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	<title>Yoav Gallant Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jan 2025 16:17:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Yoav Gallant Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gallant lascia il Parlamento e riapre la battaglia sulla giustizia in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gallant-lascia-il-parlamento-e-riapre-la-battaglia-sulla-giustizia-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 16:17:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Knesset]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di Yoav Gallant di dimettersi dalla Knesset rappresenta un segnale di profonda crisi politica e istituzionale in Israele. L’ex ministro della Difesa ha scelto di abbandonare il suo incarico non solo per esprimere il dissenso verso la controversa riforma giudiziaria del governo, definita un &#8220;pericolo chiaro e immediato&#8221;, ma anche per lanciare un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gallant-lascia-il-parlamento-e-riapre-la-battaglia-sulla-giustizia-in-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-silura-gallant-in-israele-falchi-senza-piu-freni.html">Yoav Gallant</a></strong> di dimettersi dalla Knesset rappresenta un segnale di profonda crisi politica e istituzionale in Israele. L’ex ministro della Difesa ha scelto di abbandonare il suo incarico non solo per esprimere il dissenso verso la controversa riforma giudiziaria del governo, definita un <strong>&#8220;pericolo chiaro e immediato&#8221;</strong>, ma anche per lanciare un forte monito sulla necessità di introdurre una conscrizione universale. Secondo Gallant, l’arruolamento degli <strong>ultra-ortodossi non è solo una questione di equità, ma una vera e propria &#8220;necessità militare&#8221;</strong> per la sicurezza del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riforma giudiziaria: una questione di sopravvivenza democratica</h2>



<p>Gallant ha apertamente criticato la<strong> riforma giudiziaria </strong>portata avanti dal governo Netanyahu, che mira a ridurre l’indipendenza della Corte Suprema e a rafforzare il controllo politico sul sistema giudiziario. Per l’ex ministro, questa riforma non è solo una minaccia alla separazione dei poteri, ma rischia di compromettere i fondamenti democratici dello Stato di Israele.</p>



<p>La sua posizione riflette un timore diffuso tra molteplici settori della società israeliana, inclusi alti ufficiali militari, giuristi e oppositori politici. Per Gallant,<strong> indebolire lo stato di diritto significa minare la coesione sociale </strong>e il consenso interno, elementi essenziali per un Paese costantemente esposto a minacce esterne e a sfide di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La conscrizione universale: un test di uguaglianza nazionale</h2>



<p>La questione dell’arruolamento degli ultra-ortodossi è forse ancora più divisiva. Gallant ha legato il suo licenziamento dal Ministero della Difesa nel novembre scorso alla sua ferma opposizione alle politiche che esonerano i membri delle comunità ultra-ortodosse dal servizio militare. Ha accusato il suo successore, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-cacciata-di-gallant-e-netanyahu-contro-tutti-anche-in-israele.html">Israel Katz, e lo stesso Netanyahu, </a></strong>di lavorare per esentare questa parte della popolazione, in cambio di sostegno politico da parte dei partiti religiosi.</p>



<p>L’ex ministro ha insistito sul fatto che una conscrizione universale è cruciale non solo per l’efficienza operativa delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ma anche per preservare il principio di uguaglianza tra i cittadini. Gli ultra-ortodossi, che rappresentano una quota crescente della popolazione, continuano a beneficiare di esenzioni che molti israeliani percepiscono come un’ingiustizia e un onere sproporzionato per le altre comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto politico e sociale</h2>



<p>Le dimissioni di Gallant mettono in evidenza le fratture profonde all’interno della coalizione di governo e del sistema politico israeliano. Da un lato, Netanyahu si trova sotto pressione per mantenere il sostegno dei partiti ultra-ortodossi, fondamentali per la sopravvivenza del suo governo. Dall’altro, la <strong>crescente opposizione alla riforma giudiziaria </strong>e alla politica di esenzioni rischia di indebolire ulteriormente il suo consenso e di alimentare le proteste di massa che da mesi scuotono il Paese.</p>



<p>Questa crisi si inserisce in un contesto di divisioni sociali sempre più marcate, tra laici e religiosi, progressisti e conservatori, ebrei e minoranze arabe. La capacità di Israele di mantenere la coesione interna mentre affronta <strong>minacce esterne come l’Iran, Hezbollah e il conflitto palestinese </strong>dipenderà dalla gestione di queste tensioni interne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un bivio cruciale per Israele</h2>



<p>Le dimissioni di Gallant rappresentano più di un semplice gesto politico: sono un richiamo al governo e alla società israeliana a confrontarsi con questioni fondamentali per il futuro del Paese. La riforma giudiziaria e la questione della conscrizione universale non sono solo dibattiti politici, ma test cruciali per il modello democratico e sociale di Israele.</p>



<p>Se Netanyahu e la sua coalizione continueranno a ignorare queste tensioni, Israele rischia di vedere erosa la sua stabilità interna e la fiducia nelle sue istituzioni.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Netanyahu silura Gallant: in Israele falchi senza più freni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-silura-gallant-in-israele-falchi-senza-piu-freni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 18:52:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Likud]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via Yoav Gallant, dentro Israel Katz: Benjamin Netanyahu cambia il ministro della Difesa e manda un messaggio chiaro, ovvero che in Israele comandano i falchi politici e lo spazio d&#8217;azione per la componente delle forze armate più aperta a contenere le escalation belliche mediorientali si va restringendo sempre più. La notizia giunge come un fulmine &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-silura-gallant-in-israele-falchi-senza-piu-freni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via <strong>Yoav Gallant</strong>, dentro Israel Katz: <strong>Benjamin Netanyahu cambia il ministro della Difesa </strong>e manda un messaggio chiaro, ovvero che in Israele comandano i falchi politici e lo spazio d&#8217;azione per la componente delle forze armate più aperta a contenere le escalation belliche mediorientali si va restringendo sempre più.</p>



<p>La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno sia per la natura improvvisa della cacciata di Gallant, dopo mesi di frizione, che per il nome del successore.</p>



