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	<title>Ursula von Der leyen Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ursula von Der leyen Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;ombra sinistra della guerra civile in Europa: &#8220;Ci sono tutte le condizioni&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lombra-sinistra-della-guerra-civile-in-europa-ci-sono-tutte-le-condizioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 08:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-1536x776.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-600x303.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Vecchio Continente viene percepito come un luogo sicuro e stabile, lontano dalle guerre civili che attanagliano il continente africano e altre zone del &#8220;sud globale&#8221;. Ma è davvero così? Un’intervista pubblicata dal Berliner Zeitung con il professor David Betz, esperto di studi sulla guerra al King’s College di Londra, getta una luce inquietante sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lombra-sinistra-della-guerra-civile-in-europa-ci-sono-tutte-le-condizioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lombra-sinistra-della-guerra-civile-in-europa-ci-sono-tutte-le-condizioni.html">L&#8217;ombra sinistra della guerra civile in Europa: &#8220;Ci sono tutte le condizioni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-1536x776.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250825095443366_6b78bea07129bb2fdbd467f3224c4439-e1756108555443-600x303.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Vecchio Continente viene percepito come un luogo sicuro e stabile, lontano dalle guerre civili che attanagliano il continente africano e altre zone del &#8220;sud globale&#8221;. Ma è davvero così? <a href="https://www.berliner-zeitung.de/politik-gesellschaft/britischer-konfliktforscher-fast-alle-voraussetzungen-fuer-buergerkriege-in-westeuropa-sind-erfuellt-li.2349377">Un’intervista pubblicata dal <em>Berliner Zeitung</em></a> con il professor <strong>David Betz</strong>, esperto di studi sulla guerra al King’s College di Londra, getta una luce inquietante sul futuro dell’Europa occidentale. Secondo Betz, il continente potrebbe essere sull’orlo di conflitti civili entro i prossimi anni, un’ipotesi che sfida quella percezione di stabilità di cui si accennava poc&#8217;anzi. Secondo la sua analisi, . basata su decenni di ricerca accademica, evidenziano come le <strong>condizioni strutturali per un possibile conflitto siano già presenti</strong>, alimentate da profonde divisioni sociali, perdita di fiducia nelle istituzioni e un rapido cambiamento demografico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra della guerra civile in Europa</h2>



<p>Betz identifica tre fattori chiave: la <strong>polarizzazione sociale</strong>, il <em>downgrading</em> della popolazione maggioritaria e il <strong>crollo della fiducia nelle istituzioni</strong>. &#8220;La polarizzazione è diventata una questione di identità e appartenenza di gruppo, non più di contenuti politici&#8221;, spiega, ciitando l’esempio del Regno Unito, dove &#8220;una crescente movimento politico musulmano si concentra su questioni internazionali, come Gaza, trascurando la politica interna britannica&#8221;. </p>



<p>Questo, secondo Betz, è sintomatico di una politica in cui &#8220;l’identità è più importante di qualsiasi altra cosa&#8221;.Il downgrading si riferisce alla perdita di status della popolazione autoctona. &#8220;In diversi paesi europei, la popolazione nativa diventerà una minoranza entro una generazione&#8221;, afferma Betz, indicando il 2060 come data stimata per il Regno Unito. Questo cambiamento, percepito come una &#8220;sostituzione culturale&#8221;, è guidato da élite che Betz descrive come “post-nazionali” e favorevoli a &#8220;<strong>rimuovere tutte le barriere al flusso di persone, capitali e idee</strong>&#8220;. </p>



<p>Tuttavia, sottolinea, &#8220;<strong>l&#8217;immigrazione di massa non è un progetto della popolazione, ma delle élite</strong>. Non c’è mai stata un’elezione in cui i cittadini abbiano scelto consapevolmente un’immigrazione senza limiti&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crollo di fiducia nelle istituzioni</h2>



<p>Il terzo pilastro è il crollo della fiducia nelle istituzioni. &#8220;Il capitale sociale di una società è la fiducia&#8221;, dice Betz, ma &#8220;politici, media, polizia, giustizia, persino chiese e medicina hanno perso credibilità&#8221;. In molti Paesi, &#8220;la fiducia nei politici è scesa a livelli a una cifra&#8221;, un fenomeno che riduce drasticamente la capacità di risolvere conflitti pacificamente. </p>



