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	<title>Volodymyr zelensky Archives - InsideOver</title>
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	<title>Volodymyr zelensky Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Accetta le condizioni della Russia o Putin distruggerà l&#8217;Ucraina&#8221;: il retroscena del FT sul vertice Trump-Zelensky</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 21:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un vertice burrascoso, con toni spesso alzati dal presidente americano e un sostanziale ammonimento: l&#8217;Ucraina deve accettare le condizioni russe per la pace nel conflitto iniziato nel 2022 o Vladimir Putin &#8220;la distruggerà&#8221;. Parola di Donald Trump, almeno secondo il retroscena del Financial Times ricostruito attraverso la testimonianza dei ben informati sui fatti, che hanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/accetta-le-condizioni-della-russia-o-putin-distruggera-lucraina-il-retroscena-del-ft-sul-vertice-trump-zelensky.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Accetta-le-condizioni-della-Russia-o-Putin-distruggera-lUcraina-il-retroscena-del-FT-sul-vertice-Trump-Zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <a href="https://it.insideover.com/guerra/incontro-teso-alla-casa-bianca-e-trump-non-concede-i-tomahawk-a-zelensky.html">vertice burrascoso</a>, con toni spesso alzati dal presidente americano e un sostanziale ammonimento: l&#8217;Ucraina deve accettare le condizioni russe per la pace nel conflitto iniziato nel 2022 o <strong>Vladimir Putin &#8220;la distruggerà&#8221;</strong>. Parola di Donald Trump, almeno secondo il retroscena del <em>Financial Times</em> ricostruito attraverso la testimonianza dei ben informati sui fatti, che hanno parlato di un vertice alla Casa Bianca di venerdì ancora più problematico per Volodymyr Zelensky di quanto trapelato inizialmente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un flop per Zelensky</h2>



<p>Se già in partenza la valutazione del vertice alla Casa Bianca non era lusinghiera per il capo di Stato ucraino, ritrovatosi respinto sulla richiesta di fornitura dei preziosi <strong>missili Tomahawk</strong>, quanto ricostruito dal quotidiano della City di Londra presenta un quadro a tinte fosche. Trump, nota il Ft, avrebbe rinfacciato a Zelensky la necessità di cedere il Donbass a Putin, più volte avrebbe furiosamente discusso con l&#8217;omologo di Kiev e si sarebbe presentato con una visione della Russia molto più lusinghiera di quella espressa nelle scorse settimane pubblicamente, quando ha dichiarato che nuove sanzioni avrebbero messo Mosca spalle al muro e che l&#8217;economia russa fosse a pezzi, non permettendo un prosieguo del conflitto. </p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/7960c6aa-dbfa-4a55-91e8-ae44601842ec">In una telefonata bilaterale, spiega il Ft</a>, &#8220;Giovedì Putin ha fatto una nuova offerta a Trump, in base alla quale l&#8217;Ucraina avrebbe ceduto le parti della regione orientale del Donbass sotto il suo controllo in cambio di alcune piccole aree delle due regioni di frontiera meridionali di Kherson e Zaporizhia&#8221;. Una proposta che rappresenterebbe, secondo la testata britannica, &#8220;rappresenta una piccola concessione rispetto a quella fatta durante l&#8217;ultimo incontro tra Putin e Trump in Alaska ad agosto, quando aveva dichiarato che avrebbe accettato di congelare la linea di contatto altrove sulla linea del fronte se l&#8217;Ucraina avesse ceduto il Donbass&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump nega lo Studio Ovale a Zelensky</h2>



<p>Di fatto, Trump avrebbe riservato a Zelensky un trattamento paragonabile a quello riservato a febbraio nel corso del suo primo viaggio a Washington dopo il ritorno alla Casa Bianca, solo con la discrezione di farlo lontano dalle telecamere. Il fatto che la visita in questione fosse considerata da The Donald come un&#8217;occasione di lavoro e non di cortesia era chiaro già dalla veste formale del vertice: nessun alto funzionario ha accolto <strong>Zelensky all&#8217;arrivo a Washington,</strong> mentre in seguito il bilaterale con Trump di venerdì 17 ottobre si è svolto nella Cabinet Room, una stanza di servizio della sede della presidenza americana, senza alcun passaggio allo <strong>Studio Ovale</strong>. </p>



<p>Emblematicamente, Trump ha fatto in modo di rendere evidente che poco prima di ricevere Zelensky in forma istituzionalmente dimessa ha concesso l&#8217;onore dello Studio Ovale al <strong>cantante Andrea Bocelli, sicuramente figura di fama internazionale</strong> ma certamente privo degli onori e del protocollo proprio di un capo di Stato. </p>



<p>In sostanza, Zelensky ha dovuto <strong>incassare l&#8217;imminente svolgimento di un nuovo bilaterale Trump-Putin a Budapest</strong>, subire lo smacco di ritrovarsi privo del decisivo sostegno militare legato alla fornitura di Tomahawk e digerire la percezione di essere <strong>trattato come uno sconfitto a cui si cerca una via d&#8217;uscita,</strong> non come un alleato in piene forze. In poche settimane, l&#8217;illusione di riavere l&#8217;America di Trump in piena forze al proprio fianco è evaporata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky e la <em>pax trumpiana</em></h2>



<p>Ora Zelensky è in alto mare: meglio il prosieguo della guerra, con esiti incerti, o la prospettiva di una <em>pax trumpiana</em> subottimale per Kiev e potenzialmente rovinosa per il suo potere? La domanda resta aperta. Ma indubbiamente il retroscena del Ft è in contraddizione con molte narrazioni che vedevano Trump tornato pienamente nel campo del sostegno incondizionato all&#8217;Ucraina. E i fatti, a partire dall&#8217;avanzamento del discorso sul summit di Budapest, sembrano confermarlo. <strong>Appuntamento a Budapest, dunque,</strong> dove auspice <strong>Viktor Orban,</strong> il meno filo-ucraino dei leader europei, Trump e Putin si ritroveranno a quasi tre mesi da Anchorage provando a trovare una quadra per la guerra in Ucraina che, con ogni probabilità, Zelensky si troverà a dover accettare o rifiutare prima ancora che negoziare.</p>



<p><strong><em>Capire prima di giudicare. Raccontare prima di reagire. In InsideOver crediamo che il vero giornalismo nasca dall’impegno, dalla ricerca e dal coraggio di andare oltre le apparenze. Se anche tu pensi che l’informazione debba illuminare, non solo commentare, sostienici:<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">&nbsp;abbonati a InsideOver.</a></em></strong></p>
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		<title>Allison: &#8220;Kiev deve scegliere tra cedere territori o affrontare perdite devastanti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allison-kiev-deve-scegliere-tra-cedere-territori-o-affrontare-perdite-devastanti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 14:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218-1024x493.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218-768x370.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218-1536x740.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250902113521990_c59c68c9713aa9289d8273bc10db3237-e1756826245218-600x289.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo studioso Graham Allison su The National Interest spiega che l'Ucraina non ha alternative alla cessione di territori alla Russia.</p>
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<p>L’illustre politologo statunitense <strong>Graham Allison</strong>, Douglas Dillon Professor presso la Harvard University ed ex assistente Segretario della Difesa, ha recentemente pubblicato <a href="https://nationalinterest.org/feature/mapping-the-russia-ukraine-war-endgame">un’analisi sulla prestigiosa rivista <em>The National Interest</em></a> che pone l’Ucraina di fronte a una scelta cruciale nella guerra contro la Russia. Secondo Allison, <strong>Kiev deve decidere se porre fine al conflitto, accettando di cedere territori, o continuare a combattere, rischiando perdite ancora più gravi in termini di vite umane, risorse e suolo nazionale</strong>. Un&#8217;analisi dettata dal realismo e non dalla propaganda di guerra o dalla retorica bellica di cui i giornali &#8211; anche italiani &#8211; sono pieni. </p>



<p>&#8220;L’Ucraina deve affrontare una scelta difficile: porre fine alla guerra rischiando di cedere territori o continuare a combattere assorbendo ulteriori perdite materiali, umane e territoriali”, afferma Allison. L’analisi prende spunto da un recente incontro tra il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e il presidente americano Donald Trump. Durante il colloquio, <a href="https://it.insideover.com/politica/alla-casa-bianca-trump-impone-un-bagno-di-realismo-primo-passo-per-la-pace-in-ucraina.html">Trump ha mostrato una mappa del Dipartimento della Difesa statunitense che evidenzia la situazione sul campo</a>: una linea del fronte lunga 750 miglia e il controllo russo su circa un quinto del territorio ucraino, pari a 44.000 miglia quadrate, corrispondenti all’area di Maine, Vermont e New Hampshire messi insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio del team di <em>Russia Matters</em> di Harvard</h2>



<p>Per contestualizzare, il team di <em>Russia Matters</em> di Harvard ha sovrapposto il territorio occupato dalla Russia a una mappa del New England, mostrando l’entità delle perdite territoriali.Dal 2014, con l’annessione della Crimea e parti di Donetsk e Luhansk, la Russia ha progressivamente consolidato il controllo su vaste aree dell’Ucraina. Dopo l’invasione del 2022, <strong>le forze russe hanno occupato gran parte di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson</strong>, creando un corridoio terrestre verso la Crimea. </p>



<p>Allison sottolinea che la Russia continua a reclamare l’annessione formale di questi territori, mentre Zelensky insiste nel non rinunciare mai alla sovranità ucraina su ogni centimetro di terra, richiamando esempi storici come la Germania post-bellica o la Corea del Sud, che non hanno mai abbandonato le loro aspirazioni di riunificazione. Allison osserba che la proposta di &#8220;scambio di territori&#8221; discussa da Trump, che <strong>potrebbe includere la cessione del restante quarto di Donetsk, equivalente all’area del Delaware</strong>. Tuttavia, l’analista pone una domanda cruciale: quanto dovrebbe importare all’Ucraina la perdita di ulteriori territori rispetto alla prospettiva di continuare una guerra logorante? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è l&#8217;alternativa realistica alla cessione di territori? </h2>



<p>Poco prima di incontrare Zelensky, nelle scorse settimane, la presidente della Commissione europea  Ursula von der Leyen ha affermato che &#8220;l’Ucraina deve essere in grado di mantenere la sua <strong>integrità territoriale</strong>&#8220;. Un mantra che ripete costantemente la &#8220;coalizione dei volenterosi&#8221; guidata dal cancelliere tedesco <strong>Friederich Merz</strong> e dal presidente francese, <strong>Emmanuel Macron</strong>.</p>