<p>Gallant a lungo ha operato per ricordare a Bibi che in Israele il potere militare è tutto fuorché subordinato alle logiche di quello politico, specie nella sua versione ultranazionalista incarnata dalla coalizione di governo. Il titolare della Difesa aveva già subito un primo provvedimento&nbsp;di licenziamento nel 2023, dopo aver criticato la riforma della giustizia dell&#8217;ultradestra di governo, e a inizio 2024 si è scontrato con Netanyahu circa la volontà del primo ministro di portare <a href="https://www.true-news.it/politics/non-ordine-globale-geopolitica-guerre-infinite-alberto-pagani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fino in fondo la&nbsp;<strong>guerra a Gaza</strong>.</a></p>



<p>Gallant nelle ultime settimane ha dovuto sobbarcare una serie di oneri crescenti con l&#8217;apertura del fronte libanese, l&#8217;aumento delle perdite a Gaza e lo scambio di colpi tra Israele e Iran. Di fronte a una guerra che ha visto Israele, dopo i massacri del 7 ottobre 2023, pagare un pesante tributo di sangue, il generale che guidava la Difesa israeliana ha sempre mantenuto un atteggiamento pragmatico. Gallant ha mai <strong>condotto</strong> il conflitto contro Hamas focalizzando l’attenzione dall’obiettivo di creare un cuscinetto di sicurezza per Israele. Non per ragioni umanitari, dato che l&#8217;Israel Defense Force non ha lesinato i raid contro civili e infrastrutture non militari a Gaza, ma per la prudenza <strong>da soldato</strong> che vede la guerra come un&#8217;attività destinata a raggiungere fini securitari. Da qui la sua avversione a coloro che, come gli esponenti messianici e ultranazionalisti del governo quali <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, proponevano di annettere allo Stato Ebraico la Striscia di Gaza nel dopoguerra.</p>



<p>Per vincere una guerra, la strategia richiede obiettivi chiari che tengano conto dei mezzi disponibili e dei risultati attesi. Yoav Gallant è un esempio di comandante con questo approccio rigoroso. 65 anni, una laurea in economia e un passato da boscaiolo in Alaska, ha forgiato il proprio carattere con varie esperienze prima di entrare nello <strong>Shayetet 13</strong>, il corpo d’élite della Marina israeliana. </p>



<p>Nel 2009, alla guida delle forze israeliane nel sud, ha diretto l’operazione “Piombo Fuso”, uno dei principali interventi contro Hamas, nemico che conosce a fondo. Dall’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, Gallant ha cercato di mediare tra la necessità di azioni militari realistiche e le forti pressioni per una risposta di ritorsione. Tuttavia, ha anche espresso critiche alla tendenza di Netanyahu a favorire divisioni interne tra i vertici della sicurezza, limitando il contatto diretto tra Gallant e figure chiave come il capo del Mossad, <strong>David Barnea, e il capo dello Shin Bet, Ronen Bar.</strong> Insomma, con la sua uscita dal governo Israele perde una voce distonia rispetto alla marea montante dei falchi millenaristi e messianici attivi su ogni fronte.</p>



<p>La nomina di Katz è un manifesto in tal senso. L&#8217;ex ministro degli Esteri è l&#8217;artefice della campagna politica di distacco tra Tel Aviv e la comunità internazionale. La stessa comunità a cui si è però appellato a marzo come organizzazione terroristica il corpo delle Guardie della Rivoluzione, i cosiddetti Pasdaran iraniani, pubblicando sui profili del ministero l&#8217;immagine di missili di <a href="https://www.google.com/amp/s/it.insideover.com/politica/missili-iraniani-sul-colosseo-la-provocazione-shock-del-ministro-degli-esteri-israeliano.html/amp">Teheran che piovevano sul Colosseo</a>. Deputato del Likud dal 1998, già ministro delle Finanze e coordinatore dell&#8217;intelligence nei precedenti governi di Netanyahu, fautore in passato degli insediamenti di coloni nel Golan occupato alla Siria, dell&#8217;annessione della Cisgiordania e della deportazione delle famiglie dei sospetti terroristi, di recente ha dichiarato il segretario generale dell&#8217;ONU <strong>Antonio Guterres </strong><em>persona non grata </em>in Israele. La sua nomina alla Difesa testimonia la presa totale di potere dei falchi nazionalisti sui militari pragmatici. Perpetrando, con la cacciata di Gallant, un trend che dagli Usa all&#8217;Ucraina vede in molti Paesi i soldati essere cauti e misurati, rispetto ai politici, sugli scenari bellici. Inviando lezioni di pragmatismo che spesso costano loro il posto solo per il fatto di conoscere, davvero, cosa siano la guerra e le morti. </p>
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		<item>
		<title>Oltre 100 caccia e gli F-35 più moderni: così Israele ha colpito l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/oltre-100-caccia-e-gli-f-35-piu-moderni-cosi-israele-ha-colpito-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 07:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[F-35 israeliani]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1769" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889.jpg 1769w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-1024x718.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-1536x1078.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1769px) 100vw, 1769px" /></p>
<p>L&#8217;attacco di Israele contro l&#8217;Iran ha visto scendere in campo il meglio dell&#8217;aeronautica di Tel Aviv, ivi compresi i più moderni assetti, gli F-35I di ultima generazione. Sarebbero almeno un centinaio gli aerei decollati per colpire, in tre ondate, infrastrutture militari, basi logistiche e centri di comando nella Repubblica Islamica. I caccia israeliani hanno sorvolato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/oltre-100-caccia-e-gli-f-35-piu-moderni-cosi-israele-ha-colpito-liran.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1769" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889.jpg 1769w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-1024x718.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IAF-F-35I-Adir-e1727872556889-1536x1078.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1769px) 100vw, 1769px" /></p>
<p>L&#8217;attacco di<a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-e-caccia-contro-i-pasdaran-e-lantiaerea-scatta-lattacco-di-israele-alliran.html"> <strong>Israele contro l&#8217;Iran</strong></a><strong> </strong>ha visto scendere in campo il meglio dell&#8217;aeronautica di Tel Aviv, ivi compresi i più moderni assetti, gli <strong>F-35I di ultima generazione.</strong> Sarebbero almeno un centinaio gli aerei decollati per colpire, in tre ondate, infrastrutture militari, basi logistiche e centri di comando nella Repubblica Islamica.</p>



