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	<title>Vladimir Putin Archives - InsideOver</title>
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	<title>Vladimir Putin Archives - InsideOver</title>
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		<title>Plomo o plata? Con la domanda dei narcos Trump cambia i giochi su Russia e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/plomo-o-plata-con-la-domanda-dei-narcos-trump-cambia-i-giochi-su-russia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 15:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1308" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-1024x698.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-1536x1046.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>1. Da tre anni la Russia è descritta come un impero del male, imperialista per natura 2. Ma tale "imperialismo" ha riguardato solo Ucraina e Georgia 3. Trump considera Russia e Cina come rivali negli interessi globali con cui si può trattare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/plomo-o-plata-con-la-domanda-dei-narcos-trump-cambia-i-giochi-su-russia-e-ucraina.html">Plomo o plata? Con la domanda dei narcos Trump cambia i giochi su Russia e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1308" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-1024x698.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129134056906_ada12e995dd86621b6fa3ff2e53fc5c9-1536x1046.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono tante ragioni per cui l&#8217;atteggiamento sull&#8217;Ucraina di Donald Trump può insospettire gli ucraini, inquietare la politica europea e infastidire una certa parte (importante, ma si direbbe ormai minoritaria) dell&#8217;opinione pubblica mondiale. Ma la ragione più vera e profonda, secondo noi, è anche quella meno dichiarata, ovvero: il radicale cambio di paradigma che Trump usa nell&#8217;affrontare il problema. Sappiamo bene qual è stata la vulgata di questi tre anni di guerra, l&#8217;interpretazione corrente: la Russia è intimamente imperialista, quindi è nella sua indole aggredire i vicini per allargare il proprio potere. Come nella favola della rana e dello scorpione. La rana traghetta lo scorpione attraverso il fiume e lo scorpione la punge a morte. La rana, prima di affondare, chiede: perché l&#8217;hai fatto? Moriremo entrambi&#8230; E lo scorpione risponde: perché è nella mia natura. Così, è il ragionamento, è la Russia.</p>



<p>Di questo modo di ragionare, che in fondo riprende la famosa definizione reaganiana dell&#8217;Urss come &#8220;impero del male&#8221; (e che la riprendiamo già conferma quanto sopra), abbiamo avuto e abbiamo tuttora infiniti esempi. Impossibile darne un&#8217;antologia adeguata. Ne riprendiamo uno recente, e nemmeno tra i più &#8220;accaniti&#8221;, a mero titolo di campionatura. <a href="https://www.csis.org/analysis/ukraines-westward-shift">Scrive <strong>Alexander Palmer</strong></a><strong> </strong> per il Center for Strategic and International Studies (CSIS)  che &#8220;Vladimir Putin ha invaso l&#8217;Ucraina in parte per riaffermare ciò che considera il giusto posto degli ucraini all&#8217;interno della sfera di influenza di Mosca. Questo desiderio si è manifestato in diversi modi, tra cui l&#8217;affermazione di Putin che l&#8217;Ucraina è una parte intrinseca della Russia, la sua convinzione che la permanenza dell&#8217;Ucraina sotto l&#8217;influenza russa sia essenziale per ripristinare lo status della Russia come grande potenza e la sua paura dell&#8217;espansione della NATO&#8221;. Al di là delle radici non sempre limpidissime degli orientamenti dei grandi <em>think tank</em>, anche i più autorevoli (processo che <a href="https://it.insideover.com/difesa/soldi-dai-governi-e-dalle-armi-conflitti-di-interesse-il-lato-oscuro-dei-think-tank.html">ci ha spiegato bene</a> <strong>Roberto Vivaldelli</strong> in queste pagine), troviamo in queste poche righe una specie di sunto di quanto si diceva prima: la Russia come Paese inevitabilmente imperialista, pericoloso per gli altri, quindi maligno non perché spinto dalle circostante ma maligno in sé.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;enfasi sul riarmo</h2>



