Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha avvicinato l’Arabia Saudita a Israele. I due Paesi, almeno sulla carta, non hanno relazioni diplomatiche, eppure negli ultimi tre mesi qualcosa è cambiato. E parecchio. Prima l’erede al trono visita segretamente lo Stato ebraico, poi membri dell’intelligence di Riad raggiungono Tel Aviv , poi, per la prima volta nella storia di Israele, un capo di stato maggiore ebraico concede un’intervista a un organo di stampa saudita  e, infine, il ministro dell’Energia israeliano, Yuval Steinit, conferma: “Stiamo sviluppando rapporti sia con l’Arabia Saudita che con altri Paesi arabi o musulmani e c’è molto di più, ma lo teniamo segreto”.

Una parte di questo segreto è stata svelata, se si ha la pazienza di ricostruire il puzzle di ciò che è successo in Medio Oriente negli ultimi mesi. L’avvicinamento tra Arabia Saudita e Israele è infatti andato di pari passo con i viaggi di Jared Kushner, consigliere del presidente americano Donald Trump, a Riad. Viaggi passati in sordina, dei quali forse di comprende l’importanza solamente oggi.

A inizio novembre, il giornalista Rami Khouri anticipava su L’Internazionale gli argomenti trattati dal rampollo americano e da Salman durante i loro incontri: “Kushner starebbe insistendo sul tentativo di convincere l’Arabia Saudita, l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania e altri Paesi a prendere parte a una grande trattativa di pace tra palestinesi e israeliani, che permetterebbe anche di tenere a bada l’influenza dell’Iran nella regione. Una simile collaborazione regionale risolverebbe, in questo senso, il conflitto israelo-palestinese e quello arabo-israeliano più in generale, promuovendo dei legami più forti tra Israele e molti Stati arabi della regione, e creando un’alleanza unica arabo-israelo-statunitense in grado di opporsi e ‘far arretrare’ l’influenza iraniana nella regione”. E proprio a quest’ultimo punto, ovvero il nuovo ruolo di Teheran, Foreign Policy dedicava un’analisi approfondita in cui si ipotizzava che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stesse pianificando assieme a Kushner e Salman una strategia per arginare gli ayatollah.

Si era a novembre, un mese fa, quando ancora nessuno pensava che Trump potesse proclamare lo spostamento dell’ambascita statunitense in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Un articolo pubblicato la scorsa domenica sul New York Times approfondisce ancora di più il piano di Kushner e Salman. Secondo quanto scrive il quotidiano statunitense, i due rampolli avrebbero pensato di concedere Gerusalemme Est a Israele, mentre i palestinesi avrebbero potuto proclamare Abu Dis, un sobborgo della Città Santa, come loro capitale.

Inoltre, il principe saudita avrebbe proposto al leader palestinese Mahmoud Abbas la creazione di uno Stato separato comprendente Gaza e quella parte di Cisgiordania dove non sono presenti gli insediamenti israeliani. Richieste irricevibili per Abbas, che infatti, secondo quanto riporta il Nyt, avrebbe protestato vivacemente senza però ottenere alcun ripensamento da parte del principe saudita.

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