<p>I caccia israeliani hanno <strong>sorvolato gli spazi aerei di Paesi neutrali</strong> del mondo arabo per colpire l&#8217;Iran: in <strong>Giordania gli F-35 sono stati osservati volare a bassa quota, </strong>mentre l&#8217;Iraq ha chiuso per diverse ore lo spazio aereo, segno del passaggio degli aerei con la Stella di David sul suo territorio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/clashreport/status/1850064474914373764
</div></figure>



<p>Analizzando i possibili scenari di un attacco israeliano all&#8217;Iran nelle scorse settimane<a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-sui-terminal-petroliferi-o-attacchi-cyber-agli-impianti-nucleari-gli-scenari-della-risposta-di-israele-alliran.html"> <strong>Paolo Mauri</strong> su <em>InsideOver</em> ha correttamente </a>sottolineato che gli F-35 non sarebbero stati impegnati in solitaria, ma affiancati da <strong>F-15 e F-16 che possono garantire un raggio d&#8217;azione più profondo</strong>. E dopo la &#8220;prova generale&#8221; dei raid in <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-si-gioca-tutto-attacca-quattro-paesi-affonda-i-negoziati-ma-qual-e-il-suo-scopo.html">Yemen contro i terminal degli Houthi a Hodeida </a>è proprio lo scenario in questione che sembra essersi verificato nella notte tra venerdì e sabato.</p>



<p>Le operazioni comandate dal ministro della Difesa Yoav Gallant e dal capo di stato maggiore Herzi Halevi dalla base di Kirya vicino a Tel Aviv sono state avviate su indicazione esplicita del <strong>primo ministro Benjamin Netanyahu</strong>. E oltre ai cacciabombardieri che hanno compiuto materialmente le operazioni non va sottovalutato il ruolo strategico dei<a href="https://www.twz.com/news-features/israel-executes-massive-bunker-buster-strike-on-hezbollah-command-headquarters-in-beirut"> </a><a href="https://www.twz.com/news-features/details-of-israels-long-range-strike-that-decimated-yemeni-port-emerge">Boeing 707 tanker</a> dell&#8217;aeronautica militare israeliana, aerocisterne decisive per permettere i raid a lungo raggio in attesa <a href="https://www.zona-militar.com/en/2024/01/26/the-israeli-air-force-to-receive-the-first-boeing-kc-46a/">dell&#8217;arrivo dei più moderni KC-46</a>. </p>



<p>Le aerocisterne israeliane sanno operare in piena notte grazie ad avanzati sistemi di visione da remoto: &#8220;Israele ha sviluppato e messo in campo un sistema di visione remota che sembra funzionare senza alcuna difficoltà persistente, e lo ha fatto molti anni fa, mentre la versione statunitense utilizzata nel KC-46 è ancora impantanata nei ritardi&#8221;, ha <a href="https://www.twz.com/air/secretive-israeli-707-tanker-remote-vision-system-revealed-in-long-range-yemen-raid">sottolineato <em>The War Zone</em></a> commentando le immagini dei 707 di Tel Aviv in precedenti raid sullo Yemen. Il loro uso per il rifornimento dei caccia fuori dallo spazio aereo israeliano mostra una capacità proiettiva che, come <a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-826126">ha sottolineato il <em>Jerusalem Post,</em> </a>è il vero asso nella manica di Israele. E rappresenta la garanzia su cui Tel Aviv conta per dare un messaggio militare chiaro contro ulteriori risposte iraniane con raid tanto mirati sul piano operativo quanto, è questo il calcolo di Israele, impattanti sul piano politico e simbolcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/oltre-100-caccia-e-gli-f-35-piu-moderni-cosi-israele-ha-colpito-liran.html">Oltre 100 caccia e gli F-35 più moderni: così Israele ha colpito l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Netanyahu incontra i vertici militari: conto alla rovescia per l&#8217;attacco all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-summit-segreto-di-netanyahu-con-i-vertici-militari-conto-alla-rovescia-per-lattacco-di-israele-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Forze di difesa israeliane (Idf)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-600x302.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-1024x515.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-768x387.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;incontro segreto tenuto ieri sera presso una base di intelligence tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo di stato maggiore Herzi Halevi rappresenta un momento cruciale nelle dinamiche politiche e militari della regione mediorientale. Secondo quanto riferito da Ynet, tale incontro è stato convocato in preparazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-summit-segreto-di-netanyahu-con-i-vertici-militari-conto-alla-rovescia-per-lattacco-di-israele-alliran.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-600x302.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-1024x515.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/IDF_chiefs_of_Staff_change_of_command_ceremony_January_2023_XXVIII-e1728982643753-768x387.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;incontro segreto tenuto ieri sera presso una base di intelligence tra il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> il ministro della Difesa<strong> Yoav Gallant</strong> e il capo di stato maggiore Herzi Halevi rappresenta un momento cruciale nelle dinamiche politiche e militari della regione mediorientale. Secondo quanto riferito da <em>Ynet</em>, tale incontro è stato convocato in preparazione di un potenziale attacco contro l&#8217;Iran, evidenziando una<a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-sui-terminal-petroliferi-o-attacchi-cyber-agli-impianti-nucleari-gli-scenari-della-risposta-di-israele-alliran.html"> crescente tensione tra i due Paesi </a>che potrebbe avere conseguenze di vasta portata sia a livello regionale che globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sfida complessa</h2>



