Un volo interno al continente africano, che nel giro di un paio d’ore avrebbe dovuto collegare Addis Abeba con Nairobi. È questo il primo dato del volo della Ethiopian Airlines tragicamente terminato, nella mattinata di domenica, a 62 km dalla capitale etiope. Una tragedia che non riguarda però solo l’Africa. A bordo di quel maledetto Boing 737 vi sono 157 persone con 33 diverse nazionalità. Otto sono italiani, tra questi si annoverano volontari e l’assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa.

Emerge quindi un aspetto non indifferente. Su quell’aereo sono presenti cittadini provenienti da tutto il mondo, tutti e cinque i continenti del pianeta lamentano la presenza di propri connazionali nel volo terminato sei minuti dopo il decollo. E questo fa destare l’attenzione su un elemento forse poco noto ma molto significativo di Addis Abeba: il suo elevato livello di internazionalizzazione. La capitale etiope si riscopre, anno dopo anno, capitale d’Africa.

Dalle sedi Onu a quella dell’Unione Africana: il mondo sempre più presente ad Addis Abeba

Più di tre milioni di abitanti, un boom edilizio che risulta ben evidente dalla miriade di grattaceli costruiti di recenti, aspetti moderni ma anche più antichi e tradizionali posti quasi confusamente uno accanto all’altro: Addis Abeba si presenta come una città frenetica, in espansione e con un’atmosfera diametralmente differente con quella del resto del paese. Si ha l’impressione di una metropoli diventata “hub” e centro di interessi dell’intero continente. Traffico di auto private e taxi, autobus che a stento riescono ad usare le corsie preferenziali, due linee tranviarie costruite dai cinesi ed aperte nel 2015 sulle quali ogni giorno si spostano migliaia di cittadini, cortei di diplomatici o capi di Stato in visita ai leader del paese: Addis Abeba non ha affatto l’aspetto di una capitale posta in una periferia abbandonata del mondo. Al contrario, sembra che il mondo giorno dopo giorno scopra questo angolo d’Africa ed anche grazie alla sua storia e posizione lo utilizzi per portare qui i propri rappresentanti.

A partire dall’Onu, che qui ha una delle sue sedi più importanti. L’Africa Hall, costruita nel 1961, ospita in particolare l’Uneca, ossia la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa. All’interno di questo edificio, si hanno anche diversi uffici dell’Onu ed una grande sala plenaria dove avvengono alcune delle più importanti riunioni internazionali che riguardano il continente nero. Ecco perchè attorno a questo edificio gravitano residenze ed uffici di numerosi diplomatici. Anche per questo motivo Addis Abeba è spesso scelta come sede di incontri e vertici i quali, soprattutto negli ultimi anni, arricchiscono la vocazione internazionale della capitale etiope. In città vi è anche la sede permanente dell’Unione Africana. Ubicata prima nell’Africa Hall, adesso l’organizzazione ha un edificio tutto suo costruito nel 2009 dai cinesi.

Tutto questo fa sì che Addis Abeba ospiti ambasciate di tutto il mondo, assieme a Nairobi è la capitale africana con più rappresentanze diplomatiche. Questo attira anche diverse televisioni, che qui hanno propri corrispondenti, così come molte società che scelgono la metropoli come propria sede africana. La relativa stabilità dell’Etiopia e la sua posizione geografica, contribuiscono a fare il resto. Sono tanti gli attori pubblici e privati africani a guardare verso Addis Abeba: la città è sempre più vera e propria capitale del continente nero.

Le attività dell’Ethiopian Airlines

Quanto sopra descritto, si ricollega ancora una volta all’incidente di domenica. C’è chi in Europa lancia moniti contro alcune compagne aeree, specialmente quelle africane. In realtà, proprio per la necessità di Addis Abeba di essere collegata giornalmente con tutti e cinque i continenti, la compagnia di bandiera etiope da anni accresce i propri standard di qualità. La flotta è tra le più moderne d’Africa, l’aereo precipitato è in servizio da appena quattro mesi. Questo deve spingere a fare maggiore chiarezza sul dramma: l’Ethiopian Airlines punta molto sull’affidabilità e la sicurezza, molti dei suoi aerei sono gli stessi che volano ogni giorno anche in Europa e nel resto del mondo. La compagnia di bandiera etiope viene scelta da molti per raggiungere, dal vecchio continente, diverse località africane. Lo dimostra il fatto che otto italiani risultano a bordo del volo della tragedia e questo spiega il perchè della presenza complessivamente di 157 persone di 33 diverse nazionalità.

L’incidente aereo è un colpo all’immagine di Addis Abeba e dell’Etiopia, il cui governo sotto il profilo infrastrutturale sta investendo parecchio: lo scalo di partenza del volo diretto in Kenya è tra i più moderni d’Africa, il suo traffico negli ultimi anni risulta più che triplicato. La capitale d’Africa vuole mantenere il suo ruolo di fulcro degli interessi africani. Il fatto che a piangere per questa tragedia non sia solo l’Etiopia ma il mondo intero, dimostra come la metropoli sia riuscita negli ultimi decenni nel suo intento di portare il mondo dentro i propri confini urbani. C’è quindi da aspettarsi una tanto rapida quanto significativa inchiesta.