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	<title>Volodymyr Potyeshkin Archives - InsideOver</title>
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		<title>La battaglia dentro l&#8217;esercito ucraino: Syrsky e la vecchia guardia &#8220;contro&#8221; gli ufficiali della Generazione Z</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 05:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina non si combatte esclusivamente con sciami di droni, artiglieria pesante e trincee fortificate. Esiste un secondo campo di battaglia, invisibile ma altrettanto letale, che sta determinando le sorti del conflitto: quello dottrinale e generazionale. Da un lato c&#8217;è una nuova leva di ufficiali operativi addestrati dalla NATO e fautori del Mission &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-dentro-lesercito-ucraino-syrsky-e-la-vecchia-guardia-contro-gli-ufficiali-della-generazione-z.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/syrsky-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina non si combatte esclusivamente con sciami di droni, artiglieria pesante e trincee fortificate. Esiste un secondo campo di battaglia, invisibile ma altrettanto letale, che sta determinando le sorti del conflitto: <strong>quello dottrinale e generazionale. </strong>Da un lato c&#8217;è una nuova leva di ufficiali operativi addestrati dalla NATO e fautori del <em>Mission Command</em>: una filosofia che delega l&#8217;iniziativa ai subordinati, puntando sull&#8217;adattabilità. Dall&#8217;altro sopravvive la vecchia guardia dei generali, ancorata a una centralizzazione estrema e a una gestione del fronte ridotta a un freddo calcolo matematico. </p>



<p>Il paradosso drammatico che sta consumando le Forze Armate Ucraine (AFU) si annida esattamente in questa faglia. L&#8217;attuale establishment militare di Kiev – guidato dal Comandante in Capo <strong>Oleksandr Syrskyi </strong>– si trova a gestire una pericolosa regressione verso logiche puramente sovietiche. Un dramma aggravato da ironia amara : mentre il <em>Command and Control </em>(C2) russo ha trascorso gli ultimi anni ad adattarsi, snellendo la catena di comando e decentrando le operazioni, i vertici ucraini sembrano subire un&#8217;involuzione burocratica, irrigidendosi proprio quando il nemico diventa flessibile. Come riassumono con frustrazione i giovani ufficiali sul campo: &#8220;Un piccolo esercito sovietico non potrà mai sconfiggere un grande esercito sovietico&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vecchia guardia e la pressione politica</h2>



<p>Non si tratta di demonizzare una generazione: i comandanti della vecchia guardia si trovano a gestire una pressione politica schiacciante per non cedere territorio, senza poter contare su quella superiorità aerea che è il prerequisito della dottrina di manovra occidentale. In questo scenario brutale, l&#8217;ossessione per il controllo assoluto non nasce solo da un retaggio culturale, ma dal terrore di perdere truppe e posizioni in un ecosistema in cui ogni errore è fatale.</p>



<p>Tuttavia, questo approccio si scontra con un&#8217;architettura organizzativa disfunzionale: l&#8217;Ucraina gestisce la linea di contatto affidandosi a enti temporanei (OTU e OSU). Le Brigate vengono costantemente smembrate per tappare le falle, creando un mosaico caotico in cui viene a mancare il requisito base del <em>Mission Command</em>: la fiducia reciproca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;abisso anagrafico e l&#8217;anomalia dei sergenti</h2>



<p>La distanza siderale tra questi due mondi è incarnata da unità d&#8217;élite come la 47a Brigata Meccanizzata &#8220;Magura&#8221;. Non è solo una questione anagrafica – da fine 2025 l&#8217;intera brigata è guidata dal tenente colonnello <strong>Maksym Danylchuk</strong>, nato nel 1999 – ma puramente. dottrinale. Un ufficiale superiore di appena 26 anni, cresciuto nell&#8217;era digitale, che gestisce reparti come la <em>Strike Drones Company</em> con l&#8217;agilità di una startup. Inoltre, la 47a è una delle pochissime unità ad aver tentato di implementare il vero cuore del <em>Mission Command</em> NATO: un Corpo dei Sottufficiali (Sergenti) professionisti, dotato persino di un proprio portale<br>programmatico. Non si tratta di una semplice vetrina, ma di un vero e proprio manifesto dottrinale e strumento di reclutamento: uno spazio nato per istituzionalizzare la figura del sergente in stile occidentale, codificandolo come un leader tattico formato per prendere decisioni autonome sul campo di battaglia.</p>