<p>Ma è davvero possibile? <strong>Spesso le pretese donchisciottesche vuote e irrealistiche possono causare più danni che benefici</strong>. Come nota Allison, &#8220;se la Russia fosse disposta a ritirarsi dai 400 chilometri quadrati che ora controlla a Sumy e Kharkiv, un’area leggermente più grande di Cape Cod, non sarebbe comunque uno scambio equo. <strong>Ma se l’alternativa è proseguire una guerra in cui, ogni mese, le forze russe conquistano altre 100-200 miglia quadrate, quale di queste opzioni offre la strada migliore?</strong>&#8221; si chiede Allison.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A large conflict map has been placed in the Oval Office, marking Russian-held territory in burgundy.<br><br>Follow: <a href="https://twitter.com/AFpost?ref_src=twsrc%5Etfw">@AFpost</a> <a href="https://t.co/tjc9eUFXiZ">pic.twitter.com/tjc9eUFXiZ</a></p>&mdash; AF Post (@AFpost) <a href="https://twitter.com/AFpost/status/1957513391108682137?ref_src=twsrc%5Etfw">August 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nel celebrare la Giornata dell’Indipendenza ucraina, Zelensky ha ribadito l’obiettivo di costruire &#8220;un’Ucraina forte e potente, capace di vivere in sicurezza e pace&#8221;. Tuttavia, il dilemma rimane: <strong>accettare un compromesso che ponga fine al conflitto, con tutte le sue implicazioni, o continuare a combattere, rischiando ulteriori perdite</strong>. Allison sottolinea che la priorità di Zelensky è ottenere garanzie di sicurezza da Stati Uniti ed Europa per evitare che un armistizio si trasformi in una pausa temporanea prima di nuovi attacchi russi. &#8220;Se un’iniziativa congiunta USA-Europa riuscisse a fornire garanzie credibili per un armistizio sostenibile, il governo ucraino troverebbe probabilmente un modo per scambiare il controllo temporaneo di territori con la pace&#8221;, conclude il docente di Harvard nella sua cruda ma realistica analisi. Presa di posizione che forse non piacerà alla grancassa bellicista che vuole prolungare la guerra &#8220;fino all&#8217;ultimo ucraino&#8221;. </p>



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		<title>Sulla via dell&#8217;Alaska: l&#8217;Europa fa il ruggito del coniglio, Zelensky sente odore di fregatura</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sulla-via-dellalaska-leuropa-fa-il-ruggito-del-coniglio-zelensky-sente-odore-di-fregatura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 16:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Telefonata con Trump, i leader europei provano a condizionare Trump alla vigilia del summit in Alaska con Vladimir Putin. Però... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sulla-via-dellalaska-leuropa-fa-il-ruggito-del-coniglio-zelensky-sente-odore-di-fregatura.html">Sulla via dell&#8217;Alaska: l&#8217;Europa fa il ruggito del coniglio, Zelensky sente odore di fregatura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Da qualche parte c&#8217;è un equivoco, visto che negli ultimi tempi quando parlano di Ucraina tutti sono molto soddisfatti. <strong>Donald Trump</strong> era soddisfatto dell&#8217;incontro tra il suo inviato speciale, <strong>Steve Witkoff</strong>, e <strong>Vladimir Putin</strong>, che era soddisfatto pure lui. Trump dice di essere soddisfatto del proprio rapporto con Zelensky (anche se non ne condivide le azioni, chissà mai che vorrà dire&#8230;), che per parte sua gli è molto grato. E i leader europei e lo stesso Zelensky hanno detto di essere usciti molto soddisfatti dalla telefonata odierna con Trump. Come ha commentato <strong>Mark Rutte</strong>, segretario generale della Nato: &#8220;Ottima telefonata con Trump, Zelensky e i leader europei in vista dell&#8217;incontro del presidente Usa con Putin in Alaska. Siamo uniti nell&#8217;impegno per porre fine a questa terribile guerra contro l&#8217;Ucraina e per raggiungere una pace giusta e duratura. Apprezzo la leadership di Donald Trump e lo stretto coordinamento con gli alleati&#8221;.</p>



<p>E mentre si soddisfano a vicenda, soprattutto al telefono, tutti continuano a dire e a chiedere cose tanto diverse che, inevitabilmente, la guerra continua e la pace resta lontana. Ieri non c&#8217;è stato uno dei leader europei che non abbia fatto affermazioni condivisibili. Il britannico <strong>Keir Starmer</strong> e il cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz</strong> hanno ribadito che &#8221; i confini internazionali non devono essere modificati con la forza&#8221;. È un principio base della convivenza internazionale, chi potrebbe dargli torto, a parte Benjamin Netanyahu? Però resta il fatto che i confini tra Russia e Ucraina sono già stati cambiati con la forza e francamente non si vede chi ancora pensi che la Crimea, per fare un esempio, potrà tornare a essere ucraina. </p>



<p>Ad avere più ragione di tutti, naturalmente, è Zelensky, che respinge l&#8217;idea che l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina possa essere contrattata tra altri, e per di più in assenza delle autorità ucraine. Pensiamoci un attimo: loro, gli ucraini, muoiono e gli americani e i russi decidono. È una sensazione terribile. Però in tutta questa crisi, anche adesso, anche nel momento in cui in un modo o nell&#8217;altro si parla di come far finire la guerra, <strong>colpisce l&#8217;assoluta mancanza di senso della realtà</strong>. Gli europei provano a dettare la linea a Trump (&#8220;Con lui abbiano uno stretto coordinamento&#8221;, dice <strong>Ursula Von der Leyen</strong>), che in ogni caso nell&#8217;organizzare il vertice con Putin non se li è filati di pezza. In più, giurano eterna fedeltà alla causa ucraina (e le buone ragioni le abbiamo sottolineate) proprio nel momento in cui riescono a raccogliere appena quattro spiccioli per il programma che dovrebbe acquistare armi americane per aiutare le truppe di Kiev. </p>



<p>Nessuno, poi, sembra voler tener conto di quanto accade sul terreno. Nel Donbass i russi avanzano sempre più e, secondo l&#8217;Afp, era da un anno e mezzo che non conquistavano così tanto terreno in così poco tempo. <strong>Nel mese di luglio hanno lanciato contro l&#8217;Ucraina 6.200 droni kamikaze</strong>, numero senza precedenti (in giugno, vecchio record, erano stati 5.600) per tutto il corso della guerra, a testimonianza dello stato di salute dell&#8217;industria bellica russa, quella che nel settembre 2022 la Von der Leyen definiva &#8220;a pezzi&#8221;. Le forze armate russe non hanno problemi con gli arruolamenti mentre quelle ucraine sì, e quanti. Però quando Zelensky dice (poche ore fa) che l&#8217;avanzata russa è un bluff, tutti in Europa gli danno retta, ma non il sindaco di Kiev, <strong>Vitalyj Klitchko</strong>, che alla Tv tedesca ha dichiarato: &#8220;Perdiamo territori tutti i giorni e la gente è stanca di questa guerra&#8221;. Secondo voi, in queste condizioni, quante probabilità di essere accolta ha la richiesta ucraina (e si capisce) ed europea che prima di qualunque trattativa la Russia si acconci a un cessate il fuoco?</p>



<p>Nella realtà, nella schifosa realtà da cui tutti distolgono gli occhi, l&#8217;esito di questa guerra sta per essere deciso dai suoi reali promotori: gli Stati Uniti e la Russia. I quali, se le cose andranno come molti provano ad anticipare, avranno regolato con una caterva di morti e di distruzioni <strong>quella esigenza di un &#8220;equilibrio di sicurezza&#8221; in Europa che avrebbero potuto regolare per via pacifica già quindici anni fa. </strong>L&#8217;Ucraina è la vittima, come lo sono per altri versi e in altra regione, la Siria e il Libano. E l&#8217;Europa, che oggi raccoglie qualche briciola dal tavolo di Trump ma è tanto contenta del rapporto che ha con lui, è la fidanzata cornuta e mazziata del ragazzone americano.</p>



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		<title>Russia-Ucraina: il mancato scambio dei caduti e l&#8217;attacco a Dnepropetrovsk</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-il-mancato-scambio-dei-caduti-e-lattacco-a-dnepropetrovsk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 17:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia-Ucraina: il mancato scambio dei caduti e l&#039;attacco a Dnepropetrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al netto delle cifre irrisorie quanto irrealistiche denunciate, il vero numero dei caduti ucraini è il segreto più gelosamente custodito di questo conflitto, perché se i numeri reali fossero resi di pubblico dominio susciterebbero domande, sia sulla gestione del conflitto da parte della leadership ucraina sia sulla follia di proseguirlo a oltranza. Si tratta, infatti, di numeri da capogiro: tra gli analisti non consegnati alla propaganda c'è chi ne conta fino a un milione se non più. Un'ecatombe.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia-Ucraina: il mancato scambio dei caduti e l&#039;attacco a Dnepropetrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/FRONTE-RUSSO-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri è stato vanificato uno degli accordi raggiunti a Istanbul che prevedeva uno scambio di salme dei soldati caduti tra Russia e Ucraina. Mentre è iniziato lo scambio di prigionieri, che avverrà a tappe, quello dei caduti non è avvenuto. La Russia ha portato sul luogo nel quale doveva avvenire il trasferimento i corpi di 6000 soldati defunti, ma non la controparte.</p>



<p>Kiev ha accusato Mosca di barare, affermando che non era quella la data concordata, ma i russi insistono sulla loro datazione. Peraltro, il capo della delegazione russa la scorsa settimana <a href="https://strana.today/news/486112-medinskij-objavil-ob-obmene-plennymi-1200-na-1200.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva annunciato</a> che avrebbero avviato lo scambio esattamente nel giorno in cui hanno trasportato il triste carico alla frontiera, senza che Kiev smentisse la tempistica.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://strana.today/news/486112-medinskij-objavil-ob-obmene-plennymi-1200-na-1200.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-STRANA-5-1024x602.jpg" alt="Read also Prisoner exchange and reparations. Reuters publishes the full text of Ukraine's proposals for talks with Russia in Istanbul Fidan Calls Rubio. Turkey Expects New Round of Ukraine-Russia Talks Yermak's Mission: What Happens After the Istanbul Talks Russia announces start of next prisoner exchange with Ukraine next weekend" class="wp-image-76761"/></a></figure>



<p>La querelle potrebbe spiegarsi con quanto avevamo scritto in altra nota, nella quale accennavamo come l&#8217;attacco ucraino ai bombardieri strategici e ad altri obiettivi all&#8217;interno della Russia era diretto a vanificare il summit di Istanbul, stabilito per il giorno successivo.</p>



<p>Così non sembra affatto fuori luogo affermare che le titubanze di Kiev sullo scambio sia una scusa per tentare di evitarlo, creando in tal modo un vulnus anche agli accordi minimali raggiunti tanto faticosamente a Istanbul.</p>



