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	<title>Yoweri Museveni Archives - InsideOver</title>
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	<title>Yoweri Museveni Archives - InsideOver</title>
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		<title>In Uganda il presidente Museveni rischia di perdere il potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-uganda-il-presidente-museveni-rischia-di-perdere-il-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 15:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1184" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg 1184w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-1024x679.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1184px) 100vw, 1184px" /></p>
<p>Il governo dell&#8217;Uganda ha vietato l&#8217;uso di berretti rossi da parte della popolazione del Paese. L&#8217;indumento è divenuto il simbolo del movimento di opposizione guidato da Bobi Wine, un ex-cantante pop che nel 2021 si è candidato alle elezioni presidenziali dove sfiderà, con tutta probabilità, il capo di Stato Yoweri Museveni, al potere dal 1986. L&#8217;esecutivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-uganda-il-presidente-museveni-rischia-di-perdere-il-potere.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1184" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg 1184w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-1024x679.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1184px) 100vw, 1184px" /></p><p>Il governo dell&#8217;Uganda <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/09/uganda-bans-red-beret-bobi-wine-signature-headgear-190930150137387.html">ha vietato </a>l&#8217;uso di <strong>berretti rossi</strong> da parte della popolazione del Paese. L&#8217;indumento è divenuto il simbolo del movimento di opposizione guidato da Bobi Wine, un ex-cantante pop che nel 2021 si è candidato alle elezioni presidenziali dove sfiderà, con tutta probabilità, il capo di Stato <a href="https://it.insideover.com/politica/uganda-museveni-opposizione.html">Yoweri Museveni</a>, al potere dal 1986. L&#8217;esecutivo ha definito, a livello legale, quali sono gli indumenti e la divisa ufficiale che possono essere indossati unicamente dal personale militare, includendo tra essi il famigerato berretto rosso. La pena, per chi viola la legge, può arrivare al carcere a vita. Wine, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi, <a href="https://www.dw.com/en/uganda-bans-red-beret-synonymous-with-bobi-wines-movement/a-50650302">ha stigmatizzato</a> quanto deciso da Kampala affermando che il suo movimento è molto più forte e radicato di un semplice simbolo e che il divieto rappresenta un tentativo dell&#8217;autocrazia al potere di soffocare le proteste a lei avverse. I sostenitori dell&#8217;oppositore politico sono perlopiù giovani che condividono le critiche rivolte dall&#8217;ex cantante al presidente Museveni e questo formidabile bacino elettorale rischia di costituire una serie minaccia alla tenuta dell&#8217;esecutivo.</p>
<h2>Una minaccia allo status quo</h2>
<p>La carriera politica del trentasettenne <strong>Bobi Wine</strong> ha avuto inizio nel 2017, quando si aggiudicò un seggio, come candidato indipendente, nelle elezioni parlamentari. Da allora ha sostenuto altri candidati dell&#8217;opposizione ed ha iniziato ad attirare l&#8217;attenzione delle autorità ugandesi, che lo hanno arrestato più volte ed accusato, nell&#8217;agosto dello scorso anno, di aver lanciato pietre contro il convoglio presidenziale. In quest&#8217;occasione le forze di sicurezza lo hanno pestato violentemente, provocandogli gravi ferite. Wine ha anche riferito di essere stato torturato nel corso della detenzione in carcere. La sua candidatura presidenziale presenta, però, alcuni <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-49095214">elementi di debolezza</a>: l&#8217;oppositore deve ancora chiarire nel dettaglio come intende risolvere i gravi problemi che affliggono l&#8217;Uganda, dalla povertà alla disoccupazione. Wine non è inoltre sembrato molto preparato sui temi fiscali quando, nel corso di un&#8217;intervista, ha interpretato in maniera errata una domanda postagli sull&#8217;argomento. I suoi punti di forza sono il carisma, lo stile populista e la capacità di attirare il consenso dei giovani, che costituiscono il 75 per cento della popolazione del Paese e che potrebbero rappresentare il vero motore del cambiamento. Il giovane oppositore è destinato, nei prossimi anni, ad essere una fastidiosa spina nel fianco per Kampala e ha reali possibilità di insidiare la tenuta del governo. Bisognerà vedere, però, se le consultazioni del 2021 si svolgeranno in maniera democratica o più probabilmente saranno viziate da brogli e violenze. L&#8217;Uganda<a href="https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2019/uganda"> non è considerata</a> una democrazia ed il rispetto dei diritti civili e politici nel Paese è limitato.</p>
