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Da Atene è arrivata la prima condanna ufficiale degli Stati Uniti all’accordo tra Erdogan ed Al Sarraj sui nuovi confini marittimi. Ad esprimerla però non è stato un membro dell’amministrazione americana, bensì l’ambasciatore di Washington in Grecia, Geoffrey Pyatt. Quest’ultimo ha espresso preoccupazione per la situazione venutasi a creare nel Mediterraneo orientale.

“Usa in disaccordo con la Turchia”

L’ambasciatore americano ad Atene non ha lasciato spazio ad interpretazioni intervenendo sulla vicenda che, in questi ultimi giorni, sta preoccupando in primo luogo il paese ellenico: “Gli Stati Uniti – ha dichiarato Pyatt – sono chiaramente in disaccordo con il memorandum sulla demarcazione dei confini marittimi tra Turchia e Libia”. Ma non solo: secondo Washington quanto sottoscritto tra Erdogan ed Al Sarraj non rispetterebbe il diritto internazionale: “Il giudizio giuridico degli Stati Uniti – ha proseguito Pyatt, come riportato da AgenziaNova – è che il governo turco, nelle sue valutazioni sulle pretese sui confini marittimi, differisce con la nostra analisi legale e anche con la Convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos)”.

L’accordo tra Ankara e Tripoli ha previsto, come si sa, una ridefinizione dei confini marittimi tra i due paesi ed in special modo delle rispettive Zee, Zone Economiche Esclusive. Una vera e propria nuova mappa del Mediterraneo, che taglierebbe fuori la Grecia ed isolerebbe sotto il profilo commerciale Egitto ed Israele dall’Europa. Da qui le preoccupazioni, sulla sponda del vecchio continente, da parte di Atene fatte proprie nelle scorse ore anche dagli Stati Uniti.

Ma Washington non interverrà

C’è però un passaggio, nel discorso dell’ambasciatore americano, che conferma la linea di Washington già vista in queste ultime settimane anche su altri dossier riguardanti il Mediterraneo ed il medio oriente. Infatti, questa questione, al pare delle altre che interessano la regione, per gli Stati Uniti non è affatto prioritaria: “Vogliamo che il Mediterraneo orientale sia una zona di cooperazione economica e di opportunità”, ha chiarito infatti Pyatt, invitando i paesi interessati a risolvere “pacificamente” la situazione.

In poche parole, gli Usa hanno espresso una posizione secondo cui l’accordo turco – libico sarebbe fuori dalle regole del diritto internazionale ma, contestualmente, Washington non è interessata ad intervenire in modo diretto sulla vicenda. Come per la Libia e per le altre questioni regionali, la Casa Bianca sta in osservazione da lontano, esprimendo le proprie posizioni ma lasciando un eventuale intervento, al contempo, solamente ai diretti interessati. E così, nel dare ragione alla Grecia, gli Usa allo stesso tempo hanno ben chiarito come l’unico loro vero auspicio riguarda una pacifica risoluzione del potenziale contenzioso.