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	<title>Tulsi Gabbard Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Tulsi Gabbard Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lultimo-segreto-di-pulcinella-i-servizi-di-israele-spiano-gli-stati-uniti.html">L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’articolo pubblicato dal <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html?smid=nytcore-ios-share">New York Times</a> la settimana scorsa concernente il timore del Pentagono su una presunta attività spionistica di Israele ai danni degli Stati Uniti, in particolare nella conduzione della delicata politica mediorientale, sembra l’ennesimo segreto di Pulcinella. In primo luogo, appare curioso che le indiscrezioni fatte circolare siano apparentemente fuoriuscite dal Pentagono e non dagli organi istituzionalmente deputati ad affrontare tali delicate questioni, ovvero l&#8217;<em>Office of the Director of National Intelligence </em>(ODNI) il cui responsabile, <strong>Tulsi Gabbard,</strong> ha appena lasciato l’incarico; e, qualora l’attività spionistica fosse avvenuta all’interno del territorio statunitense, l’FBI.</p>



<p>Un fatto incontrovertibile è che da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. L’8 giugno del 1967, mentre era in corso la Guerra dei Sei Giorni una nave militare statunitense, la Liberty, che si trovava in acque internazionali nel Mediterraneo orientale monitorando le comunicazioni militari egiziane e israeliane &#8211; in una giornata serena e con il vessillo a stelle e strisce innalzato &#8211; <strong>venne ripetutamente attaccata e distrutta dall’aviazione israeliana e 34 marinai statunitensi perirono nell’aggressione. </strong>USA e Israele chiusero rapidamente l’episodio definendolo un tragico errore, ma su quella vicenda sono sempre rimasti dei dubbi.</p>



<p>Dubbi che sono recentemente e fragorosamente riaffiorati dopo che lo scorso 8 giugno, esattamente 59 anni dopo l’attacco, il deputato repubblicano dissenziente USA, <strong>Tomas Massie,</strong> <a href="https://youtu.be/N7bRtT1xjJI?si=krTiqxJ8SQ_37ckJ">ha preso la parola</a> in Congresso per denunciare il velo di omertà che avrebbe caratterizzato questa vicenda per oltre mezzo secolo, ed evidenziando come numerosi fatti e testimonianze indicherebbero che quanto accaduto l’8 giugno 1967 non sarebbe stato un tragico errore come i Governi americano e israeliano avrebbero frettolosamente concluso, ma <strong>un attacco deliberato.</strong></p>



<p>L’episodio più grave, in termini di fuga di dati, accadde invece circa un ventennio più tardi, nel 1985, quando un cittadino ebreo statunitense, analista dei servivi di intelligence della US Navy, <strong>Jonathan Pollard</strong>, venne arrestato e condannato all’ergastolo per aver spiato per anni a favore di Israele, producendo enormi danni per l’apparato spionistico statunitense. Venne poi rilasciato, ma solo nel 2020, e dopo ripetute insistenze di tutti i Primi Ministri israeliani che si susseguirono nell’incarico nei decenni successivi. Pollard si trasferì poi in Israele, e al suo arrivo, denotando totale mancanza di sensibilità verso gli Stati Uniti, venne addirittura accolto trionfalmente all’aeroporto dall’allora Primo Ministro <strong>Benjamin Netanyahu.</strong></p>



<p>La posizione ufficiosa del Mossad è che dalla &#8211; a dir poco imbarazzante &#8211; vicenda Pollard, ammessa anche da Israele, lo Stato ebraico non avrebbe mai più compiuto attività spionistica a danni degli Stati Uniti; circostanza oggettivamente difficile da verificare trattandosi di questione sottoposte ad alta classifica di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autolesionismo di Trump</h2>