<h2>Un lungo governo</h2>
<p>Salvo imprevedibili sorprese <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-12421747">Yoweri Museveni</a> sarà, nel 2021, il candidato presidenziale del Movimento di Resistenza Nazionale, che lui stesso ha contribuito a fondare. L&#8217;anziano leader ha giocato un ruolo chiave nelle vicende politiche ugandesi degli ultimi decenni: negli anni Settanta ed Ottanta si oppose al regime di Idi Amin Dada ed al governo di Milton Obote provocandone, in entrambi i casi, la caduta. <strong>Museveni</strong> entrò trionfalmente a Kampala nel 1986 e da allora guida il Paese. In una prima fase il suo esecutivo è stato lodato per i buoni tassi di crescita dell&#8217;economia e per le efficaci campagne di lotta all&#8217;Aids. La partecipazione di Kampala all&#8217;invasione della Repubblica Democratica del Congo, negli anni Novanta e lo stile di governo sempre più autoritario hanno però suscitato profonde critiche da parte dell&#8217;opposizione e dei gruppi internazionali per i diritti umani. Le pulsioni di rinnovamento politico che attraversano l&#8217;Africa ed il fermento giovanile potrebbero portare, nel breve periodo, ad un cambiamento anche in Uganda. I giovani, attratti dai messaggi populisti e diretti di Bobi Wine, costituiscono una fascia chiave dell&#8217;elettorato del Paese e la posizione di Museveni potrebbe farsi sempre più difficile. Il rischio è che una lunga fase di incertezza  politica possa attraversare questa nazione dell&#8217;Africa orientale a cui, malgrado tutti i difetti e le mancanze, l&#8217;attuale amministrazione garantisce una certa stabilità. Gli stati che confinano con l&#8217;Uganda, su tutti la Repubblica Democratica del Congo ed il Sud Sudan, potrebbero risentire dei tumulti e delle lotte intestine di Kampala. Sembra comunque certo che l&#8217;attuale esecutivo ugandese non lascerà tanto facilmente il potere ed una transizione politica, che avvenga per via elettorale o meno, non è destinata ad essere indolore.</p>
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		<title>Uganda e Ruanda sempre più in crisi. Scoppia la guerra in Africa centrale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/uganda-e-ruanda-sempre-piu-in-crisi-scoppia-la-guerra-in-africa-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 05:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1044" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278-1024x557.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La grande epidemia di ebola che proprio in queste settimane sta mietendo le prime vittime al di fuori dei confini della Repubblica Democratica del Congo, non è la sola sfida con la quale si stanno misurando i governi dell&#8217;Africa centrale. Un&#8217;altra ombra, anche in questo caso inquietante, si staglia su Uganda e Ruanda, ma anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/uganda-e-ruanda-sempre-piu-in-crisi-scoppia-la-guerra-in-africa-centrale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/uganda-e-ruanda-sempre-piu-in-crisi-scoppia-la-guerra-in-africa-centrale.html">Uganda e Ruanda sempre più in crisi. Scoppia la guerra in Africa centrale?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1044" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8972679-e1565260504278-1024x557.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La grande epidemia di ebola che proprio in queste settimane sta mietendo le prime vittime al di fuori dei confini della Repubblica Democratica del Congo, non è la sola sfida con la quale si stanno misurando i governi dell&#8217;Africa centrale. Un&#8217;altra ombra, anche in questo caso inquietante, si staglia su Uganda e Ruanda, ma anche sui loro vicini: quella di un conflitto armato tra Kampala e Kigali, le cui avvisaglie sono sempre più davanti agli occhi di tutti.</p>
<h2>Un tempo amici</h2>
