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	<title>Volodymyr Zelensky Archives - InsideOver</title>
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	<title>Volodymyr Zelensky Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina: così gli oligarchi preparano il dopo-Zelensky. Anche se lui&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-cosi-gli-oligarchi-preparano-il-dopo-zelensky-anche-se-lui.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poroshenko, Akhmetov, Firtash... I soliti noti dell'economia e della politica ucraina ragionano sul "dopo Zelensky". Ma con cautela perché... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-cosi-gli-oligarchi-preparano-il-dopo-zelensky-anche-se-lui.html">Ucraina: così gli oligarchi preparano il dopo-Zelensky. Anche se lui&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo tre anni passati a santificare Volodymyr Zelensky e a esaltarne gesti e parole, nascondendo accuratamente ogni possibile spunto critico, i media sembrano non far caso al coraggio e all&#8217;abilità con cui il Presidente ucraino sta gestendo questa fase della sua esperienza politica, forse la più complicata da quando, nel 2019, il 72,3% dei voti lo proiettò alla presidenza. Oggi Zelensky deve guardarsi dalle mire della Casa Bianca di <strong>Donald Trump</strong>, che palesemente non lo ama e lo vorrebbe fuori dai piedi. Dalle manovre (politiche) e dalle offensive (militari) di <strong>Vladimir Putin</strong>, che punta ad approfittare di quanto appena detto e della prolungata difficoltà delle truppe ucraine sul campo. E dalle incertezze dell&#8217;Europa, che promette e invia aiuti ma non trova la compattezza necessaria per fornire quelle &#8220;garanzie di sicurezza&#8221; che Kiev considera indispensabili per avviare una qualunque trattativa.</p>



<p>È una battaglia, quella attuale, che Zelensky combatte per il futuro del suo Paese e anche per il futuro suo, politico e personale. Tra i tanti fronti su cui essa si svolge c&#8217;è, meno indagato ma non meno importante, quello interno. È chiaro che finché resterà in vigore la legge marziale <strong>(ai primi di maggio dovrà eventualmente essere rinnovata)</strong> l&#8217;attuale assetto di potere sarà intoccabile, a meno di eventi traumatici (per esempio, un colpo di Stato militare nel caso che il fronte dovesse tracollare) che al momento non sembrano alle viste. Il dato più significativo, in questo periodo, è il ritorno in pista degli oligarchi, da sempre una delle più significative forze motrici della politica ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno di Poroshenko</h2>



<p>Nell&#8217;autunno del 2021 Zelensky aveva fatto approvare dal Parlamento le due leggi cosiddette &#8220;anti-oligarchi&#8221; che, oltre a risollevare il suo rating allora piuttosto depresso, sembravano aver risolto, o almeno ridimensionato il problema. In sostanza, chi rispondeva a una serie di caratteristiche (fortuna personale oltre 80 milioni di dollari, posizione dominante nei media, ecc. ecc.) veniva definito &#8220;oligarca&#8221; e penalizzato da una serie di provvedimenti: divieto di partecipazione alle privatizzazioni, divieto di assumere cariche pubbliche, fiscalità sfavorevole e così via. Il punto fondamentale della legge stava nel fatto che a decidere chi fosse o non fosse un &#8220;oligarca&#8221; (e quindi dovesse essere o non essere penalizzato) <strong>era il Consiglio di sicurezza, i cui membri erano e sono di nomina presidenziale.</strong> Di fatto, quindi, era lo stesso Zelensky a distribuire o ritirare la patente di correttezza ai super-ricchi dell&#8217;Ucraina. Questi, ovviamente, si erano inchinati. Poi l&#8217;invasione russa e la legge marziale avevano fatto il resto, trasformandoli quasi tutti in impeccabili patrioti.</p>



<p>Gli oligarchi ucraini, però, come dei bambù, si erano solo piegati sotto la bufera, aspettando il momento buono per raddrizzarsi. Momento che, a quanto pare, ora sentono in avvicinamento. Il caso più evidente è quello dell&#8217;ex presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>, storico oppositore di Zelensky. Clamorosamente sconfitto nel 2019, Poroshenko era stato emarginato e più volte messo sotto processo, negli ultimi anni, con le solite accuse di &#8220;tradimento&#8221; o di collaborazione con il nemico secessionista del Donbass. Poco importava che, di fronte all&#8217;aggressione russa, Zelensky avesse adottato la piattaforma politica (esercito, religione e lingua) che aveva portato Poroshenko a perdere la presidenza. Con la guerra che va male e la prospettiva di una pace &#8220;non giusta&#8221; che sembra farsi sempre più concreta, però, <strong>il nazionalista intransigente Poroshenko è pian piano tornato al centro della scena.</strong> E qualche settimana fa gli emissari di Donald Trump l&#8217;hanno incontrato (insieme con Julija Tymoshenko, altra avversaria di Zelensky), badando bene a farlo sapere. Risultato: Solidarietà europea, il partito di Poroshenko, nei più recenti sondaggi sopravanza Servo del popolo. E lo stesso oligarca non è poi così distante dallo stesso Zelensky.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attivismo di Akhmetov</h2>



