Ankara e Washington sono sempre più lontane. A pochi giorni dalla visita di Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca, il governo turco sembra volersi distaccare sempre di più dalla politica americana in Siria. Questa mattina, Ankara ha chiesto all’amministrazione Trump che Brett McGurk, l’inviato Usa che coordina la lotta contro lo Stato islamico, venga estromesso dall’incarico. Già durante la sua visita negli Stati Uniti, il presidente turco aveva ribadito l’insoddisfazione per la decisione americana di sostenere i combattenti curdi dello Ypg nell’avanzata su Raqqa. Secondo quanto riporta l’Agi, che cita l’agenzia Anadolu, il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha detto che McGurk “sostiene sia il Pkk (i curdi turchi con cui è in corso una lotta sanguinosa con Ankara da oltre 40 anni) che l’Ypg (ovvero i curdi siriani)”. La volontà di rimuovere McGurk è nata dopo la diffusione di una foto che ritrae l’inviato americano in compagnia di alcuni combattenti dello Ypg impegnati nell’offensiva sulla città di Raqqa. Il portavoce della coalizione, Ryan Dillon, ha riferito all’agenzia di stampa curda “Rudaw” che “l’inviato speciale (ovvero McGurk) era in Siria ieri perché “fa parte del suo ruolo nella coalizione contro lo Stato islamico”.Secondo quanto fa sapere il quotidiano Sabah, Erdogan ha inoltre affermato: “Abbiamo chiaramente detto questo: se ci dovesse essere un qualsiasi tipo di attacco da parte delle Ypg e del Pyd contro la Turchia, attueremo le regole di ingaggio senza chiedere il permesso a nessuno”. Il presidente turco ha quindi evidenziato che la Turchia potrebbe non partecipare all’avanzata sulla capitale del Califfato, dato il coinvolgimento delle Ypg: “Abbiamo detto loro: non consideriamo positiva la vostra cooperazione con un gruppo terroristico a Raqqa”. Erdogan ha però evidenziato che Ankara avrà comunque un ruolo in Siria: “Credo che sulla Siria verranno a bussare alla nostra porta”. Anche le forze curde hanno fatto sapere che non parteciperanno all’avanzata su Raqqa nel caso in cui dovessero partecipare i turchi.Lo scorso 9 maggio, la Casa Bianca ha dato l’ok all’invio di armi alle forze curde siriane che combattono l’Isis nel nord-est della Siria. Secondo quanto ha scritto la Bbc, citando una fonte del Pentagono, le armi inviate ai curdi siriani includono munizioni, armi leggere, mitragliatrici pesanti e blindati che, sempre secondo la fonte, il Pentagono “cercherà di riottenere indietro” dopo la conquista di Raqqa.
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