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Politica

Altri soldati russi e iraniani in Siria

Le notizie che questa mattina provengono dalla Siria sono due. La prima è che il leader di Al Qaeda Ayman Al Zawahiri ha invitato i ribelli, con un messaggio audio diffuso in rete, ad attuare una “guerriglia di lunga durata”...

Le notizie che questa mattina provengono dalla Siria sono due. La prima è che il leader di Al Qaeda Ayman Al Zawahiri ha invitato i ribelli, con un messaggio audio diffuso in rete, ad attuare una “guerriglia di lunga durata” contro Bashar al Assad. Per il leader jihadista, “si tratterà di una guerra di lunga durata in quanto è sostenuta dall’Occidente per fermare l’espansione islamica”, che “lo Sham (Levante) non si piegherà se non ad Allah” e, rivolgendosi ai ribelli, ha aggiunto: “Dovete prepararvi ad una guerra lunga con i crociati e i loro alleati cristiani e sciiti. Dovete passare alla strategia della guerriglia per portarli all’esaurimento”. Un cambio di rotta nella strategia di Al Qaeda, quindi, che potrebbe creare non pochi problemi non solo alla Siria, ma anche all’Occidente.strip_reporter_dayLa seconda notizia riguarda invece il possibile invio di nuove truppe russe e iraniane in Siria, come hanno riferito fonti dell’esercito siriano al giornale panarabo Al-Quds Al-Arabi. Secondo quanto fa sapere Damasco, Mosca avrebbe inviato una richiesta formale al presidente Assad per poter inviare altri soldati in quelle zone della Siria necessarie per continuare a far pressione sui ribelli. Le stesse fonti hanno anche spiegato che pure l’Iran si starebbe preparando ad avere un ruolo più attivo nella guerra in Siria, anche con l’invio di truppe di terra.Per Teheran e Mosca è infatti necessario continuare a “puntellare” il governo di Damasco in vista di una soluzione politica del conflitto. Il Cremlino non vuole perdere un alleato chiave nello scacchiere mediorientale e, soprattutto, non può permettersi di perdere il porto di Tartous, l’unico affacciato sui mari caldi. L’Iran invece deve cercare di mantenere unito il cosiddetto “asse della resistenza” per contrapporsi non solo agli Stati sunniti, ma anche (e soprattutto), a Israele. Per questi motivi Iran e Russia da anni inviano i propri soldati a combattere al fianco di Damasco.Le forze governative, nel frattempo, hanno riconquistato una serie di postazioni perse la scorsa settimana a Damasco e Hama. Secondo quanto riferisce  Al Jazeera“, le forze di Assad registrano progressi verso la moschea al Hussein e la fattoria vicina nella zona del quartiere di al Qabon della capitale, grazie ad una imponente copertura aerea. Per la prima volta dopo quattro anni invece le truppe di Damasco hanno ripreso il controllo del quartiere Barza e altre zone prima in mano ai ribelli della zona est della capitale, così come sono riuscite ieri a riconquistare alcune zone della parte settentrionale della provincia di Hama.





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