<p>&#8220;Senza fiducia, le società possono diventare socialmente ‘bancarotta’&#8221;, avverte.  Le crisi economiche che l&#8217;Europa sta affrontando ampliano il rischio. &#8220;la produttività e l’innovazione &#8211; afferma &#8211; <strong>stagnano da decenni, la burocrazia paralizza</strong>, e il debito pubblico cresce a dismisura&#8221;. L&#8217;esperto cita proprio la Germania, un tempo <strong>modello di disciplina fiscale</strong>, che oggi accumula &#8220;centinaia di miliardi, se non trilioni, di debito&#8221;. Aggiunge che &#8220;i giovani sono penalizzati in termini di reddito, accesso alla casa, possibilità di creare una famiglia e prospettive pensionistiche&#8221;, rompendo il “patto occidentale” secondo cui ogni generazione dovrebbe vivere meglio della precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno scenario di conflitto</h2>



<p>Betz delinea due possibili linee di scontro in un ipotetico conflitto civile: &#8220;Nationalisti contro post-nazionali, una rivolta dei ‘governati’ contro élite che cambiano le regole a loro svantaggio, e autoctoni contro nuovi arrivati&#8221;. Il primo potrebbe assumere la forma di una &#8220;guerra sporca&#8221;, con &#8220;omicidi mirati contro membri delle élite e rappresaglie da parte di forze di sicurezza statali o private&#8221;. Il secondo potrebbe tradursi in &#8220;<strong>violenza urbana su larga scala</strong>&#8220;, simile a episodi già visti in alcune città europee.</p>



<p>L’esperto paragona <strong>un possibile scenario al collasso dell’ex Jugoslavia</strong>, dove &#8220;nel 1990 il 90% delle persone considerava buoni i rapporti interetnici, ma due anni dopo si scatenarono massacri e pulizie etniche&#8221;. Questo rapido deterioramento è attribuito al <em>normalcy bias</em> (ossia il fenomeno psicologico che porta le persone a sottovalutare la possibilità di eventi catastrofici): &#8220;Pensiamo che, poiché oggi tutto funziona, domani sarà lo stesso”ì&#8221;, spiega Betz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rischio concreto</h2>



<p>Betz quantifica il rischio citando la politologa <strong>Barbara Walter</strong>: &#8220;In un Paese con condizioni strutturali favorevoli a un conflitto civile, la probabilità annuale è del 4%, che su cinque anni diventa circa il 18,5%&#8221;. Inoltre, &#8220;se un conflitto scoppiasse, ad esempio in Francia, è molto probabile che si diffonda ai paesi vicini, con una probabilità complessiva che potrebbe superare il 60% in cinque anni&#8221;. Nonostante l’allarme, Betz chiarisce di non essere un <em>prepper</em>: &#8220;Non ho armi né costruisco fortezze. Il mio compito è comprendere e parlare pubblicamente di questi rischi&#8221;. </p>



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		<title>Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 13:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="774" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-600x242.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1024x413.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-768x310.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1536x619.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In occasione della conferenza sulla Siria, Damasco incasserà 5,8 miliardi di euro di aiuti economici, di cui 2,5 dall'Unione europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html">Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="774" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-600x242.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1024x413.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-768x310.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1536x619.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In occasione della <strong>conferenza annuale sulla Siria</strong> organizzata dall’Unione europea a partire dal 2017, lunedì 17 marzo è stato ricevuto a <strong>Bruxelles </strong>il ministro degli esteri siriano <strong>Asaad al-Shibani</strong>, membro del Governo di transizione capeggiato da Al-Sharaa/Al-Jolani che governa il Paese dalla caduta di Bashar Al-Assad nel dicembre scorso. Al suo ritorno in Siria, Al-Shibani ha potuto contare su solide garanzie che attireranno nelle casse di Damasco complessivamente<strong> 5,8 miliardi di euro di nuovi aiuti economici per il sostegno alla ripresa del Paese</strong>.</p>



<p>Si tratta della prima conferenza di questo genere da quando è avvenuto lo storico cambio di potere a Damasco, una riflessione sugli aiuti esteri e la situazione economica della Siria <strong>a pochi giorni dagli<a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html"> scontri che hanno visto morire più di un migliaio di civili alawiti per mano delle forze di sicurezza di Damasco</a></strong>, che hanno dichiarato di aver agito in risposta a una serie di imboscate tese da alcune cellule appartenenti a truppe pro-Assad rimaste attive nella zona costiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta di campo dell&#8217;Unione europea </h2>