<p>Carriera politica o no, Poroshenko era e resta un oligarca. Un collega, quindi, di <strong>Rinat Akhmetov</strong>, un altro oligarca<a href="https://letteradamosca.eu/2025/03/17/akhmetov-e-gli-oligarchi-per-il-post-zelensky/"> molto attivo in questo periodo</a>. Akhmetov, un tataro del Volga di fede musulmana sunnita, è originario di Donetsk. Secondo Forbes, nel 2024 era ancora tra i mille uomini più ricchi del mondo (785°, per la precisione) ed è titolare di <strong>Metinvest, uno dei primi 50 gruppi al mondo nel settore della metallurgia e dell&#8217;acciaio.</strong> Ha tantissimi interessi nelle regioni ora occupate dalla Russia, a partire da Azovstal, l&#8217;acciaieria di Mariupol in cui si erano asserragliati e avevano a lungo resistito gli uomini del famoso Battaglione Azov.</p>



<p>Non può quindi stupire se le voci da Kiev lo danno impegnato a cercare di ricucire i contatti con il mondo politico e imprenditoriale russo, sfruttando un canale privilegiato: <strong>Roman Abramovich</strong>,  l&#8217;oligarca russo che è un suo vecchio sodale e che nel 2022-2023 sembrava poter giocare un certo ruolo <strong>nelle trattative, poi fallite, tra Russia e Ucraina.</strong> L&#8217;idea di Akhmetov è di proporsi al Cremlino come una specie di &#8220;garante&#8221;, fin nome degli affari, dei buoni rapporti futuri tra i due Paesi. E per questo appoggia le ambizioni di <strong>Oleksy Arestovich</strong>, un tempo agguerrito consigliere di Zelensky diventato leader militare e da tempo, invece, trasformatosi in suo critico all&#8217;insegna del realismo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La lobby del gas e del petrolio</h2>



<p> Un&#8217;altra frangia dell&#8217;oligarchia ucraina interessante dal punto di vista politico è quella che si è raccolta intorno ad alcuni tycoon del gas e del petrolio, in particolare <strong>Dmytro Firtash</strong>, già molto influente durante le presidenza di Viktor Jushenko e Viktor Janukovich. Gli Usa lo accusano di legami con la criminalità organizzata e hanno emesso nei suoi confronti un mandato di cattura. firtash combatte da Vienna la richiesta di estradizione ed è curioso che i suoi avvocati siano due associati di <strong>Rudolph Giuliani</strong>, già avvocato personale di Donald Trump. Comunque sia, Firtash ha raccolto dietro di sé ex esponenti del partito filorusso Piattaforma di opposizione &#8211; Per la vita come Jurij Bojko e Serhiy Ljovochkin sulla base di un manifesto intitolato <a href="https://lannyjdavis.medium.com/why-cant-ukraine-be-the-switzerland-of-eurasia-b401c37baaf3">&#8220;Perché l&#8217;Ucraina non può essere la Svizzera dell&#8217;eurasia?&#8221;</a>. Facile intuire quale sia la proposta: citando, &#8220;un&#8217;Ucraina neutrale, partner economica e commerciale di tutti, alleata militare di nessuno&#8221;. Una vecchia proposta che, qualche anno fa, avrebbe forse potuto evitare la guerra ma che oggi presuppone uno scontro frontale con le posizioni di Zelensky e con quelle dell&#8217;Europa, che immagina una &#8220;Ucraina porcospino&#8221;, armate e concentrata sul ruolo di primo baluardo di un espansionismo russo che viene dato per inevitabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma Zelensky non è finito</h2>



<p>Pare proprio, insomma, che gli oligarchi si stiano preparando a raccogliere l&#8217;eredità di Zelensky per indirizzare, come sempre hanno fatto, le sorti del Paese. Devono stare attenti, però, a non fare i conti senza l&#8217;oste: <strong>Zelensky sta affrontando sfide difficili ma non è certo finito.</strong> In più, ha mostrato, sia da imprenditore dello spettacolo sia da presidente, di saper cavalcare i marosi generati dagli oligarchi: quando, appena insediato, nominò il tecnocratico Governo Honcharuk, che aveva la <em>mission</em> di combattere gli oligarchi; quando, dopo pochi mesi, lo sostituì con una compagine di volti noti guidata dall&#8217;attuale premier Shmyhal, ch&#8217;era stato un manager di Akhmetov; e quando, come ricordato, ha fatto approvare le leggi anti-oligarchi.</p>