<p>Non importa la misura in cui questa narrazione corrisponde alla realtà. Che l&#8217;Ucraina serva alla Russia per sentirsi &#8220;grande potenza&#8221; è concetto almeno acrobatico. Idem come sopra che la Russia voglia tenere l&#8217;Ucraina sotto la propria influenza. Tutta l&#8217;Ucraina? Davvero? O non piuttosto quella parte di Ucraina chiamata Novorossija su cui già nel Seicento, dopo l&#8217;accordo con i cosacchi guidati da Bogdan Chmel&#8217;nyc&#8217;kyj&nbsp;e la spartizione con la Polonia che dominava sull&#8217;altra riva del Dnepr, zarine e zar aveva esteso il proprio potere. Ma non è questo che importa. Ciò che davvero importa è far passare la narrazione che la Russia porta in sé i germi dell&#8217;aggressione. Sappiamo bene, e in altro clima sarebbe inutile ripeterlo, che invadendo l&#8217;Ucraina la Russia ha violato una lunga serie di trattati e di accordi, cosa che da sola le varrebbe una scomunica internazionale. </p>



<p>Ma è tale narrazione quella che ha giustificato tutto ciò che di più paradossale abbiamo visto in questi anni. Per esempio la scomunica inflitta all&#8217;intero popolo russo, ritenuto colpevole quanto i vertici politici per le decisioni prese da <strong>Vladimir Putin</strong>, quando nessuno si sognò di colpevolizzare gli americani o gli inglesi per l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq (che provocò molte più vittime civili) decisa da George Bush e Tony Blair, come nessuno oggi si sogna di colpevolizzare tutti gli israeliani per i massacri del governo di estrema destra guidato da <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Per esempio il continuo incitamento a combattere che i governanti europei rivolgono agli ucraini, investiti (anche a rischio della disgregazione del loro intero popolo) della sacra missione di arginare il &#8220;male russo&#8221;. O, per finire, l&#8217;enfasi posta sul riarmo, che ha per unica giustificazione l&#8217;idea che, se appena potrà, la Russia tornerà a colpire. Anche se, palesemente, per la Russia sarebbe meglio tornare allo <em>status quo ante</em>, quando faceva i soldi vendendoci gas e petrolio e le nostre economie prosperavano potendo disporre di gas e petrolio sicuri e a buon prezzo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ucraina e Georgia come Canada e Messico</h2>



<p>In più, la storia di questi decenni mostra piuttosto chiaramente che la presunta vocazione imperiale o imperialistica del Cremlino necessita di alcune verifiche. Perché questa vocazione non si manifestò quanto entrarono nella Nato i Paesi Baltici? Perché la Russia non ha mai cercato, quando poteva, di prendersi la piccola e indifesa Moldavia? Perché dal 1991 (indipendenza dell&#8217;Ucraina) al 2014 (Maidan) si è accontentata di fare affari con l&#8217;Ucraina, fornendole tra l&#8217;altro per molti anni gas a prezzo di favore? Chi non è cieco ha capito che, in realtà, la Russia ha solo due punti per lei non discutibili: la presenza dell&#8217;Alleanza Atlantica in Ucraina e in Georgia, non a caso i due Paesi dove il Cremlino negli ultimi anni (2008 e 2014) ha lanciato operazioni militari. Perché Ucraina e Georgia stanno alla Russia come il Canada e il Messico stanno agli Usa: qualcuno crede che Washington permetterebbe l&#8217;installarsi in quei due Paesi di regimi filo-russi o filo-cinesi? E che nel caso non prenderebbe provvedimenti seri? Di Cuba 1962 ci siamo già scordati?</p>



<p>L&#8217;esempio di Canada e Messico ci riporta a Trump. Il presidente Usa è lontano anni luce dall&#8217;impostazione &#8220;bene contro male&#8221; così cara ai suoi rivali democratici. Trump sembra invece riconoscere ai Paesi rivali degli Usa, tipicamente Russia e Cina, il diritto a competere sull&#8217;agone internazionale. Perlomeno non se ne stupisce. È vero che in uno dei suoi recenti discorsi ha ritirato fuori la storia del &#8220;destino manifesto&#8221; degli Usa, che è interessante rievocare brevemente: l&#8217;espressione fu escogitata nel 1854 da un sostenitore del Partito democratico, John O&#8217;Sullivan, per incitare ad annettere la Repubblica del Texas, essendo &#8220;destino manifesto&#8221; degli Usa espandersi sul continente. A proposito di imperialismo e di espansione&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il senso di Trump per gli affari</h2>



