11 settembre, la CIA pubblica i rapporti segreti: “Nel 1998 l’allarme su un aereo imbottito di esplosivi”

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A venticinque anni esatti dagli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la CIA ha reso pubbliche oltre cento pagine di rapporti riservati inviati, al tempo, agli allora presidenti Usa Bill Clinton (1993-2001) e George W. Bush (2001-2009). Come nota il New York Times, trattasi della più rilevante desecretazione di President’s Daily Brief, ovvero i rapporti quotidiani top-secret destinati esclusivamente al presidente degli Stati Uniti in persona. Parliamo di oltre cento pagine, consegnate a Bill Clinton e George W. Bush tra il febbraio 1998 e il settembre 2001, che ricostruiscono ciò che l’intelligence statunitense sapeva a proposito di Osama bin Laden e al-Qaeda alla vigilia degli attentati che hanno cambiato per sempre il mondo e che causarono la morte di 2.977 persone, oltre ai 19 dirottatori.

L’avviso del 1998: “Un aereo imbottito di esplosivo”

Il documento più interessante emerso in queste ore porta la data del 10 settembre 1998, circa tre anni prima della strage. In coda a un briefing destinato a Clinton, un analista della CIA scriveva che un gruppo legato allo sceicco bin Laden «avrebbe potuto dirottare un velivolo carico di esplosivo contro una città statunitense». Tre anni più tardi lo scenario si sarebbe realizzato in una forma diversa da quella ipotizzata da quell’analista, rimasto evidentemente inascoltato: non ordigni, bensì quattro aerei di linea usati come armi.

Cinque settimane dopo quel rapporto, al-Qaeda avrebbe colpito le ambasciate americane in Kenya e Tanzania. Un altro documento, datato luglio 1998 e consegnato proprio prima di quegli attacchi, aveva già indicato l’intenzione del gruppo di colpire interessi statunitensi, pur basandosi — riconosceva lo stesso testo — su fonti definite «discutibili».

Non stravolgimenti ma conferme ulteriori

La nuova documentazione non cambia sostanzialmente il quadro già delineato dalla Commissione 9/11 nel rapporto del 2004: gli Stati Uniti furono avvertiti ripetutamente della minaccia rappresentata da al-Qaeda, ma “sottovalutarono” quei segnali. Il documento più noto in tal senso resta quello del 6 agosto 2001, già desecretato in passato sotto la pressione della Commissione 9/11 e intitolato “Bin Ladin Determined To Strike in US“. Il documento segnalava che membri dell’organizzazione jihadista vivevano o si erano spostati negli Stati Uniti da anni e che erano in corso settanta indagini federali collegate a Osama bin Laden, oltre a un’attività sospetta attorno ad alcuni edifici federali di New York.

Meno noto ma altrettanto significativo è il documento del 24 luglio 1998, il quale descriveva «un’operazione imminente sponsorizzata da bin Laden» come «posticipata» per la seconda volta in meno di due settimane, pur osservando che i preparativi per altri attacchi potessero «comunque proseguire». Un mese dopo, il 28 agosto 2001, l’ultimo rapporto pubblicato prima degli attentati insisteva sulla persistenza della minaccia, parlando tuttavia di possibili assassinii, sequestri, razzi e armi chimico-biologiche artigianali, senza alcun riferimento specifico a un attacco aereo sul suolo americano.

Fonti:

“CIA Releases President’s Daily Briefs in Commemoration of the 25th Anniversary of 9/11,” Central Intelligence Agency, 11 settembre 2026, https://www.cia.gov/stories/story/cia-releases-presidents-daily-briefs-in-commemoration-of-the-25th-anniversary-of-9-11/.

Julian E. Barnes, “C.I.A. Releases Intelligence Sent to White House Before Sept. 11,” New York Times, September 11, 2026, https://www.nytimes.com/2026/09/11/us/politics/cia-sept-11-intelligence.html.

Katie Bo Lillis, “CIA Declassifies Intel Warnings to White House Prior to 9/11 Attack,” CNN, 11 settembre 2026, https://edition.cnn.com/2026/09/11/politics/cia-declassifies-intel-warnings-white-house-prior-9-11-attack.