<p>I due protagonisti delle tensioni tra i due Paesi sono anche le massime cariche di questi ultimi: il presidente del Ruanda <strong>Paul Kagame</strong> e il suo omologo ugandese <strong>Yoweri Museveni</strong>. I due sono tutt&#8217;altro che sconosciuti, e, dando uno sguardo alla loro storia politica, ci si può rendere conto di come le loro vicende si siano ripetutamente intrecciate nel corso degli anni. Kagame, di etnia tutsi, ha trascorso la sua giovinezza nei campi profughi fondati in territorio ugandese per dare rifugio a chi cercava la salvezza scappando dai massacri messi in atto dagli hutu -l&#8217;altro gruppo etnico dominante in Ruanda- negli anni Cinquanta e Sessanta, e proprio lì ha frequentato la Ntare High School, un istituto maschile che vede tra i suoi membri più illustri lo stesso Museveni. Ma non solo: Kagame, insieme ad altri tutsi ruandesi, farà parte dell&#8217;esercito di ribelli che, tra il 1980 e il 1986, lancerà ripetuti attacchi contro il regime di Milton Obote -noto per le sue crescenti persecuzioni contro i rifugiati tutsi- allo scopo di guadagnare sufficiente esperienza sul campo per prepararsi a una futura invasione del Ruanda. Grazie alle efficaci tattiche di guerriglia, i gruppi antigovernativi riusciranno a imporsi sull&#8217;esercito ugandese, permettendo al loro capo di diventare il nuovo presidente del Paese. Il suo nome? Yoweri Museveni. Riconoscente per l&#8217;appoggio ricevuto, quest&#8217;ultimo nominerà Kagame capo del suo staff di intelligence militare, ma nel 1989 sarà costretto a fare marcia indietro a causa delle lamentele di Juvénal Habyarimana, il presidente hutu del Ruanda ucciso nel 1994 in quello che è cnsiderato il vero inizio del genocidio ruandese. Tuttavia, nel 1997 Museveni sarà ancora a fianco del giovane leader ruandese, supportando la sua invasione della Repubblica Democratica del Congo che condurrà alla deposizione del dittatore Mobutu Sese Seko. Il caos e il vuoto di potere successivi porteranno però ad aspri scontri tra le forze tutsi e quelle ugandesi: ed è qui che iniziano ad apparire le crepe tra Kagame e il suo ex mentore.</p>
<h2>Ipotesi di coalizione</h2>
<p>Lo stesso Kagame non è privo di oppositori, interni ed esterni: il Burundi, con il quale Kigali ha da sempre una relazione altalenante e complessa, e il Congo, hanno più volte espresso il loro disappunto verso il presidente ruandese. Proprio il territorio congolese è il punto di partenza di numerosi incursioni messe in atto dal Fronte di Liberazione Nazionale (Fln), un gruppo anti-Kagame a maggioranza hutu. Ma un altro personaggio <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;url=https://mg.co.za/article/2019-05-15-feud-between-kagame-museveni-takes-toll&amp;ved=2ahUKEwiGz9_0sfHjAhXS8eAKHSIuDjIQFjAaegQICBAB&amp;usg=AOvVaw1TyuEJal6JQG7TT1aq7Mku">è ritenuto</a> la chiave del movimento di opposizione al governo ruandese: si tratta di <strong>Kayumba Nyamwasa</strong>, ex comandante dell&#8217;esercito che, negli ultimi vent&#8217;anni, è passato dall&#8217;essere uno dei più grandi sostenitori di Kagame all&#8217;opporlo veementemente, subendo anche un tentativo di omicidio dietro al quale si sospetta possa esserci proprio la mano di Kigali. Oltre all&#8217;essere il leader in esilio del Congresso Nazionale Ruandese, Nyamwasa sarebbe a capo di una formazione paramilitare chiamata Platform Five (P5). Quest&#8217;ultima è stata descritta <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;url=https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/Midterm%2520report%2520of%2520the%2520Group%2520of%2520Experts%2520on%2520the%2520Democratic-31dec2018.pdf&amp;ved=2ahUKEwjApsDp4_HjAhXQzYUKHZubDxYQFjAAegQIAxAB&amp;usg=AOvVaw38uriMwhO8zbBUfSwlBfft">da un rapporto dell&#8217;Onu</a> risalente allo scorso dicembre come sostenuta non solo dal Burundi e dal Congo, ma soprattutto dall&#8217;Uganda, che avrebbe messo a disposizione dei ribelli propri istruttori e ufficiali. Kagame, dunque, avrebbe le sue ragioni per dubitare dell&#8217;ex amico Museveni, al quale un indebolimento politico del vicino farebbe estremamente comodo: il Ruanda, nonostante il tragico e recente passato, è un Paese giovane e in rapido sviluppo, che potrebbe minare la posizione di leadership regionale alla quale l&#8217;Uganda aspira da sempre. Ma da Kampala smentiscono, affermando invece che sarebbe lo stesso governo ruandese a cercare lo scontro, magari attraverso la sponsorizzazione di un golpe in Burundi, Stato il cui 85% della popolazione appartiene all&#8217;etnia hutu.</p>
<h2>Il pericolo è alla frontiera</h2>
<p>Negli ultimi mesi, lo stallo tra i due Paesi si è trasferito su un ulteriore fronte: quello del confine che li separa. Entrambi i contendenti accusano l&#8217;avversario di approfittare della relativa permeabilità della frontiera per compiere le più svariate attività, naturalmente tutte illegali. Il distretto di Rukiga, in Uganda ma direttamente addossato sul territorio ruandese, sarebbe scenario di contrabbando, guerriglie e sconfinamenti. Qui, lo scorso maggio sono stati arrestati due cittadini del Ruanda, accusati di spionaggio dalla polizia ugandese ma forse di fatto vittime di una ritorsione a causa dell&#8217;uccisione, occorsa due giorni prima, di due persone da parte della polizia del Ruanda, in territorio ugandese; un destino simile a quanto accaduto poche settimane fa a 40 ruandesi, coinvolti in una retata in una chiesa nei pressi di Kampala. Secondo Kagame, 100 connazionali si trovano oggi nelle carceri dell&#8217;Uganda, un&#8217;affermazione categoricamente smentita da Museveni.</p>