<p>Ma si diceva di Trump. Questi sa che il predominio Usa non è senza rivali. E non se ne stupisce. Non pensa che a sfidare gli Usa, che ovviamente considera il meglio sul pianeta, siano entità malefiche ispirate dal demonio ma potenze che hanno ambizioni e interessi concreti, peraltro simili a quelli degli Usa. E come farebbe un uomo d&#8217;affari si domanda: come posso uscirne con il massimo vantaggio per il mio Paese? Palesemente Trump si offre due strade. La prima è approfittare di ogni situazione per arrivare a una contrattazione che gli procuri un guadagno. La seconda è la guerra, militare o commerciale che sia. E infatti in questi pochi giorni d&#8217;avvio della seconda presidenza<strong> lo abbiamo visto agitare la tipica offerta <a href="https://it.insideover.com/politica/affrontare-i-narcos-come-al-qaeda-dove-potrebbe-portare-lidea-di-trump.html">dei narcos</a> messicani: <em>plomo o plata</em>? Piombo o argento (denaro)?</strong> Voi europei comprate più americano o preferite le nostre sanzioni? Tu Russia, vuoi negoziare con l&#8217;Ucraina o vuoi altre sanzioni? Tu Ucraina, vuoi fare qualche sacrifico territoriale o preferisci proseguire in una guerra disastrosa? E così via.</p>



<p>La sua convinzione di Trump è che tutti, alla fine, preferiscano la <em>plata</em>, ben sapendo di avere gli strumenti, se fosse necessario, per passare al piano B, quello muscolare. Comunque vada a finire, questo cambio di paradigma già basta a mandare a gambe all&#8217;aria tutti i ragionamenti che i radicali europei hanno prodotto in questi anni. Perché dovremmo, come chiede a gran voce <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mark-rutte.html"><strong>Mark Rutte</strong>,</a> segretario generale della Nato, tagliare pensioni e sanità per comprare armi se, usando la politica, c&#8217;è un altro modo per sventare il pericolo? Perché dovremmo farlo se il nemico non è un assatanato assetato di sangue ma un rivale (magari detestabile e pericoloso ma tale) che persegue certi interessi su cui si può discutere ma che magari sono componibili con i nostri? Questa domanda, a lungo demonizzata, è diventata finalmente dibattibile con il ritorno sulla scena di Trump. Aspettiamo di vederlo all&#8217;opera.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/plomo-o-plata-con-la-domanda-dei-narcos-trump-cambia-i-giochi-su-russia-e-ucraina.html">Plomo o plata? Con la domanda dei narcos Trump cambia i giochi su Russia e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il tour europeo di Zelensky, inseguendo il fantasma della &#8220;pace giusta&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-tour-europeo-di-zelensky-inseguendo-il-fantasma-della-pace-giusta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 10:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'Italia al Regno Unito alla Germania, i punti chiave del "piano per la vittoria" zelenskiano non trovano molto ascolto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-tour-europeo-di-zelensky-inseguendo-il-fantasma-della-pace-giusta.html">Il tour europeo di Zelensky, inseguendo il fantasma della &#8220;pace giusta&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012121239359_4d569226d50f08fd8f7852bba0fb6e17-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È difficile dare un giudizio sul tour che il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha appena compiuto. Se ne possono intanto ricordare le tappe: in Croazia, a Dubrovnik, per partecipare al terzo incontro del Vertice dei Paesi dell&#8217;Europa sudorientale (Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Grecia, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia); poi a Londra per incontrare il premier Keir Starmer, a Parigi per vedere Emmanuel Macron, in Italia per <strong>Giorgia Meloni</strong>, in Vaticano per un&#8217;udienza presso Papa Francesco e infine a Berlino da Olaf Scholz. Il tutto dopo che l&#8217;uragano Milton, trattenendo a Washington il presidente americano<strong> Joe Biden</strong>, ha fatto saltare il summit previsto per il 12 ottobre a Ramstein (Germania), quello in cui Zelensky sperava di ottenere il via libera all&#8217;impiego dei missili occidentali a lunga gittata per colpire la Russia in profondità.</p>



