Arrivano segnali positivi dalla Corea dopo il primo incontro di alto livello fra funzionari di Seul e Pyongyang avvenuto nella mattinata di oggi a Panmunjom. Le delegazioni inviate dai governi della Corea del Nord e della Corea del Sud hanno raggiunto accordi che sembravano essere impensabili fino a pochi mesi fa e, nonostante l’escalation di tensione militare, il dialogo appare come un via possibile. Da quanto è stato annunciato dalla zona demilitarizzata, in cui ha avuto luogo l’incontro, la Corea del Nord ha deciso che invierà una delegazione di alto livello ai Giochi olimpici invernali che si terranno in Corea del Sud e ha ufficializzato la partecipazione degli atleti nordcoreani al torneo. Una vittoria diplomatica di Seul che aveva da sempre considerato le Olimpiadi quali un momento ideale per provare a dialogare con Pyongyang. La delegazione nordcoreana sarà composta da “funzionari di alto livello”, atleti, personale di supporto, membri del mondo dello spettacolo, turisti/tifosi prescelti, una squadra di Taekwondo e un gruppo di giornalisti. La composizione della delegazione nordcoreana è stata annunciata dallo stesso viceministro sudcoreano per l’Unificazione, Chun Hae-sung. Seul ha anche proposto che gli atleti delle due Coree sfilino assiemedurante le cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi, fatto peraltro già avvenuto in occasione di Sydney 2000, Atene 2004 e di Torino 2006. Segnali che hanno dimostrato l’apertura del governo sudcoreano al dialogo.
La Corea del Nord aveva fatto intendere che in questo meeting l’intenzione sarebbe stata solo quella di discutere della partecipazione alle Olimpiadi invernali. Ma era chiaro sin da subito che non poteva ridursi tutto alla partecipazione degli atleti nordcoreani ai Giochi. Pyeongchang 2018 è solo la cornice in cui tutto ciò poteva avvenire senza mostrarsi deboli, e questo valeva per entrambi i governi, desiderosi di giungere al dialogo ma senza apparire come artefici di cessioni nei confronti della controparte. Ed infatti è stato lo stesso ministro sudcoreano, Chun, ha dire che “La Corea del Nord ha proposto di risolvere le questioni riguardanti i legami intercoreani attraverso il dialogo e i negoziati per la pace e l’unità nella penisola”, aggiungendo che “è meglio non correre e risolvere una ad una le questioni con pazienza”. Un cauto ottimismo che aveva mostrato anche il capo della delegazione inviata da Kim, Ri Son-gwon, capo del Comitato nordcoreano per la Riunificazione Pacifica, il quale aveva detto: “Sono arrivato qui con la speranza che le due Coree si parlino con atteggiamento sincero e fiducioso”. “Sono venuto a questo incontro per consegnare un risultato prezioso ai nostri compagni, che hanno grandi aspettative”, ha detto Ri, affermando che l’incontro è stato organizzato su “volontà divina”, basandosi sui “cuori del popolo coreano” e senza dimenticare la “situazione attuale”. Messaggi di sincera cordialità fra le due delegazioni che sono stati anche preludio della proposta sudcoreana di tenere riunioni familiari delle famiglie divise dalla guerra durante i festeggiamenti per Seollal, il capodanno coreano, che cade il 16 febbraio.
Da parte della Corea del Nord è arrivato poi un gesto che, molto probabilmente, vale più di tanti discorsi. Durante la riunione delle delegazioni delle due Coree, il governo di Pyongyang ha notificato a quello di Seul il completamento delle operazioni per la riapertura di una delle sue linee di comunicazione militare alla frontiera militarizzata. In particolare, si tratta della linea diretta di comunicazioni militari vicina al Mar Giallo, tra la costa cinese e la penisola coreana. Interrotta da due anni, la linea inizierà ad essere riutilizzata a partire dalle 8:00 di mercoledì. Un segnale importante che indica la volontà di Pyongyang di ricominciare a comunicare con Seul. Ma è un messaggio anche politico (e internazionale) di estrema rilevanza. Kim Jong-un riapre le comunicazioni dirette solo con il governo della Corea del Sud, ed ha più volte sostenuto di volere un dialogo esclusivamente rivolto alla controparte coreana senza interferenze statunitensi e giapponesi. Segnali di disgelo, da una parte e dall’altra, ci sono. E si parla anche di un timido allentamento delle sanzioni sudcoreane contro i funzionari della Corea del Nord. Ma adesso bisognerà capire quanto tutto questo si tramuti in una distensione reale. Tuttavia, il fatto che si parli di dialogo induce già a un discreto ottimismo, dopo che per mesi le uniche parole usate sono state quelle di minaccia.



