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	<title>Władysław Kosiniak-Kamysz Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 15:32:19 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Władysław Kosiniak-Kamysz Archives - InsideOver</title>
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		<title>Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Giornata dell'Europa si celebra il 9 maggio per ricordare la Dichiarazione Schuman. Vediamo quanto siamo lontani da quegli ideali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html">Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi noi europeisti di vecchia data staremmo festeggiando. Perché oggi, 9 maggio, è la Giornata dell&#8217;Europa. Staremmo, condizionale, perché essere europeisti sul serio impone di riconoscere che da festeggiare purtroppo c&#8217;è poco. Lontani sono i tempi in cui bastava l&#8217;Erasmus a farci credere che la strada del futuro fosse stata ormai imboccata. Dimenticati gli entusiasmi che solo un po&#8217; di mesi fa portava, in Italia, la gente piazza per esaltare l&#8217;Europa così com&#8217;è, e non come dovrebbe essere.</p>



<p><strong>Forse non tutti sanno perché la Giornata dell&#8217;Europa si celebra proprio il 9 maggio. </strong>La decisione fu presa a Milano nel 1985  in occasione di un vertice della Comunità europea (e confermata dal Parlamento europeo nel 2008) per celebrare la <strong>Dichiarazione Schuman</strong>, il politico francese (peraltro dichiarato Venerabile da papa Francesco nel 2021) che fu anche primo ministro e che pronunciò il suo più famoso discorso in qualità di ministro degli Esteri. Schuman, che con <strong>Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Jean Monnet è considerato uno dei &#8220;padri&#8221; della comunità europea</strong>, in quell&#8217;occasione (<a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_it">il testo completo qui</a>) proponeva di avviare la costruzione della casa comune europea partendo da un punto forse limitato ma preciso: &#8220;Mettere l&#8217;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un&#8217;organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei&#8221;. </p>



<p>Rispetto ai discorsi anche pomposi che si sono fatti da allora, quel punto di partenza può sembrare un po&#8217; prosaico. Lo sapeva anche Schuman, che però aveva un&#8217;idea precisa in testa: &#8220;La solidarietà di produzione in tal modo realizzata farà sì che una <strong>qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile&#8221;</strong>. E se altri Paesi avessero aderito, quella condizione di reciproco vantaggio si sarebbe ulteriormente allargata, facendo da premessa alla pace permanente in Europa.</p>



<p>&#8220;Materialmente impossibile&#8221;, non teoricamente. Interesse economico e pace. Interesse comune uguale pace. Pace come prodotto e garanzia dell&#8217;interesse collettivo. Sono questi i capisaldi della Dichiarazione Schuman. Piatti piatti. Banali banali. Però c&#8217;è una ragione se Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet sono passati alla storia come dei grandi uomini politici. <strong>Perché vedevano lontano e sapevano andare dritti all&#8217;essenza delle cose. </strong>Guardiamoci intorno. L&#8217;Unione Europea, che di certo Schuman e gli altri avrebbero accolto come un grande risultato, ha vissuto in questo decennio due gravi crisi. La prima è stata la pandemia del COVID (2020-2023), con preoccupanti scricchiolii iniziali quando i Paesi europei presero a contendersi mascherine e respiratori in una reazione che sapeva di panico. Poi si arrivò all&#8217;acquisto collettivo dei vaccini, con <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-pfizer-il-metodo-ursula-nelleuropa-che-cancella-ogni-dibattito.html">una gestione che ha peraltro lasciato zone d&#8217;ombra mai disperse.</a>   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere la guerra invece della pace</h2>



<p>Poi, nel 2022, è arrivata l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina e lì è saltato quasi tutto. Per cominciare, l&#8217;Unione Europea ha scelto la guerra. Di fronte all&#8217;invasione decisa dal Cremlino, Bruxelles poteva prendere due strade: <strong>gettare tutto il proprio peso politico ed economico nel tentativo di fermare il prima possibile la guerra,</strong> cercando ovviamente di salvaguardare le ragioni dell&#8217;Ucraina; <strong>oppure alimentare la guerra,</strong> con l&#8217;obiettivo di sconfiggere sul campo la Russia facendo combattere gli ucraini e fornendo loro tutte le risorse possibili per farlo. Sappiamo com&#8217;è andata: per un calcolo sbagliato, un&#8217;insipienza di fondo o un&#8217;eccesso di sudditanza nei confronti degli Usa, la Ue ha scelto la seconda strada. La prima ipotesi non è mai stata considerata. Dimenticando la semplice ma essenziale lezione dei padri fondatori, sul legame strettissimo tra l&#8217;interesse collettivo e la pace.</p>