<p>I violenti eventi delle ultime settimane avevano fatto sviluppare il diffuso timore, sia in Siria che in Europa, che l’Unione europea avrebbe di conseguenza potuto <strong>congelare il proprio sostegno ad Al-Sharaa in assenza di solide garanzie</strong> di giustizia e non ricorrenza della repressione interna della minoranza alawita che sosteneva Assad. La decisione dell’Ue, <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-rubio-condanna-i-massacri-in-siria-e-da-una-lezione-alla-malafede-ue.html">che non si era spesa in manifeste condanne delle azioni delle forze di Al-Sharaa</a>, però non lascia indugi e, come dichiarato dall’Alto rappresentante per la politica estera <strong>Kaja Kallas</strong>, quei 5,8 miliardi di euro raccolti “sosterranno la Siria in un momento cruciale di transizione” per “affrontare le terribili necessità sul campo”.</p>



<p>Nonostante alla conferenza non abbiano partecipato solamente membri dell’Unione europea ma anche <strong>ministri di Stati arabi e rappresentanti di organizzazioni internazionali</strong>, il ruolo dell’Ue è stato <strong>fondamentale </strong>perché ha assicurato da sola <strong>2,5 miliardi di euro di aiuti con un piano biennale presentato dalla presidente di Commissione Von der Leyen</strong>. Una cifra in aumento rispetto al contributo europeo dell’anno precedente, e soprattutto in controtendenza rispetto all’alleggerimento degli aiuti registrato quest’anno (l’anno scorso il totale complessivo degli aiuti era stato di 7,5 miliardi di euro). Ad essi si andranno poi ad aggiungere anche i contributi offerti dai singoli Stati su base volontaria. La Germania, ad esempio, ha già annunciato che contribuirà ulteriormente con 300 milioni di euro.</p>



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<p>Nonostante questo, la decisione europea di <strong>schierarsi senza se e senza ma al fianco del nuovo Governo siriano</strong>, garantendo così corposi aiuti, ha registrato fra i ministri competenti un’insolita rapidità e una <strong>totale fiducia riposta nelle garanzie</strong>, per ora solo formali, date dal capo del governo Al-Sharaa sull’esigenza di fare giustizia per quanto accaduto nelle scorse settimane perseguendo direttamente i responsabili del massacro di civili e lavorando per l’unità del paese e affinché non si verifichino più episodi dello stesso genere. Si tratta quindi di un ulteriore passo tramite il quale l’Ue compie una netta scelta di campo a sostegno del nuovo sistema di potere che si è affermato a Damasco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le altre incognite per il futuro siriano</h2>



<p>Oltre al tema degli aiuti, le altre incognite sul futuro della dipendono da due ulteriori temi. Da un lato ci sono le <strong>sanzioni</strong>, perché se è vero che l’Ue, con una decisione risalente allo scorso gennaio, ha allentato una parte delle sanzioni per favorire la ripresa dell’economia siriana, rimane il nodo del <strong>settore finanziario che è ancora congelato</strong> e impedisce le transazioni private dall’estero verso la Siria, un grosso freno alla crescita di Damasco. Nella stessa sede della conferenza Al-Shibani ha insistito chiedendo un ulteriore allentamento, sottolineando che le misure intraprese finora dall’Ue “non sono state all’altezza delle aspettative” del Governo siriano.</p>



<p>La seconda grande incognita è invece rappresentata dal <strong>ruolo degli Stati Uniti</strong>, che ad oggi stanno ancora mantenendo intatte tutte le sanzioni applicate contro la Siria in passato, nonostante abbiano <strong>riconosciuto</strong> a pieno titolo il nuovo governo di Al-Sharaa, togliendo addirittura la taglia che pendeva su di lui in quanto riconosciuto come capo di un’organizzazione terroristica di tipo islamista. Un completo disinteresse dell’amministrazione Trump verso la Siria è altamente improbabile, ma ad oggi il nodo siriano non sembra rientrare nelle priorità più scottanti della nuova presidenza, che ha piuttosto assunto un <strong>atteggiamento di lasciapassare</strong> nei confronti di due alleati chiave molto attivi di recente nella regione, come <strong>Israele </strong>e <strong>Turchia</strong>, con cui può controllare e influenzare indirettamente gli esiti e i destini del caos siriano.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html">Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina: Trump balla da solo, tratta con Putin e la Ue resta a guardare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-trump-balla-da-solo-tratta-con-putin-e-la-ue-resta-a-guardare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In pochi giorni Trump ha avviato trattative con il Cremlino, mentre i politici europei restano inchiodati all'idea della guerra a oltranza.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-trump-balla-da-solo-tratta-con-putin-e-la-ue-resta-a-guardare.html">Ucraina: Trump balla da solo, tratta con Putin e la Ue resta a guardare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p> Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha impresso una formidabile accelerazione a molti campi della politica internazionale. Uno di questi è la guerra in Ucraina, cominciata su larga scala il 24 febbraio del 2022 ma in realtà in corso già dal 2014. In questo settore, ciò che più colpisce è la crescente divaricazione tra le posizioni Usa e quelle della Ue, dopo anni in cui l&#8217;identità di vedute è stata in pratica totale, con l&#8217;obiettivo teorico di accompagnare l&#8217;Ucraina verso la vittoria e quello reale di logorare il più possibile l&#8217;apparato militare russo armando gli ucraini e la struttura economica russa con l&#8217;impatto crescente delle sanzioni.  </p>