<p>Negli anni successivi, i sospetti che tale attività ai danni degli Stati Uniti sia comunque proseguita non sono mai stati fugati. In particolare, questa si sarebbe concentrata sullo spionaggio delle attività diplomatiche statunitensi volte a risolvere i due più delicati dossier che hanno visto Washington e Gerusalemme coinvolti simultaneamente, ovvero <strong>il processo di pace israelo-palestinese </strong>mediato direttamente dagli USA, e <strong>i negoziati con l’Iran </strong>per la limitazione del suo programma nucleare sospettato di una possibile deriva militare.</p>



<p>Nel secondo, per venire alla drammatica attualità del momento, l’attenzione avrebbe riguardato il cosiddetto formato del P5+1 (USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania e UE) che portò allo sfortunato accordo noto come JCPOA firmato nel luglio del 2015 e che aveva limitato significativamente il programma nucleare Teheran. Nel maggio 2018, incautamente e autolesionisticamente, Donald Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo. Parte del dramma che stiamo sperimentando oggi nel conflitto con l’Iran è anche il risultato di quella sciagurata decisione.</p>



<p>Posso tuttavia offrire una testimonianza diretta in qualità di <strong>ex coordinatore italiano per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2013 ed il 2015</strong> in merito al primo aspetto, non tanto rispetto all’attività spionistica asseritamente condotta di Israele, ma quanto allo stato d’animo che serpeggiava tra i diplomatici USA all’epoca.</p>



<p>Tra il 2013 ed il 2014 il Segretario di Stato USA, <strong>John Kerry,</strong> svolse l’ultimo – serio! – tentativo di mediazione statunitense per chiudere il contenzioso israelo-palestinese nel solco della prospettiva dei due Stati. All’epoca, lo sforzo americano era affiancato da consultazioni periodiche tra i diplomatici americani impegnati nel dialogo ed i colleghi di un quintetto di Paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna) che avevano il compito di facilitare il negoziato ma, soprattutto, di mitigare il cronico atteggiamento filo-israeliano dei negoziatori USA, frutto delle pressioni politiche della lobby filo-israeliana che allora, come adesso, influenzava pesantemente la politica mediorientale degli Stati Uniti.</p>



<p>In una riunione ospitata dall’Italia a Roma, l’allora Inviato Speciale USA, <strong>Frank Lowenstein,</strong> mi chiese che tutti i telefoni dei membri delle delegazioni, inclusi quelli statunitensi ovviamente, fossero posizionati in una sala diversa da quella della riunione proprio in ragione che il suo, come tutti gli altri cellulari degli altri delegati, potessero essere oggetto dell’attenzione dello spionaggio elettronico israeliano.</p>



<p>È possibile quindi, se non addirittura plausibile, vista anche la posta in gioco, che l’attività spionistica israeliana ai danni degli Stati Uniti sia continuata magari in modo più accorto ma ad un’analisi più accurata potrebbe trattarsi di un inutile eccesso di zelo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi lavorano gli Usa</h2>



<p>La mediazione USA tra israeliani e palestinesi per giungere ad una pace è sempre stata ingenuamente ritenuta come coerente con quella di un mediatore che per definizione dovesse essere terzo tra le parti, ovvero la preparazione di una proposta negoziale che in quanto tale doveva configurarsi come imparziale recependo in modo equo le istanze di entrambi. Nella prassi, invece, <strong>gli USA hanno sempre sottoposto le loro proposte prima ad Israele </strong>recependone tutte le osservazioni che ne snaturavano pesantemente l’equità per poi presentare formalmente il testo “pesantemente emendato” alle due parti come una proposta equa e ragionevole per trovare una soluzione che “salvaguardava” gli interessi di entrambi.</p>



<p>I Palestinesi hanno sempre conosciuto questa prassi USA ma non avevano certamente il potere di denunciare questa prassi negoziale o di respingere l’imparziale mediazione americana, anche perché non avrebbero mai ottenuto una sponda europea. L’UE si limitava soltanto a flebili esortazioni a Washington a mantenere un maggior equilibrio, oggi ha abbandonato anche questa posizione.</p>