<p>Altri motivi secondari, ma non per questo irrilevanti, vengono enunciati da <a href="https://strana.today/news/486309-o-chem-hovorit-skandal-s-peredachej-tel.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>. Anzitutto l&#8217;imbarazzo di mostrare al mondo tutti quei caduti ucraini, cosa che rischia di suscitare domande sulla vera entità delle vittime di Kiev.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://strana.today/news/486309-o-chem-hovorit-skandal-s-peredachej-tel.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-STRANA-1-1024x195.jpg" alt="The Scandal with the Transfer of Bodies between Ukraine and Russia and Its Consequences" class="wp-image-76762"/></a></figure>



<p>Al netto delle cifre irrisorie quanto irrealistiche denunciate, il vero numero dei caduti ucraini è il segreto più gelosamente custodito di questo conflitto, perché se i numeri reali fossero resi di pubblico dominio susciterebbero domande, sia sulla gestione del conflitto da parte della leadership ucraina sia sulla follia di proseguirlo a oltranza. Si tratta, infatti, di numeri da capogiro: tra gli analisti non consegnati alla propaganda c&#8217;è chi ne conta fino a un milione se non più. Un&#8217;ecatombe.</p>



<p>Inoltre, Kiev si è impegnata a pagare un risarcimento di &#8220;15 milioni di grivne&#8221; per ogni caduto. Per i 6000 caduti restituiti dovrebbe quindi erogare alle famiglie 90 miliardi di grivne, quasi 2 miliardi di euro, che andrebbero a gravare su un bilancio già più che deficitario.</p>



<p>E però Kiev sta tentando una scappatoia: &#8220;Zelensky &#8211; scrive ancora <a href="https://strana.today/news/486309-o-chem-hovorit-skandal-s-peredachej-tel.html#google_vignette" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a> &#8211; ha già dichiarato che la maggior parte dei corpi non è stata identificata e quindi non si sa se si tratti di soldati ucraini o russi [i russi, rileva ancora Strana, hanno iniziato a dare un nome alle vittime, ma tocca a Kiev confermare ndr.]&#8221;.</p>



<p>Ma non si sa se l&#8217;escamotage di Zelensky reggerà e, &#8220;potenzialmente, lo scandalo dei cadaveri potrebbe aumentare la già evidente sfiducia nella società nei confronti dei dati ufficiali sulle perdite e portare anche a un aumento del malcontento nei confronti delle autorità da parte dei parenti dei soldati dispersi&#8221;.</p>



<p>Comunque, sembra che la tergiversazione si possa superare, soprattutto a motivo dell&#8217;incalzare degli americani, con il Segretario di Stato Macro Rubio che ha ribadito che gli Usa vogliono che il terzo round di negoziati si tenga. Nel frattempo, infatti, come accennato, si registra il primo scambio di prigionieri, anche se nel comunicato in cui Zelensky lo ha annunciato con la dovuta enfasi resta sottesa la querelle sui caduti.</p>



<p>Nell&#8217;attesa di un qualche passo diplomatico, che urgerebbe per porre fine alla mattanza, i russi hanno aperto un nuovo fronte, attaccando la regione di Dnepropetrovsk. Un attacco strategico e simbolico insieme, come accenna <a href="https://www.thetimes.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il Times</a>. Simbolico perché si tratta di una regione non toccata direttamente dalla guerra né contemplata finora nelle richieste dei russi. Serve cioè a far capire a Kiev che l&#8217;avvertimento di Mosca, di cedere quattro regioni ora per non essere costretta a cederne di più in seguito, è serio.</p>



<p>Strategico perché se l&#8217;attacco riesce, potrebbe risultare &#8220;una catastrofe per la logistica delle Forze Armate ucraine sull&#8217;intero fronte meridionale e su metà del fronte orientale&#8221; (<a href="https://strana.today/news/486320-chto-oznachaetnastuplenie-rf-na-dnepropetrovskuju-oblast.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>). Nel frattempo i russi stanno ammassando truppe e armamenti pesanti anche a Nord, nei pressi della città di Sumy.</p>



<p>Al di là dell&#8217;aspetto simbolico, che resta, l&#8217;attacco a Dnepropetrovsk potrebbe essere l&#8217;avvio di una manovra a tenaglia oppure potrebbe risultare solo un diversivo per costringere Kiev a inviare risorse per difendere quella regione tanto cruciale per poter attaccare con più facilità a Nord. Sviluppi da seguire.</p>



<p>Infine, da notare che la Russia ha reagito in maniera contenuta all&#8217;attacco contro i suoi bombardieri strategici. Pur effettuando attacchi massivi, e probabilmente mirati in particolare ai centri di comando che ospitano gli ufficiali occidentali che nel segreto coordinano l&#8217;esercito ucraino, hanno usato solo armi convenzionali, evitando sia l&#8217;uso di atomiche tattiche, come peraltro era ovvio, sia il micidiale Oreshnik, che al suo palesarsi sul campo di battaglia ha suscitato timori per le sue potenzialità.</p>



<p>Si può immaginare cosa sarebbe accaduto se un attacco simile fosse stato sferrato contro i bombardieri strategici americani&#8230; il Paese attaccante sarebbe stato incenerito (Iraq docet). Da notare una <a href="https://elpais.com/internacional/2025-06-09/dentro-de-un-taller-de-drones-camuflado-a-un-paso-del-frente-en-ucrania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notizia del Pais</a> che dà la misura della follia dilagante nella leadership ucraina: hanno iniziato a installare punti di assemblaggio per droni da combattimento nelle case private.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://elpais.com/internacional/2025-06-09/dentro-de-un-taller-de-drones-camuflado-a-un-paso-del-frente-en-ucrania.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-ELPAIS-1024x267.jpg" alt="Dentro de un taller de drones camuflado, a un paso del frente en Ucrania" class="wp-image-76767"/></a></figure>



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		<title>George Beebe (Quincy Institute): con l&#8217;Operazione Spider Web l’Ucraina preme sugli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/george-beebe-quincy-institute-con-loperazione-spider-web-lucraina-preme-sugli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 07:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=472951</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Operazione Spiderweb: L'Ucraina ha condotto un attacco con droni contro quattro basi aeree russe, incluso un obiettivo in Siberia, il 1° giugno, il più lungo raggio dall'inizio della guerra nel 2022.</p>
<p>Impatto militare limitato: Secondo George Beebe, ex analista CIA, l'attacco, pur causando danni stimati in 7 miliardi di dollari, non ha significativamente compromesso le capacità militari russe, focalizzate su una guerra di attrito.</p>
<p>Rischio nucleare: L'attacco ha colpito basi con bombardieri strategici della triade nucleare russa, suscitando preoccupazioni per una possibile risposta nucleare di Mosca, secondo la sua dottrina rivista.</p>
<p>Obiettivo politico: L'operazione mirava a influenzare l'opinione pubblica e i politici a Washington, spingendo per sanzioni più dure contro la Russia, più che a indebolire direttamente Mosca.</p>
<p>Rischio di escalation: L'attacco evidenzia vulnerabilità russe, imbarazzando Putin e aumentando il rischio di un confronto diretto USA-Russia, a meno che l'amministrazione Trump non disinneschi la situazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/george-beebe-quincy-institute-con-loperazione-spider-web-lucraina-preme-sugli-usa.html">George Beebe (Quincy Institute): con l&#8217;Operazione Spider Web l’Ucraina preme sugli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Gsc64mQW4AAklHA-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il 1° giugno scorso, l’Ucraina ha compiuto un <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-operazione-spider-web-americani-e-inglesi-non-potevano-non-sapere.html">audace attacco con droni contro quattro basi aeree russe</a>, incluso un obiettivo in Siberia, a circa 3.000 miglia da Kiev. Denominata &#8220;Operazione Spiderweb&#8221;, questa azione coordinata rappresenta l’attacco a più lungo raggio condotto da Kiev dall’inizio dell&#8217;invasione russa del febbraio 2022. Su <em>InsideOver</em> ne abbiamo parlato a lungo con <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-fine-della-deterrenza-le-lezioni-strategiche-dei-raid-ucraini-in-russia.html">diversi approfondimenti</a>. Ma quali sono i veri obiettivi di questa operazione? E quali le sue implicazioni per il conflitto e i negoziati di pace? <strong>George Beebe</strong>, ex direttore dell’analisi sulla Russia alla Cia e oggi direttore del <em><a href="https://quincyinst.org/author/george-beebe/">Quincy Institute</a></em>, ha offerto un’analisi approfondita in <a href="https://foreignpolicy.com/2025/06/02/russia-ukraine-drone-attack-response-donald-trump/">un’intervista a <em>Foreign Policy</em></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un colpo spettacolare ma con impatto militare limitato</h2>



<p>L’operazione ucraina ha inflitto danni stimati in <strong>7 miliardi di dollari</strong>, secondo Kiev, ma Beebe mette in dubbio il suo impatto reale sulle capacità militari russe. &#8220;Dubito che abbia avuto un grande impatto sulla capacità della Russia di continuare a combattere la guerra in Ucraina nel modo in cui lo sta facendo&#8221;, ha affermato Beebe. &#8220;I russi sono coinvolti in una guerra di attrito. Questo è il modo in cui vogliono combattere questa guerra. […] Non cercano svolte improvvise o debolezze nelle linee ucraine da sfruttare con manovre stile <em>blitzkrieg</em> della Seconda Guerra Mondiale&#8221;. </p>



<p>Beebe aggiunge che i russi &#8220;stanno cercando, nel tempo, di logorare la capacità dell’Ucraina di schierare forze ben addestrate ed equipaggiate sul campo di battaglia. E stanno facendo progressi significativi in questo senso”. Secondo l&#8217;ex analista della Cia, l’attacco, pur attirando molta attenzione mediatica occidentale, <strong>non altera il vantaggio materiale e strutturale della Russia</strong>. &#8220;Questo tipo di attacco spettacolare in profondità nel territorio russo, a Murmansk e Irkutsk—luoghi lontanissimi dal campo di battaglia ucraino—attira molta attenzione, specialmente nei media occidentali, ed è ovviamente pensato per farlo. Ma non compromette significativamente la capacità della Russia di continuare a combattere la guerra in Ucraina come ha fatto finora&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-472960" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250605100811818_bc7736c0e9c27bafaa5e2098786f325d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un attacco al cuore della deterrenza nucleare russa?</h2>



<p>L’operazione ha preso di mira basi che ospitano <strong>bombardieri strategici</strong>, parte della triade nucleare russa (capacità nucleari basate a terra, mare e aria). Tuttavia, Beebe minimizza l’impatto: &#8220;Non credo sia un colpo significativo alla triade nucleare russa. Sembra che gli ucraini possano aver danneggiato o distrutto da sei a dodici bombardieri strategici. I russi ne hanno molti. In termini di impatto reale sulla triade nucleare russa, credo che la risposta sia no, questo attacco probabilmente non l’ha fatto&#8221;.</p>



