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“Sei a New York il 9 luglio? Marina ti vorrebbe a cena”. Il messaggio viene inviato da Tony Podesta a suo fratello John, capo dello staff della campagna elettorale di Hillary Clinton, il 28 giugno del 2015. Tre giorni prima, la controversa artista Marina Abramovic  gli aveva scritto: “Caro, sono proprio impaziente per la Spirit Cooking Dinner a casa mia. Riesci a farmi sapere se tuo fratello parteciperà?”.

Secondo quanto scrive il  Guardian, durante queste cene l’artista userebbe del sangue di maiale per mettere i commensali in contatto con i morti. Ma non solo. Verrebbero infatti servite anche pietanze a base di “latte materno fresco con aggiunta di latte-sperma” e cocktail con “fresca urina del mattino”, come scrive la stessa Abramovic nel suo Spirit Cooking with Essential Aphrodisiac Recipes. A partire da questa notizia, si è innescata una polemica devastante e il tutto è stato bollato come  fake news. Appurare la veridicità di queste cene è pressoché impossibile. Quel che è certo, però, è che questa mail rivela uno spirito, un certo modo di vivere, degli ambienti di potere.

Lo scandalo che ha colpito Harvey Weinstein è rivelatore. Il celebre produttore cinematografico, infatti, pochi giorni fa si è scusato per aver molestato, nel corso di 30 anni, diverse donne che lavoravano per lui: “Sono consapevole che il modo con cui mi sono comportato con alcuni colleghi in passato ha causato molto dolore e chiedo scusa”, ha detto in comunicato.

Ma Weinstein non è solamente un produttore cinematografico. È anche uno dei più grandi donatori del partito democratico americano. Secondo quanto riporta il New York Times, infatti,  dal 1990 ad oggi Weinstein ha donato 1,4 milioni di dollari ai candidati dem ed è sempre stato vicino alla famiglia di Barack Obama, tanto che Michelle lo aveva definito “un essere umano meraviglioso e un buon amico”. 

Scrive sempre il quotidiano statunitense che l’intimità era tale che la primogenita Malia, 18 anni, prima di iniziare quest’autunno a frequentare Harvard, ha lavorato presso per i fratelli Weinstein. Il New York Times, che ha svelato questo scandalo, scrive che nessuno degli Obama, dopo le accuse di molestie sessuali, ha preso le distanze dal produttore. Lo stesso vale per i coniugi Clinton, che si sono trincerati in un silenzio tombale, nonostante lo scorso anno Weinstein abbia organizzato una cena di raccolta fondi nella sua casa di Manhattan per sostenere Hillary.

Insabbiare tutto

Nel 2004, Sharon Waxman, fondatrice del sito di attualità dello show-business The Wrap, aveva confessato di aver ricevuto, quando lavorava ancora per il NyT, la testimonianza di una donna aggredita sessualmente da Weinstein. Secondo la Waxman l’inchiesta non venne pubblicata a causa delle pressioni fatte dallo stesso produttore e dell’azienda, anche se queste accuse sono state rimandate al mittente dal quotidiano. Furono fatte anche pressioni politiche? Difficile dirlo. Ma di Weinstein non si poteva parlare. Fino ad oggi, almeno.

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