<p>Pertanto, quello che per anni il mainstream media occidentale ha bollato come recalcitrante posizione palestinese nei negoziati non era altro che un comprensibile tentativo di difendersi da una mediazione iniqua e parziale.</p>



<p>In conclusione, quindi, Israele non dovrebbe avere alcuna necessità di spiare gli Stati Uniti che – almeno per quanto riguarda il dossier Israele-Palestina &#8211; <strong>hanno sempre lavorato per lo Stato ebraico;</strong> del resto, anche quando è stato pizzicato con le mani nella marmellata – la vicenda Pollard &#8211; a pagare è stato solo quest’ultimo.</p>



<p>Negli anni e decenni successivi, infatti, il sostegno USA, militare e di intelligence, a Israele è cresciuto esponenzialmente. Un po&#8217; diversa, ma non troppo, è la situazione per quanto riguarda l’Iran, ma di questo, forse, ne parleremo un’altra volta.</p>
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		<title>La crisi iraniana fa un&#8217;altra vittima: si dimette la Gabbard</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-crisi-iraniana-fa-unaltra-vittima-si-dimette-la-gabbard.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 10:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra all'Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La crisi iraniana fa un&#039;altra vittima: si dimette la Gabbard" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-600x305.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>É possibile che il licenziamento/dimissioni della Gabbard sia da collegarsi alla rivelazione esplosiva del NYTimes<br />
riguardante Ahmadinejad che Netanyahu avrebbe voluto intronizzare al vertice dell’Iran dopo il (mancato) regime-chance.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-crisi-iraniana-fa-unaltra-vittima-si-dimette-la-gabbard.html">La crisi iraniana fa un&#8217;altra vittima: si dimette la Gabbard</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nonostante il forcing diplomatico la crisi iraniana resta in sospeso. Il Pakistan ha intensificato notevolmente il suo attivismo e, alle ripetute visite del ministro dell&#8217;Interno Mohsin Naqvi a Teheran, ha fatto seguito quella del Capo di Stato Maggiore, il feldmaresciallo Asim Munir, in un primo tempo annullata.</p>



<p>Lo sbarco di Munir, che ieri ha incontrato la leadership iraniana, è avvenuto in parallelo alla partenza del Primo ministro pakistano Shehbaz Sharif&nbsp; verso la Cina, il convitato di pietra di questa crisi a motivo dei suoi rapporti con l&#8217;Iran e l&#8217;interesse per la stabilizzazione del Golfo. Sharif resterà per ben quattro giorni nel Regno di mezzo, tempistica prolungata che ne evidenzia l&#8217;importanza.</p>



<p>Non solo il Pakistan, in Iran si è precipitata anche una delegazione del Qatar, che finora ha mediato dietro le quinte. Insomma, il tempo si è fatto breve. A tema non è tanto un accordo quadro che risolva le questioni in sospeso, che sono poche ma al momento irrisolvibili date le divergenze tra le richieste americane e le legittime rivendicazioni iraniane (legittimate dall&#8217;aggressione immotivata subita).</p>



<p>Piuttosto si sta negoziando per dar vita a un&#8217;intesa provvisoria che chiuda le porte alla ripresa del conflitto e delinii una cornice entro la quale svolgere negoziati più specifici sulle criticità in sospeso.</p>



<p>Se ieri sembrava che la visita di Munir avesse lo scopo di chiudere tale accordo provvisorio, come spiegavano alcuni media informati e non distorti dalla propaganda, a smentire tale prospettiva è stata l&#8217;agenzia iraniana Tansim. Così il comunicato: &#8220;L&#8217;arrivo del Capo di stato maggiore dell&#8217;esercito pakistano non implica necessariamente un&#8217;intesa definitiva o confermata riguardo al quadro iniziale di intesa&#8221;.</p>