<p>Tuttavia, Beebe sottolinea la gravità simbolica e strategica dell’azione: &#8220;Ha colpito la triade nucleare strategica della Russia, e questo, di per sé, è qualcosa di piuttosto allarmante&#8221;. Mosca <a href="https://it.insideover.com/difesa/che-cosa-cambia-per-loccidente-con-la-nuova-dottrina-sullarma-atomica-della-russia.html">ha recentemente rivisto la sua dottrina sull’uso nucleare</a>, specificando che attacchi a infrastrutture statali o militari cruciali, che potrebbero compromettere le capacità di risposta nucleare, <strong>potrebbero giustificare una risposta nucleare</strong>. </p>



<p>Inoltre, la dottrina considera <strong>qualsiasi aggressione da parte di uno Stato non nucleare</strong>, con il supporto di uno Stato nucleare, come un attacco congiunto. &#8220;Dobbiamo preoccuparci che i russi possano credere che questo attacco rientri in tali criteri&#8221;, ha avvertito Beebe. &#8220;Potrebbero considerare questa situazione e decidere che si tratta di un attacco congiunto, che gli ucraini non avrebbero potuto realizzare senza la conoscenza e il supporto degli Stati Uniti o dei nostri alleati Nato in Europa. Che sia vero o no, il pericolo è che i russi possano percepirlo come tale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo Washington, non Mosca</h2>



<p>Secondo Beebe, l’operazione ucraina aveva come target principale non la Russia, ma l’opinione pubblica e l&#8217;establishment politico a  Washington. &#8220;Non c’è dubbio che gli ucraini stiano cercando di metterci in una situazione in cui siamo costretti a essere ancora più duri con i russi di quanto Trump vorrebbe&#8221;, ha detto. Dopo l’attacco, Zelensky ha pubblicamente chiesto un <strong>inasprimento delle sanzioni contro la Russia</strong>, sostenendo che sia l’unico modo per portare Mosca al tavolo dei negoziati. &#8220;Penso che il pubblico di riferimento di questa operazione fosse qui a Washington, non in Russia&#8221;, ha aggiunto Beebe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’umiliazione per Putin e i rischi di escalation</h2>



<p>L’attacco ha messo in luce <strong>vulnerabilità nella sicurezza russa</strong>, come il fallimento dei controlli al confine che hanno permesso ai droni di entrare nel Paese. &#8220;È imbarazzante per Putin. Ci sono stati chiaramente dei fallimenti nella sicurezza russa che hanno permesso che ciò accadesse&#8221;, ha osservato Beebe. <strong>Questo mette pressione su Putin per rispondere in modo deciso</strong>. &#8220;Ci saranno molti dei suoi consiglieri che diranno: ‘Non possiamo permetterci di non rispondere, perché se non lo facciamo, questo rafforzerà l’impressione che l’Ucraina e i suoi alleati occidentali possano continuare a superare tutte le linee rosse russe, e ora hanno oltrepassato la nostra linea rossa sulla sicurezza nucleare'&#8221;.</p>



<p>Beebe ipotizza che la risposta russa <strong>potrebbe dipendere dall’atteggiamento dell’amministrazione Trump</strong>. &#8220;Se Trump contatta Putin, parla seriamente di quanto accaduto, chiarisce che non siamo stati coinvolti o non sosteniamo questa azione e non vogliamo che si ripeta, e rassicura i russi che siamo sinceramente interessati a un compromesso per porre fine alla guerra in modo stabile, allora i russi potrebbero essere meno propensi a rispondere in modo deciso&#8221;, ha spiegato. In caso contrario, la Russia potrebbe optare per azioni più dure, come <strong>l’uso di missili avanzati Oreshnik per colpire strutture di comando</strong> e controllo ucraine, potenzialmente innescando una crisi più ampia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rischio per la stabilità globale</h2>



<p>Beebe avverte che l’operazione ucraina <strong>aumenta il rischio di un confronto militare diretto tra Stati Uniti e Russia</strong>. &#8220;Non c’è dubbio che aumenti la probabilità di un confronto diretto, a meno che l’amministrazione Trump non prenda misure attive per disinnescare la situazione, cosa che può fare. Spero che lo faccia&#8221;, ha detto. Un’escalation russa, ad esempio un attacco devastante su Kiev, potrebbe mettere Trump sotto pressione politica per rispondere, creando una situazione &#8220;pericolosa, senza dubbio&#8221;.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/george-beebe-quincy-institute-con-loperazione-spider-web-lucraina-preme-sugli-usa.html">George Beebe (Quincy Institute): con l&#8217;Operazione Spider Web l’Ucraina preme sugli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anche il New York Times ora ammette: l&#8217;espansione Nato tra le cause della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-new-york-times-ora-ammette-ora-lespansione-a-est-della-nato-e-una-delle-cause-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 13:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="953" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-600x298.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-1024x508.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-768x381.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-1536x762.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cambio di narrativa: Il New York Times, nell’articolo del 19 maggio 2025, ammette che l’espansione della Nato ha avuto un ruolo nel conflitto russo-ucraino, rompendo con la precedente descrizione dell’invasione come “non provocata”.</p>
<p>Prospettiva russa: L’articolo evidenzia che Mosca vede il rafforzamento delle sue basi vicino alla Finlandia come una risposta alla crescente presenza Nato, soprattutto dopo l’adesione di Finlandia (2023) e Svezia (2024).</p>
<p>Ucraina e Nato: Il quotidiano riconosce che la prospettiva di un’adesione ucraina alla Nato è stata percepita da Mosca come una minaccia, contribuendo a scatenare la guerra iniziata nel 2022.</p>
<p>Avvertimenti ignorati: George Kennan, nel 1997, aveva previsto che l’espansione Nato avrebbe potuto innescare una nuova Guerra Fredda, un monito trascurato dall’Occidente.</p>
<p>Contesto geopolitico: Analizzare le cause del conflitto, incluse le tensioni legate alla Nato, non giustifica l’invasione russa, ma aiuta a comprendere il contesto storico e geopolitico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-new-york-times-ora-ammette-ora-lespansione-a-est-della-nato-e-una-delle-cause-della-guerra-in-ucraina.html">Anche il New York Times ora ammette: l&#8217;espansione Nato tra le cause della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="953" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-600x298.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-1024x508.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-768x381.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521112444502_10eed4c3de03ee307ce144c5bcb2438e-e1747819538915-1536x762.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di narrazioni che hanno spesso semplificato le <strong>cause del conflitto russo-ucraino</strong>, demonizzando chi sollevava dubbi sulla versione dominante in Occidente, il <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/19/world/europe/russia-finland-border.html"><em>New York Times</em> ha pubblicato un articolo</a> che segna un netto cambio di prospettiva. Nel pezzo intitolato &#8220;<em>Russia Beefs Up Bases Near Finland’s Border</em>&#8221; (<em>La Russia rafforza le basi vicino al confine finlandese</em>), datato 19 maggio 2025, il prestigioso quotidiano statunitense riconosce che <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-storia-dellespansione-a-est-della-nato-spiegata.html">l’espansione a Est della Nato ha contribuito a innescare l’invasione russa</a> dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022. Analizzare le radici del conflitto <strong>non significa giustificare un’invasione che viola il diritto internazionale</strong>, ma piuttosto ricollocare gli eventi nel loro contesto storico e geopolitico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambio di rotta del <em>New York Times</em></h2>



<p>Questo cambio di rotta, evidenziato anche in un tweet dell’analista <strong>Arnaud Bertrand</strong>, arriva dopo un lungo periodo in cui le motivazioni di Mosca sono state spesso liquidate come mere giustificazioni per un’aggressione ingiustificata. Per mesi, i media di tutto l’Occidente hanno descritto l’invasione come una &#8220;invasione su vasta scala non provocata&#8221;, <strong>ignorando le tensioni geopolitiche legate all’espansione della Nato.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is quite something, the New York Times finally admits that NATO expansion was one of the causes of the Ukraine war (<a href="https://t.co/MzbWP5tD1Y">https://t.co/MzbWP5tD1Y</a>).<br><br>&quot;From Moscow’s perspective, the Russians need to bolster their defenses to protect themselves from NATO expansion, which has always… <a href="https://t.co/oVcD3PC8tU">pic.twitter.com/oVcD3PC8tU</a></p>&mdash; Arnaud Bertrand (@RnaudBertrand) <a href="https://twitter.com/RnaudBertrand/status/1924682381900104156?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’articolo del <em>New York Times</em> sottolinea come, dalla prospettiva di Mosca, il rafforzamento delle difese russe vicino al confine finlandese sia una <strong>risposta diretta alla crescente presenza della Nato</strong>. &#8220;Dal punto di vista di Mosca, i russi devono rafforzare le loro difese per proteggersi dall’espansione della Nato, un tema sempre delicato&#8221;, si legge nel pezzo. La Finlandia, che ha aderito all’Alleanza Atlantica nel 2023, rappresenta solo l’ultimo tassello di un’espansione che ha visto i Paesi baltici – ex repubbliche sovietiche – entrare nella Nato già anni fa, portando ampie porzioni del confine russo a diretto contatto con l’Alleanza.</p>



<p>Ora ci si sorprende della reazione russa. Di questo<a href="https://it.insideover.com/politica/quando-entri-nella-nato-e-non-basta-la-russia-riarma-al-confine-la-finlandia-si-preoccupa.html"> ha scritto ampiamente il direttore di <em>InsideOver</em></a>, <strong>Fulvio Scaglione</strong>, spiegando che non si tratta di nulla che non fosse già stato annunciato: &#8220;Quando ancora si parlava dell’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia (la prima fece il passo decisivo nell’aprile del 2023, la secondo giusta un anno dopo), &#8211; ha sottolineato Scaglione &#8211; la Russia già annunciava misure simili, e l’aumento degli effettivi dell’esercito da 1 milione e 1 milione e mezzo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Espansione a Est minacciosa per Mosca&#8221;</h2>



<p>Il passaggio più significativo dell’articolo del <em>New York Times</em> riguarda però l’Ucraina: &#8220;La prospettiva che l’Ucraina, una repubblica ex sovietica ancora più grande, seguisse lo stesso percorso, <strong>era così minacciosa per Mosca che è diventata una delle cause della guerra terrestre più devastante di generazioni</strong>&#8220;. Questa ammissione segna una svolta, poiché per anni il ruolo dell’espansione Nato è stato minimizzato, ignorato o persino deriso da molti media occidentali e da una lunga schiera di fantomatici &#8220;esperti&#8221; di politica internazionale. </p>



