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Per mesi e mesi l’hanno presa di mira con una violenza inaudita. La sua colpa? Essere la moglie di Donald Trump. Ora, a sorpresa, alla First Lady arriva il plauso nientepopodimeno che dal New York Times, nemico giurato del presidente. Il giornale della Grande Mela rende omaggio a Melania appena la coppia ha fatto ritorno negli Usa dal tour internazionale, con tappe a Riad, Gerusalemme, Roma, Bruxelles e Taormina. Una settimana molto intensa, fitta di appuntamenti per il presidente. Ma a rubargli la scena, per lo meno da un punto di vista mediatico, è stata Melania.Nessun paragone con JFK e Jackie, assicura il Nyt, se non altro perché Trump mai e poi mai si sognerebbe di pronunciare la famosa frase del presidente Kennedy: “Io sono l’uomo che ha accompagnato Melania Trump a Roma”. Nel giugno del 1961 JFK visitò Parigi e la moglie, Jacqueline Kennedy, stregò a tal punto i francesi che il presidente, scherzando, fece una delle sue più efficaci battute di sempre, dicendo che lui nella capitale francese era stato quasi un di più.“Trump non conosce la falsa modestia – osserva il Nyt – ma come Kennedy a Parigi, è sembrato esser messo in ombra quando ha presentato sua moglie a Papa Francesco: il Pontefice, che sembrava cupo e irritato quando era accanto al presidente”, quando gli è stata presentata la signora Trump “si è aperto in un sorriso”. Insomma, Melania ha compiuto quasi un miracolo: mettere di buon umore Bergoglio, nervosetto per avere davanti a sé un leader che non ama.Un altro gesto importante di Melania, insinua maliziosamente il quotidiano ultraliberal, è avvenuto all’aeroporto di Tel Aviv, quando ha allontanato da sé la mano del marito, mentre i due camminavano sul tappeto rosso dopo essere scesi dall’Air Force One. Ecco un’altra prova, sono in crisi, come si vocifera da tempo? Le congetture sullo stato del loro matrimonio ormai si sprecano. Il New York Times, goloso di gossip come non mai, infila le mani nel vasetto della marmellata: “Melania non è stata la protagonista di questo primo viaggio, un ruolo possibile solo a Trump. Ma è stata una delle figure più intriganti, a tratti una sfinge, a tratti espressiva, sempre molto ’trendy’, con un guardaroba ’glamour’ che ha spaziato da Michael Kors a Dolce & Gabbana”.E non c’è neanche una critica, una piccola critica, sul costoso e coloratissimo spolverino a fiori sfoggiato da Melania a Taormina, del valore di oltre 50mila euro. Michelle Obama, Laura Bush o Hillary Clinton sarebbero state massacrate. Melania no. Non importa il valore di quel capo di moda (che supera il reddito annuale di molte famiglie americane): quello della First Lady è stato, in realtà, un omaggio “carino” agli stilisti di casa, i siciliani Dolce e Gabbana. Poi arriva la sentenza, ancora una volta assolutoria: “La scelta di Melania ha catturato l’attenzione di tutti, il che non è facile avendo un marito che si chiama Donald Trump”.Il presidente ha reso omaggio alla moglie davanti ai soldati della base Usa di Sigonella: Non credo che gli Usa possano avere emissario migliore della First lady Melania, grazie”. Lei ha ringraziato così: “Che bel posto, siamo stati benissimo qui, vorrei ringraziarvi”. E ha interpretato alla perfezione il ruolo della moglie devota: “In questo viaggio mio marito ha lavorato moltissimo per gli Usa e sono molto orgogliosa di lui”. Si è sciolta un po’ parlando della sua tappa a Roma: “Ho avuto l’onore dell’udienza con sua santità papa Francesco, che è stata seguita dalla visita speciale al Bambin Gesù”, ha proseguito, ricordando che “poche ore dopo la partenza da lì un ragazzo ha saputo che avrebbe ricevuto un cuore da un altro donatore” ed è “un momento che non dimenticherò mai”. Il cosiddetto “storytelling” può contare su un bel finale: Melania ha un cuore grande, sa emozionare e si emoziona. Il messaggio (sottinteso) è questo: riuscirà a cambiare suo marito? Il problema, però, è che gli americani hanno votato lui, The Donald. Lei è “soltanto” la First Lady.