<p>Lo riferisce il media libanese <a href="https://www.al-akhbar.com/NewspaperArticles/world/893334/%D9%84%D8%A7-%D9%85%D8%B3%D9%88%D8%AF%D8%A9-%D8%A7%D8%AA%D9%81%D8%A7%D9%82-%D8%A8%D9%8A%D9%86-%D9%88%D8%A7%D8%B4%D9%86%D8%B7%D9%86-%D9%88%D8%B7%D9%87%D8%B1%D8%A7%D9%86---%D8%AA%D9%82%D9%8A%D9%8A%D9%85-%D8%A7%D8%B3%D8%AA%D8%AE%D8%A8%D8%A7%D8%B1%D9%8A-%D8%A5%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D9%86%D9%8A--%D8%AA%D8%B1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Akhbar</a>, che riporta le pressioni di Netanyahu su Trump per riprendere la guerra che, esplose martedì scorso in una telefonata tesa che ha fatto letteralmente infuriare il premier israeliano, continuano diuturne.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.al-akhbar.com/NewspaperArticles/world/893334/%D9%84%D8%A7-%D9%85%D8%B3%D9%88%D8%AF%D8%A9-%D8%A7%D8%AA%D9%81%D8%A7%D9%82-%D8%A8%D9%8A%D9%86-%D9%88%D8%A7%D8%B4%D9%86%D8%B7%D9%86-%D9%88%D8%B7%D9%87%D8%B1%D8%A7%D9%86---%D8%AA%D9%82%D9%8A%D9%8A%D9%85-%D8%A7%D8%B3%D8%AA%D8%AE%D8%A8%D8%A7%D8%B1%D9%8A-%D8%A5%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D9%86%D9%8A--%D8%AA%D8%B1"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-AA-2-1024x639.jpg" alt="" class="wp-image-82103"/></a></figure>



<p>A farsi latore dei messaggi di Netanyahu è il genero di Trump Jared Kushner, <a href="https://www.jpost.com/american-politics/when-netanyahu-slept-at-the-kushners-and-other-media-tales-of-trumps-jewish-confidantes-481486" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipendente</a> dal premier israeliano da una vera e propria Sindrome di Stoccolma, che riferirebbe poi le reazioni del presidente americano all&#8217;interlocutore mediorientale.</p>



<p>Così, &#8220;sebbene Trump non abbia uno quadro soddisfacente per [riavviare] un confronto militare con l&#8217;Iran, potrebbe alla fine non essere in grado di resistere alla pressione di Netanyahu&#8221;, conclude al Akhbar.</p>



<p>I media americani riferiscono informazioni contrastanti sulla crisi, interpretando i segnali inviati dal presidente in maniera divergente. Tra le altre cose, ha fatto notizia la sua decisione di non partecipare al matrimonio del figlio, che ha motivato con la necessità di seguire la vicenda iraniana e altro, da cui l&#8217;interpretazione di preparativi per un prossimo attacco.</p>



<p>Ma resta sibillina <a href="https://www.nbcnews.com/politics/donald-trump/president-says-try-attend-son-wedding-not-good-timing-iran-war-rcna346398" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;aggiunta del presidente</a>: &#8220;Se partecipo, vengo ucciso. Se non partecipo, vengo ucciso, ovviamente dalle notizie false&#8221;&#8230; dove la chiosa finale appare affatto posticcia, un&#8217;appendice a una dichiarazione in cui si vuol dire e non dire.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nbcnews.com/politics/donald-trump/president-says-try-attend-son-wedding-not-good-timing-iran-war-rcna346398"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NBC-1024x545.jpg" alt="Donald Trump Trump says he’ll ‘try’ to attend son’s wedding this weekend but it’s ‘not good timing’" class="wp-image-82106"/></a></figure>