<p>Sarebbe stato sufficiente ascoltare le parole dello stratega <strong>George Kennan</strong>, padre intellettuale della politica di contenimento americana durante la Guerra Fredda, che in un articolo del 1997 pubblicato proprio sul <a href="https://www.nytimes.com/1997/02/05/opinion/a-fateful-error.html"><em>New York Times</em> avvertì</a> cosa avrebbe potuto mettere in moto l’espansione a est della Nato. &#8220;Penso che sia l’inizio di una nuova Guerra fredda&#8221;, spiegò Kennan. &#8220;Penso che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo e ciò influenzerà le loro politiche. Penso che sia un tragico errore. Non c’era alcun motivo per questo. Nessuno stava minacciando nessun altro&#8221;. </p>



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		<title>Russia-Ucraina, i negoziati del 2022 non erano un’illusione. E forse nemmeno questi del 2025</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-ucraina-i-negoziati-del-2022-non-erano-unillusione-e-forse-nemmeno-questi-del-2025.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 11:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Istanbul" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Nel 2022, secondo le testimonianze, sia Putin sia Zelensky erano pronti a fare concessioni. E anche a Istanbul, nonostante tutto... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-ucraina-i-negoziati-del-2022-non-erano-unillusione-e-forse-nemmeno-questi-del-2025.html">Russia-Ucraina, i negoziati del 2022 non erano un’illusione. E forse nemmeno questi del 2025</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Istanbul" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istanbul-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>I tanto attesi colloqui di pace di <strong>Istanbul</strong> sono iniziati e finiti nel caos e nell&#8217;improvvisazione. Delegazioni azzoppate, leader assenti, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-russia-le-trattative-di-istanbul-restano-sul-tavolo.html">accuse reciproche</a>. Un déjà vu del fallimento del 2022. Questa volta, con due differenze cruciali: l’irrilevanza ormai evidente dell’Europa e il ritorno ingombrante di <strong>Donald Trump</strong> come perno della diplomazia internazionale.</p>



<p>Attenzione però: quasi nessuno si aspettava che il vertice potesse segnare una svolta nel conflitto ucraino, anche se il palcoscenico per recriminazioni in cui si è trasformato non incoraggia l&#8217;ottimismo Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha definito “un insulto” la decisione di Putin di non partecipare di persona, inviando al suo posto<strong> Vladimir Medinsky</strong> &#8211; lo stesso consigliere che aveva guidato i negoziati di Istanbul nel 2022. Un segnale, secondo alcuni analisti, che Mosca è disposta a riprendere da dove i colloqui si interruppero allora: neutralità ucraina, riduzione delle forze armate di Kyiv, e garanzie di sicurezza offerte dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu.</p>



<p>Ma l’Ucraina, oggi più fragile militarmente, potrebbe non avere la forza per rifiutare. E lo sa anche Trump. Il tycoon ha evitato di recarsi a Istanbul, ma ha fatto sapere che nulla si muoverà senza un suo incontro diretto con Putin. &#8220;Finché non parlo io con lui, non succederà niente&#8221;. La diplomazia come un reality con lui protagonista. Il solito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa sempre più irrilevante</h2>



<p>Nel frattempo, <strong>l’Europa</strong> si dimostra ancora una volta marginale. Il tentativo congiunto di Macron, Starmer e Merz di imporre un cessate il fuoco a Mosca entro il 12 maggio si è dissolto nel nulla. Putin lo ha ignorato e rilanciato con la sua proposta di colloqui senza condizioni, smascherando il bluff europeo. L’Ue ha annunciato il<strong> 17º pacchetto di sanzioni</strong>, talmente tiepido da non incontrare neanche l&#8217;opposizione di Ungheria e Slovacchia. E Macron stesso ha dovuto ammettere che le risorse sono finite, che non si possono confiscare legalmente i beni russi, e che la sua idea di inviare truppe europee in Ucraina è solo un gesto simbolico.</p>



<p>Zelensky, stretto tra un’Europa impotente e una diplomazia americana imprevedibile, cerca almeno di non sembrare il sabotatore della pace. Ma intanto i colloqui qualcosa lo hanno ottenuto: lo scambio di prigionieri più importante dall&#8217;inizio della guerra. Il che non va giudicato un fallimento solo perché non ha prodotto un cessate il fuoco: era il primo round e ha mostrato segnali di progresso. Secondo l&#8217;analista <strong>Mark Galeotti</strong>, la presenza di Medinsky indica una certa volontà russa di trattare, pur con limiti evidenti. Putin non si è presentato, ma è normale che i leader intervengano solo nelle fasi finali. Il dialogo potrebbe essere una messinscena, ma anche un piccolo spiraglio è meglio di nulla: chi lo nega, spesso, lo fa per ragioni ideologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Quando si parla del fallimento dei negoziati di tre anni fa, il riferimento all’articolo di <em>Foreign Affairs</em> firmato da <strong>Samuel Charap </strong>e<strong> Sergey Radchenko </strong>è ormai ricorrente. Soprattuttto da chi assolve il fronte euro-atlantico da ogni colpa. Ma pochi hanno letto la seconda puntata pubblicata dai due studiosi, circolata molto meno della prima eppure fondamentale per comprendere l’attuale impasse diplomatica.</p>



<p>Il cuore della loro analisi è semplice quanto dirompente: il problema non è se inviare “boots on the ground”, ma la volontà politica di difendere Kyiv e costruire una pace sostenibile. Nel 2022, la percezione ucraina di una possibile vittoria &#8211; dopo la ritirata russa da Kyiv &#8211; spinse Zelensky a proseguire la guerra. Oggi, con una situazione militare più incerta e un sostegno occidentale meno garantito, <strong>l’Ucraina è più incline a trattare</strong>. Al contrario, Mosca potrebbe tentare nuove conquiste se intuisce un disimpegno dell’Occidente.</p>



<p>Secondo Charap e Radchenko, uno dei motivi del naufragio del tavolo di Istanbul fu<strong> l’assenza di un piano per il “day after” il cessate il fuoco.</strong> Le due agende &#8211; fermare i combattimenti e costruire un ordine post-bellico &#8211; vanno trattate insieme. Concentrarsi solo sul primo obiettivo, come fa oggi la diplomazia trumpiana, è illusorio e rischioso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quel che si poteva discutere</h2>



<p>Il passaggio più illuminante dell’articolo riguarda la natura delle posizioni di Putin e Zelensky. A dispetto della reputazione da massimalisti, entrambi si dimostrarono pronti, nel 2022, a concessioni concrete e politicamente rischiose. <strong>Putin aprì a discutere lo status della Crimea</strong>, all’ipotesi di un intervento americano in caso di nuove invasioni e persino all’adesione dell’Ucraina all’UE. <strong>Zelensky, dal canto suo, accettò l’idea di una neutralità permanente</strong> e chiese un incontro diretto con il leader del Cremlino per finalizzare l’intesa.</p>



<p>Per questo, ammoniscono gli autori, è sbagliato prendere per definitive le posizioni pubblicamente dichiarate oggi da Mosca e Kyiv. <strong>Si tratta spesso di posture negoziali iniziali</strong>, pensate per rafforzare la propria leva al tavolo. Il vero negoziato avviene nel processo, non nelle dichiarazioni. Ma l’esperienza del 2022 dimostra che anche negoziati falliti possono offrire preziosi indizi per evitare altri anni di guerra. A patto, però, di non ignorarne le lezioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-ucraina-i-negoziati-del-2022-non-erano-unillusione-e-forse-nemmeno-questi-del-2025.html">Russia-Ucraina, i negoziati del 2022 non erano un’illusione. E forse nemmeno questi del 2025</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tensioni tra Ucraina e Ungheria: una rete di spionaggio accende il conflitto diplomatico</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/tensioni-tra-ucraina-e-ungheria-una-rete-di-spionaggio-accende-il-conflitto-diplomatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 05:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-600x259.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-1024x442.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-768x331.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-1536x662.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Scandalo di spionaggio: L'intelligence ucraina (SBU) ha smantellato una rete di spionaggio legata all'Ungheria, arrestando due ex militari ucraini accusati di passare informazioni sensibili sulla Transcarpazia in cambio di denaro, con rischio di ergastolo.</p>
<p>Obiettivi della rete: Gli agenti raccoglievano dati sulla sicurezza militare della Transcarpazia, analizzando difese terrestri e aeree, e sondavano l'opinione locale su una possibile presenza di truppe ungheresi.</p>
<p>Tensioni diplomatiche: Le relazioni tra Ucraina e Ungheria sono tese a causa di visioni opposte sulla guerra in Ucraina, con Budapest che si oppone agli aiuti militari a Kiev e chiede distensione con Mosca.</p>
<p>Opposizione all'integrazione europea: Il premier ungherese Orbán si oppone all'adesione dell'Ucraina all'UE, citando rischi per i fondi di sviluppo e la concorrenza agricola, esacerbando i contrasti con Kiev.</p>
<p>Questione della minoranza ungherese: Le tensioni riguardano anche la minoranza ungherese in Transcarpazia (150.000 persone, 12% della regione), che protesta contro leggi ucraine percepite come minaccia alla propria identità culturale, con Budapest che accusa Kiev di assimilazione forzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/tensioni-tra-ucraina-e-ungheria-una-rete-di-spionaggio-accende-il-conflitto-diplomatico.html">Tensioni tra Ucraina e Ungheria: una rete di spionaggio accende il conflitto diplomatico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-600x259.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-1024x442.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-768x331.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250510172526625_742293f67442fffec3753ff0fb20a40c-e1746890767826-1536x662.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un recente scandalo di spionaggio ha portato alla luce le profonde tensioni tra <strong>Ucraina</strong> e <strong>Ungheria</strong>, due Paesi che, pur vicini geograficamente, non godono di buoni rapporti diplomatici. Anzi. <a href="https://www.newsweek.com/ukraine-arrests-spies-working-nato-ally-2069989">Secondo quanto riportato da <em>Newsweek</em></a>, l’Sbu, il servizio di intelligence ucraino, ha annunciato di aver <strong>smantellato una rete di agenti legati all’intelligence militare ungherese</strong>, un caso senza precedenti nella storia del Paese. L’operazione ha portato all’arresto di <strong>due ex militari ucraini</strong>, un uomo e una donna, accusati di aver passato informazioni sensibili ai loro referenti ungheresi in cambio di denaro. Se condannati, rischiano l’ergastolo. </p>



