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Il destino del caccia F-15 Eagle, icona americana, è nelle mani di Israele che potrebbe sancire la chiusura della linea di uno dei caccia Usa più amati di sempre. La questione nasce in base all’opposizione ufficiale di Israele contro la possibile fornitura di caccia F-15 Silent Eagle al Qatar. Washington ha soltanto due alternative: agire contro il suo alleato più fidato nella Regione e vendere i caccia al Qatar o aumentare le forniture miliardarie ad Israele, consentendo a quest’ultima di acquistare ulteriori F-15I. Se, infine, non dovesse giungere alcun ordine negli stabilimenti della Boeing, nel Missouri, la linea F-15 chiuderà per sempre.L’aviazione israeliana sarebbe fortemente interessata a due nuovi squadroni di F-15I equipaggiati con radar AESA. Costo complessivo dell’operazione stimato in dieci miliardi di dollari. La capacità di firmare nuovi accordi con la Boeing, però, dipende dalla portata finale del nuovo pacchetto di aiuti degli Stati Uniti che sarà formalizzato nelle prossime settimane.È comunque soltanto una questione di soldi.Se gli Usa dovessero elargire forniture militari per 40 miliardi di dollari (2018/2028), Israele garantirà l’investimento soltanto per gli F-35. Se, invece, Israele dovesse ottenere forniture per un valore di 50 miliardi di dollari, allora sarà in grado di acquistare altri due squadroni di F-15I e salvare l’Eagle.Il governo di Gerusalemme, in realtà, teme la disponibilità economica del Qatar e quel potenziale accordo con gli Stati Uniti per il rinnovo della flotta da superiorità aerea. Ad ogni modo, se entro i prossimi tre mesi la Boeing non dovesse ricevere ordini, sarà costretta a chiudere, dopo 40 anni, la linea Eagle.”Noi non vogliamo essere incolpati per la chiusura della linea Eagle – si difendono dal Ministero della Difesa israeliano – ma allo stesso tempo, i nostri amici americani devono capire che abbiamo seri problemi con il Qatar”. Secondo Israele, il Qatar sosterrebbe le organizzazioni islamiche sunnite estreme ed aiuterebbe direttamente Hamas.Sarebbe opportuno rilevare che uno dei principi su cui si basa il rapporto tra Stati Uniti ed Israele è il “Vantaggio Militare Qualitativo”. Secondo tale principio, gli Stati Uniti hanno il compito di salvaguardare i margini militari di Israele. Una volta classificate le minacce, gli Usa corrispondono ad Israele i migliori sistemi d’arma evitando al contempo di equipaggiare, con i medesimi asset, i paesi del Golfo. Secondo tale principio alla base del rapporto tra Washington e Gerusalemme, Israele ha ritardato di due anni la vendita di 40 F-18 Hornet al Kuwait. Nonostante il disgelo delle ostilità tra Israele e gli stati sunniti del Golfo a causa della comune minaccia iraniana, Israele vuole preservare il suo vantaggio qualitativo contro qualsiasi combinazione regionale. Nonostante la convergenza di interessi con alcuni paesi del Golfo, Israele identifica come sicurezza nazionale la vendita dei sistemi d’arma nella Regione.Ad oggi Israele si è ufficialmente opposta alla sola fornitura dei caccia F-15SE al Qatar. Per i 40 Hornet al Kuwait, Israele ha espresso soltanto preoccupazioni, ma non obiezioni. Sarebbe corretto rilevare che i ritardi degli Stati Uniti, nella fornitura dei sistemi d’arma ai paesi del Golfo, potrebbero determinare seri problemi di fiducia con l’amministrazione americana. Senza dimenticare, infine, che i russi sono pronti a subentrare nelle trattative.La nuova posizione dell’Iran potrebbe unire Israele ed alcuni paesi arabi sunniti.Infine, anche la possibile fornitura di 30 F-16 Block-61 così come l’aggiornamento della flotta Block-60 esistente degli Emirati Arabi Uniti, potrebbe essere bloccata da Israele.

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