<p>Che cosa accadrà ora? Nonostante sia Museveni che Kagame si siano detti aperti al dialogo e a una soluzione pacifica, arrivando a incontrarsi in Angola lo scorso 12 luglio, i negoziati non accennano a partire, e i recenti avvenimenti non fanno che renderli sempre più improbabili: i due ex compagni di battaglia non sono mai stati così lontani, e la lotta per il dominio della regione non è che al suo inizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/uganda-e-ruanda-sempre-piu-in-crisi-scoppia-la-guerra-in-africa-centrale.html">Uganda e Ruanda sempre più in crisi. Scoppia la guerra in Africa centrale?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Museveni &#8220;presidente a vita&#8221; In Uganda l&#8217;opposizione protesta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uganda-museveni-opposizione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2018 10:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1184" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg 1184w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-1024x679.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1184px) 100vw, 1184px" /></p>
<p>La Corte Costituzionale sta vagliando in Uganda un ricorso dell’opposizione che vorrebbe annullare un emendamento costituzionale che rimuove i limiti di età per l’elezione a presidente. I parlamentari lo scorso anno hanno votato in modo schiacciante per eliminare il limite di età di 75 anni. Ciò significa che il presidente Yoweri Museveni, 73enne, al potere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/uganda-museveni-opposizione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uganda-museveni-opposizione.html">Museveni &#8220;presidente a vita&#8221; In Uganda l&#8217;opposizione protesta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1184" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni.jpg 1184w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Museveni-1024x679.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1184px) 100vw, 1184px" /></p><p>La Corte Costituzionale sta vagliando in Uganda un ricorso dell’opposizione che vorrebbe annullare un emendamento costituzionale che rimuove i limiti di età per l’elezione a presidente. I parlamentari lo scorso anno hanno votato in modo schiacciante per eliminare il limite di età di 75 anni. Ciò significa che il presidente Yoweri Museveni, 73enne, al potere da più di 30 anni, potrebbe chiedere la sua rielezione nel 2021. L’emendamento è stato approvato dal parlamento che è  dominato dai deputati del partito di governo il 20 dicembre e Museveni lo ha firmato come legge il 27 dicembre.</p>

<p>La tanto attesa udienza si svolge nella città di Mbale ed è la prima volta che una petizione costituzionale viene ascoltata al di fuori della capitale Kampala. L’opposizione ha infatti criticato questo cambiamento ritenendo che si trattava di un tentativo di minimizzare l’importanza del caso e per evitare di attirare troppa attenzione pubblica.</p>

<p>I firmatari della petizione includono i deputati dell’opposizione, l’Uganda Law Society e alcuni gruppi della società civile. Sostengono che il parlamento non abbia seguito le procedure adeguate al momento dell’adozione. Affermano che l’emendamento non sia valido perché è stato approvato durante sessioni parlamentari in cui si sono verificate risse e agenti di sicurezza in borghese hanno aggredito e trascinato i parlamentari fuori della camera.</p>

<p>Secondo l’opposizione Museveni mira ad essere presidente a vita e l’emendamento viola un principio democratico fondamentale cioè che il potere appartiene al popolo. Museveni con la sua rielezione nel 2016 è al suo quinto mandato. Le ultime votazioni ero state segnate da accuse di brogli. Ma già nel 2005 era stato annullato il limite dei due termini per l’elezione a presidente per consentirgli di tornare in carica e candidarsi per un terzo, quarto e quinto mandato. Tutte le elezioni erano state duramente criticate come ingiuste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uganda-museveni-opposizione.html">Museveni &#8220;presidente a vita&#8221; In Uganda l&#8217;opposizione protesta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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