<p>Secondo l’Sbu, la rete di spionaggio si concentrava sulla raccolta di informazioni relative alla <strong>sicurezza militare</strong> della regione della <strong>Transcarpazia</strong>, al confine con l’Ungheria. Gli agenti avrebbero analizzato le vulnerabilità delle difese terrestri e aeree della zona, ma non solo: tra i loro compiti c’era anche quello di <strong>sondare l’opinione della popolazione locale</strong>, in particolare per capire come i residenti avrebbero reagito a un’eventuale presenza di truppe ungheresi nella regione. La reazione di Budapest non si è fatta attendere: nella giornata di venerdì, infatti, la TeK ungherese ha arrestato nella capitale una <strong>presunta spia di Kiev.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto già teso</h2>



<p>Le rivelazioni arrivano in un momento di crescenti attriti tra <strong>Kiev</strong> e <strong>Budapest</strong>, alimentati dalle posizioni divergenti dei due Governi sulla guerra in Ucraina e sul ruolo dell’Europa. A differenza dell’Ucraina, che aspira a entrare nell’Unione Europea e nella Nato, l’Ungheria è già membro di entrambe le organizzazioni, ma sotto la leadership di Orbán ha adottato una linea politica che spesso si scontra con l&#8217;establishment euroatlantista. Budapest si è opposta ripetutamente agli aiuti militari a Kiev e ha chiesto una distensione nei rapporti con Mosca, suscitando critiche da parte dei partner europei.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨Hungary’s TEK arrested an alleged Ukrainian spy—ex-diplomat—in downtown Budapest on Friday. He was swiftly expelled to Kyiv.<br><br>This comes after Ukraine’s SBU busted 2 Hungarian military intelligence agents, prompting tit-for-tat expulsions: first 2 Ukrainians, then 2 Hungarians. <a href="https://t.co/YU53aHbMd1">pic.twitter.com/YU53aHbMd1</a></p>&mdash; Szabolcs Panyi (@panyiszabolcs) <a href="https://twitter.com/panyiszabolcs/status/1921164162023002374?ref_src=twsrc%5Etfw">May 10, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le tensioni si sono intensificate anche sul piano dell’integrazione europea. <strong>Orbán, infatti, si oppone all’adesione di Kiev al blocco dei 27 Stati membri.</strong> Secondo il premier ungherese, l’ingresso dell’Ucraina nell’UE metterebbe a rischio i fondi di sviluppo per gli Stati membri e danneggerebbe gli agricoltori ungheresi, a causa della <strong>competizione con i prodotti agricoli ucraini</strong>. In un post su Facebook del 24 aprile, Orbán ha dichiarato: &#8220;L’adesione dell’Ucraina all’UE mette in pericolo tutti i nostri risultati finora. Non lasciate che superino gli ungheresi!&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni sulla Transcarpazia</h2>



<p>Le tensioni tra Ungheria e Ucraina riguardano la <strong>tutela della minoranza ungherese</strong> nell&#8217;Oblast&#8217; di <strong>Zakarpattya</strong>, in Ucraina occidentale. Le relazioni bilaterali tra le due nazioni sono peggiorate dopo Euromaidan e l&#8217;insediamento di un Governo marcatamente nazionalista, in particolare con l&#8217;approvazione, nel 2017, di una legge ucraina sull&#8217;istruzione che <strong>promuove l&#8217;uso prevalente della lingua ucraina nelle scuole</strong>, anche quelle delle minoranze ungheresi, iniziativa che ha scatenato forti proteste da parte di quest&#8217;ultima. La minoranza ungherese ha percepito questa misura come una <strong>minaccia alla propria identità culturale e linguistica</strong>, accusando Kiev di assimilazione forzata. L&#8217;Ungheria ha reagito duramente, definendo la legge discriminatoria e bloccando alcune iniziative dell&#8217;Ucraina in seno alla Nato.</p>



<p>Non parliamo di una questione di poco conto: la minoranza ungherese in Ucraina, concentrata principalmente in <strong>Transcarpazia</strong>, conta infatti circa 150.000 persone, pari a circa il 12% della popolazione della regione, secondo stime pre-conflitto. Pertanto, a differenza di ciò che molti pensano, le tensioni tra Orban e Zelensky non solo solamente dovute a una differente visione del conflitto russo-ucraino ma riguardano anche questioni di identità culturale, diritti linguistici e tutela della minoranza ungherese, minacciate &#8211; secondo Budapest &#8211; dalle politiche nazionaliste ucraine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/tensioni-tra-ucraina-e-ungheria-una-rete-di-spionaggio-accende-il-conflitto-diplomatico.html">Tensioni tra Ucraina e Ungheria: una rete di spionaggio accende il conflitto diplomatico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Zelensky ha bisogno della guerra per rimanere al potere&#8221;: intervista esclusiva a Dubinsky, il deputato ucraino incarcerato per legami con Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oleksandr-dubinsky-zelensky-ha-bisogno-della-guerra-per-restare-al-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 04:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4.jpg 1640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-1024x534.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-1536x802.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>Dubinsky, ex parlamentare detenuto con l'accusa di collaborare con i servizi russi, denuncia la sua incarcerazione come una ritorsione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oleksandr-dubinsky-zelensky-ha-bisogno-della-guerra-per-restare-al-potere.html">&#8220;Zelensky ha bisogno della guerra per rimanere al potere&#8221;: intervista esclusiva a Dubinsky, il deputato ucraino incarcerato per legami con Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1640" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4.jpg 1640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-1024x534.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Nuovo-progetto-4-1536x802.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p><strong>Oleksandr Dubinsky</strong>, giornalista investigativo e parlamentare ucraino, si trova detenuto dal novembre 2023 con l’accusa di aver collaborato con il Cremlino. Secondo la sua versione, però, si tratterebbe di una ritorsione politica legata alle sue posizioni critiche nei confronti del presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e alla sua partecipazione, in passato, a iniziative pubbliche relative al caso Burisma e ai legami tra l’Ucraina e la famiglia Biden.</p>



<p>Lo abbiamo raggiunto nel carcere dove è attualmente detenuto, grazie alla mediazione del suo team di avvocati che ci hanno fornito documenti e materiale video a supporto delle dichiarazioni del suo assistito.</p>



<p><strong>Dal silenzio forzato alla voce ritrovata,&nbsp;</strong>Dubinsky racconta in esclusiva quanto, a suo dire, si cela dietro la sua incarcerazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_4963-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-467547" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_4963-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_4963-600x800.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_4963-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_4963.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>Signor Dubinsky, può raccontarci cosa è accaduto nei primi giorni della sua detenzione? Conferma di essere stato sottoposto a torture fisiche?</strong></p>



<p>«Sì, confermo di essere stato picchiato e torturato. Mi hanno rotto le costole, colpito alle gambe e lasciato lividi sul volto. L’obiettivo era costringermi a confessare un crimine che non ho mai commesso».</p>



<p>Secondo Dubinsky, la sua detenzione non sarebbe legata a prove concrete, bensì a un contesto politico e mediatico ben più ampio, legato alla narrativa di un presunto coinvolgimento russo nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2020.</p>



<p>«La mia incarcerazione — spiega — è il risultato di una campagna che prosegue da anni. Dopo il fallimento dell’indagine Mueller negli Stati Uniti, nel 2020 è stata diffusa l’idea che i contenuti del laptop di <strong>Hunter Biden</strong> fossero frutto della disinformazione russa. Anche quella narrazione è crollata, ma ha preparato il terreno per un’ulteriore costruzione: dimostrare, attraverso l’Ucraina, l’esistenza di una “traccia russa” che collegasse Trump a Mosca».</p>



<p>Il suo coinvolgimento sarebbe maturato nell’ambito di un’inchiesta più ampia avviata nel 2022 e inizialmente indirizzata verso un altro ex deputato. Uno dei collaboratori di quest’ultimo, arrestato nei primi giorni del conflitto, avrebbe rilasciato — secondo Dubinsky — una testimonianza estorta con la forza, nella quale sosteneva che alcune registrazioni compromettenti tra Biden e ex presidente Ukraino Poroshenko erano state diffuse su ordine dell’intelligence russa.</p>



<p>Nel maggio 2023, Dubinsky viene convocato in qualità di testimone, in quanto partecipante a una conferenza stampa del 2019 dedicata al caso Burisma. Nel corso dell’interrogatorio, avrebbe dichiarato che quell’evento era stato organizzato — a suo dire — <strong>su iniziativa dell’allora presidente Zelensky</strong> e del suo capo di gabinetto.</p>



<p>«Quella testimonianza — afferma — ha rappresentato un ostacolo per l’impianto accusatorio, che puntava a costruire un collegamento diretto tra Russia e interferenze elettorali. Da quel momento, l’attenzione si è concentrata su di me.»</p>



<p>A partire da agosto dello stesso anno, Dubinsky riferisce di aver subito una serie di perquisizioni domiciliari, sia nella sua abitazione che in quelle di parenti e collaboratori. In totale, sedici operazioni senza esito.</p>



<p>«Non avendo trovato nulla — prosegue — le autorità hanno fatto ricorso alla stessa persona che aveva fornito la prima testimonianza nel 2022. L’11 novembre 2023, quest’ultimo ha improvvisamente dichiarato che anche io lavoravo per l’intelligence russa. Nel video di quell’interrogatorio — che ho potuto visionare — il suo volto è chiaramente tumefatto. Per oltre un anno non mi aveva mai menzionato. Poi, all’improvviso, il mio nome compare, suggerito durante l’interrogatorio.»</p>



<p>Dubinsky viene arrestato due giorni dopo. Racconta di essere stato rinchiuso in una cella insieme a detenuti per reati violenti, che lo avrebbero picchiato per due notti consecutive.</p>



<p>«Non avevano prove. <strong>Volevano solo una confessione</strong>. Non l’hanno avuta.»</p>



<p>A questo si aggiunge un episodio medico. Pochi giorni dopo l’arresto, l’ex deputato sviluppa un’appendicite acuta. Il trasferimento in ospedale, secondo la sua versione, viene ritardato per due giorni.</p>



<p>«Quando finalmente mi hanno portato in ospedale, il medico mi ha detto che avevo due ore di vita. Se fossimo arrivati più tardi, sarei morto. Ma sono ancora qui, e oggi sono più determinato che mai a raccontare la verità.»</p>



<p><strong>Lei ha fatto riferimento a una struttura gestita dai servizi segreti ucraini dove verrebbero estorte confessioni con la forza. Esiste davvero un “campo segreto”?</strong></p>



<p>&#8220;Sì. Esiste ed è noto con il nome di “Gym”, ed è stato riconosciuto anche da due rapporti delle Nazioni Unite&#8221;.</p>



<p>Dubinsky sostiene che la struttura sia situata sotto il quartier generale dell’SBU a Kyiv, all’interno di una vecchia palestra riconvertita — secondo la sua testimonianza — in un centro di detenzione clandestina.</p>



