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La Casa Bianca invierà oggi ai dipartimenti federali la proposta di bilancio che contiene l’aumento di spesa per la Difesa così come promesso dal Presidente Donald Trump durante la campagna elettorale. Il piano di crescita economica sarà finanziato in parte dai tagli al Dipartimento di Stato (e relativi programmi), all’Agenzia della Protezione dell’Ambiente (Environmental Protection Agency) ed altri organismi non collegati con il settore della Difesa. Non dovrebbero subire tagli i programmi di sicurezza sociale dei benefici previdenziali Medicare ed il Medicaid.Secondo le indiscrezioni che trapelano dalla Casa Bianca, il Pentagono riceverà fondi per dare il via alla ricostruzione della propria capacità aerea ed incrementare quella cantieristica navale cosi da stabilire “una robusta presenza nei principali corsi d’acqua internazionali come lo Stretto di Hormuz ed il Mar Cinese Meridionale”. Il budget di costruzione della Marina è attualmente fissato a 12,3 miliardi di dollari. Per definizione, la potenza di combattimento costituisce il denominatore comune tra guerra e strategia marittima tempo di pace. La ragionevole possibilità di successo in battaglia, infatti, dovrebbe essere calibrata contro quei nemici che l’amministrazione Trump dovrà localizzare e sperare di valutare nel modo corretto. Sulla stima della forza nemica, quindi, si plasma la letalità della propria forza. Il tutto, infine, contestualizzato in uno scenario moderno asimmetrico A2/AD. Priorità, ambizioni, analisi: sono concetti altamente variabili in tempi di pace. Basti pensare che il numero ideale per la Marina, senza alcun tipo di riferimento economico, è di 653 navi così da soddisfare tutte le esigenze globali con il minimo rischio. Per contrastare la Marina sovietica, l’amministrazione Reagan pubblicizzò una forza di 600 navi in grado di assicurare “ragionevoli probabilità di successo nella maggior parte delle contingenze”. Le unità americane schierabili durante la guerra fredda erano circa 500. L’attuale spesa militare è di 600 miliardi di dollari l’anno. Trump ha promesso dai 30 ai 40 miliardi di dollari in più per il Dipartimento della Difesa, grazie ad un taglio medio compreso tra il 5 ed il 7 degli altri stanziamenti nazionali. Ulteriori fondi dovrebbe essere destinati al Department of Homeland Security.Il budget del Dipartimento di Stato potrebbe essere ridimensionato con tagli fino al 30%  rispetto a quello attuale, con inevitabile ristrutturazione dell’organismo governativo statunitense e soppressione di numerose figure. Attualmente riceve un budget di 50 miliardi di dollari all’anno.L’Environmental Protection Agency è stata bersagliata costantemente dall’amministrazione Trump che dovrebbe porre fine al Clean Power Plan, che riduce drasticamente le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla produzione di energia elettrica. Secondo Trump, la vigente regolamentazione EPA ha provocato lunghi ritardi per le aziende che cercano di ottenere autorizzazioni per le nuove fabbriche. L’EPA riceve un budget di 8,3 miliardi dollari con 15.000 dipendenti a livello nazionale.Le linee guida saranno inviate tra poche ore a tutti i dipartimenti ed alle agenzie. Si tratta di documento di sintesi, chiamato anche skinny budget, solitamente utilizzato dai nuovi presidenti per fornire in anticipo le priorità politiche ed economiche. Finanziamenti, tagli, così come la rimodulazione della spesa e dei costi dovranno poi essere approvati dal Congresso degli Stati Uniti per un crescita economica annua del 2,4%. Durante la campagna elettorale, Trump fissò l’obiettivo nazionale della crescita economica dal 3 al 4 per cento.Le linee guida di TrumpSiamo quindi nella prima fase dei negoziati tra la Casa Bianca e le agenzie federali che, una volta ricevute le linee guida presidenziali, smussano le richieste iniziali. Capitol Hill avrà comunque l’ultima parola nell’approvazione dello strumento di bilancio finale per l’esercizio 2018. Le linee guida, in gran parte elaborate dall’Office of Management and Budget, rappresentano il primo importante passo del Presidente Trump verso la compilazione di una proposta di bilancio per il prossimo anno fiscale. In 40 giorni di amministrazione, il Presidente si è concentrato su una serie di ordini esecutivi in ​​materia di immigrazione e deregolamentazione. Il punto sulla spesa per la difesa è particolare. I legislatori dovranno accettare di aumentare o porre fine al tetto di spesa sui programmi della difesa secondo quanto previsto dal Budget Control Act del 2011. In questa prima fase, il Pentagono si aspetta di ricevere un extra di almeno venti miliari di dollari.La Casa Bianca rilascerà la proposta di bilancio finale a metà marzo. Da rilevare che il primo stralcio è destinato a ristrutturare i rapporti delle agenzie finanziate dal Congresso. Le proposte di riforma fiscale e dei programmi obbligatori saranno affrontate in seguito. Trump incontrerà domani il Congresso riunito in sessione congiunta dove illustrerà la sua agenda, le priorità legislative e le proposte di bilancio in modo più dettagliato. Durante la campagna elettorale Donald Trump ha promesso un sostanziale aumento della spesa militare ed il mantenimento della Social Security e del Medicare. Le allocazioni di spesa faranno parte del prossimo strumento finanziario che inizia il primo ottobre. La risoluzione di bilancio è adottata dal Congresso, ma non è firmata dal presidente. Rappresenta una linea guida, sulla gestione dei livelli di fatturato e di spesa, poi utilizzata dalle commissioni come parametri di riferimento per l’elaborazione legislativa di spesa. Il documento presidenziale serve quindi come un quadro di riferimento per Camera e Senato nel perseguire la riconciliazione di bilancio.

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