L’attentatore che mercoledì si è lanciato con un auto a tutta velocità sui marciapiedi di Westminster Bridge, a Londra, falciando decine di persone e accoltellando a morte un poliziotto, prima di essere ucciso a sua volta, era un “soldato” dello Stato Islamico. L’Isis, tramite l’agenzia di stampa Amaq ha rivendicato, infatti, l’attentato di mercoledì davanti al Parlamento britannico.La pista di BirminghamOra per Scotland Yard si tratta di stabilire se l’uomo, già noto all’MI5, ma considerato “marginale” dai servizi inglesi, abbia agito da solo o se faccia parte di una cellula. Ed una delle piste degli inquirenti porta a Birmingham, la città più popolosa d’Inghilterra dopo Londra, considerata la “capitale jihadista” della Gran Bretagna. L’appartamento di Hagley Road, a Birmingham perquisito la notte scorsa in un raid della polizia britannica potrebbe essere, infatti, quello dell’attentatore ed è proprio nella capitale delle West Midlands che potrebbe essere stato organizzato l’attacco che ieri ha provocato tre morti e quaranta feriti a Westminster. Qui, infatti, ieri notte, la polizia ha arrestato tre persone e sempre qui, ad Hagley Road, sarebbe stata noleggiata l’auto con cui il terrorista si è scagliato sulla folla, secondo quanto ha confermato il portavoce della società Enterprise Holding di Birmingham al quotidiano britannico Guardian, dopo che un dipendente della stessa società ha identificato la targa della vettura in un’immagine diffusa online.La capitale jihadista della Gran BretagnaAd accendere i riflettori sulla situazione nella città, ci aveva pensato, all’inizio di marzo, un rapporto di mille pagine condotto dalla polizia su ordine dell’antiterrorismo britannico. Il rapporto, i cui contenuti sono stati anticipati dal Sunday Times, è lo studio più approfondito pubblicato finora in Europa ed ha analizzato tutti gli aspetti dei casi di terrorismo islamico dal 1998 all’inizio dello scorso anno.  Dall’indagine è emerso che un decimo di tutti i jihadisti britannici proviene da cinque quartieri di Birmingham, dove vivono 234mila musulmani. Sono 39, infatti, le persone condannate finora nella città per terrorismo. Per avere un’idea, questa cifra supera quella del totale degli arrestati per lo stesso reato nel West Yorkshire, Greater Manchester e Lancashire, dove vivono complessivamente 650mila musulmani. In soli cinque municipi di Birmingham, su 9.500 circoscrizioni inglesi, si contano “26 terroristi”. Un decimo del totale nazionale, secondo quanto riporta lo stesso quotidiano.Chi sono i jihadisti britanniciSecondo il rapporto della polizia inglese il numero delle condanne per terrorismo è raddoppiato negli ultimi cinque anni. Ma chi sono i jihadisti britannici? Nelle mille pagine del rapporto si traccia anche un ritratto del terrorista tipo. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone con la fedina penale pulita, sconosciute alle autorità, il che rappresenta, ovviamente, una minaccia crescente per Scotland Yard. Si radicalizzano sempre più autonomamente, seguendo la propaganda jihadista che corre sul web direttamente dalle loro camere. Non sono emarginati, di solito vivono con le loro famiglie ed è la povertà a giocare un ruolo significativo nel processo di radicalizzazione. In aumento anche le donne, triplicate negli ultimi cinque anni. In controtendenza rispetto alla retorica dominante, il rapporto ha evidenziato, infine, come, i terroristi islamici britannici non siano affatto lupi solitari. Solo 28 delle 269 persone incriminate finora in Gran Bretagna, infatti, ha agito da solo. L’80% è affiliato, ispirato o diretto da un’organizzazione. Anche l’attentatore di Westminster, infatti, non ha agito da solo ma è stato ispirato dagli uomini del Califfato.