<p>A tutti gli interlocutori europei, come aveva già fatto negli Usa con Biden, Zelensky ha presentato il suo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-palude-di-kursk-il-donbass-a-rischio-le-faide-le-delusioni-americane-per-zelensky-e-lora-piu-buia.html#google_vignette">&#8220;piano per la vittoria&#8221;</a>, quello che (ed è un aggiornamento delle ultime settimane) dovrebbe portare a &#8220;una pace giusta&#8221; entro il 2025. La reazione degli europei non è stata molto diversa da quella degli americani: solidarietà politica infinita, armi e quattrini (quasi) quanti ne vuole, ma l&#8217;ingresso rapido nella Nato no e l&#8217;autorizzazione a usare i missili chissà. Forse Biden metterà la firma appena prima di lasciare la Casa Bianca, così da non ostacolare la campagna elettorale di Kamala Harris, ma non è detto.</p>



<p>Anche il concetto di &#8220;pace giusta&#8221; nel frattempo è cambiato. Nessuno, in Ucraina, crede più che si possa tornare ai confini del 1991, cioè recuperando tutti i territori occupati dai russi più la Crimea. E del resto la situazione sul campo di battaglia parla chiaro: nel Donbass, i russi hanno appena conquistato la città fortificata di Ugledar e avanzano, lentamente ma senza sosta, verso Ovest; nella regione di Kursk, quella che era sembrata una brillante e audace controffensiva si sta trasformando in <strong>una specie di Vietnam per le truppe ucraine</strong>. In breve tempo, con l&#8217;irruzione in territorio russo del 6 agosto, le forze di Kiev era riuscite a insediarsi su circa 1.000 kmq di Russia; ora ne controllano ancora circa 600 (<a href="https://t.me/letteradamosca/23161">154 kmq persi nel solo mese di ottobre</a>) ma al prezzo di un progressivo logoramento degli uomini e degli armamenti migliori. Zelensky crede tuttora che continuando a combattere e potendo contare su adeguati aiuti occidentali, sarà possibile &#8220;costringere&#8221; la Russia ad accettare condizioni che di giorno in giorno, purtroppo per l&#8217;Ucraina, paiono sempre più sfumate.</p>



<p>In più, per trattare una pace, giusta o ingiusta, o almeno un cessate il fuoco, bisogna essere in due. E <strong>Vladimir Putin</strong> da tempo esclude qualunque ipotesi di tregua. Al punto da volare ad Ashkabad  (Turkmenistan) per incontrare il presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian</strong>, rifiutando nel contempo di parlare anche solo al telefono con il cancelliere tedesco <strong>Olaf Scholz</strong>. </p>



<p>È difficile capire come si possa uscire da questo stallo. Soprattutto considerando il quadro internazionale. Gli Usa sono impegnati a rinnovare la presidenza e a contenere la crisi mediorientale e l&#8217;Ucraina, fatto salvo un costante flusso di aiuti, non sembra essere al momento la loro priorità. L&#8217;Unione Europea sta varando una nuova <em>governance</em> che vedrà un ruolo di grande importanza per esponenti dei Paesi baltici (a cominciare dall&#8217;ex premier estone <strong>Kaja Kallas</strong>, responsabile della Politica estera e di difesa), i più atlantisti e antirussi del panorama Ue. E la Cina, a dispetto di appelli e minacce, continua a sostenere l&#8217;economia di guerra della Russia. Per non parlare del leader (da Erdogan a Mohammed bin Salman, da Lula ad Al Sisi) che tra pochi giorni converranno a Kazan&#8217; (Russia) per il summit dei Brics, presenti e futuri.</p>