<p>Anche individualmente i super-ricchi ucraini devono fare attenzione. Akhmetov, a fine 2021, fu lambito da accuse orchestrate dallo stesso Zelensky, che lo vedevano potenziale finanziatore di un tentativo di colpo di Stato. Firtash, accusato di essere in torta coi russi, ha avuto molte proprietà sequestrate. Zelensky è un osso duro. E, secondo quanto dicono alcuni, avrebbe per gli oligarchi un piano B: un accordo per mandare alla presidenza, quando si tenessero elezioni, una figura di compromesso individuata nell&#8217;ex generale <strong>Valerij Zaluzhny</strong>. Soldato capace, personaggi assai popolare in patria ma politico di ridotto spessore. Un re travicello che potrebbe ottimamente fare da schermo ai patti tra i veri poteri forti dell&#8217;Ucraina: Zelensky con le forze armate e i servizi di sicurezza, gli oligarchi con la forza del denaro e delle competenze economiche.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-cosi-gli-oligarchi-preparano-il-dopo-zelensky-anche-se-lui.html">Ucraina: così gli oligarchi preparano il dopo-Zelensky. Anche se lui&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Armiamoci e partite: Von der Leyen presenta Rearm Europe, il piano da 800 miliardi per la Difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 10:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen Rearm Europe" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-1536x768.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Annuncio del piano "Rearm Europe": Ursula von der Leyen ha presentato a Bruxelles il progetto da 800 miliardi di euro per rafforzare la spesa militare UE, con l’obiettivo di sostenere l’Ucraina contro la Russia dopo il disimpegno di Trump, come anticipato da InsideOver e dalla stampa tedesca.</p>
<p>Strumento finanziario e misure: Il piano prevede prestiti fino a 150 miliardi di euro per finanziare artiglieria, missili, droni e antidroni, affiancati dall’attivazione di una “clausola di fuga” per escludere le spese militari dai vincoli di bilancio UE, utilizzando anche 93 miliardi di fondi post-Covid inutilizzati.</p>
<p>Tensioni al summit del 6 marzo: Il progetto rischia di generare uno scontro tra i leader UE, con Polonia e Finlandia contrarie alla centralizzazione della difesa e Italia e Spagna ostili a regole penalizzanti, mentre Munchau (UnHerd) evidenzia il divario con gli USA (1,6% vs 3,5% del PIL in difesa).</p>
<p>Dipendenza dagli USA: The National Interest sottolinea che l’UE e l’Ucraina dipendono dal sostegno statunitense (66% della spesa NATO), accettato da Macron e Starmer, rendendo irrealistico il piano di von der Leyen senza il supporto americano.</p>
<p>Rottura con l’austerità: Von der Leyen propone di bypassare i rigidi vincoli fiscali UE, un cambiamento sorprendente rispetto all’austerità imposta per decenni, ora sacrificata non per il welfare ma per una guerra sempre più insostenibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/armiamoci-e-partite-von-der-leyen-presenta-rearm-europe-il-piano-da-800-miliardi-per-la-difesa.html">Armiamoci e partite: Von der Leyen presenta Rearm Europe, il piano da 800 miliardi per la Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen Rearm Europe" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104112520_44a1a935c80cd32dc9ba257ca568ba6a-e1741083984758-1536x768.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come era filtrato sulla stampa tedesca nelle scorse settimane e <a href="https://it.insideover.com/guerra/700-miliardi-di-euro-per-kiev-il-piano-del-partito-della-guerra-europeo.html">come riportato in tempi non sospetti da <em>InsideOver</em></a>, la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, ha annunciato questa mattina a Bruxelles, a<a href="https://it.insideover.com/guerra/addio-allausterita-si-ma-solo-per-le-armi-lue-sacrifica-il-welfare-per-la-guerra.html"> pochi giorni dal summit di giovedì</a> con i leader europei, il piano &#8220;Rearm Europe&#8221;, ambizioso progetto che mira a mobilitare fino a <strong>800 miliardi di euro</strong> nei prossimi anni per rafforzare la spesa militare dell’Unione Europea. L&#8217;intento, nel breve termine &#8211; tanto fumoso quanto irrealistico &#8211; è proseguire la guerra per procura in Ucraina contro la Russia ora che l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di raggiungere un accordo negoziale con Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Von der Leyen si mette l&#8217;elmetto e annuncia Rearm Europe</h2>



<p>Il cuore del piano dell&#8217;ex ministro della Difesa tedesco è un nuovo strumento comune per <strong>incentivare la spesa militare tra i 27 Paesi membri</strong>. Tra le misure principali spicca la possibilità per gli Stati di attingere a <strong>prestiti fino a 150 miliardi di euro</strong>, destinati a finanziare capacità difensive a livello europeo: artiglieria, missili, munizioni, droni e sistemi antidroni. &#8220;Con questo equipaggiamento, gli Stati membri possono intensificare massicciamente il loro sostegno all’Ucraina&#8221;, ha dichiarato la presidente, sottolineando l’urgenza di agire nel breve termine per sostenere Kiev.</p>



<p>Per creare margini di manovra fiscale, Von der Leyen ha annunciato <strong>l’attivazione della “clausola di fuga&#8221; nazionale dell’UE</strong>, che esclude le spese militari dai parametri di debito e deficit previsti dalle regole di bilancio comunitarie. Una mossa inedita, giustificata da &#8220;circostanze eccezionali&#8221;. Tra le fonti di finanziamento, <strong>spiccano i 93 miliardi di euro di prestiti non reclamati</strong> dal fondo di ripresa post-Covid del 2021, originariamente destinato a investimenti verdi e digitali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-459150" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250304104210508_0107da09c1746c0628691fcab79b507d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;L’Europa è pronta a <strong>incrementare massicciamente la propria spesa per la difesa</strong>, sia per rispondere all’urgenza immediata sia per assumersi maggiori responsabilità per la nostra sicurezza&#8221;. ha affermato Von der Leyen.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il prossimo summit rischia di diventare uno scontro aperto</h2>