<p>Dichiarazione sibillina che il fa il paio con una notizia del <a href="https://nypost.com/2026/05/22/world-news/ivanka-trump-targeted-for-assassination-by-iraqi-terrorist-in-twisted-plot-to-avenge-president-taking-out-his-mentor-sources/">New York Post</a>, media consegnato alle guerre infinite, secondo il quale un tizio legato ai Guardiani della rivoluzione avrebbe tentato di assassinare la figlia di Trump Ivanka. Disinformazione spazzatura usuale in criticità del genere, ma che non deve esser passata inosservata al presidente.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://nypost.com/2026/05/22/world-news/ivanka-trump-targeted-for-assassination-by-iraqi-terrorist-in-twisted-plot-to-avenge-president-taking-out-his-mentor-sources/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-NYP-1024x419.jpg" alt="" class="wp-image-82108"/></a></figure>



<p>Di certo le pressioni hanno fatto una prima vittima, la direttrice dell&#8217;Intelligence nazionale Tulsi Gabbard, che ieri si è dimessa dalla carica. La motivazione ufficiale è il tumore del marito, che quindi la obbliga a diverse sollecitudini.</p>



<p>Motivazione che reggerebbe se non fosse che i falchi avevano già tentato di farla licenziare lo scorso aprile, infuriati perché la Gabbard aveva dichiarato che, prima dell&#8217;aggressione americana, l&#8217;Iran non stava affatto sviluppando l&#8217;atomica, escamotage brandito per giustificare l&#8217;attacco.</p>



<p>Allora la crisi si era risolta con una <a href="https://www.axios.com/2026/04/10/trump-tulsi-gabbard-roger-stone?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bonaria tirata di orecchi di Trump</a> che, al solito, per evitare di incorrere nelle ire dei falchi, aveva finto che a convincerlo a non licenziarla fosse stato Roger Stone, uno dei podcaster più famosi d&#8217;America e suo amico di lungo corso (telefonata che effettivamente era intercorsa, ma Trump era consapevole che l&#8217;amico l&#8217;avrebbe dissuaso&#8230;).</p>



<p>Probabile, quindi, che le dimissioni (ovvero licenziamento) della Gabbard siano motivate dalla necessità di eliminare un personaggio scomodo e aprire la via alle bombe.</p>



<p>Sembra, cioè, un&#8217;altra vittima americana della campagna militare contro l&#8217;Iran, sulla scia di Charlie Kirk, il leader di TUPSA, movimento giovanile da lui fondato e allora di orientamento Maga, che lo scorso giugno aveva convinto Trump a <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/lattrito-trump-netanyahu-e-lassassinio-di-charlie-kirk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evitare</a> un conflitto alzo zero con l&#8217;Iran a supporto dell&#8217;attacco israeliano (Kirk è stato ucciso il 10 settembre scorso, omicidio accreditato <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/dal-proiettile-magico-di-jfk-a-quello-miracoloso-di-kirk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">poco credibilmente</a> a un ragazzo).</p>



<p>Detto ciò, è possibile anche che il licenziamento/dimissioni della Gabbard sia invece da collegarsi alla rivelazione esplosiva riguardante la prospettiva del precedente scontro con Teheran, che nelle intenzioni di Netanyahu avrebbe dovuto innescare un regime change per intronizzare l&#8217;ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad.</p>



<p>Rivelazione di cui abbiamo dato conto in note pregresse specificando che informazioni tanto imbarazzanti per Netanyahu quanto riservate dovevano per forza essere frutto di una soffiata pervenuta ai media <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/netanyahu-e-il-losco-ahmadinejad-haarez-trova-conferme-allo-scoop-del-nyt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall&#8217;interno dell&#8217;intelligence Usa</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/netanyahu-e-il-losco-ahmadinejad-haarez-trova-conferme-allo-scoop-del-nyt"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-PN-8-1024x434.jpg" alt="" class="wp-image-82110"/></a></figure>



<p>Ma sia che le dimissioni della Gabbard dipendano dalla sua opposizione al conflitto con Teheran, sia che dipendano da un suo possibile coinvolgimento (diretto o indiretto che sia) nella rivelazione di cui sopra, quel che è certo è che l&#8217;amministrazione Trump perde un&#8217;altra figura ragionevole e il presidente cede per l&#8217;ennesima volta alle pressioni dei falchi. Non è un buon viatico per la crisi iraniana.</p>



