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Politica

L’Ue stringe la morsa sull’Ungheria: “Via il diritto di voto al Consiglio europeo”

Isolamento dell’Ungheria nell’UE: L’Ungheria, guidata da Viktor Orbán, è accusata di frenare il sostegno dell’Unione Europea alla guerra per procura in Ucraina contro la Russia. L’UE sta intensificando le pressioni su Budapest, minacciando di usare l’articolo 7 del Trattato per sospendere il suo diritto di voto al Consiglio Europeo, una procedura iniziata nel 2018 e ora sostenuta da 19 Stati membri.Leggi controverse di Orbán: Bruxelles critica norme come quella che limita i gay pride e introduce il riconoscimento facciale per multare i manifestanti, sospettata di violare la Carta dei Diritti Fondamentali, l’AI Act e il GDPR. Altre accuse riguardano lo stato di emergenza del 2020, che consente a Orbán di governare per decreto, e l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, che reprime Ong e media.Doppio standard dell’UE: L’UE sembra più dura con l’Ungheria per la sua opposizione alla linea su Ucraina, mentre tollera altre violazioni. Ad esempio, l’Estonia eliminerà il russo dalle scuole entro il 2030, colpendo una minoranza linguistica, senza reazioni da Bruxelles. La Polonia, invece, ha visto chiudere la sua procedura articolo 7 nel 2024, forse grazie alla sua fedeltà alla causa ucraina.Minacce economiche e politiche: Nel 2024, un piano confidenziale dell’UE, riportato dal Financial Times, avrebbe minacciato di sabotare l’economia ungherese (colpendo il fiorino e la fiducia degli investitori) se Budapest avesse continuato a bloccare 50 miliardi di aiuti a Kiev, evidenziando il vero nodo del contrasto con Orbán.Scontro ideologico: L’Ungheria è accusata di deriva autoritaria (“democratura”), con episodi come la chiusura dell’università di Soros e leggi contro i fondi esteri. Tuttavia, le critiche dell’UE sembrano selettive, ignorando casi simili altrove, come le riforme giudiziarie polacche sotto il PiS, archiviate dopo il cambio di governo con Tusk.

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