<p>Quattro anni e un pezzo dopo, l&#8217;Ucraina non ha avuto la sua &#8220;pace giusta&#8221; (e non v&#8217;è prospettiva concreto su quando potrà averla), la Russia non è stata sconfitta sul campo (e non si sa quando potrà esserlo), la difficoltà economica morde l&#8217;intero continente (e per primo il Paese che secondo Schuman doveva beneficiare del nuovo atteggiamento, la Germania), <strong>la conflittualità interna cresce </strong>(chiedere alla Francia della Le Pen, alla Gran Bretagna di Farage, alla Germania del&#8217;AfD, alla Romania del golpe bianco per non far vincere Georgescu), non abbiamo la gratitudine degli Usa e non facciamo altro che parlare di armamenti mentre l&#8217;architettura di difesa di marca americana, la Nato, su cui abbiamo sempre contato, scricchiola e noi europei non ne abbiamo uno nostro di scorta. </p>



<p>In più, ed è forse l&#8217;aspetto più preoccupante, la solidarietà europea, tanto importante nella visione dei padri fondatori, è presto andata in pezzi su tutto ciò che non è armare l&#8217;Ucraina. Due giorni fa, a dimostrazione della grande fiducia nella costruzione europea, il ministro della Difesa polacco <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong> ha dichiarato che &#8220;l&#8217;alleanza polacco-americana è il fondamento della nostra sicurezza. La Polonia è pronta ad accogliere un maggior numero di soldati americani per rafforzare il fianco orientale della NATO e garantire una protezione ancora migliore all&#8217;Europa&#8221;. La stessa cosa ha già fatto la Finlandia. Prima ancora, e <strong>sempre proposito del binomio interesse collettivo e pace</strong>, abbiamo visto diversi Paesi della Ue collaborare alla latitanza dei terroristi ucraini che avevano fatto saltare un asset importantissimo per l&#8217;economia del continente, ovvero il gasdotto Nord Stream. Per danneggiare l&#8217;aggressore russo, si diceva, e forse è anche vero. Ma per danneggiare il Cremlino bastava non comprare più gas russo, cosa che non avviene nemmeno ora (<a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">anzi, gli acquisti sono tornati a crescere</a>), e guarda combinazione i Paesi che a voce più alta giustificavano quegli eventi sono anche quelli che ci guadagnano di più, in termini sia di influenza politica sia di puro e semplice denaro.</p>



<p>Insomma, non ci pare che siano molte le ragioni per festeggiare. E se siamo ancora attaccati alla versione consolatoria dell&#8217;Europa &#8220;giardino circondato da giungle&#8221;, rendiamoci conto che di solito le giungle i giardini se li mangiano. Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet l&#8217;Europa la volevano più forte, non più debole e vagamente disperata come oggi.</p>



<p></p>



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		<title>1.100 tank entro il 2030: così la Polonia vuole diventare la potenza europea dei carri armati</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/1-100-tank-entro-il-2030-cosi-la-polonia-vuole-diventare-la-potenza-europea-dei-carri-armati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 04:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[ReArm Europe]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gxaz0whXEAAq3E0-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>1.100 tank entro il 2030: così la Polonia vuole diventare la potenza europea dei carri armati con i mezzi sudcoreani.</p>
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<p>La <strong>Polonia fa sul <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-grande-sfida-industriale-della-germania-per-plasmare-il-riarmo.html">serio sul riarmo</a></strong> e punta fortemente sulle <strong>forze di terra, mirando a costruire</strong> entro la fine del decennio la più grande <strong>armata corazzata</strong> d&#8217;Europa. Varsavia ha di recente concluso con la <strong>Corea del Sud</strong> un piano d&#8217;acquisto da 6,5 miliardi di dollari per ordinare 180 carri armati sudcoreani K2 Black Panther e 81 veicoli blindati di supporto progettati dalla Hyundai Rotem. </p>



