A gennaio, in una breve intervista, è stato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ad ammettere che il suo Governo sta lavorando per la costruzione di nuova capitale. L’idea quindi è di sostituire Teheran, ossia la città più grande del Paese, nonché principale polo economico e finanziario. Come mai si potrebbe arrivare a una svolta così radicale e clamorosa?
Una città giunta al limite
La prima risposta va ricercata proprio nell’estensione della metropoli e nella sua importanza: Teheran è talmente vitale per gli iraniani che ogni anno cresce e attrae nuovi abitanti. Ma la città, con i suoi 14 milioni di residenti interni all’intera area urbana, è ormai satura. A Nord la metropoli ha toccato le pendici dei Monti Elburz, a Sud c’è il Dasht-e Kavir, il deserto che caratterizza l’altopiano iraniano. Appare quindi impossibile costruire nuovi quartieri.
Ma la saturazione non riguarda soltanto lo spazio potenzialmente edificabile. La crescita senza limiti di Teheran sta rendendo sempre più difficili le forniture di servizi, da quello dei trasporti passando per quello idrico. Occorrono nuove infrastrutture la cui costruzione, per via della conformazione del territorio urbano e delle difficoltà economiche che il Paese sta attraversando, non appare né facile e né immediata.
L’alternativa del Governo: spostarsi nel Makran
Davanti a uno scenario del genere, così come visto ad esempio in Egitto, il Governo vuole puntare sullo spostamento delle sedi amministrative. Al Sisi sta già costruendo New Il Cairo, Pezeshkian ha in mano i primi progetti e sembra voler abbandonare del tutto l’area di Teheran. La regione prescente sarebbe quella del Makran. Si tratta di un’area organica alla provincia del Belucistan, affacciata sul Golfo dell’Oman e non lontana dal confine con il Pakistan. Attualmente qui sorgono piccoli centri costieri, tra tutti quello di Chabahar. La zona è comunque scarsamente abitata, molto remota anche rispetto alle vie di comunicazione del Paese.
Tuttavia, hanno sottolineato alcuni analisti nei giorni scorsi, il Makran avrebbe un vantaggio rispetto a Teheran: si trova in un’area internazionale sempre più strategica per via della presenza delle acque del Golfo dell’Oman. Sul versante pakistano del Belucistan, la Cina sta investendo svariati miliardi di dollari, in quello iraniano a investire potrebbe essere l’India e non solo. L’Iran vorrebbe quindi sfruttare l’importanza della regione e attirare investimenti sulla “new town“. Non solo: occorre considerare infatti anche un aspetto legato alla sicurezza. In caso di sommosse o nuove proteste, raggiungere il Makran sarebbe difficile per i gruppi di manifestanti. E in una città costruita unicamente per svolgere la funzione di capitale, i centro di potere sarebbero più al riparo.
Le incognite
Al momento si parla comunque di bozze e di progetti. Nulla è stato deciso e nulla è definitivo. Anche perché, come dichiarato dalla portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, lo spostamento della capitale non è tra le priorità. Ma già il fatto che se ne parli implica che qualcosa effettivamente si sta muovendo. Le incognite nel lungo periodo potrebbero riguardare ovviamente la disponibilità di fondi. Così come anche la disponibilità, da parte del clero e dei vertici politici, di lasciare Teheran e di non considerare dopo tre secoli quella città come la propria capitale.