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Politica

Merkel ritira truppe da Incirlik

Alla fine Berlino ha deciso. I militari tedeschi abbandoneranno la base aerea turca di Incirlik e si trasferiranno, con personale e mezzi militari, nella base giordana di Azraq.Lo scontro sulla base Nato di IncirlikLa decisione arriva dopo mesi di tensioni...

Alla fine Berlino ha deciso. I militari tedeschi abbandoneranno la base aerea turca di Incirlik e si trasferiranno, con personale e mezzi militari, nella base giordana di Azraq.Lo scontro sulla base Nato di IncirlikLa decisione arriva dopo mesi di tensioni diplomatiche tra Ankara e Berlino. Un braccio di ferro, quello tra Germania e Turchia, che si gioca su molti tavoli, compreso quello del futuro della base Nato di Incirlik, strategica per l’Alleanza Atlantica e cruciale per la lotta allo Stato Islamico in Siria. Dopo la svolta conservatrice seguita al referendum costituzionale dell’aprile scorso, infatti, ad Ankara c’è stato chi, dalle file del partito di Erdogan, ha proposto di chiudere e “nazionalizzare” la base aerea. Una posizione che ha, ovviamente, suscitato polemiche tra i membri dell’Alleanza Atlantica. La tensione è salita ulteriormente, però, a metà maggio, quando Ankara ha vietato ad un gruppo di deputati provenienti da Berlino di fare visita ai militari tedeschi impegnati nelle operazioni della Coalizione internazionale anti-Isis, di stanza nella base. Nemmeno la visita degli scorsi giorni del ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, nella capitale turca è servita a ricucire lo strappo. Irremovibile il ministro degli Esteri Cavusoglu, che vorrebbe un “passo avanti” di Berlino sulla questione dell’asilo concesso in Germania ad alcuni militari e diplomatici turchi accusati di essere legati all’organizzazione di Fetullah Gulen e coinvolti nel tentato golpe dello scorso luglio. Un passo che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, non è disposta a fare a pochi mesi dalle elezioni, con le opposizioni che le rimproverano di essersi piegata troppo a lungo “alle posizioni ricattatorie di Ankara”.Il trasferimento delle unità tedesche in GiordaniaAl governo tedesco, quindi, non è rimasta altra scelta che quella di trasferire le truppe della Bundeswehr in Giordania. I 260 militari tedeschi che partecipano alle operazioni contro lo Stato Islamico potrebbero essere ridislocati nella base di Azraq già entro la fine del mese. Serviranno circa due mesi, invece, per trasferire l’equipaggiamento e i sei caccia Tornado da ricognizione, arrivati ad Incirlik nel gennaio 2016 da Amburgo. Costruita nel 1951 la base di Incirlik è una delle più importanti del fianco sudorientale della Nato. È servita da deterrente contro l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda e ha avuto un ruolo centrale nelle diverse crisi mediorientali degli ultimi anni, dalla guerra del Golfo, all’operazione Enduring Freedom in Afghanistan, fino alla lotta contro il Califfato in Iraq e in Siria. Dal 2014, infatti, decollano da Incirlik i caccia della Coalizione internazionale anti-Isis impegnati nei teatri di conflitto siriano e iracheno. La base ospita il personale militare di Stati Uniti, Regno Unito, Olanda, Spagna, Danimarca, Repubblica Ceca, Arabia Saudita e Qatar.In Turchia continuano gli arrestiDal tentativo di colpo di Stato del luglio scorso le relazioni tra Germania e Turchia stanno attraversando un periodo di crisi. Le questioni sul tavolo sono molte. Dalle accuse di Ankara a Berlino per il supporto ai gulenisti e ai curdi del Pkk, alle tensioni durante la campagna elettorale per il referendum dello scorso aprile, quando alcuni Lander tedeschi vietarono i comizi che i ministri in arrivo da Ankara dovevano tenere per la comunità turca residente in Germania. Sul piano del rispetto dei diritti umani, infatti, la repressione seguita al tentato golpe, ha messo in imbarazzo non poco Angela Merkel, che aveva individuato nel presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, un alleato chiave per frenare il flusso di rifugiati verso l’Europa. Decine di migliaia di persone sono finite dietro le sbarre in Turchia e tra loro c’è anche il giornalista del quotidiano tedesco Die Welt, Deniz Yucel, accusato di propaganda terroristica e considerato una “spia” dal governo di Ankara. Arresti che continuano anche a quasi un anno di distanza dal tentato golpe. È di oggi, infatti, la notizia del fermo del presidente di Amnesty International Turchia, Taner Kilic, arrestato a Smirne assieme ad altri 22 avvocati, con l’accusa di avere legami con il movimento guidato da Gulen. Nonostante le tensioni, però, il dialogo con Ankara continuerà. Ad assicurarlo è stata la stessa cancelliera Merkel, dopo che il governo di Berlino ha annunciato il ritiro delle truppe tedesche dalla base turca.





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