<p>Come già sottolineato da questa testata, il piano &#8220;guerrafondaio&#8221; di <strong>Ursula von der Leyen</strong> per il riarmo europeo, presentato in vista del summit UE del 6 marzo, rischia di trasformarsi in un braccio di ferro tra i leader, come nota <em>Politico</em>. La presidente della Commissione punta a centralizzare la Difesa ma <strong>Polonia</strong> e <strong>Finlandia</strong> quasi certamente si opporranno a quest&#8217;ipotesi, preferendo tenere per sé la competenza della Difesa, mentre Italia e Spagna (ferme all’1,5% del Pil per la Difesa) si oppongono a regole penalizzanti. <strong>Wolfgang Munchau</strong> su <em>UnHerd</em> ha aggiunto un altro nodo: l’Ue spende in media l’1,6% del PIL in Difesa contro il 3,5% degli Usa, un divario che riflette priorità diverse, come il <em>Welfare</em> tedesco o la transizione energetica, <strong>incompatibili con un riarmo strutturale</strong> senza sacrifici significativi.</p>



<p>Oltre ai dissidi interni, c&#8217;è un altro problema da considerare. Come sottolinea <a href="https://nationalinterest.org/feature/volodymyr-zelenskys-failed-quest-for-security">la prestigiosa rivista americana <em>The National Interest</em></a>, l&#8217;Ue non sembra fare i conti con la realtà: Ucraina ed Europa, infatti, dipendono da un sostegno statunitense per andare avanti e sostenere l&#8217;impegno militare in Ucraina. Gli Usa, coprendo il 66% della spesa militare complessiva della Nato, <strong>sono la potenza cruciale che supporta Kiev contro la Russia</strong>, fornendo intelligence e immagini satellitari. I recenti viaggi del presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> e del premier britannico <strong>Keir Starmer</strong> segnalano un’accettazione di questa gerarchia. Loro stessi hanno ammesso &#8211; e lo ha detto anche Zelensky &#8211; che senza gli Usa non sussistono garanzie di sicurezza.,</p>



<p>Senza contare il fatto che <strong>Ursula von der Leyen</strong> propone di ignorare i vincoli di bilancio UE per finanziare la difesa contro la Russia: un voltafaccia curioso rispetto all’intransigente austerità imposta per decenni ai Paesi membri, un dogma indiscutibile che oggi viene bellamente archiviato non per migliorare il benessere dei cittadini ma per proseguire una guerra che non ha più nulla da dire.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/armiamoci-e-partite-von-der-leyen-presenta-rearm-europe-il-piano-da-800-miliardi-per-la-difesa.html">Armiamoci e partite: Von der Leyen presenta Rearm Europe, il piano da 800 miliardi per la Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Zelensky cede a Trump: c&#8217;è l’accordo sui minerali tra Stati Uniti e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-e-zelensky-ce-laccordo-sui-minerali-tra-stati-uniti-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 21:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-600x279.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-1024x476.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-1536x714.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Accordo raggiunto tra USA e Ucraina: Dopo tensioni e scontri verbali, Stati Uniti e Ucraina hanno siglato un’intesa il 25 febbraio 2025 sulla gestione congiunta delle risorse minerali ucraine, fortemente voluta da Donald Trump, come parte di una strategia per negoziare con la Russia.<br />
Negoziati burrascosi: La bozza iniziale di Trump, che chiedeva 500 miliardi di dollari di introiti come “rimborso” per gli aiuti USA, aveva scatenato proteste a Kyiv. Zelensky l’ha respinta, subendo attacchi da Trump, ma i negoziati sono proseguiti, forse come tattica deliberata del presidente americano.<br />
Stile Trump, “poliziotto cattivo”: La retorica dura di Trump contro Zelensky sembra rientrare nel suo approccio “Make a Deal”, evidenziando il dominio USA nella partita geopolitica.<br />
Dettagli dell’accordo: L’intesa definitiva prevede un fondo con il 50% dei proventi futuri da risorse come petrolio e gas (escluse Naftogaz e Ukrnafta), senza garanzie di sicurezza esplicite. Potrebbe portare Zelensky alla Casa Bianca per la firma.<br />
Europa marginalizzata</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-zelensky-ce-laccordo-sui-minerali-tra-stati-uniti-e-ucraina.html">Zelensky cede a Trump: c&#8217;è l’accordo sui minerali tra Stati Uniti e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-600x279.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-1024x476.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223539314_a0cb76d4c1358580aaf68aeb0617caf6-e1740519709692-1536x714.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo giorni di tensioni e uno scontro a distanza che ha fatto rumore, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Ucraina</strong> hanno raggiunto un accordo cruciale sulla <strong>gestione congiunta delle risorse minerali ucraine</strong>, un’intesa fortemente voluta dal presidente americano Donald Trump. L’annuncio, arrivato il 25 febbraio 2025, è stato confermato sia dall’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sia da Olha Stefanishyna, vicepremier e ministra della giustizia di Kiev, che ha guidato i negoziati con Washington, <a href="https://www.ft.com/content/1890d104-1395-4393-a71d-d299aed448e6">secondo quanto riporta il <em>Financial Times</em></a>. L&#8217;annuncio sembra inserirsi in una strategia più ampia di Trump per <a href="https://it.insideover.com/politica/svolta-allonu-gli-usa-votano-con-la-russia-contro-la-risoluzione-sullucraina.html">arrivare a un accordo negoziale con la Russia</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump e Zelensky si mettono d&#8217;accordo</h2>



