egida ONU. Pieno sostegno italiano al dialogo intra-libico verso un’ordinata transizione istituzionale a beneficio del popolo libico”. A Palazzo Chigi era presente, tra gli altri, anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Segno di un incontro tenuto tra i massimi rappresentanti della politica e della diplomazia dei due Paesi. Subito dopo la tappa romana, Al Sarraj ha ripreso l’aereo ma non per ritornare a Tripoli: destinazione del mezzo è questa volta la capitale turca Ankara. Lì incontrerà i massimi vertici della difesa del Paese anatolico.

Al Sarraj prova a diversificare le alleanze

Il fatto che il premier libico sia andato prima in Italia e poi in Turchia potrebbe essere altamente indicativo. Tripoli e Ankara nel novembre 2019 hanno stretto un accordo militare ed economico che ha reso le due parti molto vicine. Il governo turco ha inviato centinaia di mercenari siriani in Tripolitania per dare manforte alle milizie filo Al Sarraj contro Haftar. Un appoggio che si è rivelato decisivo visto che a giugno il generale, dopo 14 mesi di offensiva per la presa di Tripoli, è stato costretto a far dietrofront e a ritornare in Cirenaica, regione da lui controllata. Oggi però l’immagine di un governo libico attaccato unicamente alla Turchia ha iniziato a stare stretta allo stesso Al Sarraj. Nei giorni scorsi decine di miliziani siriani sono stati riportati indietro dalla Libia dopo le proteste per il mancato pagamento degli stipendi. Ankara, in poche parole, potrebbe dimostrare di non avere la forza necessaria per far fronte agli impegni presi con Tripoli.

Ma non solo: sotto il piano politico, per Al Sarraj identificarsi unicamente con l’omologo Erdogan potrebbe essere altamente controproducente. Per questo quindi dalla capitale libica sta emergendo con forza la volontà di “diversificare” le alleanze. Senza mettere in discussione la vicinanza con la Turchia, la Libia potrebbe provare a riavvicinarsi con altri storici partner. In tal senso l’Italia rappresenta l’occasione ideale per tornare ad allargare gli orizzonti nel Mediterraneo. Una ghiotta opportunità per Roma, quasi inaspettata dopo le magre figure rimediate nell’ultimo anno, non ultimo la vicenda legata ai pescatori sequestrati da Haftar, e dopo una costante perdita di peso politico in Tripolitania.