<p>Dal punto di vista politico, questo incontro segreto riflette la linea dura di Netanyahu nei confronti dell&#8217;Iran, che è vista come la principale minaccia alla sicurezza nazionale di Israele. Netanyahu ha più volte dichiarato che non permetterà all&#8217;Iran di ottenere armi nucleari e ha promesso di agire preventivamente se necessario. <strong>L&#8217;incontro con i vertici militari </strong>conferma che Israele potrebbe essere pronto a passare dalle parole ai fatti, abbandonando la diplomazia e preparando un&#8217;azione militare diretta. Politicamente, Netanyahu cerca di rafforzare la sua posizione sia a livello interno, dove il suo governo sta affrontando diverse sfide, sia a livello internazionale, consolidando l&#8217;immagine di Israele come baluardo contro le ambizioni regionali dell&#8217;Iran.</p>



<p>Dal punto di vista<strong> strategico-militare, la preparazione di un attacco contro l&#8217;Iran richiede una </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-la-guerra-senza-limiti-in-medio-oriente-e-le-sue-lezioni-parla-il-generale-capitini.html"><strong>pianificazione estremamente complessa.</strong> </a>L&#8217;Iran dispone di una vasta rete di difese e ha sviluppato un programma nucleare e missilistico che lo rende un avversario temibile. Le capacità di Israele, tuttavia, sono altamente avanzate, con una forza aerea di élite e sistemi di difesa tra i più sofisticati al mondo. L&#8217;attacco all&#8217;Iran potrebbe coinvolgere operazioni congiunte di guerra aerea e cyberattacchi per colpire le infrastrutture nucleari iraniane e paralizzare le capacità di risposta di Teheran. Un aspetto critico sarà la necessità di neutralizzare le difese aeree iraniane e, soprattutto, le installazioni sotterranee dove l&#8217;Iran ha collocato parte del suo programma nucleare.</p>



<p>Strategicamente, Israele deve anche valutare le ripercussioni di un&#8217;azione militare. Un attacco preventivo contro l&#8217;Iran potrebbe<strong> innescare una risposta massiccia da parte di Teheran</strong>, che dispone di alleati regionali come Hezbollah in Libano e milizie sciite in Siria e Iraq, pronte a lanciare attacchi contro Israele. Inoltre, un&#8217;escalation potrebbe destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente, coinvolgendo altre potenze regionali e attori internazionali. Anche la comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti e i Paesi europei, sarà chiamata a reagire, dovendo bilanciare il supporto alla sicurezza di Israele con la necessità di evitare un conflitto su vasta scala.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari dell&#8217;attacco di Israele all&#8217;Iran</h2>



<p>Dal punto di vista geopolitico, un&#8217;azione militare contro l&#8217;Iran potrebbe influenzare i futuri equilibri nella regione. Israele potrebbe cercare di rafforzare le sue alleanze con Paesi arabi come l&#8217;Arabia Saudita, che vedono con preoccupazione l&#8217;influenza iraniana, e con le potenze occidentali, assicurandosi il loro sostegno o almeno la loro neutralità. Tuttavia, l&#8217;eventualità di un conflitto aperto rischia di alimentare l&#8217;instabilità e aumentare il prezzo politico e umano del confronto.</p>



<p>In conclusione, l&#8217;incontro segreto tra <strong>Netanyahu, Gallant e Halevi</strong> indica che Israele si sta preparando per un&#8217;operazione di vasta portata contro l&#8217;Iran, ma il successo di tale operazione dipenderà non solo dalla superiorità militare, ma anche dalla capacità di <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-cisgiordania-libano-ora-anche-la-siria-netanyahu-cerca-ovunque-la-sua-guerra-mondiale.html">gestire le conseguenze politiche </a>e strategiche di un&#8217;azione che potrebbe cambiare profondamente il futuro del Medio Oriente.</p>
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		<title>Gallant spara su Netanyahu: non ha un piano, fa il gioco di Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gallant-contro-netanyahu-serve-un-piano-per-il-dopoguerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 14:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro della Difesa israeliano pensa al dopoguerra nella Striscia: governo palestinese con "tutori" internazionali o torna Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gallant-contro-netanyahu-serve-un-piano-per-il-dopoguerra.html">Gallant spara su Netanyahu: non ha un piano, fa il gioco di Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La spaccatura, latente e confinata ai corridoi della Knesset fino a pochi giorni fa, tra Netanyahu e Gallant è adesso ben evidente. Il primo, come noto, è il capo del governo israeliano e il secondo invece è il suo ministro della Difesa. Nelle scorse ore, sui media israeliani e non solo, ha destato molto clamore la dichiarazione resa dal titolare della Difesa sul <strong>dopo guerra a Gaza</strong>. Secondo Gallant, in particolare, occorre pensare a un governo all&#8217;interno della Striscia appena le armi verranno messe a tacere. Altrimenti, è l&#8217;avvertimento del ministro, <strong>Hamas</strong> non andrà più via.</p>



<p>Non si è trattata di un&#8217;esplicita accusa contro Netanyahu, ma il riferimento al premier non è poi così velato. Con le sue frasi, rese in un discorso trasmesso mercoledì sui social, il numero uno della Difesa israeliana ha lanciato una <strong>profonda critica all&#8217;attuale linea del primo ministro</strong>, volta a proseguire il conflitto senza un&#8217;apparente particolare meta. Se da un lato Netanyahu non ha al momento risposto, furiosa invece è stata la reazione dei partiti religiosi e delle formazioni più a destra della coalizione di governo. Con <strong>Ben Gvir</strong>, leader di Potere Ebraico e ministro della Sicurezza Pubblica, che ha accusato Gallant del fallimento del 7 ottobre (data degli attacchi di Hamas contro Israele) e ne ha chiesto pubblicamente la testa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Gallant</h2>