<p>Il percorso per arrivare a questo traguardo non è stato privo di ostacoli. La bozza iniziale dell’accordo, proposta da Trump, aveva scatenato reazioni indignate a Kiev e in diverse capitali europee: prevedeva che l’Ucraina cedesse agli Stati Uniti diritti su potenziali introiti per <strong>500 miliardi di dollari</strong> derivanti dallo sfruttamento delle sue risorse, come una sorta di &#8220;rimborso&#8221; per l’aiuto militare e finanziario fornito da Washington dall’invasione russa del 2022. Zelensky aveva respinto con forza quelle condizioni, attirandosi le ire di Trump, che lo aveva definito &#8220;dittatore&#8221; e aveva persino suggerito che l’Ucraina fosse responsabile dell’inizio del conflitto. Eppure, questo scontro pubblico non ha fermato i negoziati. Anzi, potrebbe essere stato parte di una tattica deliberata da parte del tycoon per raggiungere il suo scopo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-458202" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250225223657609_19304dcd80ec92b815aef9bb216ceff1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il raggiungimento dell&#8217;accordo, infatti, fa pensare che la retorica aggressiva di Trump &#8211; quasi un &#8220;poliziotto cattivo&#8221; nei confronti di Zelensky &#8211; rientri nel suo abile stile negoziale, quel &#8220;Make a Deal&#8221; che ha caratterizzato la sua presidenza (e la sua vita da <strong>business man</strong>). Mostrandosi inflessibile e alzando i toni, Trump ha probabilmente voluto ribadire <strong>chi tiene il coltello dalla parte del manico</strong>: gli Stati Uniti, potenza imprescindibile in questa partita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo definitivo tra Stati Uniti e Ucraina</h2>



<p>La versione definitiva dell&#8217;acordo prevede la creazione di un fondo in cui l’Ucraina <strong>verserà il 50% dei proventi futuri</strong> derivanti dalla monetizzazione delle sue risorse minerali statali, come petrolio e gas, escludendo però le attività già consolidate di colossi come <em>Naftogaz</em> e <em>Ukrnafta</em>. I dettagli su questioni chiave, come la quota americana nel fondo o i termini di eventuali &#8220;proprietà congiunte&#8221;, saranno definiti in accordi successivi.</p>



<p>Nonostante l’assenza di garanzie di sicurezza esplicite – un punto su cui Kiev aveva inizialmente insistito – i funzionari ucraini vedono nell’intesa un modo per <strong>rafforzare il legame con gli Stati Uniti</strong> dopo tre anni di guerra e aiuti militari americani. &#8220;Questo accordo è solo una parte del quadro. Ci è stato detto più volte dall’amministrazione Usa che si inserisce in una visione più ampia,” ha dichiarato Stefanishyna al <em>Financial Times</em>. Si parla persino di una possibile visita di Zelensky alla Casa Bianca nelle prossime settimane per una cerimonia di firma con Trump, un’occasione per discutere i prossimi passi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa con il cerino in mano</h2>



<p>E l’Europa? Ancora una volta, il Vecchio Continente sembra emergere come i<strong>l grande perdente di questa (tragica) storia</strong> e <a href="https://it.insideover.com/politica/da-draghi-a-gentiloni-la-critica-alleuropa-di-chi-lha-fatta-come.html">un attore ininfluente sullo scacchiere internazionale</a>. Arroccata su posizioni massimaliste e spesso critica verso le mosse di Trump &#8211; come l’apertura di colloqui bilaterali con la Russia, senza coinvolgere né Kiev né gli alleati europei &#8211; l’Ue appare sempre più marginalizzata. Dopo aver sostenuto l’Ucraina con aiuti economici e morali, rischia ora di vedere gli Stati Uniti e la Russia ridisegnare l’equilibrio geopolitico e l&#8217;ordine internazionale senza toccare palla. L’accordo sui minerali, in questo senso, non è solo un’intesa economica: è un segnale chiaro di chi comanda e di chi, alla fine, potrebbe ritrovarsi a mani vuote. Ma i media in Europa preferiscono raccontare l&#8217;eroiche gesta di Macron che corregge pubblicamente <strong>Donald Trump</strong>, ennesima autocelebrazione che sa di consolazione mentre il vero gioco si svolge altrove, lontano dai riflettori di Bruxelles e Parigi. </p>



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		<title>Grande festa: la Ue dà l&#8217;elettricità ai Baltici mentre Trump ci vende il gas a triplo prezzo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/grande-festa-la-ue-da-lelettricita-ai-baltici-mentre-trump-ci-vende-il-gas-a-triplo-prezzo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 07:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von Der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Von Der Leyen ha partecipato alla festa dei Baltici per la disconnessione dalla rete elettrica russa. E intanto Trump e Putin...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von Der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/von-der-leyen-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È facile trovare in Rete un video diffuso negli scorsi giorni. In ogni caso lo abbiamo inserito in questo articolo. Si vede la presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen</strong> con i leader dei tre Paesi baltici. Insieme, festeggiano la disconnessione di Lituania, Estonia e Lettonia dalla rete elettrica che avevano in comune con Russia e Bielorussia, e la connessione con la reti europee. Al centro, il presidente lituano <strong>Gitanas Nauseda</strong> attende al telefono la conferma dell&#8217;avvenuto &#8220;taglio&#8221; e poi, esultante, dice agli astanti: &#8220;È fatta! Addio Russia! Addio Lenin!&#8221;. E giù risate e applausi.</p>



<p>L&#8217;abbiamo detto e scritto tante volte: impossibile non capire i Paesi usciti dall&#8217;ex Unione Sovietica nei loro rancori contro la Russia. Sette decenni di dominazione altrui e di centralismo grande russo non potevano non lasciare cicatrici indelebili. Il problema è che con i rancori puoi forse ottenere e conservare il potere, <strong>ma è molto difficile fare politica</strong>. E il video di cui stiamo parlando è la dimostrazione lampante di questo assioma. I tre Paesi baltici si sentono più sicuri ne dividere il più possibile le loro stori da quelle della Russia? Nessuno li può giudicare. Ma se questo deve diventare &#8220;la&#8221; politica dell&#8217;Europa, allora qualcosa si può dire.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="478" style="aspect-ratio: 848 / 478;" width="848" controls src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/VIDEO-2025-02-10-14-43-57.mp4"></video></figure>



<pre class="wp-block-code"><code></code></pre>



<h2 class="wp-block-heading">Le forche caudine della Ue</h2>



<p>Mentre la Von Der Leyen, in Lituania, rideva e applaudiva come se avesse appena assistito a un evento epocale, nel mondo reale succedevano alcune cose interessanti. <strong>Donald Trump</strong>, che dell&#8217;Unione Europea si ricorda solo per criticarla e minacciarla, annunciava di aver parlato con <strong>Vladimir Putin</strong>, comunicando così ufficialmente (ma che Casa bianca e Cremlino già fossero vin contatto si sapeva) al mondo che il negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina era iniziato. Senza la Ue, peraltro, nonostante che<strong> il presidente ucraino Zelensky</strong> abbia a lungo chiesto di avere anche Bruxelles al tavolo delle trattative. </p>



<p>Altro fatto: alla Borsa di Londra <strong>il prezzo del gas naturale superava i 620 dollari per mille metri cubi </strong>per la prima volta dall&#8217;8 febbraio 2023. Inoltre, <a href="https://www.gie.eu">secondo i dati di Gas Infrastructure Europe</a>, l&#8217;associazione di 70 operatori europei del settore, le riserve di stoccaggio sotterraneo di gas in Europa sono scese sotto il 50% e i tassi di prelievo di febbraio sono vicini ai massimi storici. Dall&#8217;inizio della stagione del riscaldamento, l&#8217;UE ha già prelevato più della metà del combustibile accumulato per l&#8217;inverno, ovvero 53,2 miliardi di metri cubi. Nessuna particolare preoccupazione, nessun allarme urgente, per carità. Ma a fronte dei dati di consumo c&#8217;è una realtà indiscutibile, <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-russo-che-compriamo-mostra-il-flop-delle-sanzioni-dellunione-europea.html">ben descritta in queste pagine da Giuseppe Gagliano</a>: &#8220;&#8230; nel 2024 le esportazioni di GNL russo verso l’Europa sono aumentate del&nbsp;<strong>20% rispetto al 2023</strong>, con Germania, Francia, Spagna e Belgio tra i principali destinatari&#8221;. E l&#8217;Europa si ritrova, grazie alle politiche illuminate di questi ultimi anni e alla folle speranza di usare l&#8217;Ucraina per annichilire la Russia, nella scomoda situazione di dover scegliere tra il gas russo (rinnegato nella sua via più semplice e conveniente, quella del gasdotto, ma recuperato in quella più complicata e costosa del GNL) e quello americano, che ci costa tre-quattro volte più del prezzo cui i produttori Usa lo vendono sul mercato interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;onda lunga dell&#8217;allargamento del 2004</h2>



<p>Eppure le risate compiacenti della Von Der Leyen hanno un senso. Sono l&#8217;omaggio ai veri azionisti di maggioranza della sua seconda Commissione, quelli che una volta chiamavamo i &#8220;Paesi dell&#8217;Est&#8221;, usciti (e spesso rinati) dal crollo dell&#8217;Unione Sovietica e nel 2004 entrati in blocco nella Ue. Gli Stati Uniti furono i grandi sponsor di quell&#8217;allargamento e si può ben capire perché: si formò allora una cintura di Paesi scottati dall&#8217;esperienza pluridecennale di sottomissione alla Russia e perciò russofobi e assolutamente decisi a porsi sotto l&#8217;ombrello protettivo degli Usa, sia attraverso trattati bilaterali sia attraverso la Nato. Se pensiamo che già nel 2008, con Barack Obama, fu costituito in Romania il sistema missilistico Aegis (&#8220;difensivo&#8221; nella definizione, ma basato su vettori che possono trasportare anche i Tomahawk), possiamo ben capire quella sia stato il processo.</p>



<p> Con gli anni la tendenza si è solo accentuata. E l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, con l&#8217;idea dei Paesi in prima linea nell&#8217;aiutare l&#8217;Ucraina nella difesa dell&#8217;Occidente tutto, le ha impresso nuova accelerazione, avviando invece il declino dell&#8217;asse franco-tedesco che per lungo tempo ha dettato le sorti della Ue. Oggi ci ritroviamo con una responsabile della politica estera comunitaria espressa dall&#8217;Estonia (1,5 milioni di abitanti) e un responsabile della politica di difesa espresso dalla Lituania (2,9 milioni di abitanti), i quali governano, anche bene, Paesi piccolissimi, lontanissimi dalla realtà di Paesi come Spagna o Italia o Francia. Col massimo rispetto: politici che hanno soprattutto il merito di essere antirussi e graditi agli Usa. Ma come si diceva, coi rancori non si governa. La tentazione di vendicarsi della Russia per i torti passati, vivissima in questi Paesi, ci ha spinti tutti sulla strada di una vittoria impossibile, almeno non nella misura in cui la si voleva. Con le conseguenze che vediamo. </p>



<p></p>



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		<title>Aspettando il soccorso di Trump, Zelensky in crisi fa piovere droni sulla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/aspettando-il-soccorso-di-trump-zelensky-in-crisi-fa-piovere-droni-sulla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 13:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124110438395_ef861917c5eb0041441b0ad7520e4551-1536x1010.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La miglior difesa è l'attacco: Zelensky è in crisi al fronte ma aspettando Trump cerca di rilanciare con le azioni militari.  </p>
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<p>Più che uno sciame, uno stormo. Ieri l&#8217;Ucraina ha colpito la Russia con quello che è di certo l&#8217;attacco più massiccio del 2025, ma anche uno dei più importanti dall&#8217;inizio della guerra. Da sempre gli ucraini sfruttano molto bene le possibilità offerte dai droni, prima usando quelli gentilmente forniti dalle industrie del genero del presidente turco Erdogan (i famosi <strong>Bayraktar</strong>), poi producendo in proprio. Di recente il presidente Zelensky ha vantato la capacità delle fabbriche ucraine di arrivare a un milione di droni prodotti l&#8217;anno. E a metà dell&#8217;anno scorso le sue forze armate hanno presentato il missile-drone <strong>Paljanycja </strong>, capace di colpi più potenti a più lunga distanza. </p>



<p>Ma torniamo all&#8217;attacco di ieri. Come precisa la pignolissima Tass, nella notte &#8220;i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 121 veicoli aerei senza pilota ucraini: 37 sul territorio della regione di <strong>Bryansk</strong>, 20 su quello di <strong>Ryazan</strong>, 17 sulla regione di <strong>Kursk</strong>, 17 su <strong>Saratov,</strong> sette su <strong>Rostov</strong>, sei sulla regione di <strong>Mosca</strong>, sei su <strong>Belgorod</strong>, tre su <strong>Voronezh</strong>, due sulla regione di<strong> Tula</strong>, due su <strong>Oryol</strong>, due su <strong>Lipetsk</strong>, uno sulla <strong>Repubblica di </strong><b>Crimea</b> e uno sulla capitale&#8221;. Altri, invece, sono arrivati sul bersaglio. Non si sa quanti ma è certo che a Ryazan sono andati a fuoco la raffineria e la centrale elettrica: impianti importanti di una città importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategie militari e politiche</h2>



<p>Un successo? In realtà, i droni ucraini hanno messo a segno colpi anche più clamorosi. Per esempio, a fine agosto 2024, <strong>distruggendo un grande deposito di munizioni russo a Voronezh</strong> (in quell&#8217;occasione fu usato, dicono gli ucraini, il famoso Paljanycja). Prima ancora, in maggio, quando <strong>colpirono la stazione radar di Armavir,</strong> <a href="http://un impianto radar che copre la Crimea, parte del Sud dell’Ucraina, i Balcani, le zone operative della Nato nel Mediterraneo, parte dell’Asia e il Golfo Persico. Un raggio di rilevamento di più di 6.000 chilometri, che gli consente di rilevare i missili balistici e da crociera e anche, a quel che si dice, eventuali oggetti spaziali. Si tratta, insomma, di uno dei radar che dovrebbero assicurare alla Russia la segnalazione precoce di un attacco nucleare e quindi garantirle la possibilità di una reazione.">come scriveva allora Mirko Marchi in queste pagine</a>, &#8220;un impianto radar che copre la Crimea, parte del Sud dell’Ucraina, i Balcani, le zone operative della Nato nel Mediterraneo, parte dell’Asia e il Golfo Persico. Un raggio di rilevamento di più di 6.000 chilometri, che gli consente di rilevare i missili balistici e da crociera e anche, a quel che si dice, eventuali oggetti spaziali. Si tratta, insomma, di uno dei radar che dovrebbero assicurare alla Russia la segnalazione precoce di un attacco nucleare e quindi garantirle la possibilità di una reazione&#8221;. Per quanto riguarda invece la strategia ucraina, in atto da tempo, di colpire raffinerie, impianti petroliferi e depositi vari, basterà ricordare che in Russia sia l&#8217;estrazione sia l&#8217;esportazione di petrolio sono in aumento, quindi non pare che i droni ucraini siano in grado, almeno in questo campo, di infliggere danni significativi. Tra l&#8217;altro, pochi hanno notato che nelle stesse ore, sempre con droni, la Russia colpiva impianti ucraini nella regione della capitale Kiev, dopo aver già fatto altrettanto con infrastrutture energetiche nella regione di Kherson.</p>



<p> Qual è dunque il senso di questi attacchi? Potremmo dire che la loro natura è sì militare (l&#8217;Ucraina non ha certo rinunciato a combattere) ma soprattutto politica. Da qualunque angolazione si osservi la situazione, l&#8217;andamento della guerra volge contro Kiev. Nel Donbass i russi avanzano lenti ma inesorabili, e controllano ormai più del 20% del territorio ucraino. E l&#8217;eventuale caduta di Pokrovsk, che tutti danno per probabile se non imminente, potrebbe aprire un varco incolmabile nel sistema di difesa ucraino. Nella regione di Kursk, invasa dagli ucraini il 6 agosto del 2024, i russi hanno recuperato il 65% del territorio inizialmente perduto, e anche qui proseguono sulla strada di una lenta ma inesorabile riconquista. In più, a dar retta al ministero russo della Difesa (e credere alle fonti russe, come ai servizi segreti dell&#8217;Ucraina, è almeno un azzardo), nella regione di Kursk in questo periodo Kiev ha perso, tra morti e feriti, almeno 56 mila uomini. Il tutto in un Paese che, come <a href="https://t.me/letteradamosca/24972">ha confermato nei giorni scorsi</a> il generale <strong>Pavel Palisa</strong> all&#8217;Associated Press, sta per chiudere la riforma per abbassare l&#8217;età della coscrizione militare e mandare al fronte anche i ragazzi tra i 20 e i 25 anni d&#8217;età.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Europa e Usa</h2>



<p>Sullo sfondo di questa situazione ha fatto irruzione l&#8217;arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump che, com&#8217;è noto, vuole mettere fine a questa guerra. Mentre la Nato e l&#8217;Unione Europea (almeno in parte) continuano a sostenere posizioni che, nella realtà quotidiana del conflitto, sembrano poco meno che demenziali. <strong>Mark Rutte</strong>, segretario generale della Nato, ripete in ogni sede che &#8220;la pace potrà durare solo se l’Ucraina si presenterà al tavolo in una posizione di forza&#8221;, e non si vede come questo possa succedere. E <strong>Andrius Kubilius</strong>, il lituano che è Commissario Ue alla difesa (grande idea mettere i baltici agli Esteri e alla Difesa&#8230;) gli ha fatto eco sostenendo che la guerra in Ucraina deve proseguire per logorare la Russia. L&#8217;uno e l&#8217;altro evidentemente indifferenti a quanto sta accadendo in Ucraina, con i 6 milioni di rifugiati in Europa, la popolazione in calo costante, l&#8217;economia azzerata e i ragazzini costretti a impugnare il fucile. Zelensky non può fare miracoli e, anzi, un miracolo l&#8217;ha già fatto il suo popolo, resistendo così tanto a difficoltà così enormi. Ma la sua via è ormai strettissima e lo dimostra il continuo aggiornamento delle sue proposte: l&#8217;ultima è che la Russia torni ai confini del 2022 (la versione precedente era ai confini del 1991) prima di iniziare un qualunque negoziato. Evento che, al momento, pare piuttosto improbabile.</p>



<p>È chiaro, comunque, che Zelensky, nonostante i rapporti non certo idilliaci con Trump, punta sugli Usa e non si fida dell&#8217;Europa. non da oggi (la distruzione del gasdotto Nord Stream è stata un modo per colpire la Russia ma anche per forzare l&#8217;Europa a chiudere certe relazioni) ma oggi in particolare modo. Certe decisioni recenti, come la chiusura del transito sul territorio ucraino al gas russo diretto verso l&#8217;Europa occidentale, <strong>sembrano fatte apposta per dividere la Ue rispetto alla causa ucraina</strong>, non certo per unirla. E infatti Ungheria e Repubblica Ceca, messe in difficoltà, hanno subito alzato i toni contro Kiev. E a comporre la disputa non ha certo contribuito il tentativo ucraino di colpire una stazione di pompaggio del Turkish Stream, l&#8217;unica altra via con cui il gas russo arriva in Europa.</p>



<p>Zelensky imputa all&#8217;Europa di <strong>non aver mantenuto le promesse in fatto di aiuti militari</strong>. E invoca la protezione di Washington per ottenere quelle &#8220;garanzie di sicurezza&#8221; che dovrebbero farle da scudo al momento di trattare con Putin. Che Zelensky sopravviva politicamente o no all&#8217;eventuale fine della guerra, il destino dell&#8217;Ucraina pare segnato: diventare un Paese-fortezza, sul modello di Israele, nel cuore di un&#8217;area strategica come l&#8217;Europa centro-orientale, chiamato a presidiare il &#8220;confine&#8221; con la Russia e a difendere gli interessi globali degli Usa. il che rende ovviamente indifferente il fatto che l&#8217;Ucraina entri o no nella Nato. Cosa di cui, in effetti, non parla più nessuno.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>



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