<p><strong>A Trump sono bastati pochi giorni per mandare tutto a carte quarantotto</strong>. Ancor prima di rientrare a Washington da vincitore ha fatto chiaramente capire di voler metter fine alla guerra in Ucraina, chiedendo &#8220;rinunce&#8221; sia alla Russia sia all&#8217;Ucraina stessa. A mille anni luce, insomma, dal mantra europeo, ripetuto mille volte a ogni livello: sconfiggere la Russia per ottenere una &#8220;pace giusta&#8221; (peraltro mai davvero delineata o descritta) e per garantire la sicurezza futura del continente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky spiazzato</h2>



<p>Quanto sia ampia, ormai, la distanza tra le due sponde dell&#8217;Oceano è testimoniato dagli avvenimenti più recenti. Negli ultimi tempi, <strong>quando già Trump premeva sull&#8217;esigenza di un negoziato</strong>, hanno inviato aiuti militari all&#8217;ucraina Paesi Ue come Germania (missili, droni, munizioni per l&#8217;artiglieria, veicoli blindati), Grecia (addestramento di tecnici e piloti all&#8217;uso dei caccia F-16), Francia (caccia Mirage e cannoni semoventi Caesar) e Danimarca. E la Gran Bretagna, dopo aver firmato con l&#8217;Ucraina un accordo di cooperazione per la sicurezza della durata di un secolo, ha stanziato altri 2,5 miliardi di aiuti militari per Kiev. Nel frattempo, a Washington, venivano bloccati per 90 giorni gli aiuti esteri e su USAID, l&#8217;agenzia governativa per l&#8217;aiuto allo sviluppo e per l&#8217;aiuto agli oppositori dei regimi sgraditi agli Usa (<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/che-cose-usaid-lagenzia-per-gli-aiuti-e-molto-altro-a-cui-trump-fa-la-guerra.html">si veda l&#8217;articolo di Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>), si abbatteva la mannaia del duo Trump-Musk, con immediate conseguenze per una serie di organizzazioni sostenute in Ucraina.</p>



<p>Non solo. Trump <a href="https://t.me/letteradamosca/25093">prima diceva a mezza bocca</a> di aver avuto contatti con il Cremlino e poi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/02/03/trump-i-colloqui-con-russia-e-ucraina-stanno-andando-bene_916af939-6ee4-4fa5-9d8c-3f364a1cb3aa.html">annunciava apertamente di averne avuti</a>. Nello stesso tempo, il suo inviato speciale per la crisi ucraina, l&#8217;ex generale <strong>Keith Kellogg</strong>, diceva che in caso di cessate il fuoco <strong>Volodymyr Zelensky</strong> dovrebbe convocare elezioni presidenziali e parlamentari, quelle che da due anni sono state sospese a causa della legge marziale. Il Presidente ucraino, già alle prese con l&#8217;avanzata russa nel Donbass (le truppe di Mosca sono ormai a pochissimi chilometri dal confine occidentale della regione di Donetsk) e con l&#8217;inesorabile logoramento delle truppe dispiegate nella regione russa di Kursk (ormai riconquistata dai russi al 70% rispetto a quanto gli ucraini occuparono il 6 agosto del 2024), è rimasto spiazzato. Andare a elezioni in tempi brevi sarebbe, per lui, una condanna quasi certa, vista la sconfitta sul campo e gli umori del popolo ucraino che nell&#8217;autunno scorso, <a href="https://news.gallup.com/poll/653495/half-ukrainians-quick-negotiated-end-war.aspx">stando all&#8217;ultima ricerca Gallup</a>,  al 52% già chiedevano una chiusura rapida del conflitto, anche dovendo cedere ai russi parte del territorio. Insomma, l&#8217;uscita di Kellog dà l&#8217;idea che alla Casa Bianca ormai considerino Zelensky più che altro uno scomodo impiccio.</p>