<p>Nella dottrina sovietica, i sottufficiali non hanno alcun potere decisionale; tutto è accentrato. La &#8220;Magura&#8221;, al contrario, tenta di delegare la leadership tattica ai sergenti. Quando questa generazione di comandanti si scontra con una gerarchia di generali sessantenni (Syrskyi è classe 1965) che pretendono immobilità tattica e microgestione, il cortocircuito esplode. È in questo clima che si inquadrano le clamorose dimissioni di ufficiali brillanti come il Maggiore <strong>Oleksandr Shyrshyn</strong>, ex comandante di battaglione della 47a, che ha lasciato l&#8217;incarico denunciando apertamente le &#8220;missioni idiote&#8221; e populiste imposte dall&#8217;alto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dissenso pubblico e i capri espiatori di Siversk</h2>



<p>La frustrazione si è trasformata in ammutinamento pubblico, documentato da portali di settore come <em>MilitaryLand</em>. La figura chiave è <strong>Bohdan Krotevych</strong>, ex Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Azov. Dimessosi a inizio 2025 per poter parlare liberamente, ha avviato una crociata contro la dottrina dei vertici, accusando Syrskyi di una totale mancanza di innovazione strategica, unita a direttive letali (come far riposare le truppe a soli 50 metri dal fronte). Una spregiudicatezza tattica che è valsa al Comandante in Capo il macabro soprannome di &#8220;Generale 200&#8221; (il codice militare russo/sovietico per il trasporto dei caduti) e aperte richieste di dimissioni.</p>



<p>In un sistema rigidamente punitivo che osteggia le ritirate, si innesca infine un meccanismo letale: pur di evitare rimozioni, gli ufficiali intermedi mentono ai generali, segnalando come &#8220;salde&#8221; posizioni già perdute. È esattamente quanto accaduto a fine dicembre 2025 con la caduta di Siversk, che ha portato alla rimozione dei colonnelli <strong>Volodymyr Potyeshkin</strong> (10a Brigata) e <strong>Oleksiy Konoval </strong>(54a Brigata) per aver falsificato i rapporti difensivi. Una mossa che molti hanno letto come la classica ricerca di capri espiatori: punire i colonnelli per mascherare le colpe dei comandanti degli OTU, veri responsabili per aver preteso la difesa di posizioni ormai compromesse, chiudendo entrambi gli occhi di fronte alla<br>realtà pur di compiacere lo Stato Maggiore.</p>



<p>L&#8217;Ucraina si trova davanti a un bivio esistenziale: trovare una sintesi tra le necessità di una guerra di logoramento e <strong>l&#8217;urgenza di lasciare spazio alla nuova generazione di comandanti. </strong>Questo significa sradicare la cultura che punisce l&#8217;onestà tattica in favore dell&#8217;obbedienza cieca. L&#8217;esercito ucraino ha già dimostrato di avere l&#8217;ingegno per innovare sotto il fuoco nemico; ora deve avere la lucidità politica di non sabotarsi dall&#8217;interno. Perché la cruda verità del campo di battaglia restituisce una consapevolezza ineludibile: per non soccombere sotto il peso del grande esercito sovietico, il piccolo esercito sovietico deve urgentemente<br>smettere di esserlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-dentro-lesercito-ucraino-syrsky-e-la-vecchia-guardia-contro-gli-ufficiali-della-generazione-z.html">La battaglia dentro l&#8217;esercito ucraino: Syrsky e la vecchia guardia &#8220;contro&#8221; gli ufficiali della Generazione Z</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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