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“Stiamo sviluppando una nuova generazione di missili che non abbiamo ancora svelato, ma saranno immuni a qualsiasi contromisura della Nato”.È quanto ha rivelato il vicepresidente della commissione Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione russa, Evgeny Serebrennikov raggiunto dalla Ria Novosti sulla questione Svezia.”Non parliamo soltanto di capacità tecnico-militari. Se la Svezia dovesse entrare a far parte della Nato, schiereremo in gran numero i nostri nuovi missili lungo il confine settentrionale ed a nord-ovest. La Svezia e la Nato dovranno decidere a breve, noi agiremo di conseguenza”.Frasi che si allineano a quelle del rappresentante permanente russo presso la Nato Alexander Grushko, che il mese scorso affermò che Mosca non avrebbe assistito passivamente ad un riarmo americano dell’Europa, annunciando risposte asimmetriche”.OTRK_IskanderMMissile Iskander nascosto nel suo lanciatore MZKT-7930“Aspettiamo di capire i reali parametri che aumenteranno in Europa, ma tale politica di scontro dovrebbe cessare pena la fine del già caduco rapporto tra Russia e Nato. La cooperazione sarà possibile solo quando i paesi della Nato inizieranno a capire che questa politica di scontro contraddice i loro interessi nazionali”.Sappiamo che Kaliningrad ospita batterie missilistiche a corto raggio Iskander che, in teoria, potrebbero colpire il fianco orientale della Nato ad una distanza massima di 480 km. Il vicepresidente della commissione Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione russa, Evgeny Serebrennikov ha però parlato di nuovi sistemi. Dovrebbero comunque riguardare sistemi balistici tattici ad alta precisione ottimizzati per l’utilizzo a distanza ravvicinata: i missili balistici intercontinentali, infatti, non hanno la necessità strategica di essere collocati a ridosso dei confini.  La presenza Iskander sarebbe quindi probabile, forse nelle sue ultimissime varianti ufficialmente ancora in fase di sviluppo. Gli asset ipersonici, invece, non saranno in linea prima del 2020.

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