<p>Resta la mediazione, con tutte le complessità e possibilità del caso, ad oggi imperscrutabili date le troppe variabili in gioco e la fragilità, il narcisismo, le acute contraddizioni dell&#8217;ancor più imperscrutabile presidente degli Stati Uniti.</p>



<p>______________</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-crisi-iraniana-fa-unaltra-vittima-si-dimette-la-gabbard.html">La crisi iraniana fa un&#8217;altra vittima: si dimette la Gabbard</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Intelligence Usa, si dimette anche Tulsi Gabbard: ora i guerrafondai non hanno più ostacoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intelligence-usa-si-dimette-anche-tulsi-gabbard-ora-i-guerrafondai-non-hanno-piu-ostacoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tulsi Gabbard Usa Trump neocon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1536x860.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tulsi Gabbard ha rassegnato le dimissioni per assistere il marito malato di cancro. Ma dietro la sua decisione potrebbe esserci altro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tulsi Gabbard Usa Trump neocon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1536x860.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;amministrazione Trump perde <strong>Tulsi Gabbard</strong>. La <strong>direttrice dell&#8217;intelligence nazionale</strong> ha rassegnato le dimissioni per motivi familiari: «Mio marito, Abraham, ha ricevuto una diagnosi di una forma estremamente rara di cancro alle ossa», ha scritto l&#8217;ex democratica diventata fedelissima del tycoon. «Devo allontanarmi dal servizio pubblico per stargli accanto». Una motivazione tanto nobile quanto, per chi segue da settimane le convulsioni dell&#8217;amministrazione Trump, politicamente sospetta. Non nel senso che si voglia mettere in dubbio la gravità della malattia del signor Williams, marito della Gabbard &#8211; nessuno oserebbe tanto &#8211; ma perché le dimissioni arrivano al culmine di settimane di voci insistenti su un suo possibile addio, <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-iran-prima-stagione-trump-0-iran-1-lanalisi-di-alain-de-benoist.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-iran-prima-stagione-trump-0-iran-1-lanalisi-di-alain-de-benoist.html">legato a una divergenza di fondo con la linea della Casa Bianca: <strong>la guerra all&#8217;Iran</strong></a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;addio (annunciato) di Gabbard</h2>



<p>Solo due settimane fa, secondo un alto funzionario dell&#8217;amministrazione, <strong>Gabbard negava qualsiasi intenzione di lasciare</strong>. Venerdì, invece, eccola nello Studio Ovale a consegnare la lettera a Trump. Un dietrofront che, da solo, basterebbe ad alimentare i sospetti. Il presidente, dal canto, ha accolto con favore le dimissioni di Gabbard: «Suo marito ha una rara forma di cancro alle ossa e lei, giustamente, vuole stargli accanto», ha scritto su <em>Truth Social</em>, annunciando che <strong>Aaron Lukas</strong>, attuale vicedirettore, prenderà il suo posto ad interim. «Ha fatto un lavoro incredibile &#8211; ha aggiunto Trump &#8211; e ci mancherà».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Tulsi Gabbard&#39;s resignation letter 👇 <a href="https://t.co/IQEJY5eQRo">pic.twitter.com/IQEJY5eQRo</a></p>&mdash; Ken Klippenstein (@kenklippenstein) <a href="https://twitter.com/kenklippenstein/status/2057878937871540434?ref_src=twsrc%5Etfw">May 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ora i neocon non hanno più ostacoli</h2>



