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La notizia è passata sotto traccia soprattutto in Europa, dove è stata offuscata dai racconti delle manifestazioni pro Gaza e dalle crescenti tensioni tra la Nato e Mosca. Nel silenzio quasi generale nei giorni scorsi c’è invece stato un curioso viaggio istituzionale di Min Aung Hlaing, il capo della giunta militare al governo in Myanmar, in Russia.

Qui, dal 24 al 26 settembre, è andato in scena un vis a vis tra Mr. Min e Vladimir Putin. Proprio Putin ha ricordato che le relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono state stabilite più di 70 anni fa, e che entrambi i governi stanno lavorando agli accordi firmati durante l’ultima visita a Mosca di Min, avvenuta a marzo. Da parte sua, l’ospite ha espresso gratitudine per l’invito a partecipare alla Settimana atomica mondiale e ha sottolineato la crescente presenza diplomatica del Myanmar in Russia.

“Abbiamo costruito un’ambasciata del Myanmar a Mosca. Abbiamo anche aperto consolati generali a San Pietroburgo e Novosibirsk, e prevediamo di aprire un consolato generale del Myanmar a Vladivostok nel prossimo futuro”, ha dichiarato Min. Non solo: il leader birmano è tornato a casa forte di un paio di accordi strategici.

L’incontro tra Min e Putin

Il primo accordo, stipulato con il capo di Rosatom, Alexey Likhachev, riguarda una tabella di marcia per dotare il Myanmar dell’atomica in campo civile.

Sul tavolo ci sono i piani per dotare Naypyidaw di un reattore nucleare a bassa frequenza (SMR) da 110 megawatt, oltre ad attività formazione e attività di regolamentazione che i russi dovranno garantire ai birmani. Il Myanmar ha compiuto “progressi significativi” nella tecnologia nucleare grazie al “multiforme supporto” di Mosca, ha dichiarato Min al pubblico del World Atomic Week Forum.

Il secondo accordo, che ha invece coinvolto il numero uno di Roscosmos, Dmitry Bakanov, chiama in causa l’esplorazione e le applicazioni spaziali. In ambito politico, infine, Min Aung Hlaing ha informato Putin dei piani per invitare osservatori internazionali alle elezioni graduali previste per dicembre-gennaio, che sono state respinte dalle democrazie occidentali perché considerate una farsa progettata per consolidare il regime militare.

Il capo del Cremlino ha invece appoggiato la road map della giunta. Ricordiamo che, fin dai tempi del predecessore di Min Aung Hlaing, Than Shwe, l’esercito del Myanmar ha più volte chiesto l’assistenza della Corea del Nord e della Russia per realizzare il suo sogno nucleare.

Sogni nucleari e spaziali

Rosatom sta contribuendo alla costruzione di un piccolo reattore modulare (SMR) da 110 megawatt nei pressi della capitale amministrativa del Myanmar. Indiscrezione confermata anche dai media russi, secondo i quali l’incontro tra Min Aung Hlaing e Likhachev si sarebbe concentrato sui progressi birmani nello sviluppo delle infrastrutture nucleari e sulla formazione di un’opinione pubblica positiva sulle tecnologie nucleari nel Paese.

Min, come detto, ha avuto un meeting anche con Bakanov, firmando un accordo sulla cooperazione nell’esplorazione e nell’uso dello Spazio per scopi pacifici. I due hanno discusso della cooperazione bilaterale nello Spazio e si sono scambiati opinioni su promettenti settori di collaborazione, in particolare nella navigazione satellitare, nel telerilevamento della Terra, nella creazione di veicoli spaziali, nell’aumento del potenziale delle risorse umane e nei programmi con equipaggio.

Gli accordi formalizzano una più stretta cooperazione tra la giunta militare birmana e le società statali russe in un momento in cui il Myanmar è alla ricerca di assistenza tecnica e sostegno politico. Al ritorno di Min in patria, il portavoce della giunta, il generale di divisione Zaw Min Tun, ha affermato che Putin considera il Myanmar il partner più affidabile della Russia nel Sud Est Asiatico: un messaggio non di poco conto.

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