<p>Le frasi del ministro della Difesa senza dubbio erano state scritte in precedenza e il suo discorso era stato preparato prima della sua apparizione in tv e sui social. Tuttavia, è possibile pensare che Gallant abbia deciso di rendere pubbliche le sue perplessità sulla guerra come diretta risposta a precedenti dichiarazioni del premier Netanyahu. Quest&#8217;ultimo, in un&#8217;intervista trasmessa sempre mercoledì, aveva dichiarato di non voler vedere trasformata la Striscia di Gaza da un &#8220;<strong>Hamastan</strong>&#8221; a un &#8220;<strong>Fatahstan</strong>&#8220;. Tradotto, vuol dire che la preoccupazione del primo ministro dello Stato ebraico è quella di veder passare la Striscia da un governo dominato da Hamas a uno formato da Fatah, il partito guidato da<strong> Abu Mazen</strong>, ossia il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (Anp): &#8220;Ogni altra discussione sul futuro di Gaza &#8211; ha poi sottolineato Netanyahu &#8211; sarà rinviata a dopo la sconfitta di Hamas&#8221;.</p>



<p>Ed è qui che a quel punto Gallant ha deciso di intervenire, tirando fuori un discorso forse conservato già da giorni nei cassetti della propria scrivania. Il ministro della Difesa ha voluto in primo luogo ribaltare la prospettiva di Netanyahu, pur senza citare espressamente il nome del premier: &#8220;Non ci sarà sconfitta di Hamas &#8211; è uno dei passaggi del suo intervento &#8211; senza un piano per il giorno dopo&#8221;. Vale a dire che, secondo la visione del ministro, Israele deve pensare adesso a come gestire il dopoguerra e a chi affidare il controllo della Striscia. Il tutto per accelerare i piani di una sconfitta di Hamas e di una detronizzazione del movimento islamista palestinese da Gaza. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">💥Israeli Defense Minister Yoav Gallant told PM Netanyahu that he must make “tough decisions” to establish non-Hamas rule in Gaza, even if it comes at a personal cost. &quot;The people of Israel look to us and expect us to make the right decisions.&quot; <a href="https://t.co/s2ZCYINdIb">pic.twitter.com/s2ZCYINdIb</a></p>&mdash; UnXeptable (@UnxeptableD) <a href="https://twitter.com/UnxeptableD/status/1790846192156295250?ref_src=twsrc%5Etfw">May 15, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;<strong>Occorrono scelte difficili </strong>&#8211; ha dichiarato Gallant &#8211; qualunque sia il costo personale o politico, perché i guadagni della guerra vengono erosi ed è in gioco la sicurezza a lungo termine di Israele&#8221;. L&#8217;appello alle scelte difficili sembra essere lanciato direttamente all&#8217;indirizzo di Netanyahu, il quale teme che un&#8217;apertura in tal senso porterebbe a una destabilizzazione della sua maggioranza per via dell&#8217;opposizione dei partiti posizionati più a destra. </p>



<p>“<strong>La fine della campagna militare deve andare di pari passo con l’azione politic</strong>a &#8211; ha poi proseguito il ministro della Difesa &#8211; Il “giorno dopo Hamas” potrà essere raggiunto solo se le entità palestinesi prenderanno il controllo di Gaza, accompagnate da attori internazionali, stabilendo un governo alternativo al governo di Hamas. Questo è soprattutto un interesse dello Stato di Israele”. La soluzione di un governo palestinese supportato e supervisionato da organismi internazionali, viene vista da Gallant come l&#8217;unica vera strada praticabile: &#8220;L&#8217;alternativa &#8211; ha spiegato &#8211; è una permanenza di Hamas a Gaza oppure un governo militare israeliano ella Striscia&#8221;. Un&#8217;opzione quest&#8217;ultima che il ministro ha fatto sapere di non volere appoggiare, prendendo esplicita distanza dall&#8217;idea di far stazionare le truppe dell&#8217;Idf a Gaza a tempo indeterminato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scontro tutto interno al governo israeliano </h2>



<p>C&#8217;è poi un passaggio, nel discorso di Gallant, che appare sia come un atto di accusa verso Netanyahu e sia anche come un<strong> primordiale accenno di campagna elettorale</strong>: &#8220;In ogni gabinetto di guerra convocato da ottobre &#8211; ha infatti dichiarato &#8211; la questione del dopo Hamas e del governo nel dopo guerra l&#8217;ho sempre richiamata all&#8217;ordine del giorno, sfortunatamente nessuno l&#8217;ha presa in seria considerazione&#8221;. Quasi un modo per prendere le distanze dalle recenti scelte fatte dal governo e dalla maggioranza. E per porsi, agli occhi dell&#8217;opinione pubblica, come una <strong>concreta alternativa a Netanyahu</strong>. </p>



<p>La sfida tra il premier e il suo ministro della Difesa non è comunque nuova. Anzi, da mesi le principali testate israeliane parlano di un accordo tra <strong>Gantz</strong>, componente del gabinetto di guerra e tra le principali figure dell&#8217;opposizione, e Gallant per far cadere l&#8217;attuale esecutivo. Il piano tra i due prevedrebbe, in particolare, la presentazione di un disegno di legge da parte del ministro della Difesa volto a imporre la fine dell&#8217;esenzione dall&#8217;obbligo di leva per gli ebrei ultra ortodossi. Gantz in tal senso farebbe da sponda, assicurando il sostegno del suo partito. Circostanza che andrebbe a destabilizzare il Likud, la formazione di centrodestra del premier, e la coalizione di maggioranza. Qui dove i partiti religiosi alzerebbero gli scudi contro una proposta di legge del genere.</p>