<p>«Si tratta di una struttura illegale — afferma — dove vengono condotti cittadini ucraini accusati di “tradimento” o ritenuti ostili al Governo. In quel luogo si praticano torture sistematiche per estorcere dichiarazioni, confessioni o semplici accuse da rivolgere ad altri.»</p>



<p><strong>Quante persone vi sarebbero passate?</strong></p>



<p>«Secondo le testimonianze disponibili, almeno 300. In media, circa 70 detenuti alla volta. È un luogo di detenzione extragiudiziale dove non esistono diritti.»</p>



<p>Dubinsky descrive dettagliatamente le torture che — a suo dire — sarebbero praticate nella struttura: soffocamento con sacchetti di plastica, scosse elettriche, percosse ai genitali, simulazioni di esecuzioni, dita schiacciate nelle porte, pestaggi continui.</p>



<p><strong>È tutto documentato?</strong></p>



<p>«Sì. Le testimonianze delle vittime sono state depositate anche nel registro giudiziario ucraino, ma vengono ignorate. Ho fornito a chi di dovere documenti, rapporti, persino video, che descrivono quanto accade in quella struttura.»</p>



<p>Secondo Dubinsky, chi si oppone pubblicamente alla guerra o propone trattative con la Russia rischia di essere accusato di collaborazionismo e finire al “Gym”.</p>



<p><strong>Anche i suoi legali hanno subito pressioni?</strong></p>



<p>«Sì. Due miei avvocati, incaricati di raccogliere prove sulle torture e di assistere alcune delle vittime, sono stati rapiti e arruolati con la forza nell’esercito. Uno di loro era diabetico, l’altro aveva avviato una denuncia contro il capo dell’SBU. Un terzo avvocato, cieco da un occhio, è stato minacciato di essere dichiarato “idoneo al servizio militare” se non avesse interrotto la sua collaborazione con me. E ha dovuto fermarsi. Lo capisco.»</p>



<p><strong>Perché, secondo lei, questo campo è stato creato?</strong></p>



<p>«Per trovare capri espiatori dopo l’inizio della guerra. L’intelligence ucraina non aveva previsto l’invasione russa e il Governo ha perso rapidamente il controllo di ampie zone del territorio. Serviva qualcuno da incolpare. Così hanno iniziato a cercare “traditori” ovunque. E grazie al “Gym”, ottenevano le confessioni che servivano.»</p>



<p><strong>Sta dicendo che è stato uno strumento per consolidare il potere?</strong></p>



<p>«Esattamente. Un’operazione interna per zittire chiunque mettesse in discussione la linea ufficiale del Governo e impedire qualsiasi apertura verso una soluzione negoziata del conflitto.»</p>



<p><strong>In un suo post, ha fatto riferimento alla morte del ministro dell’Interno ucraino, Denis Monastyrsky. Ritiene che non sia stato un semplice incidente?</strong></p>



<p>&#8220;Non credo sia stato un incidente tecnico, almeno non nel senso comune del termine&#8221;.</p>



<p>Dubinsky ipotizza che dietro l’incidente in elicottero in cui ha perso la vita Monastyrsky nel gennaio 2023, ci possa essere un’operazione di “spoofing” — ovvero un’interferenza deliberata con il sistema di navigazione dell’aeromobile, che ne avrebbe deviato la rotta verso una zona militare sensibile.</p>



<p><strong>Un errore di rotta? Cosa ci sarebbe dietro?</strong></p>



<p>Secondo Dubinsky, Monastyrsky stava seguendo una pista molto delicata: un’indagine interna sulla possibile vendita di armi fornite dai partner occidentali dell’Ucraina verso Paesi terzi, tra cui il Ciad.</p>



<p>«Ho pubblicato documenti su questo canale — afferma — provenienti da fonti investigative ucraine. Non si trattava di semplici sospetti, ma di atti già protocollati. La loro autenticità è stata verificata. Era in corso un’indagine vera e propria, poi improvvisamente interrotta.»</p>



<p><strong>Che tipo di armi?</strong></p>



<p>Dubinsky parla di forniture militari ricevute da Stati Uniti e altri alleati europei, che sarebbero finite sul mercato nero o deviate verso Paesi africani.</p>



<p>«Si trattava di materiale strategico, non solo armi leggere. E la notizia non ha avuto la risonanza che meritava, nemmeno nei Paesi donatori. Ma negli Stati Uniti qualcuno ha cominciato a porre domande.»</p>



<p><strong>Insinua che la sua morte sia stata funzionale a fermare quell’inchiesta?</strong></p>



<p>&#8220;Io dico solo che le coincidenze sono molte. E che la tecnologia per alterare un sistema GPS in volo esiste. Se un ministro stava toccando interessi troppo grandi, il rischio di “incidenti” non è da escludere&#8221;.</p>



<p><strong>Secondo lei, perché le autorità ucraine la accusano di agire per conto della Russia?</strong></p>



<p>&#8220;Perché è un metodo comodo per screditare chiunque dissenta&#8221;.</p>



<p>Dubinsky sostiene che in Ucraina l’etichetta di “agente del Cremlino” sia ormai diventata uno strumento sistematico per colpire ogni voce critica nei confronti del governo.</p>



<p>«Oggi basta esprimere un’opinione non allineata per essere accusati di lavorare per Mosca. È diventato un automatismo. Lo hanno fatto anche con figure americane, come Donald Trump o il senatore Rubio. La propaganda ha perso ogni logica: chiunque non si adegua alla linea ufficiale viene immediatamente bollato come ‘filorusso’.»</p>



<p><strong>Quando sarebbe cominciata questa tendenza?</strong></p>



<p>Dubinsky individua un momento preciso: il 2014, con il cambio di governo sostenuto da finanziamenti occidentali e organizzazioni come USAID e le fondazioni legate a George Soros.</p>



<p>«Da allora — spiega — si è creato un sistema binario: chi alimenta la retorica anti-russa riceve spazi in TV, fondi, incarichi. Chi chiede neutralità o semplicemente dialogo, viene isolato e delegittimato. Era l’inizio di una narrazione bellicista che pochi hanno osato contrastare.»</p>



<p><strong>Quindi si considera un pacifista?</strong></p>



<p>«No, mi considero un realista. E un deputato eletto dal popolo, non un agente di potenze straniere. Rifarei ogni dichiarazione che ho fatto, senza esitazioni.»</p>



<p><strong>È stato coinvolto nel caso Burisma. Ritiene che le accuse contro di lei siano legate alla protezione della famiglia Biden?</strong></p>



<p>&#8220;Sì. È evidente. E non riguarda solo me&#8221;.</p>



<p>Dubinsky afferma che nel 2019 fu proprio Zelensky a sollecitarlo a intervenire pubblicamente sulla vicenda Burisma, come parte di un’inchiesta più ampia sulla corruzione dell’amministrazione Poroshenko.</p>



<p><strong>Cosa accadde dopo?</strong></p>



<p>«Quattordici giorni dopo l’elezione di Joe Biden — racconta — venne aperta un’indagine contro di me per alto tradimento. L’accusa era di aver discreditato Biden. A presentarla fu un’ONG finanziata da USAID e Soros.»</p>



<p><strong>Ci furono pressioni internazionali?</strong></p>



<p>«Sì. Nel gennaio 2021, la stessa ONG inviò una richiesta ufficiale al Dipartimento del Tesoro statunitense per sanzionarmi. Poco dopo, il capo della maggioranza parlamentare mi mostrò un messaggio proveniente dall’ambasciata USA: chiedevano la mia espulsione dal gruppo come gesto di “buona volontà” verso la nuova amministrazione Biden.»</p>



<p><strong>Un avvertimento a tutti gli altri?</strong></p>



<p>«Esatto. Dopo di me, nessuno ha più osato parlare dei rapporti tra i Biden e Burisma.»</p>



<p><strong>Ha chiesto l’impeachment di Zelensky. Perché?</strong></p>



<p>&#8220;Perché mette sé stesso davanti al Paese&#8221;.</p>



<p>Dubinsky accusa il presidente ucraino di aver mancato ogni occasione di negoziato per inseguire consensi e potere personale. Cita il rifiuto degli accordi di Minsk, il boicottaggio del formato Normandia, il blocco del processo di Istanbul nel 2022.</p>



<p><strong>Lo ha fatto per calcolo politico?</strong></p>



<p>«Sì. Ogni decisione è stata funzionale al mantenimento del potere. Zelensky ha bisogno della guerra per giustificare la sua autorità. Senza conflitto, non ha più legittimità.»</p>



<p><strong>E quali sarebbero le conseguenze di questo atteggiamento?</strong></p>



<p>«Oggi l’Ucraina è un Paese militarizzato, con cittadini trattenuti forzatamente, giovani costretti a combattere, oppositori messi a tacere o mandati in prima linea. È un sistema fondato sulla coercizione e sulla paura.»</p>



<p><strong>Lei come si definirebbe?</strong></p>



<p>&#8220;Una persona che ha detto “no”.</p>



<p>Dubinsky rivendica la propria opposizione al sistema attuale, che considera ingiusto e autoritario.</p>



<p><strong>Un esempio isolato?</strong></p>



<p>«No, accade anche in altri Paesi europei. In Ungheria, Slovacchia, Francia: chi si oppone all’agenda globalista viene perseguitato o espulso dal dibattito pubblico.»</p>



<p><strong>Come si può reagire a questo?</strong></p>



<p>«Unendo le forze. Bisogna costruire una rete internazionale di movimenti sovranisti e identitari. MAGA non dovrebbe essere solo americano, ma diventare un’ideologia globale.»</p>



<p><strong>Come immagina il ritorno dell’Ucraina alla neutralità? È ancora possibile dopo anni di guerra?</strong></p>



<p>&#8220;È l’unica via d’uscita&#8221;.</p>



<p>Dubinsky ricorda che la dichiarazione d’indipendenza del 1991 proclamava esplicitamente la neutralità del Paese.</p>



<p><strong>Quando è cambiato tutto?</strong></p>



<p>«Con la progressiva pressione delle élite e degli oligarchi che hanno spinto per l’adesione alla NATO. Ma il popolo non ha mai chiesto la guerra. Solo pace e stabilità.»</p>



<p><strong>È ancora recuperabile questa prospettiva?</strong></p>



<p>«Sì, con una leadership forte che ascolti davvero i cittadini. Gli ucraini oggi vogliono tornare alla normalità. E ciò passa solo per la neutralità.»</p>



<p><strong>Come si può avviare un dialogo con la Russia?</strong></p>



<p>&#8220;Con volontà politica. Che oggi non c’è&#8221;.</p>



<p>Dubinsky ritiene che Zelensky sia il principale ostacolo ai negoziati.</p>



<p><strong>Quindi cosa propone?</strong></p>



<p>«Una delegazione nominata dal Parlamento, indipendente dal governo, che possa parlare con Mosca senza condizioni ideologiche. Io sono pronto a farne parte.»</p>