<p>Va considerata, inoltre, la situazione interna dell&#8217;Ucraina. <a href="https://www.corriere.it/esteri/24_ottobre_07/yaroslav-hrytsak-zelensky-perde-consensi-perche-non-ci-dice-la-verita-ci-tratta-come-bambini-57d39fd2-1230-4361-8fed-6e0c89139xlk.shtml">In una franca intervista al Corriere della Sera</a>, lo storico ucraino <strong>Yaroslav Hrytsak</strong>, di certo non sospettabile di disfattismo, ha detto cose che tutti sanno ma che difficilmente trovano eco sulla stampa occidentale: il consenso per Zelensky è in picchiata (mentre è alto quello per l&#8217;ex generale Zaluzhny), servirebbe un Governo di unità nazionale per aiutarlo a decidere (&#8220;Zelensky ci tratta come fossimo bambini che non sono in grado di ragionare e a cui non si deve dire seriamente la verità&#8221;; &#8220;sceglie i collaboratori sulla base della lealtà, non della professionalità, un atteggiamento suicida&#8221;; &#8220;sogna di essere il Churchill ucraino&#8221;), per l&#8217;Ucraina è arrivato il momento di un maggiore realismo: &#8220;Dobbiamo passare dalle speranze nella vittoria alla politica della sopravvivenza&#8221;. </p>



<p>Difficile conciliare questa realtà con il desiderio zelenskiano di arrivare a una &#8220;pace giusta&#8221; in qualche modo imposta alla Russia. La voci raccolte a Kiev negli ambienti delle ambasciate occidentali parlano di uno Zelensky che in pubblico cerca di tenere alto il morale della popolazione dei soldati parlando di vittoria ma che nelle segrete stanze sta cercando un modo per arrivare alla trattativa. <strong>Difficile capire quali riflessioni stiano impegnando la dirigenza ucraina</strong>, peraltro divisa dalle solite lotte di potere: il capo dell&#8217;amministrazione presidenziale Jermak, considerato quasi un &#8220;presidente ombra&#8221;, è pian piano riuscito a disperdere il cerchio magico dei vecchi amici e collaboratori di Zelensky (l&#8217;ultimo a essere rimosso, un paio di mesi fa, è stato il ministro degli Esteri Kuleba) e pare che ora abbia nel mirino <strong>Kyrylo Budanov</strong>, il capo dei servizi segreti militari, fino a poco tempo fa un intoccabile, e il ministro della Difesa <strong>Rustem Umerov</strong>, ai quali evidentemente si vuole attribuire la responsabilità degli ultimi insuccessi (o successi inferiori alle aspettative) al fronte.</p>



<p>Nello stesso tempo avanza (inevitabilmente, visto l&#8217;impegno enorme della guerra) la militarizzazione della società: ieri notte a Kiev e in diverse altre città le pattuglie dei distretti militari hanno operato <strong>una pesca a strascico di uomini in età da servizio militare</strong> facendo irruzione in locali, discoteche e sale da concerto. Inevitabile, si diceva. Ma pesantissimo per una società già così duramente provata e divisa. Mentre tanti altri giovani ucraini venivano avviati al fronte, le autorità polacche protestavano, furibonde e impotenti, di fronte al fatto che la Legione ucraina, varata in Polonia (il primo Paese in Europa per rifugiati ucraini, quasi 300 mila) con grandi speranze, ha raccolto tra gli espatriati ucraini solo 300 volontari. Chi è riuscito a mettersi al sicuro, a quanto pare, non è molto disposto a rischiare la vita. Mentre nei Paesi più intransigenti dell&#8217;Europa comunitaria dell&#8217;Est (i Baltici e la Polonia su tutti) cresce la pressione per rispedire in Ucraina, lo vogliano o no, gli uomini validi. L&#8217;agenzia polacca Pap ha appena pubblicato <a href="https://t.me/letteradamosca/23156">un sondaggio del Centro per lo studio dell&#8217;opinione pubblica </a>da cui emerge che il 70% dei polacchi è ormai favorevole al rimpatrio forzato degli ucraini.</p>



<p>In questo momento, insomma, l&#8217;Ucraina del presidente Zelensky si trova in un<em> cul de sac</em>: se l&#8217;idea della pace, come dice la signora Von Der Leyen, equivale a una resa all&#8217;invasore russo e la guerra non può essere vinta sul campo di battaglia, resta solo l&#8217;idea di una lunga e dolorosa consunzione. Purtroppo è esattamente ciò che sta avvenendo.  </p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-tour-europeo-di-zelensky-inseguendo-il-fantasma-della-pace-giusta.html">Il tour europeo di Zelensky, inseguendo il fantasma della &#8220;pace giusta&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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