<p>Ma al di là delle possibili congetture fantapolitiche, la distanza tra Gallant e Netanyahu è ben evidente e concreta. Il premier, per non assistere alla caduta del suo governo, deve fare comunella con le formazioni religiose. E non è un caso se da questa sponda della Knesset siano arrivate autentiche bordate contro Gallant. Ben Gvir e soci hanno già fatto sapere di volere e auspicare le dimissioni del ministro della Difesa. Ribadendo come, ad oggi, l&#8217;unica condizione per appoggiare il governo riguarda la prosecuzione della guerra.</p>
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		<title>Gaza, la fame come arma</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-lemergenza-alimentare-come-arma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 16:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le immani proporzioni della carestia a Gaza, i risibili tentativi per arginarla e gli ostacoli insormontabili per le popolazioni assediate</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lemergenza-alimentare-come-arma.html">Gaza, la fame come arma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328172051255_b56f02032c520e7a810a32051805a122-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>“La carenza di aiuti a Gaza&nbsp;deve essere considerata&nbsp;una carestia causata dall’uomo”,&nbsp;questo&nbsp;il titolo&nbsp;di un&nbsp;articolo del Washington Post del 28 marzo a firma di Adam Taylor e Manuel Canales. Dove la parola&nbsp;uomo rimanda a&nbsp;un protagonista più specifico, Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aiuti con il contagocce</h2>



<p>La catastrofe che si è abbattuta su Gaza,&nbsp;con i bambini che muoiono di fame e sete, è stata denunciata da tanti e autorevoli,&nbsp;senza che la situazioni cambi. Anche il WP traccia un quadro inequivocabile: “Gaza si trova ad affrontare una catastrofica carenza di approvvigionamenti. A cinque mesi dall’inizio del conflitto, il deficit tra il volume di tutte le forniture, comprese le necessità alimentari e mediche, che sarebbero entrate nella Striscia di Gaza se non fosse stato per la guerra e ciò che è stato effettivamente ricevuto, è stato di almeno mezzo milione di tonnellate”.</p>



<p>“[&#8230;] L’enclave dipende da tempo da centinaia di camion carichi di importazioni di aiuti al giorno […]. Secondo le stime della Banca Mondiale, le importazioni rappresentavano due terzi del consumo alimentare&nbsp;di&nbsp;Gaza nel 2022”.</p>



<p>“Dopo l&#8217;invasione israeliana [&#8230;] il flusso di camion si è ridotto a un rivolo, raggiungendo Gaza solo attraverso pochi posti di blocco, soggetti alle strenue ispezioni israeliane e afflitto da ingorghi logistici e a problemi di sicurezza”&nbsp;[tali&nbsp;camion a volte sono&nbsp;finiti sotto il fuoco&nbsp;dell’esercito israeliano ndr.].</p>



<p>“Israele sostiene di non limitare gli aiuti, ma le organizzazioni umanitarie e i governi, compreso quello degli Stati Uniti, hanno esercitato una&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.washingtonpost.com%2Fworld%2F2024%2F03%2F03%2Fgaza-aid-convoy-israel-war%2F%3Fitid%3Dlk_inline_enhanced-template&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236799496%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=vmEJeaMHRjp3b8IX0ofAp27aqmUIPXENhCC%2BU6Em9DU%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pressione crescente</a>&nbsp;su di esso per facilitare il flusso di camion e hanno&nbsp;realizzato&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.washingtonpost.com%2Fworld%2F2024%2F03%2F15%2Fgaza-aid-pier-ports-complex-solution-airdrop%2F%3Fitid%3Dlk_inline_enhanced-template&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236816334%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=liVGfMjY5Wv4R8oYkqj%2FsbrUY0oWqpTMOK%2FoqrP4Nr0%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani&nbsp;</a><a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.washingtonpost.com%2Fworld%2F2024%2F03%2F15%2Fgaza-aid-pier-ports-complex-solution-airdrop%2F%3Fitid%3Dlk_inline_enhanced-template&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236832478%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=OcMjIrjFfj4CJUwP266MadcpvYx6khOw04Xwd0V6bbM%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>c</u></a>omplessi&nbsp;per fornire aiuti via aria e via mare – molto meno efficaci&nbsp;di quelli&nbsp;via terra”.</p>



<p>Gli aiuti inviati in questo&nbsp;modo, infatti,&nbsp;sono “ben lontani dal soddisfare i bisogni fondamentali di Gaza: anche in scenari ottimistici, difficilmente possono&nbsp;eguagliare le cifre prebelliche, per non parlare&nbsp;che devono&nbsp;soddisfare&nbsp;un fabbisogno&nbsp;accresciuto&nbsp;da più di cinque&nbsp;mesi di conflitto. dicono gli esperti”. Uno di questi, interpellato dal Wp ha detto che&nbsp;gli aiuti&nbsp;dovrebbero aumentare di&nbsp;almeno&nbsp;“dieci volte”.</p>



<p>Il Wp dettaglia le enormi necessità dei palestinesi che devono affrontare lo spettro della carestia. Per quanti sforzi vengano fatti dalla cosiddetta “comunità internazionale”, sforzi che meritano almeno qualche dubbio, “secondo&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.washingtonpost.com%2Fworld%2F2024%2F03%2F18%2Fgaza-famine-report-ipc%2F%3Fitid%3Dlk_inline_enhanced-template&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236847131%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=2%2BU%2FhdPBmIv580z5yzXesIn7W6fhZjF95qXSVLhNbeE%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recenti stime di esperti di emergenze globali</a>, almeno metà della popolazione di Gaza dovrà affrontare la fame da qui a luglio. ‘È un disastro&nbsp;totalmente&nbsp;causato dall’uomo’, ha detto questo mese il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres’”.</p>



<p>Anche la riapertura dei valichi di Rafah e Kerem Shalom, prosegue il Washington Post, dopo settimane di negoziati non è stato minimamente sufficente,&nbsp;infatti&nbsp;“i&nbsp;camion si sono messi in fila dopo l’apertura dei valichi, ma il numero medio di camion che entrano a Gaza ogni giorno è diminuito di due terzi. I gruppi umanitari&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.piccolenote.it%2Fmondo%2Flemergenza-alimentare-a-gaza&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236863079%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=KIRdb%2BijnpQ%2FOsqGtxQaoR5oeZM9R%2FYl%2BjHV9Yy%2Ff%2Fk%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno affermato che le ispezioni israeliane hanno rallentato il ritmo&#8221;</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piani e tentativi improbabili</h2>