<p><strong>E la questione dei territori?</strong></p>



<p>«Oggi non si può discutere di concessioni perché la Costituzione lo vieta. Ma il potere in Ucraina appartiene al popolo. Se ci sarà consenso, si potrà aprire quel dibattito.»</p>



<p><strong>E se la piena integrità territoriale non fosse più realistica?</strong></p>



<p>&#8220;Si parte da quello che si riesce a difendere. Il resto si negozia&#8221;.</p>



<p>Dubinsky suggerisce di congelare il conflitto sulla linea del fronte attuale, e poi proseguire con trattative su basi pragmatiche.</p>



<p><strong>Ha contatti con Donald Trump o ambienti conservatori americani?</strong></p>



<p>&#8220;No, mai chiesto nulla&#8221;.</p>



<p>Dichiara di aver informato il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca della sua situazione, senza ricevere risposta.</p>



<p><strong>A chi la accusa di fare propaganda russa, cosa risponde?</strong></p>



<p>Che è una calunnia senza prove.</p>



<p>«Sono detenuto da 16 mesi, senza telefono o accesso a internet. Di che propaganda parliamo? Nessuno ha dimostrato nulla contro di me.»</p>



<p><strong>Sta lavorando a un libro o un progetto per raccontare la sua storia?</strong></p>



<p>&#8220;Sì. Ho già raccolto il materiale per un libro e un documentario&#8221;.</p>



<p>Il titolo provvisorio è “Inside Russian Collusion” e punta a raccontare il coinvolgimento ucraino nella creazione della narrativa sulla “traccia russa” nelle elezioni americane.</p>



<p><strong>E il futuro dell’Ucraina? Come lo vede?</strong></p>



<p>&#8220;Senza presidenza, con piena neutralità&#8221;.</p>



<p>Dubinsky propone di trasformare l’Ucraina in una Repubblica parlamentare pura, abolendo la presidenza, che ritiene il fulcro dell’autoritarismo. «Solo così — conclude — possiamo sperare in un’Ucraina davvero libera, indipendente e in pace.»</p>



<p>Il racconto di <strong>Oleksandr Dubinsky</strong> si colloca in uno dei contesti geopolitici più complessi e delicati degli ultimi anni, gettando un’ombra inquietante sulle dinamiche interne dell’Ucraina e sulla gestione del conflitto in corso. Le sue parole, raccolte in esclusiva durante la detenzione, offrono una prospettiva alternativa — scomoda per alcuni, essenziale per altri — sulla narrativa ufficiale che ha dominato il dibattito internazionale.</p>



<p>Al di là delle accuse reciproche e delle evidenti strumentalizzazioni politiche, resta il dato umano: quello di un ex deputato che, a costo della propria libertà e sicurezza, rivendica il diritto di dissentire e di invocare una strada diversa da quella della guerra permanente. Una voce che, al di là delle polemiche, richiama l’attenzione su un interrogativo fondamentale: può esistere ancora, nel cuore dell’Europa, lo spazio per un’autentica alternativa alla logica del conflitto?</p>



<p>Dubinsky, da una cella senza accesso al mondo esterno, continua a sfidare il racconto dominante. E il suo appello, destinato forse a scuotere coscienze ben oltre i confini dell’Ucraina, rimane sospeso come una domanda inevasa: quanto costa, oggi, difendere la verità?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oleksandr-dubinsky-zelensky-ha-bisogno-della-guerra-per-restare-al-potere.html">&#8220;Zelensky ha bisogno della guerra per rimanere al potere&#8221;: intervista esclusiva a Dubinsky, il deputato ucraino incarcerato per legami con Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rissa alla Casa Bianca: l&#8217;incontro tra Trump e Zelensky finisce a schiaffoni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/rissa-alla-casa-bianca-lincontro-tra-trump-e-zelensky-finisce-a-schiaffoni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 19:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="969" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump e Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151-600x303.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/trump-1-e1740771288151-1536x775.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessun accordo tra i due presidenti, e un violento scontro verbale con la partecipazione di J.D. Vance. E adesso...</p>
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<p>Da buon mercante di cavalli, Donald Trump era riuscito, in una sola settimana, a virare da &#8220;Zelensky è un dittatore&#8221; a &#8220;Zelensky è il miglior presidente per l&#8217;Ucraina, sono ansioso di lavorare con lui&#8221;, passando (per la gioia dei meme russi) dall&#8217;ipotesi di accordo sui minerali e le terre rare. Ipotesi e basta, a questo punto, perché nelle scorse ore, alla Casa Bianca, in occasione dell&#8217;incontro tra <strong>Donald Trump</strong> (e il suo vice <strong>J.D. Vance</strong>) e il Presidente ucraino al posto degli abbracci sono volati gli stracci. Già la partenza era stata in salita, con Trump che accoglieva Zelensky alla Casa Bianca osservando sarcastico che &#8220;questa volta si è vestito di tutto punto&#8221;. E il resto è stato tutto su questa linea, com&#8217;è facile verificare con le immagini disponibili in Rete e soprattutto con <a href="https://www.bbc.com/news/live/c625ex282zzt">la trascrizione degli scambi furibondi che i tre si sono rivolti.</a></p>



<p>Si è sentito (perché a un certo punto erano urla vere) davvero di tutto. Trump che dice <strong>&#8220;grazie a quello stupido presidente (Joe Biden, n.d.r) vi abbiano dato 350 miliardi di dollari</strong>, vi abbiamo dato equipaggiamento militare&#8230;&#8221;. J.D. Vance che chiede a Zelensky: &#8220;Hai detto grazie una sola volta durante questo incontro?&#8221;. Zelensky che, in modo pungente, paragona le previsioni di Trump sulla durata della guerra senza l&#8217;appoggio Usa (due settimane) alle analoghe previsioni di Vladimir Putin (tre giorni). Il tutto durante un litigio vero, con frasi al vetriolo e al limite dell&#8217;insulto, chiuso con la frase minacciosa di Trump: &#8220;Se non firmiamo questo accordo, noi siamo fuori&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le famose &#8220;garanzie di sicurezza&#8221;</h2>



<p>È difficile prevedere, ora, come potrà evolvere una situazione che sembrerebbe pesantemente compromessa. Possiamo solo provare a trarre qualche conclusione. L&#8217;atteggiamento di Trump, nei giorni precedenti questo disastroso incontro, era quello di un sovrano che si appresta ad accogliere un vassallo. Tutti ricordano la famosa frase: <strong>&#8220;Mi dicono che Zelensky arriva venerdì, per me va bene&#8221;</strong>. Dunque nella sua ira e in quella di Vance è possibile riscontrare una qualche forma di sorpresa, come se non stessero ricevendo ciò che si aspettavano di ricevere. Evidentemente l&#8217;accordo sui minerali e le terre rare non era così concluso come era stato fatto trapelare nei giorni scorsi. E dalle parole di Zelensky, prima che si aprisse la rissa verbale, è parso di capire che il Presidente ucraino non abbia ricevuto quelle &#8220;garanzie di sicurezza&#8221; per il futuro che ritiene necessarie prima di sedersi a un tavolo negoziale con Putin.</p>



<p>Queste famose &#8220;garanzie&#8221;, di cui si parlava già nel marzo 2022 all&#8217;epoca delle prime trattative in Bielorussia, sono cambiate nel tempo, addirittura nelle ultime settimane. L&#8217;ingresso nella Nato? La risposta di Trump è stata chiarissima: &#8220;Forget it&#8221;, non se ne parla nemmeno. La restituzione delle armi atomiche cedute alla Russia nel 1994 in cambio di una &#8220;garanzia di sicurezza&#8221; poi clamorosamente violata dal Cremlino? &#8220;Possibilità pari a zero&#8221;, ha replicato <strong>Keith Kellog</strong>, l&#8217;inviato di Trump per l&#8217;Ucraina. Truppe Usa come forza di pace? Trump ha escluso pure questo. Restano le armi americane, condizionate però alla firma dell&#8217;accordo sui minerali. Che a quanto pare ancora non c&#8217;è. Resta l&#8217;Europa. Che però, anche solo per immaginarsi nel ruolo di peacekeeper, chiede l&#8217;ombrello degli Usa (figuriamoci) o quello dell&#8217;Onu (figuriamoci) o di chissà chi, mentre fatica a varare un piano collettivo di riarmo di fronte a quella che considera la minaccia permanente della Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strada stretta di Zelensky</h2>



<p>Resta, in tutto questo, la strada stretta su cui è costretto a muoversi Volodymyr Zelensky. Dell&#8217;Europa e delle sue capacità di mobilitazione, il presidente ucraino palesemente non si fida. O non se ne fida abbastanza. Ha detto e ripetuto che il baluardo dell&#8217;Ucraina sono gli Usa. I quali, purtroppo per lui, sono ora molto diversi da quelli rappresentati da <strong>Joe Biden</strong> (lo &#8220;stupido&#8221;, secondo Trump). Oltre alle sfide esterne, Zelensky deve fronteggiare anche quelle interne. Perché finché dura la guerra, anche la politica interna all&#8217;Ucraina è bloccata. Non si tengono le elezioni (lo vieta la Costituzione in tempo di legge marziale), non c&#8217;è ricambio (e quindi la maggioranza parlamentare è saldamente in mano a Servo del popolo) e non c&#8217;è movimento. Infatti a parte l&#8217;ex consigliere<strong> Oleksyj Arestovich</strong> (il classico che entra in conclave Papa e ne esce cardinale, anche perché si candida da solo), tutti tacciono. Ma il giorno in cui si arrivasse a una qualche forma di cessate il fuoco, tregua o (vedi mai) pace, tutto ripartirebbe. E allora sì che per Zelensky <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-trump-bombarda-zelensky-si-avvicina-lora-di-zaluzhny-il-salvatore.html">si potrebbe materializzare il fantasma di Banco, di quel generale Zaluzhny,</a> immolato sull&#8217;altare della politica dopo essere stato esaltato come stratega sublime ed eroe della patria.</p>



<p>È piuttosto evidente, quindi, che per Zelensky l&#8217;unico modo per &#8220;sopravvivere&#8221; (cioè per ottenere il meglio per il suo sofferente Paese e per se stesso) è <strong>ottenere il massimo dagli Usa</strong> (la famose &#8220;garanzie&#8221;) e poi giocarsele come importante risultato diplomatico dopo la resistenza militare. Ma le urla della Casa Bianca hanno complicato di molto le cose, che già non erano semplici.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/rissa-alla-casa-bianca-lincontro-tra-trump-e-zelensky-finisce-a-schiaffoni.html">Rissa alla Casa Bianca: l&#8217;incontro tra Trump e Zelensky finisce a schiaffoni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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