<p>E poco ha contribuito a rasserenarlo la notizia che Trump stia già parlando con il Cremlino. Ha risposto piccato che &#8220;trattare senza l&#8217;Ucraina sarebbe molto pericoloso&#8221; ed è tornato a chiedere che alle trattative partecipi anche la Ue. Richiesta a cui Trump ha fatto semplicemente orecchie da mercante. <strong>Vladimir Putin</strong>, perfido, ha detto, nell&#8217;ordine: che se nel 2020 non avessero rubato la vittoria elettorale a Trump la guerra in Ucraina non ci sarebbe stata; che ben presto Trump rimetterà ordine in Europa e i leader europei scodinzoleranno ai suoi piedi; e ha incassato il parziale riconoscimento della sua tesi (infondata alla luce della Costituzione ucraina e propagandistica) che Zelensky non ha legittimità per firmare un trattato di pace. Da qui l&#8217;idea trumpiana di un cessate il fuoco eseguito da elezioni in Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cerino in mano agli europei</h2>



<p>Di fronte a tutto questo movimento, i leader europei (con la Von Der Leyen in congedo malattia) sembrano marmorizzati in una tesi (guerra a oltranza fino alla sconfitta della Russia) che all&#8217;inizio li trovava in parte scettici (Germania e Francia cercarono fino all&#8217;ultimo di trattare), che oggi non ha più alcuna rispondenza coi fatti e che ha da tempo come <strong>oppositori il premier ungherese Orban e quello slovacco Fico</strong>, che i duri e puri del fronte bellicista (Polonia, Baltici, Paesi del Nord Europea) vedono come il fumo negli occhi, quando non come veri traditori della causa. È passato solo qualche mese da quando il ministro degli Esteri della Lituania <strong>Gabrielius Landsbergis </strong>diceva: &#8220;Un accordo di pace tra Ucraina e Russia allo stato attuale equivale a un tradimento dell’Europa nei confronti di Kyjiv, la vera soluzione sarebbe costringere Mosca a chiedere dei negoziati perché incapace di portare avanti la guerra&#8221;. E già queste parole sembrano pronunciate da un marziano, non da un politico che ha seguito l&#8217;evoluzione del conflitto.</p>



<p>Oggi, quindi, gli europei sono rimasti con il cerino in mano. Che cosa dovrebbero o potrebbero fare se domani Trump trovasse il modo di negoziare un cessate il fuoco con Putin? Lo rifiuterebbero? <strong>Direbbero agli ucraini di continuare a combattere</strong> come già fecero nel 2022 in occasione delle trattative poi abortite, con i bei risultati che abbiamo sotto gli occhi? E non molto diversa è la situazione degli ucraini. Invasi da una potenza straniera a dispetto di accordi internazionali che parevano inviolabili, devastati nella struttura economica e in quella sociale, soggetti da tre anni a sacrifici e lutti enormi, davvero potrebbero rifiutare la prospettiva di una cessazione delle ostilità, al rischio tra l&#8217;altro di perdere il fondamentale sostegno Usa? Zelensky avrebbe il coraggio e la forza politica di chiedere questo ai suoi connazionali? </p>



<p>Alla fin fine, per quanto riguarda noi europei, ha purtroppo ragione Putin. Avendo rinunciato a ogni forma di dialettica strategica nei confronti degli Usa, e anzi gongolando per l&#8217;ormai perfetta sovrapposizione tra i confini Ue e quelli Nato, che ovviamente si è tradotta in una nuova forma du subordinazione politica (<a href="https://it.insideover.com/difesa/lue-si-confonde-con-la-nato-e-per-lucraina-sceglie-la-guerra-a-oltranza.html">si veda su questo l&#8217;articolo di Giuseppe Gagliano</a>), ci siamo bruciati i ponti alle spalle. Scondinzoleremo, eccome se lo faremo. </p>



<p> </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-trump-balla-da-solo-tratta-con-putin-e-la-ue-resta-a-guardare.html">Ucraina: Trump balla da solo, tratta con Putin e la Ue resta a guardare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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