<p>I&nbsp;tentativi per consegnare qualche tonnellata di aiuti via mare o via cielo richiedono molto tempo, sono troppo esigui,&nbsp;se non, in qualche caso,&nbsp;addirittura dannosi.</p>



<p>Sull’efficacia degli aiuti dal cielo ne sanno qualcosa le vittime delle casse lanciate con paracadute difettosi, che si sono trasformate in bombe che hanno ucciso chi le attendeva con speranza.</p>



<p>E ancora, riportiamo da&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Ffrench.almanar.com.lb%2F2903485&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236877343%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=LY2R9xjk6stlfOf5fdnUKoymIY2kxW9ryoOHEf1RO5M%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Manar</a>: “Lunedì un aereo militare ha sorvolato le rovine di Gaza City, lasciando cadere nella sua scia dozzine di paracadute neri pieni di aiuti alimentari sotto gli occhi dei residenti affamati”.</p>



<p>“A terra, dove&nbsp;non c’è più in vista quasi&nbsp;nessun edificio ancora in piedi, uomini e ragazzi si&nbsp;sono&nbsp;precipitati&nbsp;verso la spiaggia dove&nbsp;era&nbsp;caduta la maggior parte dei sacchi di aiuti”.</p>



<p>“Decine di loro si&nbsp;sono&nbsp;spintonati&nbsp;e&nbsp;hanno combattuto&nbsp;per raggiungere il cibo,&nbsp;dando vita a&nbsp;una mischia lungo le dune disseminate di macerie”.</p>



<p>‘La gente muore solo per avere una scatoletta di tonno’, dice Mohamad al-Sabaawi, portando una borsa quasi vuota sulle spalle”.&nbsp;Le autorità di Gaza hanno denunciato che 18 persone sono morte nel tentativo di accedere agli aiuti lanciati dal cielo, dodici dei quali sono annegati.</p>



<p>Il Wp ricorda poi che l’America ha inviato aiuti via mare, dilungandosi su dettagli invero poco importanti. Il dettaglio importante lo riporta Responsible Statecraft: “Le navi dell’esercito e della marina che hanno lasciato gli Stati Uniti per&nbsp;portare&nbsp;un&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fresponsiblestatecraft.org%2Fpentagon-aid-gaza-pier%2F&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236890644%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=eceL6NT4CU0KU0zWm6c7F9fvCufPs3wj6SOMSFSuueY%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>massiccio&nbsp;</u><u>carico</u><u>&nbsp;di aiuti umanitari a Gaza</u></a>&nbsp;stanno ancora attraversando l’Atlantico, con due&nbsp;di esse&nbsp;ancora nei porti,&nbsp;in&nbsp;Florida e Virginia. Probabilmente&nbsp;raggiungeranno&nbsp;Gaza&nbsp;a metà aprile, poi dovranno&nbsp;iniziare&nbsp;a costruire una strada rialzata temporanea per facilitare l’ingresso degli aiuti salvavita nella Striscia”.&nbsp;Tutto ciò sarebbe comico se non fosse tragico.</p>



<p>Nononstante i dinieghi di Israele, tanti accusano Tel Aviv di usare la fame come arma.<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fenglish.almayadeen.net%2Farticles%2Fopinion%2Fthe-primary-israeli-war-tactic-is-weaponized-famine--the-evi&amp;data=05%7C02%7C%7C7cd297cb8ecd4387e71808dc4f3d9c32%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638472373236905133%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=dg1C5cs0wP3RJH0vOgjJrfVe1yFdXwpn7dB6PKn9UKk%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Tra questi al Mayadeen, che titola così un articolo molto articolato:</a>&nbsp;“<strong>Le prove suggeriscono che la principale tattica di guerra israeliana è la carestia utilizzata come arma”.</strong></p>



<p>Tra le altre cose, la nota rievoca&nbsp;e commenta&nbsp;l’ormai storica dichiarazione del ministro della Difesa Yoav Gallant rilasciata all’inizio dell’invasione della Striscia:&nbsp;“’Ho ordinato un assedio completo sulla Striscia di Gaza. Non ci sarà elettricità, né cibo, né carburante, tutto è chiuso”, consegna&nbsp;che i suoi militari hanno rispettato per settimane, prima che una sola oncia di aiuti fosse autorizzata a Gaza”.&nbsp;Fonte di parte, certo, ma&nbsp;resta che&nbsp;la catastrofe che si è abbattuta sui palestinesi non si è generata da sola.&nbsp;E la catastrofe interpella non poco.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gallant contro Netanyahu, la guerra nella guerra in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gallant-contro-netanyahu-la-guerra-nella-guerra-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 16:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Haredi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=417285</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il super falco Gallant, ministro della difesa, vola negli Usa, l'obiettivo è quello di far cadere il governo Netanyahu? </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240327160904126_455677cb26f5b67ce58121d80be76544-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Anshel Pfeffer, su Haaretz, formula un&#8217;ipotesi sorprendente che, se vera, potrebbe imprimere una svolta alla guerra che sta martoriando Gaza e la Cisgiordania e affliggendo il mondo intero (i popoli almeno, i leader d&#8217;Occidente un po&#8217; meno&#8230;). L&#8217;ipotesi è che il ministro della Difesa Yoav Gallant voglia affondare il governo Netanyahu.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La controversia sugli Haredi</h2>



<p>Pfeffer lo strilla nel titolo: &#8220;Il vero obiettivo del capo della Difesa israeliano è far cadere il governo di Netanyahu&#8221;. Questo il sottotitolo: &#8220;Il ministro della Difesa Yoav Gallant non è poi così infastidito dal fatto che gli ultra-ortodossi eludano la leva. Ma dal momento che il governo non riesce a fissare obiettivi chiari per la guerra di Gaza, la sua unica alternativa è cercare di organizzare la caduta della coalizione&#8221;.</p>