<p>L&#8217;accordo è stato siglato nella giornata dell&#8217;1 agosto a Gliwice, in Polonia, alla presenza di <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong>, vice primo ministro e ministro della Difesa nazionale, e dell&#8217;omologo di Seul, il ministro Ahn Gyu-back. L&#8217;intesa prevederà forniture a ritmo serrato, dal 2026 al 2030. In particolare, circa un terzo del totale, 61 unità, saranno fabbricate nella variante K2PL prodotte direttamente negli stabilimenti del Paese centroeuropeo, nello stabilimento Bumar Łabędy di Gliwice, in Slesia, sito vicino alla cittadina di Katowice.</p>



<p><strong><a href="https://bulgarianmilitary.com/2025/07/02/poland-inks-6-5b-k2-tank-deal-with-south-korea-for-180-units/">Bulgarian Military segnalava</a> a luglio</strong>, anticipando i dettagli del patto concluso nei giorni scorsi,&nbsp;come l&#8217;intesa tra Varsavia e Seul “amplia un precedente accordo, del valore di 3,4 miliardi di dollari e concluso nel 2022, che garantiva 180 carri armati K2, 212 obici semoventi K9 e 48 aerei d’attacco leggeri FA-50, con consegne già in corso” e 63 unità corazzate prodotte negli stabilimenti del Gruppo Armamenti Polacco (Pgz) di proprietà statale.</p>



<p>&#8220;La Polonia ha accelerato gli sforzi per espandere la sua flotta di carri armati in seguito all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina&#8221;, nota <em>Defense News</em>. Polonia che ora mira ad avere non solo la <strong>più grande armata corazzata d&#8217;Europa</strong> ma anche una schiacciante superiorità in termini di mezzi corazzati convenzionali nel Vecchio Continente. Se i ritmi d&#8217;acquisto e fornitura saranno saldi, la Polonia arriverà al 2030 con forniture in quadrupla cifra di mezzi corazzati e <strong>una quantità di tank superiore a quella di Francia, Germania, Italia e Regno Unito sommate.</strong> Nel quadro dell&#8217;interoperabilità tra diverse forze armate e della tendenza, messa nera su bianco dalle strategie di difesa di Regno Unito e Francia, di preparare l&#8217;Europa a affrontare un conflitto su larga scala entro il 2030, la Polonia intende <strong>presidiare appieno il fronte terrestre</strong>.</p>



<p>Nel Novecento, del resto, la geografia propria del Paese, caratterizzato da un vasto bassopiano circondato da montagne tutt&#8217;altro che impervie, ha favorito la penetrazione delle divisioni corazzate tedesche all&#8217;alba della Seconda guerra mondiale nel 1939 e il passaggio dell&#8217;Armata Rossa intenta a ricacciare indietro le armate naziste e a liberare l&#8217;Europa orientale nel 1944-1945. Dunque la dottrina difensiva polacca è figlia della concezione che <strong>gli accessi al suo territorio vanno interdetti</strong> partendo dall&#8217;uso di una corposa armata di tank e veicoli di supporti.</p>



<p>Ingenti risorse nel riarmo, dunque, ma con tecnologie non propriamente europee. <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2025/08/01/poland-doubles-down-on-south-korean-tanks-with-65-billion-deal/"><em>Defense News</em> scrive che </a>&#8220;cercando di trarre vantaggio dalle capacità produttive di massa della Corea del Sud e dalla sua politica indulgente nei confronti dei trasferimenti di tecnologia, Varsavia si è mossa per acquisire equipaggiamento difensivo sudcoreano su una scala che la rende il cliente principale di Seul in Europa&#8221; e sommando gli acquisti di <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-tank-abrams-arrivano-in-europa-la-svolta-militare-della-polonia.html">K2 a quelli di M1 Abrams</a> americani <strong>la Polonia potrà</strong> su questo dossier <strong>fare storia a sé e confermare una linea che la vede gendarme atlantico dell&#8217;Est del Vecchio Continente</strong>. Mostrando un grande paradosso: il più grande investitore in Difesa in rapporto al Pil d&#8217;Europa è tutto fuorché un sostenitore dell&#8217;idea di fondo del piano ReArm Europe, che vorrebbe disaccoppiare in parte le dipendenze comunitarie da Washington e dalle forniture esterne al blocco, come quelle sudcoreane. Del resto, <strong>non è alla Bruxelles europea ma a quella atlantica</strong> che risponde la strategia di sicurezza polacca. E le politiche di procurement seguono a ruota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/1-100-tank-entro-il-2030-cosi-la-polonia-vuole-diventare-la-potenza-europea-dei-carri-armati.html">1.100 tank entro il 2030: così la Polonia vuole diventare la potenza europea dei carri armati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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