L’Australia sospende i raid in Siria

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L’Australia ha deciso di sospendere i raid aerei in Siria. La decisione arriva a meno di 24 ore dalle minacce di Mosca ai velivoli della coalizione internazionale anti-Isis a guida americana.

Dopo che, ieri, un caccia statunitense ha abbattuto un Su-22 dell’aviazione siriana, impegnato nelle operazioni contro i jihadisti dell’Isis ad al Rasafa, nei pressi di Raqqa, la Russia ha deciso, infatti, di sospendere l’accordo con gli Stati Uniti per la garanzia della sicurezza dei voli sui cieli siriani, avvertendo la coalizione internazionale anti-Isis che qualunque jet o drone appartenente alla coalizione,  identificato a ovest dell’Eufrate, sarebbe stato un potenziale bersaglio dell’aviazione russa.

Da qui, l’annuncio del dipartimento per la Difesa di Canberra, di sospendere le operazioni dei propri caccia in Siria. Una decisione presa a scopo precauzionale, spiega la Difesa australiana. “Stiamo monitorando la situazione aerea in Siria e la decisione di riprendere le operazioni aeree del dipartimento della Difesa australiano in Siria, sarà presa a tempo debito”, ha dichiarato il dipartimento della Difesa in una nota, citata dall’agenzia ReutersI raid aerei contro l’Isis in Iraq continueranno, invece, regolarmente, aggiungono da Canberra.

Resta alta la tensione, quindi, tra Mosca e Washington, sul fronte siriano. Il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, ha ribadito oggi che “la situazione legata alle azioni della coalizione a guida statunitense in Siria è fonte di serie preoccupazioni” per la Russia. “Faremo tutto il possibile per proteggere i nostri interessi”, aveva risposto ieri il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, alla decisione dei russi di interrompere l’accordo per la garanzia della sicurezza dei voli, pur sottolineando la volontà degli Stati Uniti di mantenere aperte “le linee di comunicazione” al fine di “evitare potenziali problemi” con Mosca. È l’Isis la vera minaccia “per tutte le nazioni”, ha aggiunto Spicer ricordando come gli Stati Uniti e i loro alleati stiano combattendo il gruppo terroristico in Siria e in Iraq.

Ma davanti al rischio di incidenti tra i caccia russi e quelli della coalizione, Camberra ha optato per lo stop dei raid contro le postazioni del Califfo in Siria. La partecipazione australiana alle operazioni della coalizione internazionale anti-Isis nel Paese era stata annunciata nel settembre del 2015 dall’allora premier Tony Abbot. Da allora l’Australia, che già partecipava alle operazioni contro le bandiere nere nel teatro iracheno, ha contribuito alle operazioni con sei caccia-bombardieri F-18 di stanza negli Emirati Arabi Uniti.