<p>Il nodo della questione è la leva militare, che gli ultra-ortodossi eludono da sempre, nonostante siano proprio essi a spingere per la Grande Israele e a forzare il governo a concretizzare tale sogno messianico in danno dei palestinesi. Un&#8217;esenzione che la guerra in corso &#8211; se si può chiamare guerra un massacro &#8211; ha reso ancor più invisa al resto dei cittadini chiamati alle armi.</p>



<p>Il governo sta varando una norma che rivede la coscrizione, ma conserva l&#8217;esenzione per gli Haredi. E a tale esenzione Gallant si è opposto, mettendo in fibrillazione Netanyahu, anche perché negli stessi giorni il partito guidato da Gideon Sa’ar ha abbandonato il governo (dopo aver deciso di sostenerlo alcune settimane fa).</p>



<p>Da qui l&#8217;ipotesi di Pfeffer, che appunto Gallant voglia far cadere Netanyahu, che sembra rafforzata dal fatto che il ministro della Difesa si sia recato negli Stati Uniti e abbia deciso di restarci nonostante, negli stessi giorni, Netanyahu abbia ritirato la delegazione israeliana inviata oltreoceano per coordinarsi con il potente alleato (ritiro deciso dopo il mancato veto degli Usa alla mozione sul cessate il fuoco varata dall&#8217;Onu).</p>



<p>Sembra ripetersi lo schema già adottato con Benny Gantz, che il mese scorso si recò alla Casa Bianca per una visita che molti lessero come un tentativo di Washington di spodestare il re d&#8217;Israele, con successivo diniego degli interessati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trattative con Hamas: urge realismo</h2>



<p>Ma una cosa è Gantz, generale che gode di grande popolarità in Israele ma non ha un esercito, altra è Gallant, che dell&#8217;esercito è il comandante in capo. Peraltro, Gallant non è un centrista come Gantz, ma un super falco, quindi più accettabile dalla destra israeliana, indispensabile per qualsiasi governo di Tel Aviv.</p>



<p>E la sua caratura di falco è ben delineata nell&#8217;articolo di Pfeffer, che inizia proprio spiegando come Gallant si sia recato negli States per ottenere un maggiore sostegno verso Israele. Ma, allo stesso tempo, il cronista di Haaretz annota come il ministro della Difesa lamenti un deficit di strategia nella guerra attuale, il cui decorso è più legato alla sopravvivenza politica di Netanyahu che agli interessi dello Stato (lo annotava, tra gli altri, Yossi Verter su Haaretz).</p>



<p>Un deficit che si rileva non solo nella campagna alzo zero a Gaza, che sta producendo una mattanza insostenibile anche dai più stretti alleati di Israele, ma anche nella delicata questione degli ostaggi, con trattative che puntualmente falliscono perché Tel Aviv continua a offrire ad Hamas ciò che non può accettare: la liberazione totale o parziale degli ostaggi in cambio di una tregua temporanea.</p>



<p>Lo ha confidato un alto funzionario israeliano coinvolto nelle trattative ad Axios, spiegando che la pressione internazionale non ha piegato né piegherà Hamas dalla sua determinazione su un accordo duraturo.</p>



<p>&#8220;Molti pensavano che Hamas non fosse determinato nelle sue richieste e che i mediatori potessero costringerli a un compromesso. Non è avvenuto. Avrebbe dovuto essere chiaro fin dall&#8217;inizio, ma alcuni non volevano vederlo&#8221;, ha confidato il funzionario israeliano.</p>



<p>&#8220;Siamo drammaticamente bloccati &#8211; ha concluso &#8211; [&#8230;] C&#8217;è un divario sostanziale. Possiamo impegnarci in un gioco di colpe, ma questo non riporterà indietro gli ostaggi. Se vogliamo un accordo, dobbiamo riconoscere la realtà&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gallant sa che Hamas non può essere eliminata</h2>



<p>Così torniamo all&#8217;articolo di Pfeffer, del quale segnaliamo due passaggi più che significativi. Il primo riguarda la figura di Gallant, che già in precedenza era entrato in dialettica con Netanyahu e fu dimissionato dal governo perché si era opposto alla riforma giudiziaria voluta dal premier (che aveva suscitato vibrate proteste perché giudicata anti-democratica).</p>



<p>Rientrata la crisi e tornato al governo, l&#8217;attuale scontro con Netanyahu potrebbe riservargli lo stesso esito. Ma in realtà, annota Pfeffer, Gallant &#8220;sa anche che questa volta Netanyahu non potrà licenziarlo&#8221;.</p>



<p>Ma ben più importante la conclusione dell&#8217;articolo, nella quale ribadisce che il ministro della Difesa potrebbe abbandonare il governo. Una decisione che lascia incerto il futuro, ma che ha il potenziale per far cadere Netanyahu. &#8220;Gallant non ha nulla da perdere &#8211; conclude Pfeffer &#8211; Ormai gli è chiaro che sotto questo governo l&#8217;IDF, anche se avesse migliaia di reclute Haredi, non può vincere la guerra contro Hamas&#8221;.</p>



<p>Al di là del retroscena descritto da Pfeffer, che al momento resta in sospeso, resta che se anche il ministro della Difesa israeliano sa che gli obiettivi della guerra non sono realistici, urge un ripensamento della guerra di Gaza. Il massacro dei palestinesi, per bombe o per fame (vedi Piccolenote), non solo è disumano, ma non otterrà lo scopo dichiarato.</p>



<p>Da cui la necessità di un&#8217;exit strategy, che poi è una sola, cioè quella che da tempo propugnano tanti in Israele, in particolare <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/eisenkot-la-sconfitta-di-hamas-una-favola">Gantz e il suo alleato Gadi Eisenkot</a>: la tregua duratura in cambio della liberazione di tutti gli ostaggi, come peraltro accennava implicitamente l&#8217;alto funzionario israeliano ad Axios.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gallant-contro-netanyahu-la-guerra-nella-guerra-in-israele.html">Gallant contro Netanyahu, la guerra nella guerra in Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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