E così, Vladimir Putin Donald Trump potrebbero incontrarsi ancora. Questa volta al vertice Apec in Vietnam, che inizierà nel fine settimana. Per il Cremlino il meeting tra i due si terrà domani, mentre per il segretario di Stato americano Rex Tillerson è ancora tutto da definire. Come al solito, c’è grande confusione. Anche perché l’attenzione dei media è alta e Russia e Stati Uniti non possono permettersi errori.

Il primo incontro tra i due presidenti è stato lo scorso luglio in occasione del G20. Un incontro amichevole, quasi che i due presidenti si conoscessero da tempo. “Sono onorato di incontrarla. Mi aspetto che accadano un sacco di cose positive per gli Stati Uniti e per la Russia”, disse allora Trump. “Sono felice di conoscerla – rispose Putin – abbiamo parlato più volte al telefono, ma non è mai abbastanza. Se si vogliono risolvere le questioni di politica internazionale occorrono incontri personali. Spero che questo porti a risultati positivi”.

E il possibile incontro di domani toccherà sicuramente temi come la Siria, l’Ucraina e, dati i recenti fatti di cronaca, la crisi in Libano e Arabia Saudita. La partita siriana è andata persa e la politica di Barack Obama è stata fallimentare: Bashar al Assad rimarrà al potere e l’asse sciita è adesso più forte di prima. Un colpo duro per l’amministrazione americana, ma un’opportunità per Trump. Il tycoon, soprattutto in campagna elettorale, ha infatti espresso molte perplessità sulla politica americana in Medio Oriente e lo scorso luglio, proprio qualche giorno dopo l’incontro con Putin, ha fermato il piano della Cia per armare i ribelli siriani. Ma non solo: proprio grazie a quell’incontro tra i due presidenti è stato raggiunto il cessate il fuoco in Siria.

Ma sul tavolo c’è anche la Corea del Nord. Proprio oggi  Trump  ha ribadito alcuni concetti già espressi nei giorni scorsi sulla minaccia di Kim Jong-un, ma con toni meno bellicosi di quelli usati a Tokyo e Seul: “L’intero mondo civilizzato deve essere unito per affrontare la minaccia nordcoreana. Non dobbiamo commettere gli errori del passato e dobbiamo mettere in pratica le risoluzioni dell’Onu”. Per questo il presidente americano ha esortato Putin e Xi Jinping ad agire insieme: “Dobbiamo agire rapidamente e ci auguriamo che la Cina si muova in maniera più rapida ed efficiente di chiunque altro per risolvere questo problema. “La Cina può mettere a posto questo problema in modo facile e rapido. Ho chiesto alla Cina e al vostro grande presidente di lavorare su questo con impegno. So una cosa del vostro presidente, se vuole, qualcosa ci riesce. Non c’è dubbio. Chiedo anche alla Russia di collaborare a far fronte a questa situazione potenzialmente molto drammatica”. Una mano tesa che anticipa sicuramente uno degli argomenti che affronteranno i due presidenti. 

Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY