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	<title>Volodymyr Zelensky Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Jun 2026 04:31:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Volodymyr Zelensky Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Zelensky, l&#8217;UPA e la polemica con la Polonia: niente di nuovo,  senza l&#8217;ultradestra a Kiev non si governa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-lupa-e-la-polemica-con-la-polonia-niente-di-nuovo-senza-lultradestra-a-kiev-non-si-governa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 04:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-1024x698.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-1536x1047.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-600x409.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Zelensky non sta facendo nulla di nuovo. Governare l'Ucraina contro l'estrema destra fascista e iper-nazionalista non si può.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-lupa-e-la-polemica-con-la-polonia-niente-di-nuovo-senza-lultradestra-a-kiev-non-si-governa.html">Zelensky, l&#8217;UPA e la polemica con la Polonia: niente di nuovo,  senza l&#8217;ultradestra a Kiev non si governa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-1024x698.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-1536x1047.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-4-600x409.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mettersi a discutere con <strong>Volodymyr Zelensky</strong> è un&#8217;impresa assai ardua, per tre ragioni. La prima è che l&#8217;ex attore diventato presidente è molto molto abile dal punto di vista dialettico. La seconda è che da quattro anni e mezzo &#8220;l&#8217;Ucraina combatte per noi&#8221;, come recita il mitra della politica europea, e a uno che combatte per te non puoi certo dare contro. La terza, conseguente alle prime due, è che ogni dichiarazione di Zelensky può contare sulla &#8220;complicità&#8221; di quasi tutti i media occidentali (e in ogni caso di TUTTI quelli più importanti) e diffusi, che la riprendono e la rilanciano così com&#8217;è, come se fosse un dato di fatto.</p>



<p>È quanto sta succedendo con la polemica tra Zelensky e il presidente della Polonia, <strong>Karol Nawrocki,</strong> scoppiata dopo che l&#8217;ucraino ha deciso di assegnare a un&#8217;unità dell&#8217;esercito il nome onorifico di &#8220;Eroi dell&#8217;Upa&#8221; (<a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-chiama-eroi-i-filonazisti-dellupa-che-compirono-stragi-in-volinia-e-la-polonia-si-infuria.html#google_vignette">ma tutta la vicenda è già stata ben spiegata da Roberto Vivaldelli</a>). Alla notizia in arrivo dall&#8217;Ucraina, Nawocki ha deciso di ritirare l&#8217;onorificenza dell&#8217;Aquila Bianca, la più alta dell&#8217;ordinamento polacco, concessa dal suo predecessore, Andrzej Duda, a Zelensky. Zelensky ha reagito accusando Nawrocki di voler fare politica alle sua spalle (Nawrocki è stato eletto con l&#8217;appoggio del partito conservatore e nazionalista Diritto e Giustizia, mentre il premier Donald Tusk è, all&#8217;opposto, presidente del partito Coalizione civica) e, per spregio, ha rimandato a Varsavia l&#8217;onorificenza per posta. Poi lui e il capo dell&#8217;amministrazione presidenziale Kyrylo Budanov hanno accusato Nawrocki di ritirare l&#8217;onorificenza a Zelensky ma non a Caterina II di Russia, Mussolini e all&#8217;ex cancelliere tedesco <strong>Gerhard Schroeder.</strong> </p>



<p>Su quest&#8217;ultimo tema vale la pena di registrare la risposta del portavoce di Nzworcki: &#8220;Il Presidente Zelensky ha citato Benito Mussolini, Caterina II e Gerhard Schröder, ai quali non è stato revocato l&#8217;ordine. I primi due sono morti da tempo e la Polonia non revoca gli ordini postumi. L&#8217;ex Cancelliere tedesco, d&#8217;altro canto, non ha mai insultato la nazione polacca così apertamente come ha fatto il presidente ucraino, sebbene le sue azioni nell&#8217;interesse della Russia debbano essere condannate in quanto dannose per la Polonia e per l&#8217;Europa. <strong>Sotto Schröder, in Germania non sono stati eretti monumenti a Hitler o Himmler. </strong>Nessun reparto della Bundeswehr è stato intitolato a &#8220;eroi delle SS&#8221;. Inoltre, il presidente Zelensky, che ora si lamenta del fatto che Benito Mussolini, Caterina II e Gerhard Schröder non siano stati privati delle loro onorificenze, non si oppose al fatto di riceverle lui stesso tre anni fa. Oltre all&#8217;insulto di intitolare un&#8217;unità dell&#8217;esercito ucraino agli &#8220;eroi dell&#8217;UPA&#8221;, ne aggiunge un altro restituendo l&#8217;onorificenza con un corriere. In definitiva, il punto cruciale è l&#8217;insulto deliberato del leader ucraino a un popolo che si è rivelato il miglior amico dell&#8217;Ucraina negli ultimi quattro anni. Non si onorano gli assassini degli antenati di coloro che ti hanno teso una mano quando era una questione di vita o di morte. Quando qualcuno ti offre una mano, non la accetti con entusiasmo per poi insultare chi te l&#8217;ha offerta&#8221;.</p>



<p>Il punto vero della questione è che Nawrocki è uno storico che, prima di entrare in politica, è stato direttore del Museo della seconda guerra mondiale di Danzica e in seguito <strong>presidente dell&#8217;Istituto della memoria nazionale, incarico che, in Polonia, necessita dell&#8217;approvazione del Parlamento. </strong>In altre parole, sa perfettamente di che cosa si parla. Mentre Zelensky, che non a caso non entra mai nel merito della questione storica, sfrutta le tre condizioni di cui dicevamo all&#8217;inizio (infatti Nawrocki è stato immediatamente definito &#8220;un politico di estrema destra&#8221;, lui che da storico ha lavorato per portare allo scoperto i crimini sovietici) per nascondere, lui sì, una necessità di politica interna. Che adesso vediamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partigiani e stragisti</h2>



<p>L&#8217;<em>Ukrains&#8217;ka povstans&#8217;ka armija (UPA) </em>fu fondata nel 1942 avendo come riferimento politico <strong>Stepan Bandera </strong>e come capo militare <strong>Roman Šuchevyč.</strong> Per fare molto breve una storia lunga e intricata, successe questo: dopo l&#8217;invasione nazista dell&#8217;Ucraina, i militanti dell&#8217;usa si schierarono con la Wermacht e le SS nella speranza di combattere Stalin e i sovietici; poi, con il ritorno dell&#8217;Armata Rossa, combatterono anche le truppe di Stalin, nella speranza di ottenere l&#8217;indipendenza. Nel processo, si scontrarono anche contro l’Armata Nazionale, il principale movimento di resistenza polacco, che rivendicava come polacca la Volinia (regione peraltro divisa, prima per lunghissimo tempo e diventata quasi totalmente ucraina solo dopo la guerra, per decisione di Stalin). <strong>Per mantenere il controllo della Volinia, tra il 1943 e il 1945 l’UPA sterminò circa 100 mila civili di origine polacca, tra i quali molti ebrei.</strong></p>



<p>È come se i nostri partigiani avessero combattuto i fascisti e i nazisti e, nello stesso tempo, avessero ammazzato un sacco di italiani di origine straniera e un sacco di ebrei. Ci sbrigheremmo a considerarli eroi nazionali? Li copriremmo di onori e medaglie? Forse saremmo un poco più prudenti.</p>



<p>Ecco, questo Zelensky non se lo può permettere. Perché nello spettro politico ucraino, la componente fascio-nazionalista non ha mai potuto vantare risultati elettorali clamorosi (al contrario, sempre sotto il 4% dei voti) ma ha sempre goduto di un notevole potere di interdizione e di ricatto. Bandera e Šuchevyč, i capi dell&#8217;UPA (Bandera fu assassinato nel 1959 da Bohdan Stachynskyi, un ucraino al solo del KGB, e Šuchevyč si suicidò nel 1950 nei pressi di Leopoli per non farsi catturare dai sovietici), come figure da onorare senza se e senza ma, non li ha inventati lui bensì <strong>Viktor Yushchenko</strong>, il presidente (2005-2010) &#8220;democratico&#8221; (in contrapposizione al filo-russo Viktor Yanukovich) che fu protagonista della cosiddetta &#8220;rivoluzione arancione&#8221;. Fu Yushchenko, nel 2010, appena prima di lasciare la carica, a proclamare i due stragisti dell&#8217;UPA &#8220;eroi dell&#8217;Ucraina&#8221;. Ma come, il democratico che sfidava la Russia putiniana , il figlio di un insegnante che era sopravvissuto per miracolo ad Auschwitz, poi&#8230; ebbene sì. Con quel gesto, Yushchenko forse pagava qualche debito oltreoceano: sua moglie <strong>Kateryna Chumachenko</strong> era stata una funzionaria del Dipartimento di Stato Usa e aveva forti collegamenti con la diaspora ucraina negli Stati Uniti. </p>



<p>Da quel momento, il meccanismo è entrato in funzione a ogni snodo cruciale della storia ucraina. Per esempio durante le manifestazioni dell&#8217;Euromaidan, quando furono le formazioni dell&#8217;estrema destra (Svoboda, Bratstvo, Pravyj Sektor) a guidare gli scontri di piazza e a fare in modo che non venisse accettata la soluzione negoziata con Yanukovich, che per quanto disponeva (ritorno alla Costituzione del 2004, elezioni presidenziali anticipate, governo di transizione&#8230;) era una grande vittoria per gli europeisti. Tra l&#8217;altro, nella delegazione di tre persone che trattava con Yanukovich (assistita dai ministri degli Esteri di Francia, Germania e Polonia), <strong>c&#8217;era Oleh Tjahnybok, leader di Svoboda e già tra i fondatore del Partito social-nazionale ucraino.</strong> Di fatto un filo-nazista.</p>



<p>Altro esempio: dopo la cacciata di Yanukovich viene formato un governo provvisorio. Ecco che ritroviamo <strong>Andrij Parubij </strong>(poi ucciso a colpi di pistola a Leopoli nell&#8217;agosto del 2025), tra i fondatori di Svoboda, come segretario del Consiglio di sicurezza (e più avanti presidente del Parlamento). E i suoi colleghi di partito diventano: Oleksandr Sic vice-primo ministro, Ihor Svaika ministro dell&#8217;Agricoltura, Andriy Mokhnyk ministro dell&#8217;Ambiente, Oleh Makhnic&#8217;kyj procuratore generale. Non male per un partito abituato ai decimale ma che, evidentemente, aveva altri meriti.</p>



<p>Allo stesso modo, furono i militanti dei gruppi di estrema destra i primi ad accorrere nel Donbass, con i finanziamenti di oligarchi come Ihor Kolomojs&#8217;kyj, per formare battaglioni come il famoso Azov (poi inserito con tutti i crismi nelle forze armate regolari) e contrastare armi in pugno i progetti dei separatisti filo-russi. E ancora oggi uno dei personaggi più popolari in Ucraina è <strong>Andrij Bilec&#8217;kyj</strong>, che fu tra i fondatori del reggimento, oggi comanda una brigata ed è anche leader di Corpo nazionale, partito di fondamentalisti bianchi che, a conferma della regola, ha pochissimo seguito nonostante che il suo leader sia molto apprezzato.</p>



<p>Si potrebbe andare avanti a lungo ma basterà dire che Zelensky non sta facendo nulla di nuovo. Governare l&#8217;Ucraina contro l&#8217;estrema destra fascista e in qualche caso filo-nazista, che frutta con abilità i sentimenti che spaziano dallo spirito di patria al nazionalismo più becero, non si può. Possiamo piuttosto chiederci perché il presidente abbia sentito la necessità di fare un passo simile proprio adesso. Questo vuol dire addentrarsi in meccanismi di potere che sono oscuri e riservati per definizione. Poiché , <strong>polemizzando con Nawrocki, Zelensky ha trovato modo di tirare in ballo le forze armate ucraine, </strong>possiamo ipotizzare che glorificare ancora una volta l&#8217;UPA per onorare i suoi combattenti sia un modo per dare soddisfazione ai generali che tengono botta al fronte e che formano la parte più intransigente dell&#8217;attuale sistema di potere. <strong>Jacopo Boccalini </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-dentro-lesercito-ucraino-syrsky-e-la-vecchia-guardia-contro-gli-ufficiali-della-generazione-z.html#google_vignette">ha già raccontato in queste pagine</a> le linee di faglia che corrono tra gli alti gradi e dividono i &#8220;vecchi&#8221; generali dagli ufficiali delle nuove leve, che si ispirano a tattiche più moderne e vorrebbero condurre una guerra diversa. Forse il richiamo all&#8217;unità in nome della storia nazionale serviva proprio a questo, in un momento in cui l&#8217;Ucraina raccoglie molti successi nella guerra aerea e incontra molte difficoltà sul terreno. Laddove, appunto, la differenza la fanno gli umani e non le macchine.</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-lupa-e-la-polemica-con-la-polonia-niente-di-nuovo-senza-lultradestra-a-kiev-non-si-governa.html">Zelensky, l&#8217;UPA e la polemica con la Polonia: niente di nuovo,  senza l&#8217;ultradestra a Kiev non si governa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zelensky chiama &#8220;eroi&#8221; i filonazisti dell&#8217;Upa che compirono stragi in Volinia. E la Polonia si infuria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-chiama-eroi-i-filonazisti-dellupa-che-compirono-stragi-in-volinia-e-la-polonia-si-infuria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nawrocki Zelensky" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-1536x827.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-600x323.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La revoca polacca dell'onorificenza a Zelensky in polemica sui massacri dell'UPA in Volinia ha innescato una grave crisi diplomatica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-chiama-eroi-i-filonazisti-dellupa-che-compirono-stragi-in-volinia-e-la-polonia-si-infuria.html">Zelensky chiama &#8220;eroi&#8221; i filonazisti dell&#8217;Upa che compirono stragi in Volinia. E la Polonia si infuria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nawrocki Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-1536x827.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622100207151_22a8e5a8208d8b4e2fa3004e8c063179-e1782115362832-600x323.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi diplomatica tra <strong>Ucraina</strong> e <strong>Polonia</strong> si aggrava. La scintilla <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-onora-i-filonazisti-che-fecero-strage-di-ebrei-e-polacchi-varsavia-sinfuria-la-ue-tace.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/zelensky-onora-i-filonazisti-che-fecero-strage-di-ebrei-e-polacchi-varsavia-sinfuria-la-ue-tace.html">è scoppiata il 26 maggio scorso</a>, quando il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zełensky</strong> ha firmato un decreto che conferisce il titolo onorifico di «Eroi dell&#8217;UPA» a un&#8217;unità delle Forze Armate ucraine. L&#8217;UPA – l&#8217;Esercito Insurrezionale Ucraino – è un&#8217;organizzazione nazionalista della Seconda Guerra Mondiale che in Polonia è considerata responsabile del <strong>genocidio di decine di migliaia di civili polacchi</strong>, <a href="https://uat.apnews.com/article/poland-ukraine-insurgent-army-zelenskyy-nawrocki-order-48c3d4a494b744ff039923c3f1bed976" type="link" id="https://uat.apnews.com/article/poland-ukraine-insurgent-army-zelenskyy-nawrocki-order-48c3d4a494b744ff039923c3f1bed976">in particolare durante le stragi della Volinia</a>. </p>



<p>Per la storiografia polacca, l’UPA fu infatti responsabile del <strong>massacro di circa 100.000 civili polacchi in Volinia e Galizia</strong> <strong>Orientale tra il 1943 e il 1945</strong><a href="https://www.vietnam.vn/fr/lanh-dao-ba-lan-phan-no-sau-dong-thai-cua-ong-zelensky" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://expresso.pt/polonia/2026-05-29-presidente-polaco-propoe-retirada-da-mais-alta-distincao-a-zelensky-por-homenagem-a-organizacao-nacionalista-3d7f1f65" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Da molti nazionalisti ucraini, viceversa, l’organizzazione è ancora oggi vista come un movimento di resistenza anti-sovietica che lottò per l’indipendenza dell’Ucraina. Rimane il dato storico: l’11 luglio 1943 è passato alla storia, in Polonia, come la Domenica di Sangue. In un’azione coordinata, reparti dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN-B) e dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), attaccarono simultaneamente <strong>99 villaggi nelle contee di Włodzimierz e Horochów</strong>. I massacri, compiuti con estrema ferocia, proseguirono nei giorni e nelle settimane successive, segnando uno dei <a href="https://www.polishmuseumofamerica.org/national-day-of-remembrance-for-the-victims-of-the-wolyn-massacre/">momenti più tragici del conflitto polacco-ucraino durante la Seconda Guerra Mondiale</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="pl" dir="ltr">Nie możemy zapomnieć o naszej historii. Niech żyje Polska! <a href="https://t.co/AvEiAnAR9b">pic.twitter.com/AvEiAnAR9b</a></p>&mdash; Karol Nawrocki (@NawrockiKn) <a href="https://x.com/NawrockiKn/status/2068033922835820553?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La reazione di Varsavia non si è fatta attendere. Venerdì scorso, il presidente polacco <strong>Karol Nawrocki</strong> ha annunciato la revoca dell&#8217;Ordine dell&#8217;Aquila Bianca, <a href="https://uat.apnews.com/article/poland-ukraine-insurgent-army-zelenskyy-nawrocki-order-48c3d4a494b744ff039923c3f1bed976" type="link" id="https://uat.apnews.com/article/poland-ukraine-insurgent-army-zelenskyy-nawrocki-order-48c3d4a494b744ff039923c3f1bed976">la più alta onorificenza dello Stato polacco</a>, che era stata conferita a Zełenski nell&#8217;aprile 2023 dal suo predecessore <strong>Andrzej Duda<a href="https://uat.apnews.com/article/poland-ukraine-insurgent-army-zelenskyy-nawrocki-order-48c3d4a494b744ff039923c3f1bed976" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</strong> In un video di tredici minuti pubblicato sui social, Nawrocki ha dichiarato: «Siamo una nazione polacca orgogliosa e abbiamo una soglia di tolleranza. <strong>Quel limite è stato superato</strong>».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta di Zełenski: «È una battaglia politica interna»</h2>



<p>La replica di Zełenski è stata durissima. In un&#8217;intervista rilasciata domenica alla televisione ucraina <em>TSN</em>, <a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" type="link" id="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w">il presidente ha accusato</a> Nawrocki di aver strumentalizzato la vicenda per fini elettorali interni. «Vedo in tutto ciò esclusivamente un processo elettorale. Il presidente Karol Nawrocki sta lottando per la posizione del suo partito nei confronti del primo ministro Donald Tusk. <strong>Non abbiamo niente a che fare con questo, è una loro questione interna</strong>» ha affermato. Zełenski ha poi paragonato il comportamento del presidente polacco a quello di Viktor Orbán:&nbsp;«È la stessa cosa che faceva Orbán. È una strada sbagliata. Penso che finirà male»<a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://tvn24.pl/swiat/odebranie-orderu-orla-bialego-wolodymyrowi-zelenskiemu-komentarz-prezydenta-ukrainy-st9107414" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. <a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" type="link" id="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w">E ha aggiunto</a>:&nbsp;«Sull&#8217;odio non si possono ottenere vantaggi politici, perché a lungo termine porta al deterioramento delle relazioni tra i popoli»<a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Zelensky:<br><br>Polish President Nawrocki is doing the same thing as Orbán, and it will end badly.<br><br>Nawrocki is trying to gain political dividends by fueling anti-Ukrainian sentiment. <a href="https://t.co/2cUsrW9402">pic.twitter.com/2cUsrW9402</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2068766618272804978?ref_src=twsrc%5Etfw">June 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Nel corso dell&#8217;intervista, Zełenski <a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" type="link" id="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w">ha rivelato un episodio mai raccontato prima</a>: durante il loro primo incontro in Polonia, Nawrocki gli avrebbe regalato un libro molto &#8220;particolare&#8221;. «Sono venuto da lui e il suo regalo di benvenuto è stato un libro sulla tragedia della Volinia. Non ne ho mai parlato. Non ne ho parlato alla gente.<strong> Ho convissuto con questo in silenzio. Ora ne parlo apertamente, perché sta intraprendendo azioni che ritengo inopportune</strong>»<a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://tvn24.pl/swiat/odebranie-orderu-orla-bialego-wolodymyrowi-zelenskiemu-komentarz-prezydenta-ukrainy-st9107414" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La «guerra delle onorificenze» si allarga</h2>



<p>Sabato Zełenski ha annunciato di aver rispedito a Varsavia l&#8217;Ordine dell&#8217;Aquila Bianca <a href="https://kyivindependent.com/zelensky-posts-stripped-polish-medal-back-to-warsaw/" type="link" id="https://kyivindependent.com/zelensky-posts-stripped-polish-medal-back-to-warsaw/">tramite un corriere</a><a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/06/21/zelensky-ministri-ed-ex-presidenti-restituiscono-le-onorificenze-che-accade-tra-ucraina-e-" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nella dichiarazione che accompagnava la restituzione, il presidente ucraino ha sottolineato:&nbsp;«Se si ritiene che questo simbolo speciale possa rimanere a Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schröder, allora noi in Ucraina non discuteremo», riferendosi ad alcuni controversi detentori dell&#8217;onorificenza che non ne sono mai stati privati. </p>



<p>Ma la crisi non si è fermata a Zełensky. In segno di protesta, diversi alti funzionari ucraini hanno restituito le loro onorificenze polacche: il ministro degli Esteri <strong>Andrij Sybiha</strong>, il capo dell&#8217;Ufficio del Presidente <strong>Kyryło Budanow</strong>, il suo vice Ihor Żowkwa e l&#8217;ambasciatore ucraino in Polonia Wasyl Bodnar<a href="https://www.pap.pl/aktualnosci/ukraina-zelenski-nawrocki-zdecydowal-sie-na-eskalacje-ze-wzgledu-na-walke-polityczna-w" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/06/21/zelensky-ministri-ed-ex-presidenti-restituiscono-le-onorificenze-che-accade-tra-ucraina-e-" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Anche gli ex presidenti <strong>Leonid Kuczma</strong>, <strong>Viktor Juszczenko</strong> e <strong>Petro Poroszenko</strong> hanno rinunciato alle decorazioni ricevute da Varsavia. La crisi, peraltro, arriva in un momento particolarmente delicato: la prossima settimana la Polonia ospiterà una conferenza internazionale sulla ricostruzione dell&#8217;Ucraina, alla quale Zełenski è atteso<a href="https://uat.apnews.com/article/poland-ukraine-insurgent-army-zelenskyy-nawrocki-order-48c3d4a494b744ff039923c3f1bed976" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nawrocki ha ribadito che la revoca dell&#8217;onorificenza&nbsp;«non è contro il popolo ucraino»&nbsp;e&nbsp;«non significa un cambiamento nella direzione strategica della politica di sicurezza polacca».&nbsp;Sarà, ma la crisi diplomatica sembra essere molto più profonda e radicale di quanto non si voglia ammettere. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The myth of the OUN and UPA in today’s Ukraine is built on the glorification of their anti-Soviet struggle. Yet an inseparable part of that struggle was the use of lethal terror against 🇺🇦civilians.<br><br>Entire families became victims of this terror under the principle of collective… <a href="https://t.co/aXZ2Ixjtp9">pic.twitter.com/aXZ2Ixjtp9</a></p>&mdash; Marta Havryshko (@HavryshkoMarta) <a href="https://x.com/HavryshkoMarta/status/2068808932659724669?ref_src=twsrc%5Etfw">June 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>C&#8217;è poi un altro problema, come osserva la studiosa <strong>Marta Havryshko</strong>, storica ucraina, ricercatrice e accademica specializzata in storia del Novecento: «Il mito dell’OUN e dell’UPA nell’Ucraina di oggi si basa sulla glorificazione della loro lotta antisovietica. Eppure una parte inseparabile di quella lotta fu l’uso del terrore letale contro civili ucraini.I ntere famiglie divennero vittime di questo terrore sulla base del principio di responsabilità collettiva praticato dalla clandestinità ucraina. I loro obiettivi includevano maestri di scuola, presidenti di fattorie collettive, direttori scolastici, membri del Komsomol, funzionari di partito e politici, così come giovani donne che avevano relazioni romantiche con uomini considerati “nemici” (polacchi, ebrei, ufficiali dell’Armata Rossa, ecc.)». La studiosa aggiunge: «Tra le altre cose, registra che nel villaggio di Uhertsi, regione di Leopoli, nel 1944, i militanti dell’OUN uccisero il capo del consiglio di villaggio, Osyp Kanchir, 39 anni; sua moglie Mariia, 44 anni; e i loro due figli — Mariia di tre anni e Petro di un anno. <strong>Quindi, quando celebrate l’UPA, ricordate anche questi bambini innocenti</strong>».</p>



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<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-chiama-eroi-i-filonazisti-dellupa-che-compirono-stragi-in-volinia-e-la-polonia-si-infuria.html">Zelensky chiama &#8220;eroi&#8221; i filonazisti dell&#8217;Upa che compirono stragi in Volinia. E la Polonia si infuria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Russia-Ucraina, le fatiche della guerra e la fragilità del dialogo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-ucraina-le-fatiche-della-guerra-e-la-fragilita-del-dialogo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Mosca avanza sul terreno, Kiev colpisce in profondità la Russia. Intanto, i tentativi di arrivare a un vero negoziato sembrano ancora deboli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-ucraina-le-fatiche-della-guerra-e-la-fragilita-del-dialogo.html">Russia-Ucraina, le fatiche della guerra e la fragilità del dialogo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Putin-Zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky</strong> hanno interesse, almeno per ora, a non accelerare i tempi per la fine della <strong>guerra in Ucraina</strong>. E questo complica i piani per chi, soprattutto in Europa, mira a aprire una<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-pace-che-non-ce-tra-occidente-dei-volenterosi-e-russia-e-dialogo-tra-sordi.html" type="post" id="484391"><strong>finestra d&#8217;opportunità </strong>per chiudere questo </a>sanguinoso e logorante conflitto che dopo aver sconvolto gli equilibri europei oggi appare come una piaga insanabile, ma il cui decorso ormai è noto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fragilità di Russia e Ucraina</h2>



<p>Mosca avanza sul terreno, lentamente e con l&#8217;obiettivo di logorare gli asset e le unità ucraine, mentre nel 2026 Kostjantynivka, architrave del Donbass, appare la chiave di volta del conflitto e la sede dell&#8217;ennesima battaglia-tritacarne dopo Bakhmut, Avdiivka e la &#8220;cintura delle fortezze&#8221; dell&#8217;oblast di Donetsk in cui dal 2022 al 2025 Mosca e Kiev hanno consumato enormi quantità di risorse e migliaia di vite umane. Questa è una realtà ineludibile che per Kiev mostra il vero problema di fondo: ai punti, <strong>l&#8217;Ucraina rischia il logoramento strutturale</strong> e di restare a corto di mezzi e risorse, dipendendo sempre più dall&#8217;assistenza occidentale. Ma al contempo, quattro anni e mezzo di conflitto hanno insegnato al Paese invaso a fare la guerra e a portarla nel territorio nemico. La Russia non può nascondere la pressione esercitata dai raid ucraini sulle raffinerie e le infrastrutture del Paese euroasiatico. </p>



<p>I raid dei droni ucraini dei giorni scorsi, i più estesi dall&#8217;inizio della guerra, hanno portato caos anche nella capitale Mosca, mostrando che in sostanza la necessità di difendere spazi enormi nei cieli e di prevenire incursioni nemiche è condivisa e difficilmente affrontabile dai belligeranti. Ora ci troviamo nella classica situazione in cui <strong>sia lo Zar del Cremlino che il leader della Bankova</strong> sono accomunati dalla prospettiva di poter, militarmente, migliorare l&#8217;output della guerra prima di sedersi al tavolo delle trattative e dal timore di affrontare ciò che un eventuale dopoguerra riserverebbe ai loro governi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra psicologica</h2>



<p>Zelensky ha deciso che l&#8217;Ucraina potrà colpire Mosca per rompere le restrizioni agli attacchi in profondità già messe nel 2022-2023 dall&#8217;ex presidente Usa Joe Biden e <strong>esercitare pressione psicologica</strong> sulla Russia. Gli attacchi ucraini a Mosca richiamano alla mente quelli britannici del novembre 1940 a Berlino, compiuti mentre Vyacheslav Molotov, ministro degli Esteri sovietico, visitava Berlino e dialogava con l&#8217;omologo Joachim von Ribbentrop. Durante un dialogo compiuto in un bunker nel corso dell&#8217;attacco inglese Molotov, sentendosi ripetere dal gerarca tedesco la narrazione sulla fine imminente delle capacità combattenti di Londra mentre si cercava di capire se fare del rapporto tra le due potenze una partnership sistemica, rispose velenoso: &#8220;Se è così, perché siamo in questo rifugio e di chi sono queste bombe che cadono?&#8221;. <strong><em>Mutatis mutandis, </em>il dubbio di Molotov</strong> è quello che l&#8217;Ucraina vuole instillare nel cittadino di Mosca per fiaccare il consenso verso una guerra già dispendiosa per le tasche degli abitanti del gigante euroasiatico.</p>



<p>La Russia, invece, continua la sua battaglia di logoramento e lo scenario per l&#8217;estate lascia presagire un&#8217;estensione delle operazioni per mirare a vincere, direttamente o indirettamente, la battaglia del Donbass, che ormai sembra essere definito come obiettivo minimo di riferimento. E c&#8217;è da attendersi che con luglio e agosto inizi la <strong>strategia preventiva di attacco alle infrastrutture di rete ed energetiche del Paese invaso</strong> che negli anni scorsi per mettere in difficoltà Kiev in vista del rigido periodo invernale. La guerra della Russia, insomma, è al fronte interno ucraino e se la prospettiva di una vittoria militare totale appare remota, una crisi e uno shock <strong>possono giocare un ruolo più critico nel determinare gli esiti del conflitto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In cerca di una via d&#8217;uscita</h2>



<p>Si capisce, chiaramente, che quando le guerre iniziano a mirare ai fronti interni dei Paesi nemici, il salto quantico compiuto è notevole. E ciò mostra tanto la carenza di strategie e mezzi per risolvere sul terreno la guerra quanto la <strong>volontà di Putin e Zelensky di capire, per ora, come andrà il conflitto</strong> per poi prendere posizione netta su eventuali negoziati. In tal senso si inseriscono i movimenti europei e occidentali per provare a capire in che misura si possa dialogare con la Russia. La recente spaccatura tra <strong>Antonio Costa</strong>, presidente del Consiglio Europeo, e la sua volontà di dialogare con Putin e i Paesi dell&#8217;E3 (Francia, Germania e Regno Unito), che vogliono tenere in mano il boccino del negoziato la dice lunga: vista la difficoltà americana nell&#8217;imbastire un negoziato, spetterebbe all&#8217;Unione Europea e ai Paesi del Vecchio Continente il capire quanto il desiderio di garanzie di sicurezza da parte della Russia si sposi con la sfida di tutelare l&#8217;Ucraina e la sua libertà postbellica.</p>



<p>&#8220;La dolorosa domanda che ora si pone a Zelenskyy non è come resistere all&#8217;aggressione russa, ma quante altre persone l&#8217;Ucraina può perdere prima di perdere il suo futuro&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/7b1ff72b-5a67-46b9-81c6-9e3855b99a34">nota il Financial Times,</a> e se gli attacchi su Mosca possono contribuire a &#8220;smantellare l&#8217;ambizione di Putin di una vittoria totale&#8221;, è anche vero che finora &#8220;gli alleati europei dell&#8217;Ucraina non hanno compreso che la natura del fare la pace è cambiata&#8221;, e impone di ragionare non solo di territori e truppe ma di <strong>ampie garanzie securitarie. Può non piacere, ma è da tutta la storia che è così: per fare la pace bisogna dialogare con l&#8217;altro da sé</strong>, il rivale, l&#8217;avversario. E per porre fine alla guerra servirà capire le linee rosse tanto di Kiev quanto di Mosca. </p>



<p>In che misura congelare, eventualmente, il fronte nel Donbass? Come far accettare una <em>exit solution </em>capace di non far uscire nessuno come perdente? Come evitare che un&#8217;Ucraina post-bellica sia instabile e fragile e che i rapporti con una Russia alle porte dell&#8217;Europa segnati da una sfiducia e un senso di minaccia incombente? Risolvere questi dilemmi sarà vitale. E gli europei hanno l&#8217;occasione di aprire queste brecce negoziali che ad oggi Putin e Zelensky possono permettersi di delegare ad altri. Trovandosi tanto convergenti quanto nemici, nell&#8217;ennesimo paradosso di una guerra sfiancante.</p>
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		<title>Russia: perché il prezzo della benzina ci parla del Cremlino e dei suoi problemi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-perche-laumento-del-prezzo-della-benzina-ci-parla-del-cremlino-e-dei-suoi-problemi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520753</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cinque settimane consecutive di aumento del prezzo, come non era mai successo. E i droni ucraini continuano a colpire le raffinerie... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-perche-laumento-del-prezzo-della-benzina-ci-parla-del-cremlino-e-dei-suoi-problemi.html">Russia: perché il prezzo della benzina ci parla del Cremlino e dei suoi problemi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nella notte tra il 17 e il 18 giugno, Mosca è stata investita dal più massiccio attacco aereo ucraino dall&#8217;inizio della guerra. Le autorità cittadine hanno dichiarato che <strong>la difesa antiaerea ha abbattuto 194 velivoli nemici,</strong> ma molti altri hanno raggiunto un bersaglio. Prima di questo, l&#8217;attacco più violento era stato registrato l&#8217;11 marzo e si era parlato di 74 droni abbattuti. L&#8217;11 maggio, inoltre, l&#8217;antiaerea russa aveva intercettato 120 droni che si dirigevano verso la capitale. L&#8217;escalation è evidente. Come è chiaro che, se il centro urbano di Mosca resta relativamente protetto, altrettanto non si può dire per i grandi impianti industriali e le infrastrutture della regione circostante. <strong>L&#8217;aeroporto di Sheremetyevo, il principale del Paese, è stato precipitosamente evacuato</strong> e i passeggeri già a bordo degli aerei, come quelli in attesa nei terminal, sono stati evacuati verso i rifugi e 500 voli annullati o rinviati. Per la seconda volta in una settimana gli ucraini hanno colpito la grande raffineria di petrolio di Kapotnja, dove si sono subito sviluppati grandi incendi: <a href="https://t.me/letteradamosca/36240">le immagini dei roghi all&#8217;alba </a>sono in effetti piuttosto impressionanti.</p>



<p>Gli ucraini hanno così drammaticamente riproposto il dilemma militare che la Russia non riesce, e forse non può, risolvere: <strong>puoi proteggere tanto ma non tutto. Qualche bersaglio importante verrà comunque colpito, soprattutto nel perimetro di una struttura energetica amplissima e sparsa come quella russa. E infatti ormai avviene quasi tutti i giorni. </strong>Poco conta che nelle stesse ore i russi abbiano colpito per l&#8217;ennesima volta Kiev e i suoi dintorni. Le azioni ucraine hanno un impatto mediatico molto maggiore: la narrazione generale, largamente abusiva ma anche largamente seguita, è quella di Davide contro Golia, con Davide ovviamente più simpatico. E non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky,</strong> come sempre molto abile, definisce questi attacchi &#8220;le sanzioni ucraine&#8221; verso la Russia. Ma anche l&#8217;effetto è molto diverso. Perché gli ucraini da più di quattro anni hanno la guerra in casa, sul terreno e nei cieli, a causa dell&#8217;invasione russa, e purtroppo per loro sanno bene che cosa voglia dire. Mentre i russi, questa era la strategia politica ormai fallita del Cremlino, dovevano sentire il rombo della guerra lontano, molto lontano, quasi impercettibile. E se le bombe cadono su Mosca (Kapotnja non è regione, è un quartiere della capitale, se pure periferico) e su altri grossi centri, è chiaro che qualcosa non funziona. Se il ministero della Difesa deve diramare un comunicato in cui afferma di aver intercettato circa 1.000 droni ucraini in 24 ore, è chiaro che c&#8217;è un problema. E che questo 2026 sia l&#8217;anno più duro da quando <strong>Vladimir Putin </strong>ha deciso di invadere l&#8217;Ucraina, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">non è scoperta di oggi, tanto meno per i lettori di InsideOver.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinque settimane consecutive di aumenti</h2>



<p>Il &#8220;problema&#8221;, per continuare a chiamarlo così, si manifesta in molti modi, molti più sotterranei ma non meno efficaci. L&#8217;aumento delle accise su una vasta gamma di prodotti di tecnologia domestica. L&#8217;aumento dell&#8217;Iva. L&#8217;aumento delle tasse. E, per venire più direttamente agli ultimi eventi a Mosca, <strong>l&#8217;aumento del prezzo della benzina. </strong>Nella settimana dal 9 al 15 giugno, secondo i dati Rosstat, i prezzi della benzina presso le stazioni di servizio russe sono aumentati in media dello 0,95%. Nelle ultime due settimane, poi, i prezzi alla pompa sono aumentati dell&#8217;1,93%, il doppio rispetto all&#8217;intero mese di maggio (0,85%). In totale, il prezzo della benzina in Russia cresce da 5 settimane consecutive, una performance negativa che non si era mai registrata dal 2022. E che ha investito in pratica tutto il Paese: il prezzo della benzina è cresciuto in 78 degli 89 soggetti (<strong>46</strong>&nbsp;regioni, <strong>24</strong>&nbsp;Repubbliche, <strong>9</strong>&nbsp;Territori, <strong>4</strong>&nbsp;Circondari autonomi, <strong>3</strong>&nbsp;Città federali come Mosca, San Pietroburgo e Sebastopoli e <strong>1</strong>&nbsp;Regione autonoma) della Federazione.</p>



<p>La spiegazione ufficiale di solito è racchiusa nella frase &#8220;interventi di manutenzione non programmati nelle raffinerie&#8221; che, tradotto dal politichese della propaganda, vuol dire: <strong>riparazioni dei danni nelle raffinerie più importanti colpite dai droni,</strong> come quelle di Tatneft a Nizhnekamsk, quella di Rosneft a Kuybishev, quella di Lukoil a Volgograd e, appunto, quella di Mosca. Oltre al danno indiretto (la diminuzione della produzione) ci sono quelli indiretti. Per esempio la necessità di trasportare i carburanti verso i punti colpiti o dove essi maggiormente scarseggiano, cosa che contribuisce all&#8217;aumento dei prezzi e alla crisi generale. Per non parlare dei problemi con il gasolio, tema che colpisce molto gli agricoltori del Sud della Russia. Oppure la difficoltà a procurare i pezzi di ricambio per gli impianti petroliferi a causa delle sanzioni occidentali.</p>



<p>Da qui a immaginare un prossimo crollo della Russia, o un improvviso calo delle intenzione belliche di Putin, ancora ce ne corre. Non è un caso, infatti, se tutti, da Zelensky a Trump agli europei, intimano al Cremlino di trattare. Se pensassero che la vittoria è vicina non lo farebbero, ovvio. Anche perché poi, sul terreno, succedono molte altre cose. Per esempio che sia in grossa crisi la difesa di Kostantyvika, la città-fortezza dove si combatte da quasi un anno. Che i russi abbiano appena occupato il villaggio di Rai-Aleksandrivka, postazione militare e snodo logistico strategico della resistenza ucraina. <strong>Che sia avvenuto un ennesimo scambio di salme di soldati caduti al fronte e che i russi ne abbiano restituite 522 e gli ucraini solo 33.</strong> E che le autorità europee stiano pensando di ridurre l&#8217;accoglienza ai rifugiati ucraini proprio perché Zelensky possa mandare più uomini al fronte. Ma non v&#8217;è dubbio che un evento apparentemente secondario come l&#8217;aumento del prezzo della benzina riveli, nella struttura del potere e della società russi, crepe insidiose che il Cremlino avrebbe preferito nascondere.</p>



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		<title>I missili Zirkon su Kiev, i combattimenti a Kostyantinivka: che cosa ci dicono della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-missili-zirkon-su-kiev-i-combattimenti-a-kostyantinivka-che-cosa-ci-dicono-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quale delle due guerre di logoramento avrà più fiato? Quella aerea degli ucraini o quella terrestre dei russi? Vediamo le situazioni. </p>
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<p>Le ultime ore hanno disperso parte della cortina fumogena che circonda le più recenti fasi della guerra tra Russia e Ucraina. I colpi sempre più frequenti e accurati dei droni ucraini sulle infrastrutture energetiche della Russia e su quelle militari e sui collegamenti della Crimea (l&#8217;ultimo un attacco al porto dei traghetti sullo Stretto di Kerch) hanno spinto molti a pensare che le sorti della guerra potessero essere rovesciate. Politici, esperti e giornalisti si sono addirittura lanciati a parlare di un <strong>Vladimir Putin</strong> in crisi, chiuso nel bunker, minacciato da attentati e colpi di Stato, e di truppe russe sull&#8217;orlo dello sbando. È l&#8217;abile narrazione zelenskiana che arriva diretta sui nostri giornali, senza filtri o revisioni critiche. Allo stesso modo è arrivata pari pari da noi la versione di <strong>Robert Brovdi,</strong> comandante dei reparti dei droni ucraini, che a Reuters ha dichiarato che tra un mese l&#8217;Ucraina avrà il controllo completo dell&#8217;autostrada che collega la Crimea alla Russia e nel prossimo futuro isoleremo la Crimea&#8221;. Un po&#8217; come quando i servizi segreti ucraini riescono a uccidere un alto ufficiale russo, ultimo caso il generale <strong>Damir Davydov,</strong> capo del Dipartimento missili e artiglieria del ministero della Difesa russo, fatto saltare in aria a Balashikha, un sobborgo di Mosca. Subito nella vulgata la vittima diventa un personaggio centrale nell&#8217;apparato militare russo (in qualche caso in effetti lo era), senza che alcuno si chieda come mai, se così fosse stato, la vittima viaggiava senza scorta ed era così semplice ammazzarlo.</p>



<p>Che le autorità civili e militari ucraine sostengano il morale della popolazione e delle truppe, e mettano in risalto soprattutto i buoni risultati da loro ottenuti, è più che logico. Il problema è che la realtà sul campo è più complicata di così, come abbiamo appena visto. Ieri notte la Russia ha bombardato la città di Kiev, usando oltre ai droni anche missili Zirkon, seminando incendi e distruzioni e facendo (almeno per il momento) cinque morti. Non è certo il primo bombardamento pesante sulla capitale ucraina, in questi quattro anni e mezzo di guerra ma come quello del 24 maggio (allora quattro morti e il sospetto di un uso di missili Oreshnik) aveva un palese scopo dimostrativo: <strong>l&#8217;Ucraina può colpire raffinerie e depositi di petrolio in larga parte della Russia ma la Russia può colpire l&#8217;Ucraina al cuore</strong>, come vuole e quando vuole. Non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. non smette di chiedere agli europei missili Patriot per la difesa aerea. L&#8217;incendio scoppiato nella cattedrale della Dormizione del Monastero delle Grotte, poi per fortuna spento, è quasi emblematico della situazione. Da sempre una delle fonti principali della spiritualità ortodossa, il Monastero, <strong>fondato nel 1051 dal monaco Antonio sul Monte Berestov tra la Kiev propriamente detta e il fiume Dnepr,</strong> è rimasto sotto la giurisdizione della Chiesa ortodossa ucraina (cioè quella che canonicamente risponde al Patriarcato di Mosca) fino al gennaio 2023, quando il governo ucraino l&#8217;ha sostituita d&#8217;imperio con la Chiesa ortodossa dell&#8217;Ucraina (quella autocefala, fondata nel 2018, per dir così nazionalista), diretta dal metropolita Epifanio. Il simbolismo di questo colpo (quasi certamente un incidente provocato da un drone danneggiato o da un missile antiaereo finito fuori rotta) su un patrimonio storico e religioso di enorme importanza e aspramente conteso è piuttosto evidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa di Kostiantynivka</h2>



<p>Mentre a Kiev succedeva tutto questo, più a Ovest, nella regione di Donetsk, le truppe russe infiltrate nel tessuto urbano di <strong>Kostiantynivka </strong>riuscivano a consolidare le loro teste di ponte e, per ammissione degli stessi media ucraini, a mettere in grossa difficoltà la difesa della città. La tattica usata dai russi è quella ormai abituale per sfuggire alla copertura aerea fornita alle difesa dai droni: piccole pattuglie di al massimo dieci uomini si infiltrano nella città, trovano un riparo, resistono e poi aiutano un altro gruppo a infiltrarsi, e così via. Serve a ridurre le perdite ma, ovviamente, rallenta le operazioni. Anche i russi esagerano costantemente la portata dei risultati ottenuti. Resta però il fatto che, giorno dopo giorno, la porzione di città controllata dai russi lentamente aumenta e quella difesa dagli ucraini altrettanto lentamente diminuisce. <strong>A Kostiantynivka si combatte da un anno, il che rende l&#8217;idea della dinamica faticosissima delle operazioni russe. </strong>Ma resta il fatto che si combatte sempre più a Ovest, cioè sempre più vicini a realizzare quella che il Cremlino considera la <em>conditio sine qua non</em> per acconciarsi a una trattativa: l&#8217;uscita totale degli ucraini dalla regione di Donetsk. E intanto, sul resto del fronte, soprattutto a Nord, ogni giorno i russi occupano un altro villaggio. Poca cosa, pochi chilometri di volta in volta, ma in una sola direzione. E se lo scopo della guerra russa è impadronirsi di un territorio strategico (non solo per la posizione ma anche per i giacimenti minerari, le riserve idriche e i terreni agricoli) come il Donbass, la morale è piuttosto chiara.</p>



<p>Adesso il tema vero è vedere quale delle due guerre di logoramento avrà più fiato per procedere. <strong>Quella aerea degli ucraini </strong>(e delle intelligence occidentali), che colpisce le infrastrutture energetiche russe e che, con il petrolio che torna sugli 80 dollari a barile in seguito agli accordi Usa-Iran, acquista ulteriore peso specifico, sottraendo risorse finanziarie al bilancio russo della Difesa. <strong>O quella terrestre dei russi,</strong> che prosegue ineluttabile e obbliga gli ucraini a spendere risorse umane che diventano sempre più scarse, come testimonia la continua richiesta di Zelensky ai Paesi europei di rimandare in patria (cioè al fronte) gli uomini validi (tra i 23 e i 60 anni) che vivono come rifugiati nella Ue. Questo è quanto. Tutti i proclami trionfali, dall&#8217;una come dall&#8217;altra parte, sono quel che sono: propaganda.  </p>



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		<title>Russia e Ucraina, la guerra assurda che uccide sempre più civili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-la-guerra-assurda-che-uccide-sempre-piu-civili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2025 e nel 2026, secondo i rapporti dell'Onu, il numero dei civili ucraini e russi uccisi è aumentato in misura esponenziale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come abbiamo scritto tante volte, nel marzo-aprile 2022, quando Volodymyr Zelensky rifiutò di abbandonare l&#8217;Ucraina, la Russia vide sfumare la speranza di risolvere la guerra con una sola spallata e ci furono i primi accenni di trattativa, l&#8217;Europa avrebbe dovuto impiegare tutto il proprio peso per cercare di bloccare la guerra e, in seguito, trattare per la cosiddetta &#8220;pace giusta&#8221; per l&#8217;Ucraina. Scelse invece la via della guerra, convinta di poter sconfiggere la Russia sul campo e capitalizzare sull&#8217;umiliazione del Cremlino. Checché se ne dica, sono passati quasi quattro anni e mezzo e quell&#8217;esito è ancora molto lontano. Non solo. Gli stessi che quattro anni fa propagandavano la soluzione militare, ora fanno le acrobazie per negare che furono proprio americani ed europei a intervenire per impedire che si proseguisse sulla via negoziale. Che tutte le testimonianze concrete confermano allora possibile. <strong>Iuliia Mendel</strong>, già <strong>portavoce di Volodymyr Zelensky </strong>dal giugno 2019 al luglio 2021, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pkz2-cWHPbg">rilascia un&#8217;intervista a Tucker Carlson</a> e lo ribadisce. Naturalmente viene coperta d&#8217;insulti anche se, nel 2022, ha pubblicato un libro (<em>The Fight of Our Lives &#8211; My Time With Zelenskyy, Ukraine&#8217;s Battle for Democracy, and What it Means to the World</em>) in cui i sentimenti per il presidente ucraino sfiorano l&#8217;adorazione. Negli Usa, esce il libro di Richard Sakwa (<em>The Russo-Ukrainian War: Follies of Empire</em>; <a href="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html">ne ha parlato in queste pagine Davide Malacaria</a> che scrive: &#8220;Sette degli otto membri della delegazione [ucraina] confermano che a Istanbul era stato raggiunto un accordo di pace dettagliato&#8221;. </p>



<p>Con i casi specifici: &#8220;<strong>David Arakhamia</strong>, leader del partito Servo del Popolo di Zelensky al parlamento ucraino, era uno dei due capi della delegazione negoziale ucraina. Arakhamia ha confermato l’esistenza di una sorta di accordo, che a suo dire avrebbe firmato personalmente. Ha <a href="https://www.yahoo.com/news/head-ukraines-leading-party-claims-205150773.html">aggiunto</a> che la Russia era ‘disposta a porre fine alla guerra se avessimo accettato la neutralità e ci fossimo impegnati a non aderire alla NATO’. Secondo Arakhamia i colloqui furono un successo, <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2023/11/24/7430282/">attribuendo loro</a> un punteggio di ‘8 su 10’ riguardo la soddisfazione degli obiettivi prefissati&#8221;. Altro caso: <strong>Alexey Arestovych</strong>, all’epoca consigliere dell’ufficio del presidente dell’Ucraina e membro della squadra negoziale ucraina a Istanbul, secondo il quale sulla via di casa i delegati ucraini addirittura stapparono bottiglie per festeggiare i risultati. Ancora: <strong>Oleksandr Chalyi,</strong> ex viceministro degli Esteri e membro del team negoziale ucraino: &#8220;Eravamo molto vicini, tra metà e fine aprile, a far finire la guerra con una soluzione pacifica&#8221;. Quel che non si capisce è perché coloro che vollero nel 2022 la prosecuzione della guerra oggi lo neghino, continuando peraltro a sostenere che l&#8217;unica via è continuare a combattere. Si continua a combattere come volo loro, non dovrebbero essere soddisfatti? E magari anche assumersi qualche responsabilità?</p>



<p>Ma tant&#8217;è. Chi, come chi scrive, pensava allora e pensa tuttora che la via del negoziato avrebbe dovuto essere perseguita, ha sempre anche previsto che la guerra avrebbe potuto solo degenerare col tempo, come infatti sta avvenendo. L&#8217;ufficio dell&#8217;Alto Commissario per i diritti umani dell&#8217;Onu ha da poco <a href="https://reliefweb.int/report/ukraine/four-years-full-scale-invasion-ukraine-key-facts-and-findings-february-2026">pubblicato un rapporto</a> che spiega molto chiaramente come nel 2025 e nel 2026 le sofferenze per il popolo ucraino siano aumentate, in questa misura: &#8220;Nel 2025, la violenza legata al conflitto ha causato la morte di almeno 2.526 civili e il ferimento di 12.162. <strong>Il numero totale di civili ucraini uccisi e feriti nel 2025 è stato superiore del 31% rispetto al 2024 (2.088 morti; 9.138 feriti) e del 70% rispetto al 2023 (1.974 morti; 6.651 feriti)</strong>&#8220;. A produrre questo drammatico risultato non ci sono solo il più intenso uso di armi a lunga gittata e il bombardamento a tappeto sulle infrastrutture civili realizzato dai russi durante l&#8217;inverno. È anche cambiato il modo di combattere, sempre meno rispettoso della vita dei civili disarmati. Ancora il rapporto Onu: &#8220;Nel 2025, le vittime civili causate dai droni a corto raggio nelle zone di prima linea sono aumentate del 121%, con 580 civili uccisi e 3.295 feriti, rispetto ai 226 morti e 1.528 feriti del 2024&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Vince solo la barbarie</h2>



<p>E sul fronte russo? Qui gli appoggi statistici sono più scarsi. Le autorità russe in genere tacciono, ostinate nel tentativo di nascondere ai concittadini la realtà della guerra. Quando parlano, producono cifre che non possiamo verificare: l&#8217;ultima, da parte del ministero degli Esteri, citava 13 mila civili russi uccisi dagli ucraini. Cosa che, per essere onesti, accade anche sul fronte ucraino: ora le stime convergono <a href="https://www.statista.com/statistics/1293492/ukraine-war-casualties/">su 15-16 mila civili uccisi</a> ma la Procura generale ucraina è arrivata anche a parlare di 100 mila. L&#8217;Onu non si occupa delle cifre relative alla Russia, o comunque non produce documenti approfonditi come fa con l&#8217;Ucraina. E la stampa e gli &#8220;esperti&#8221; occidentali sono troppo di parte: o diffondono valutazioni completamente discordanti o, nel giochino della partigianeria, raccontano una guerra in cui i russi colpiscono solo obiettivi civili e gli ucraini solo obiettivi militari.</p>



<p>La realtà, invece, è molto semplice: questa guerra già crudele si sta imbarbarendo ogni giorno di più. E non servono strateghi militari per capirlo. Dopo il raid dei droni ucraini sul collegio dell&#8217;Università di Starobilsk (21 morti), nella parte della regione di Donetsk occupata dai russi, è arrivato il bombardamento russo su Kiev e regione, con 22 morti. Entrambe le parti, ovviamente, dicono di aver colpito solo obiettivi militari ma tutti sanno che mentono. O che, almeno, poco si curano del fatto che possano esserci vittime civili. <strong>Per tutto l&#8217;inverno la Russia ha bombardato infrastrutture civili come centrali elettriche e stazioni.</strong> E appena nel 2026 ne ha avuto la possibilità (droni più potenti, maggiori appoggi dalle intelligence occidentali, esclusione della Russia dai collegamenti Starlink), l&#8217;Ucraina non è stata da meno. <strong>Dopo Starobilsk ha colpito un autobus di linea pieno di civili </strong>(8 morti), ha spedito un drone contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia (occupata dai russi e attiva) e <strong>ieri in Crimea ha bombardato un treno passeggeri</strong>, per miracolo uccidendo &#8220;solo&#8221; un macchinista. Azioni che Volodymyr Zelensky, come per la sua parte Vladimir Putin prima di lui, ha rivendicato come perfettamente legittime, definendole &#8220;le nostre sanzioni&#8221;.</p>



<p>Questo gioco perverso di botte e risposte, di azioni e rappresaglie, è destinato solo a intensificarsi. E il grande entusiasmo che la nuova troika Macron-Starmer-Merz sembra mostrare, oggi risulta francamente orribile.</p>



<p>  </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-la-guerra-assurda-che-uccide-sempre-piu-civili.html">Russia e Ucraina, la guerra assurda che uccide sempre più civili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La minacciosa lettera aperta di Zelensky a Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-minacciosa-lettera-aperta-di-zelensky-a-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 02:32:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La minacciosa lettera aperta di Zelensky a Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260605234023543_4f122a2ebfa70d3b41ac5b3c2b863907-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Della lettera, riportiamo solo la minaccia conclusiva: “….dovrete anche lottare molto di più per la vostra esistenza, non per quella della Russia, ma per la vostra. E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. Sono fatti della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, avvengono dei cambiamenti. Possiamo lavorare su questo tipo di stanchezza".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-minacciosa-lettera-aperta-di-zelensky-a-putin.html">La minacciosa lettera aperta di Zelensky a Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La <a href="https://www.yahoo.com/news/politics/articles/full-text-zelenskys-open-letter-191458812.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lettera aperta</a> di Zelensky a Putin, spacciata come un tentativo di avviare un negoziato, è tutt&#8217;altro. Non un&#8217;apertura diplomatica, ma una sequela di vanterie, sfide, insulti, intimidazioni, bugie invero inspiegabile.</p>



<p>Non si comprende, infatti, a che scopo una tale missiva, che dice a Putin di prendere atto che la situazione della Russia è disastrosa sotto tutti i punti di vista, che gli accordi di Anchorage sono sepolti, e con essi Trump, e che lui stesso è finito o quasi e che deve affrettarsi ad accettare un negoziato alle condizioni di Kiev.</p>



<p>Queste le condizioni: un incontro tra i due presidenti in un Paese neutrale previo cessate il fuoco sulla linea del fronte con scambio di prigionieri nella formula &#8220;tutti per tutti&#8221;; un summit al quale deve partecipare una delegazione della Ue, perché ha &#8220;realmente la capacità di influenzare la situazione&#8221;, e degli Stati Uniti, di fatto solo comprimari inevitabili.</p>



<p>Non fa altro che ribadire le proposte pregresse di Zelensky: incontro tra presidenti senza previo negoziato diplomatico, il cessate il fuoco lungo la linea del fronte, l&#8217;irrinunciabile ruolo della Ue nelle trattative.</p>



<p>Proposte che la Russia ha respinto al mittente più volte dichiarando che non può accettare una tregua che serva solo a Kiev per riorganizzarsi e che l&#8217;incontro tra i leader può aver luogo solo per firmare un accordo maturato in un negoziato.</p>



<p>Della lettera, riportiamo solo la minaccia conclusiva: &#8220;Se personalmente non siete d&#8217;accordo sul fatto che sia giunto il momento di porre fine a questa guerra, l&#8217;Ucraina continuerà a lottare per la propria sopravvivenza. Avremo coloro che ci sosterranno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma dovrete anche lottare molto di più per la vostra esistenza, non per quella della Russia, ma per la vostra. E questa non è una minaccia da parte mia o dell&#8217;Ucraina. Sono fatti della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, avvengono dei cambiamenti. Possiamo lavorare su questo tipo di stanchezza&#8221;.</p>



<p>Zelensky si sente forte. Ciò perché l&#8217;Ucraina è riuscita a colpire San Pietroburgo alla vigilia alla vigilia dell&#8217;apertura del Forum internazionale che si sarebbe tenuto nella città, come rivendica Zelensky nella missiva (attacco che, come gli altri, è made in Nato, che ha fornito l&#8217;indispensabile intelligence e altro).</p>



<p>Perché è uscito indenne dal terremoto causato dalle inchieste degli inquirenti di NABU e SAPO, che hanno portato in carcere il suo ex capo di gabinetto Andriy Yermak, il suo consigliere più fidato che gli sponsor occidentali gli avevano messo vicino per controllarlo, uscito subito dal carcere grazie a una irrisoria cauzione.</p>



<p>Inoltre, perché il nuovo premier ungherese aveva di fatto ceduto alle pressioni revocando il veto posto all&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla Ue, notizia che oggi ha avuto l&#8217;ufficialità e che spiana, in teoria, la strada alla ricomprensione di Kiev nell&#8217;ecumene Ue (se andrà in porto, per l&#8217;Unione sarà una catastrofe).</p>



<p>Perché, infine, sapeva che negli Stati Uniti il potere che lo aveva sostenuto in passato stava riprendendo forza, come dimostra l&#8217;approvazione alla Camera dei deputati di una risoluzione volta a fornire ulteriori aiuti all&#8217;Ucraina, avvenuta sostanzialmente nelle stesse ore in cui Zelensky pubblicava la missiva.</p>



<p>Una votazione che non avrà alcun esito, dal momento che deve passare al Senato e non passerà, ma che resta un segnale forte soprattutto in vista delle prossime Midterm che saranno appannaggio dei democratici, i quali hanno votato compatti per la norma e a cui si sono uniti 18 repubblicani trasgredendo la linea del partito e, soprattutto, di Trump (anche se non si è speso per contrastare la proposta dei democratici, la posizione del presidente sul tema è nota e, pur se appannata, è rimasta invariata).</p>



<p>È la prima volta che il Congresso rilancia la politica della presidenza Biden. Simpatico il commento in proposito di Adam Dick sul sito del <a href="https://ronpaulinstitute.org/house-votes-to-terminate-iran-war-while-preparing-to-vote-to-ramp-up-the-ukraine-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a>, il quale, riferendo che nello stesso giorno i democratici hanno votato una risoluzione per frenare la guerra in Iran, scrive: &#8220;Con i Democratici della Camera che sembrano unanimemente contrari a una guerra e favorevoli a un&#8217;altra, è difficile non vedere le loro posizioni sui rispettivi conflitti come politiche: si trattava di votare contro la guerra in Iran perché è &#8216;la guerra del Presidente Trump&#8217; e a favore della guerra in Ucraina perché è &#8216;la guerra del Presidente Biden'&#8221; (anche se ormai è diventata giocoforza anche una guerra di Trump, chiosa Dick).</p>



<p>Al di là della digressione, resta appunto che l&#8217;attacco a San Pietroburgo &#8211; riguardo il quale lo stesso Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha allarmato sul rischio di &#8220;<a href="https://www.bbc.com/audio/play/m002x5hp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">escalation</a>&#8221; &#8211; la chiusura della rischiosa finestra giudiziaria, la vittoria sul veto ungherese e il riemergere del sostegno Usa alla guerra hanno galvanizzato Zelensky, da cui la lettera, che peraltro era anche un espediente per tornare sotto i riflettori dopo il lungo oscuramento dovuto alla criticità mediorientale.</p>



<p>Un ritorno in scena utile non solo all&#8217;immagine personale di Zelensky, ma anche e soprattutto alla questua presso i suoi sponsor, che negli ultimi tempi hanno ridotto i flussi finanziari verso Kiev.</p>



<p>Quanto allo zar, per ora tace. Il suo portavoce si è limitato a riferire che ha letto la missiva. Stop. D&#8217;altronde, c&#8217;è ben poco da dire, visti i contenuti e i toni. L&#8217;unico aspetto che su cui forse val la pena indugiare è che nelle sue righe Zelensky non fa mai riferimento al Donbass, né per negarlo alla Russia né per rivendicarlo. Ed è sul destino del Donbass che l&#8217;Endgame ucraino sta o cade. Ma è arduo sperare. Attendiamo la risposta di Putin, semmai ci sarà.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Russia e Ucraina, quando i cittadini si ribellano alla censura</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Ucraina la mobilitazione forzata, in Russia i droni sulle strutture energetiche. I cittadini si ribellano e mostrano ciò che è vietato. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tre cose, oggi, accomunano Russia e Ucraina. <strong>La guerra, ovviamente. Poi la corruzione. </strong>Degli scandali ucraini legati all&#8217;Operazione Midas abbiamo parlato diffusamente (<a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-lo-scandalo-corruzione-si-allarga-zelensky-e-lunico-risparmiato-per-ora.html">qui</a>, e in relazione alla Russia <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-russia-unite-dalla-corruzione.html">anche qui</a>), tra quelli russi c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Il ministero della Difesa nella gestione di <strong>Sergej Shoigu </strong>è stato un sacco senza fondo, con conseguenze non ancora esaurite: due giorni fa è stato arrestato il colonnello Viktor Tarazeevich, capo del Dipartimento rifornimenti dell&#8217;esercito, che rubava sulle razioni per i soldati. Curiosamente, uno scandalo simile era scoppiato nelle forze armate ucraine ai tempi del ministro Reznikov.</p>



<p>Il terzo tratto comune, però, è forse quello che più merita di essere osservato, soprattutto nel suo fallimento. Ed è <strong>la censura di regime</strong>. Di quella vigente in Russia, più pervasiva ed evidente, si è parlato molto: le liste degli &#8220;estremisti&#8221; e degli &#8220;agenti stranieri&#8221; che mettono all&#8217;indice persone e organizzazioni, le nuove leggi che puniscono &#8220;la diffusione di informazioni false&#8221; e il &#8220;discredito delle forze armate&#8221;, la revisione dei libri di testo scolastici per allinearli alla narrazione nazionalista ora dominante, il bando ai social occidentali, le limitazioni alla navigazione Internet&#8230; Di quella organizzata in Ucraina si parla meno perché è meno clamorosa, anche se non è poco intrusiva: bandita una dozzina di partiti politici di opposizione, un canale televisivo unico dello Stato, limitazione dei diritti delle minoranze (a partire da quella russa, ma anche di quella ungherese), persecuzione della Chiesa ortodossa russa, gli esempi non mancano. Entrambi i Paesi, poi, hanno varato provvedimenti che vietano la pubblicazione di fotografie e video con le conseguenze degli attacchi nemici. <strong>La Russia, poche settimane fa, ha introdotto un&#8217;apposita legge in proposito, che prevede multe pesantissime per i trasgressori.</strong> <strong>In Ucraina la pubblicazione di immagini &#8220;sensibili&#8221; prevede anche lunghi anni di carcere</strong>, e infatti le immagini che arrivano da noi sono quasi esclusivamente riferite a bersagli civili (quelli che, ovviamente, più destano indignazione in chi osserva), come se i russi non colpissero mai obiettivi militari.</p>



<p>Perché parlavamo di fallimento, quando è evidente che la censura comunque ottiene risultati importanti, sia nel controllo dell&#8217;opinione pubblica interna sia nella costruzione di una narrativa utile alle relazioni con l&#8217;esterno? Perché <strong>manca quasi completamente il bersaglio nei due settori per l&#8217;uno e per l&#8217;altro più sensibili. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli uomini di Kiev, gli impianti di Mosca</h2>



<p>Nonostante negli ultimi mesi vanti, con la collaborazione dei media occidentali, grandi risultati sul fronte, l&#8217;Ucraina continua a perdere terreno (di ieri la notizia che le autorità militari hanno ordinato l&#8217;evacuazione di sette centri abitati a Nord-Ovest di Khar&#8217;kiv, la seconda città del Paese) ma soprattutto deve affrontare una quasi drammatica carenza di uomini. <strong>Sarebbero necessari, secondo le diverse stime, tra 150 e 200 mila soldati in più.</strong> Non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky</strong> gira l&#8217;Europa chiedendo chiedendo ai diversi Paesi (ultimi esempi, Irlanda e Norvegia) di rimandare in Ucraina gli uomini atti al servizio militare che vivono nella UE come rifugiati. E <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-kiev-servono-soldati-la-ue-valuta-di-escludere-gli-ucraini-idonei-alla-leva-dalla-protezione-temporanea.html">come ha raccontato nelle nostre pagine Roberto Vivaldelli,</a> l&#8217;Unione Europea si sta mostrando sensibile alle richieste del presidente ucraino, tanto da avere allo studio provvedimenti appositi.</p>



<p><strong>La risposta delle autorità ucraine alla sempre più pressante carenza di uomini è la mobilitazione forzata.</strong> Anonimi minivan, scortati da automobili civili piene di soldati, girano per le città portando via gli uomini da arruolare, afferrandoli per strada, andandoli a cercare nelle case o sul posto di lavoro, trascinandoli via a forza, spesso tra le urla disperate dei familiari. Una pratica violenta, cui spesso gli ucraini si ribellano, mettendo in atto piccole rivolte contro le pattuglie che a volte sono costrette a &#8220;liberare&#8221; la preda. Le autorità ucraine, ovviamente, non tengono molto a pubblicizzare certe condotte. Ma ci pensano <strong>gli ucraini, che riempiono la Rete di video girati coi telefonini per stigmatizzare l&#8217;operato delle pattuglie</strong>, pur sapendo che i filmati vengono ripresi dalla propaganda russa che vuole ovviamente esaltare le difficoltà della resistenza militare ucraina.</p>



<p>Lo stesso, però, avviene sull&#8217;altro fronte. La Russia sperimenta in questa fase le maggiori difficoltà non tanto sul fronte propriamente detto (l&#8217;ultimo scambio di corpi di soldati caduti ha visto 560 salme di ucraini restituite dai russi e zero restituite dagli ucraini) ma sul fronte interno, dove <strong>i droni ucraini, in collaborazione con le <em>intelligence </em>occidentali, riescono a colpire con regolarità le infrastrutture energetiche russe.</strong> Come e perché <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-notte-in-cui-lucraina-ha-portato-la-guerra-nel-cuore-della-russia.html">l&#8217;ha spiegato benissimo in queste pagine Giuseppe Gagliano.</a> L&#8217;ultimo caso ieri, con i droni ucraini piombati sul terminale petrolifero di San Pietroburgo (<em>foto sotto</em>). Danni non gravissimi ma un&#8217;azione indicativa delle difficoltà russe, perché il bombardamento è avvenuto proprio in coincidenza con l&#8217;apertura del Forum economico internazionale della città, un appuntamento cui <strong>Vladimir Putin</strong> tiene tantissimo. Ed è inimmaginabile che i russi non avessero previsto che gli ucraini avrebbero cercato di cogliere l&#8217;occasione, né che non abbiano provato a prendere contromisure. A quanto pare invano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo.webp" alt="" class="wp-image-519301" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-600x335.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p>Oltre a produrre un danno economico, queste azioni ucraine toccano nel vivo la sensibilità del Cremlino, che ha a lungo accarezzato l&#8217;idea di &#8220;nascondere&#8221; la guerra ai russi. Da qui la morsa crescente della censura, di cui parlavamo prima, ma <strong>anche la ribellione crescente alla censura.</strong> Indifferenti alla minaccia delle sanzioni e delle multe, i russi continuano a pubblicare immagini e video degli impianti colpiti, che ovviamente finiscono per essere usati anche dalla propaganda ucraina. E non solo: anche i giornali ucraini usano i video dei russi per documentare articoli che altrimenti soffrirebbero per la stretta delle autorità sulle informazioni. La <em>Ukrainska Pravda</em>, per esempio, illustrava le notizie sull&#8217;attacco a San Pietroburgo proprio con foto scattate da russi, denunciandole peraltro come tali.</p>



<p>In un quadro drammatico di guerra e repressione, quindi, si realizza almeno in parte quel <em>citizen journalism </em>che molti avevano sognato all&#8217;apparire dei nuovi media. Solo in parte ma comunque abbastanza da da far crescere in misura esponenziale i già notevoli dubbi sull&#8217;altro <em>journalism</em>, quello ufficiale. </p>



<p></p>



<p></p>



<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html">Russia e Ucraina, quando i cittadini si ribellano alla censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Kiev servono soldati, la UE valuta di escludere gli ucraini idonei alla leva dalla protezione temporanea</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-kiev-servono-soldati-la-ue-valuta-di-escludere-gli-ucraini-idonei-alla-leva-dalla-protezione-temporanea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina Ue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'UE sta valutando di escludere gli uomini ucraini in età da coscrizione dalla protezione temporanea, per favorire il loro invio al fronte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-kiev-servono-soldati-la-ue-valuta-di-escludere-gli-ucraini-idonei-alla-leva-dalla-protezione-temporanea.html">A Kiev servono soldati, la UE valuta di escludere gli ucraini idonei alla leva dalla protezione temporanea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina Ue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602112435754_c74949d1b6f9ad2bd7ff225072d00627-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;Ucraina, com&#8217;è noto, servono disperatamente soldati da inviare al fronte. La grande idea &#8211; si fa per dire &#8211; dell&#8217;UE è dunque <strong>quella di limitare l&#8217;accoglienza ai soli profughi non idonei al servizio militare</strong>. Secondo un documento interno del Consiglio dell&#8217;UE <a href="https://www.euractiv.com/news/exclusive-eu-weighs-excluding-military-age-ukrainian-men-from-extended-protection-scheme/#main-content" type="link" id="https://www.euractiv.com/news/exclusive-eu-weighs-excluding-military-age-ukrainian-men-from-extended-protection-scheme/#main-content">visionato da <em>Euractiv</em></a>, infatti, i governi europei stanno valutando l&#8217;ipotesi di escludere «gli uomini in età da coscrizione» da una futura estensione del regime. Una misura che colpirebbe solo i nuovi richiedenti, lasciando intatti i diritti di chi già beneficia della protezione, ma che rappresenterebbe uno spartiacque politico senza precedenti, andando a ridefinire <strong>il concetto di solidarietà europea</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il conto alla rovescia</h2>



<p>L&#8217;attuale <a href="https://www.euractiv.com/news/brussels-weighs-extension-and-way-out-of-temporary-protection-for-ukrainians/" type="link" id="https://www.euractiv.com/news/brussels-weighs-extension-and-way-out-of-temporary-protection-for-ukrainians/">direttiva sulla protezione temporanea</a>, attivata nel marzo 2022, <strong>è destinata a scadere il 4 marzo 2027</strong>. Dopo un&#8217;estensione concordata lo scorso anno, il <em>countdown</em> è ufficialmente iniziato. E mentre la Commissione Europea spinge per una «transizione coordinata» verso status legali più stabili, le cancellerie nazionali sembrano orientate in direzione opposta: restringere, non allargare. Il dibattito che si aprirà questa settimana al Consiglio Giustizia e Affari Interni sarà probabilmente il più acceso dall&#8217;inizio della guerra. Sul tavolo, <strong>la possibilità di un sesto anno di emergenza</strong>, ma con una condizione: niente più protezione automatica per i maschi adulti <strong>in grado di imbracciare un fucile</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cinismo delle capitali europee</h2>



<p>La logica di alcuni governi è spietatamente pragmatica. Per non dire cinica. Il documento interno citerebbe una preoccupazione condivisa da più Stati membri: «Una percentuale crescente dei nuovi arrivi è composta da uomini in età da coscrizione». E la soluzione prospettata <strong>sarebbe nell&#8217;interesse dell&#8217;Ucraina stessa</strong>, sia per sostenere «la resistenza contro la Russia», sia per facilitare la futura ricostruzione. O meglio, nell&#8217;interesse di Zelensky, più che degli ucraini costretti ad andare a morire al fronte.</p>



<p>Kiev, dal canto suo, sta affrontando una cronica carenza di uomini. Nel 2024, l&#8217;Ucraina ha abbassato l&#8217;età di mobilitazione da 27 a 25 anni e introdotto misure per potenziare il reclutamento. Secondo alcune stime, il fabbisogno di nuovi soldati si aggirerebbe <strong>attorno ai 160-200 mila uomini</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="et" dir="ltr">Busification in Kyiv <a href="https://t.co/0kEU1uIIfh">pic.twitter.com/0kEU1uIIfh</a></p>&mdash; Marta Havryshko (@HavryshkoMarta) <a href="https://x.com/HavryshkoMarta/status/2061480912450146403?ref_src=twsrc%5Etfw">June 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La Commissione Europea si è pronunciata con prudenza, finora. «Le regole non distinguono tra donne, bambini e uomini di qualsiasi età», ha ribadito a febbraio il portavoce <strong>Markus Lammer</strong>. E continueranno a non farlo fino a quando l&#8217;attuale regime resterà in vigore.</p>



<p>Ma il messaggio che arriva dalle periferie dell&#8217;Unione è diverso. La <strong>Norvegia</strong>, pur fuori dall&#8217;UE, ha già deciso: gli uomini ucraini tra i 18 e i 60 anni <strong>non riceveranno più protezione collettiva automatica</strong> ma dovranno presentare domanda caso per caso. Un precedente che molti osservatori considerano un test per ciò che potrebbe accadere nel resto d&#8217;Europa. Persino l&#8217;inviata speciale dell&#8217;UE per gli ucraini, <strong>Ylva Johansson</strong>, ha lasciato intendere che il cambiamento è inevitabile. «Cinque anni sono abbastanza per una protezione temporanea», ha dichiarato a marzo.</p>



<p>A marzo 2026, i beneficiari della protezione temporanea nell&#8217;UE erano <strong>4,33 milioni</strong>. La <strong>Germania</strong> ne ospita 1,27 milioni, la <strong>Polonia</strong> 961.405, la <strong>Repubblica Ceca</strong> 379.820. Tra questi, il 43,3% sono donne, il 30,1% bambini, e il 26,6% uomini adulti.</p>



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		<title>La notte in cui l’Ucraina ha portato la guerra nel cuore della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-notte-in-cui-lucraina-ha-portato-la-guerra-nel-cuore-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-1536x1062.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-600x415.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La svolta ucraina è stata una dimostrazione di capacità, una prova di saturazione, un esperimento operativo e, insieme, un atto politico. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-1536x1062.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ucraina-1-600x415.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attacco ucraino condotto nella notte tra il 16 e il 17 maggio 2026 non può essere liquidato come una semplice operazione di droni, né come l’ennesimo episodio della guerra tecnologica che da anni accompagna il conflitto russo-ucraino. Siamo davanti a qualcosa di più significativo: <strong>una dimostrazione di capacità</strong>, una prova di saturazione, un esperimento operativo su vasta scala e, nello stesso tempo, un atto politico.</p>



<p>Per la prima volta dall’inizio della guerra, la Russia ha dovuto affrontare una pressione simultanea su quattordici regioni del proprio territorio, oltre alla Crimea. I vettori ucraini sono arrivati fino al Mar Caspio, cioè a oltre mille chilometri dalla linea del fronte. Questo dato, già da solo, dice molto. <strong>La guerra non è più confinata nello spazio classico del fronte. </strong>Non riguarda soltanto il Donbass, la Crimea, Kharkiv o Zaporizhzhia. Ora investe direttamente la profondità strategica russa: depositi petroliferi, raffinerie, basi aeree, impianti di microelettronica, porti militari, infrastrutture energetiche e nodi industriali.</p>



<p>Secondo il Ministero della Difesa russo, <strong>durante le ventiquattr’ore dell’operazione sarebbero stati intercettati 1.054 droni ucraini, otto bombe guidate e due missili, tra cui un FP-5 Flamingo e un Neptune-MD.</strong> È una cifra impressionante, tale da suggerire un’operazione di dimensioni mai viste. Ma proprio per questo va trattata con cautela. L’Ucraina ha confermato di aver lanciato un attacco massiccio, ma non ha confermato il numero complessivo dei vettori impiegati. Kiev mantiene deliberatamente il silenzio sui dettagli quantitativi: non vuole offrire alla Russia elementi utili per valutare la produzione ucraina, le capacità residue, le rotte di penetrazione, i tassi di successo e le vulnerabilità operative.</p>



<p>Il dato russo, dunque, resta un dato di parte. Potrebbe essere gonfiato per presentare la difesa antiaerea come quasi impenetrabile. Oppure potrebbe essere inferiore al reale, per evitare di allarmare l’opinione pubblica russa sulla scala effettiva dell’offensiva. La prima ipotesi appare più probabile, perché ogni sistema militare tende a valorizzare la propria efficacia. Ma il punto centrale non cambia: l<strong>’operazione ucraina è stata abbastanza grande da obbligare Mosca a mobilitare un dispositivo difensivo vastissimo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra dei numeri e la nebbia dell’informazione</h2>



<p>La prima lezione dell’attacco riguarda la guerra dell’informazione. In un conflitto moderno, i numeri non sono mai soltanto numeri. Sono armi politiche. Dire di aver abbattuto più di mille droni significa inviare tre messaggi contemporaneamente: alla popolazione russa, per rassicurarla; all’Ucraina, per dissuaderla; all’Occidente, per mostrare che il sostegno tecnologico a Kiev non basta a piegare la difesa russa.</p>



<p><strong>Ma l’assenza di conferma indipendente obbliga a una lettura prudente. </strong>Se davvero la Russia avesse abbattuto 1.054 vettori, il tasso d’intercettazione sarebbe vicino al 99 per cento. Se invece il numero fosse stato gonfiato, il quadro cambierebbe: la difesa russa resterebbe forte, ma meno perfetta di quanto Mosca vorrebbe far credere. <strong>In entrambi i casi, l’operazione mostra che la misurazione dell’efficacia militare è sempre più difficile.</strong> Non basta sapere quanti droni sono stati lanciati o abbattuti. Bisogna sapere quali obiettivi erano davvero importanti, quali vettori erano esche, quali servivano a saturare i radar, quali erano destinati a colpire e quali soltanto a costringere il nemico a consumare munizioni.</p>



<p>Questa è la natura della guerra contemporanea: un attacco può fallire tatticamente e riuscire strategicamente, oppure riuscire su alcuni obiettivi ma rivelarsi troppo costoso nel lungo periodo. Se Kiev ha lanciato centinaia o forse oltre mille vettori per ottenere una decina di impatti documentati, il bilancio militare non è semplice. Ma se quei vettori hanno costretto la Russia ad accendere radar, spostare batterie, impiegare missili, proteggere raffinerie, chiudere spazi aerei e mettere in allerta regioni lontane dal fronte, allora il risultato non può essere misurato solo dal numero delle esplosioni riuscite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso russo: vietare le immagini e produrre prove</h2>



<p>Uno degli aspetti più interessanti dell’operazione riguarda la documentazione dei danni. <strong>La Russia, dall’aprile 2026, ha introdotto una legge che vieta la pubblicazione non autorizzata di immagini, video o informazioni relative alle conseguenze degli attacchi </strong>ucraini sul proprio territorio. Le multe possono variare da 3.000 a 200.000 rubli. L’obiettivo è evidente: impedire che la popolazione contribuisca involontariamente all’intelligence ucraina, ma anche ridurre l’impatto psicologico degli attacchi.</p>



<p>Eppure questa disciplina viene largamente violata. Canali Telegram indipendenti, utenti dei social russi, residenti, automobilisti, persone affacciate alle finestre pubblicano immagini di esplosioni, incendi, fumo, detriti, sirene, colonne di fuoco sopra installazioni industriali. Ne nasce un paradosso: la Russia, pur essendo uno Stato autoritario e impegnato a controllare la narrazione, produce spesso più prove visive degli attacchi subiti di quante ne produca l’Ucraina sugli attacchi russi contro obiettivi militari interni.</p>



<p>In Ucraina il quadro è diverso. <strong>La pubblicazione di immagini sensibili può comportare conseguenze penali molto gravi, fino a dodici anni di carcere.</strong> La disciplina informativa di Kiev è più efficace e più sistematica. Il risultato è che molte informazioni sulle conseguenze degli attacchi russi vengono filtrate dalle autorità ucraine. Si vedono soprattutto edifici civili colpiti, abitazioni distrutte, infrastrutture danneggiate. Molto meno si vede di depositi militari, batterie antiaeree, impianti logistici o basi operative.</p>



<p>Questa asimmetria condiziona la percezione internazionale. I danni in Russia appaiono più documentati perché i cittadini russi pubblicano di più, non perché necessariamente siano più gravi. I danni in Ucraina appaiono più selezionati perché Kiev controlla meglio il flusso delle immagini. La guerra, quindi, si combatte anche nella diversa capacità dei due Stati di reprimere, orientare o sfruttare la testimonianza spontanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Belbek: il colpo alla difesa della Crimea</h2>



<p>Il teatro più documentato dell’attacco è la Crimea, in particolare la base aerea di Belbek, presso Sebastopoli. Le immagini satellitari NASA FIRMS hanno registrato un incendio significativo nell’area dell’aerodromo a partire dalle due del mattino. Secondo il servizio di sicurezza ucraino, l’attacco avrebbe colpito più elementi del sistema militare russo: un Pantsir-S2, cioè un sistema antiaereo a corto raggio; un hangar che avrebbe ospitato un radar 92N6 collegato al sistema S-400; un pilone utilizzato per il controllo di droni Orion e Forpost; un punto di trasmissione dati terra-aria; la torre di controllo dell’aeroporto; e un altro hangar.</p>



<p>Non tutto può essere verificato in modo indipendente. Tuttavia, <strong>le immagini diffuse da Kiev mostrano almeno cinque o sei droni impegnati contro la base, alcuni dei quali armati con razzi.</strong> Questo dettaglio è importante perché indica una crescente sofisticazione dei vettori ucraini. Non siamo più soltanto davanti a droni kamikaze diretti contro grandi infrastrutture statiche. Siamo davanti a sistemi capaci di avvicinarsi a installazioni militari, selezionare punti vulnerabili e colpire componenti specifiche della difesa aerea.</p>



<p>Belbek ha un valore strategico evidente. È una delle infrastrutture fondamentali per la presenza russa in Crimea. Colpire Belbek significa mettere sotto pressione la difesa dell’intera penisola, ma anche contestare la pretesa russa di aver trasformato la Crimea in una fortezza. Se vengono danneggiati radar, sistemi antiaerei, centri di trasmissione e controllo del traffico aereo, non si colpisce soltanto una pista o un edificio. Si colpisce la capacità della Russia di coordinare sorveglianza, reazione e protezione dello spazio aereo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Caspio non è più lontano</h2>



<p><strong>Il secondo elemento di grande rilievo è l’attacco al porto di Kaspiysk, in Daghestan, sul Mar Caspio.</strong> Le Forze ucraine dei sistemi senza pilota hanno diffuso un video nel quale un drone FP-1 si avvicina da poppa a un pattugliatore russo della classe Svetlyak, appartenente al Servizio delle guardie di frontiera dell’FSB. Il natante prova a manovrare, apre il fuoco con i cannoni automatici, ma non riesce a evitare l’impatto.</p>



<p>Il dato militare è importante, ma quello geografico lo è ancora di più. Kaspiysk si trova a una distanza enorme dal fronte, tra mille e millecinquecento chilometri. Non è il Mar Nero, dove la guerra navale tra Russia e Ucraina è ormai una realtà consolidata. È il Mar Caspio, spazio interno, periferico, apparentemente sicuro, connesso a infrastrutture energetiche, logistiche e militari di grande valore.</p>



<p><strong>Se l’Ucraina riesce a colpire anche lì, significa che il concetto russo di retrovia sicura si restringe. </strong>Il Caspio è collegato a rotte energetiche, porti, basi, traffici militari e linee di collegamento verso il Caucaso, l’Iran e l’Asia centrale. Un attacco in quella zona ha quindi un valore simbolico superiore al danno materiale inflitto al singolo pattugliatore. È un messaggio: nessuna profondità è completamente al riparo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mosca e la vulnerabilità delle infrastrutture critiche</h2>



<p>La regione di Mosca è stata un altro bersaglio centrale. Qui la logica ucraina appare chiarissima: colpire non tanto la capitale come luogo politico, ma il sistema infrastrutturale che la sostiene. A Solnechnogorsk, nel villaggio di Durykino, è stato documentato un incendio in una stazione di stoccaggio petrolifero. L’impianto è connesso ai grandi anelli di oleodotti che riforniscono Mosca di carburante civile e militare. Il valore strategico di un’infrastruttura di questo tipo è evidente. Non serve distruggerla completamente per produrre effetti. <strong>Basta costringere la Russia a rafforzarne la protezione,</strong> interrompere temporaneamente alcune attività, deviare flussi, mobilitare squadre di emergenza, aumentare la sorveglianza.</p>



<p>A Zelenograd, il tecnoparco Elma è stato interessato da un vasto incendio. <strong>Questo complesso ospita oltre centocinquanta imprese legate alla microelettronica, all’ottica militare e ai sistemi di controllo. È spesso descritto come uno dei poli più sensibili dell’industria tecnologica russa. </strong>Anche qui il valore militare non risiede soltanto nel danno immediato. La Russia è sottoposta da anni a sanzioni tecnologiche. La microelettronica è uno dei settori più delicati per la produzione di missili, droni, sistemi di comunicazione, radar e apparati di controllo. Ogni interruzione, anche parziale, ha effetti cumulativi.</p>



<p>Sempre a Zelenograd, Kiev ha rivendicato un attacco contro l’impianto Angstrem, produttore di semiconduttori già sottoposto a sanzioni americane e collegato al complesso militare-industriale. In questo caso, però, la conferma indipendente resta debole. È un esempio perfetto della difficoltà di costruire un bilancio rigoroso: la rivendicazione esiste, il valore strategico dell’obiettivo è chiaro, ma la prova del danno effettivo non è sufficiente.</p>



<p>Infine, la raffineria di Mosca, nel quartiere di Kapotnia, è stata indicata tra gli obiettivi. Il sindaco Sergej Sobjanin ha confermato che l’impianto era stato preso di mira e ha parlato di dodici feriti nelle vicinanze, precisando però che la produzione non sarebbe stata interrotta. <strong>Anche qui il danno operativo resta incerto. </strong>Ma il fatto che una raffineria della capitale sia entrata nella lista degli obiettivi ucraini ha un significato politico enorme. Kiev vuole dimostrare che la guerra può toccare direttamente il metabolismo energetico della Russia centrale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le vittime civili e il problema della difesa in ambiente urbano</h2>



<p>Un elemento delicato riguarda i danni civili. Diversi droni ucraini sono stati abbattuti sopra aree abitate. I rottami hanno colpito edifici, strade, abitazioni. Nella regione di Mosca tre persone sono morte, tra cui una donna la cui casa sarebbe stata direttamente investita nella città di Khimki.</p>



<p>È importante distinguere il piano militare da quello umanitario. Questi danni non sembrano derivare da un’intenzione ucraina di colpire deliberatamente obiettivi civili. Sono piuttosto la conseguenza della difesa antiaerea russa operante in zone urbane dense e delle traiettorie estremamente basse adottate dai droni per sfuggire ai radar. Un drone che vola molto basso può urtare edifici più alti della sua quota di volo, oppure cadere in aree abitate dopo essere stato intercettato.</p>



<p>Il problema, naturalmente, non riguarda solo la Russia. <strong>Anche l’Ucraina subisce lo stesso rischio quando i missili e i droni russi vengono abbattuti sopra città e infrastrutture civili. </strong>In una guerra condotta con vettori a lunga distanza, la distinzione tra obiettivo militare e danno civile collaterale diventa sempre più fragile. Il diritto internazionale continua a imporre la distinzione tra civili e combattenti, ma la realtà tecnica della guerra urbana rende questa distinzione sempre più difficile da preservare nella pratica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione economica: la guerra come calcolo dei costi</h2>



<p>L’aspetto economico è decisivo. I droni ucraini sono relativamente meno costosi dei missili antiaerei impiegati per abbatterli. Questo è uno degli assunti della guerra di saturazione: costringere il difensore a spendere molto più dell’attaccante. Tuttavia, se il tasso di successo reale fosse intorno al 2 per cento, la questione diventerebbe più complessa.</p>



<p>Un conto è lanciare cento droni, farne passare venti e colpire cinque obiettivi importanti. Un altro è lanciare mille vettori e ottenere una decina di impatti documentati. La sostenibilità economica dipende da molti fattori: costo unitario dei droni, capacità produttiva ucraina, aiuti occidentali, disponibilità di componenti, capacità russa di rimpiazzare i missili antiaerei, valore degli obiettivi colpiti e danno effettivo prodotto.</p>



<p><strong>La guerra di logoramento è sempre una guerra di bilanci comparati. </strong>Non importa solo quanto spende chi attacca. Importa quanto costa difendersi. Se la Russia deve impiegare missili costosi, sistemi radar, batterie mobili, guerra elettronica, uomini e mezzi per proteggere un territorio immenso, anche un attacco in parte fallito può produrre un costo strategico. <strong>Ma se l’Ucraina deve consumare quantità enormi di vettori per ottenere pochi risultati, anche la sua strategia può diventare onerosa.</strong></p>



<p>Qui si apre il vero dilemma. L’Ucraina deve dimostrare ai propri alleati che può colpire la Russia in profondità. Ma deve anche evitare che la guerra a lunga distanza diventi una forma di consumo industriale non sostenibile. La Russia, dal canto suo, deve dimostrare di saper difendere il proprio spazio, ma ogni intercettazione ha un prezzo. La domanda non è chi spende. La domanda è chi può permettersi di spendere più a lungo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione militare: una difesa russa davvero formidabile?</h2>



<p>Se i dati russi fossero anche solo parzialmente corretti, la difesa antiaerea di Mosca uscirebbe da questa prova con un’immagine molto diversa da quella spesso presentata da alcuni media occidentali. Non una difesa fragile, disorganizzata, facilmente aggirabile, ma un sistema stratificato, denso, capace di reggere un attacco massiccio.</p>



<p><strong>La Russia dispone di una rete ampia di sistemi:</strong> difese a lungo, medio e corto raggio; guerra elettronica; radar; unità mobili; sistemi come Pantsir e S-400; difese locali intorno a basi, raffinerie e infrastrutture critiche. La chiave è la stratificazione. Non esiste un solo scudo. Esiste una successione di barriere, alcune tecnologicamente sofisticate, altre più semplici, ma tutte integrate in un sistema di reazione.</p>



<p>Naturalmente, anche questa efficacia ha limiti. Una difesa così ampia deve coprire un territorio enorme. Ogni rafforzamento in una regione può indebolire un’altra. Ogni batteria spostata a protezione di Mosca è una batteria non disponibile altrove. Ogni successo ucraino, anche limitato, obbliga Mosca a ricalcolare la propria distribuzione difensiva.</p>



<p>Per Kiev, questo è già un risultato. La Russia deve difendere non solo il fronte, ma anche la retrovia. Deve proteggere la Crimea, il Caspio, Mosca, i poli industriali, i depositi, i porti, le raffinerie. La difesa della profondità diventa essa stessa una forma di logoramento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell’Occidente e l’ottimizzazione delle traiettorie</h2>



<p>Un altro elemento da considerare è il sostegno occidentale. L’Ucraina non opera nel vuoto. La preparazione di attacchi profondi richiede intelligence, dati satellitari, conoscenza delle reti radar russe, mappatura delle difese, studio delle traiettorie, coordinamento tra esche e vettori d’attacco. <strong>È evidente che Kiev beneficia di capacità occidentali, in particolare americane, per ottimizzare le rotte e ridurre la probabilità di intercettazione.</strong></p>



<p>Questo rende ancora più interessante il bilancio dell’operazione. Se, nonostante il sostegno occidentale, la Russia ha abbattuto una percentuale altissima dei vettori, allora la sua difesa appare davvero robusta. Se invece il numero russo è esagerato, allora Mosca sta usando la comunicazione per trasformare un successo parziale in una vittoria difensiva totale.</p>



<p>In entrambi i casi, l’operazione conferma che la guerra russo-ucraina è ormai anche una guerra tra ecosistemi tecnologici. L’Ucraina colpisce con droni e missili alimentati da intelligence e componenti occidentali. La Russia difende con sistemi propri, guerra elettronica, produzione interna, adattamento tattico e capacità di mobilitazione industriale. Il campo di battaglia è solo la parte visibile di uno scontro molto più vasto tra filiere, satelliti, software, radar e industrie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione geopolitica: portare insicurezza dentro la Russia</h2>



<p>Sul piano geopolitico, l’obiettivo ucraino è evidente: rompere l’idea russa di invulnerabilità interna. La guerra deve essere sentita anche lontano dal fronte. Non necessariamente attraverso distruzioni di massa, ma attraverso l’instabilità quotidiana: aeroporti chiusi, incendi in raffinerie, allarmi notturni, divieti di pubblicazione, danni a case, videosorveglianza, paura di nuovi attacchi.</p>



<p>È una strategia psicologica. Kiev vuole mostrare alla popolazione russa che il Cremlino non può garantire sicurezza assoluta. Vuole costringere le autorità russe a spiegare perché droni ucraini arrivino vicino a Mosca, in Crimea, nel Caspio, nelle aree industriali. Vuole rendere politicamente costosa la prosecuzione della guerra.</p>



<p>Ma questa strategia contiene un rischio. Gli attacchi in profondità possono anche rafforzare la narrativa del Cremlino: la Russia assediata, l’Occidente che usa l’Ucraina come piattaforma d’attacco, la necessità di resistere, militarizzare, reprimere, mobilitare. In guerra, la pressione sul fronte interno può produrre dissenso, ma può anche produrre coesione patriottica. Molto dipende dalla frequenza degli attacchi, dalla loro letalità, dal tipo di obiettivi colpiti e dalla capacità dello Stato di trasformare la paura in consenso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione geoeconomica: energia, microelettronica e profondità industriale</h2>



<p>Dal punto di vista geoeconomico, l’operazione è ancora più significativa. <strong>L’Ucraina ha scelto obiettivi che appartengono al sistema nervoso dell’economia di guerra russa</strong>: petrolio, raffinazione, microelettronica, basi aeree, sistemi antiaerei, porti e naviglio di sicurezza. L’energia resta il punto più sensibile. La Russia è una potenza energetica, ma proprio per questo le sue infrastrutture sono immense, diffuse e difficili da proteggere integralmente. Depositi, raffinerie, oleodotti, terminali, impianti di pompaggio e nodi di distribuzione costituiscono una rete vulnerabile. Colpire questa rete non significa necessariamente interrompere l’export o paralizzare il mercato interno, ma può produrre attriti, ritardi, costi, riallocazioni e vulnerabilità psico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-notte-in-cui-lucraina-ha-portato-la-guerra-nel-cuore-della-russia.html">La notte in cui l’Ucraina ha portato la guerra nel cuore della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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