<p>Ma il punto è che Gabbard non è la prima voce critica verso l&#8217;intervento militare in Iran ad abbandonare la nave. A marzo, Joe Kent, direttore del <em>National Counterterrorism Center</em> e stretto alleato della Gabbard, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/joe-kent-a-carlson-israele-ci-ha-trascinato-in-guerra-charlie-kirk-assassinato-per-essersi-opposto.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/joe-kent-a-carlson-israele-ci-ha-trascinato-in-guerra-charlie-kirk-assassinato-per-essersi-opposto.html">aveva già rassegnato le dimissioni</a>. Il suo torto? Essersi opposto apertamente alla guerra che Trump ha scatenato contro Teheran a febbraio. Kent, ex candidato repubblicano al Congresso, era stato uno dei primi a sostenere la svolta anti-interventista della Gabbard all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione. Un&#8217;ala che ora, con l&#8217;uscita di scena di entrambi, risulta decapitata a favore di <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html" type="link" id="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html">quella neoconservatrice incarnata dal Segretario di Stato, <strong>Marco Rubio</strong></a>.</p>



<p>Poi c&#8217;è il caso di <strong>Amaryllis Fox Kennedy</strong>, nuora del segretario alla Salute <strong>Robert F. Kennedy Jr</strong>., c<a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/19/top-intelligence-official-amaryllis-fox-kennedy-gabbard-ally-resigns/" type="link" id="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/19/top-intelligence-official-amaryllis-fox-kennedy-gabbard-ally-resigns/">he secondo il <em>Washington Post</em></a> lascerà anche lei. Anche nel suo caso, fonti anonime parlano di un «disaccordo con il coinvolgimento militare di Trump in Iran». La Kennedy, ex ufficiale sotto copertura della Cia, avrebbe scritto in una email ai colleghi di voler tornare nel settore privato per dedicarsi alla famiglia. Ma anche qui, come per Gabbard, la versione ufficiale non convince tutti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I am deeply grateful for the trust President Trump placed in me and for the opportunity to lead <a href="https://twitter.com/ODNIgov?ref_src=twsrc%5Etfw">@ODNIgov</a> for the last year and a half. <br><br>Unfortunately, I must submit my resignation, effective June 30, 2026. My husband, Abraham, has recently been diagnosed with an extremely rare… <a href="https://t.co/PS0Dxp5zpd">pic.twitter.com/PS0Dxp5zpd</a></p>&mdash; Tulsi Gabbard 🌺 (@TulsiGabbard) <a href="https://twitter.com/TulsiGabbard/status/2057876821421527476?ref_src=twsrc%5Etfw">May 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Il punto è che l&#8217;amministrazione Trump, nel suo secondo mandato, ha intrapreso una linea estera che molti, anche all&#8217;interno del suo stesso schieramento e della base Maga, giudicano troppo bellicosa. Un ritorno al neoconservatorismo dell&#8217;era Bush/Cheney.La guerra contro Teheran, insieme all&#8217;operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, hanno creato fratture profonde. <a href="https://it.insideover.com/politica/epstein-files-polemiche-sullaudizione-dellattorney-general-pam-bondi-vuole-coprire-i-potenti-come-les-wexner.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/epstein-files-polemiche-sullaudizione-dellattorney-general-pam-bondi-vuole-coprire-i-potenti-come-les-wexner.html">Per non parlare poi della vicenda degli Epstein Files</a>. Gabbard, che prima di entrare in carica era stata una voce critica contro l&#8217;interventismo statunitense in Ucraina e in Medio Oriente, si è trovata sempre più ai margini. La vera influenza sulla sicurezza nazionale, sussurrano a Washington, è quella del direttore della CIA <strong>John Ratcliffe</strong>, molto più allineato con la linea dura del presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Isolata e messa ai margini da Trump</h2>



<p><a href="https://www.politico.com/news/2026/05/22/tulsi-gabbard-director-of-national-intelligence-resigns-00933872" type="link" id="https://www.politico.com/news/2026/05/22/tulsi-gabbard-director-of-national-intelligence-resigns-00933872">Come ricorda <em>Politico</em></a>, Tulsi Gabbard è stata subito messa ai margini dal presidente Usa. Non ha avuto un ruolo di primo piano nelle tre principali operazioni militari lanciate da Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca. <strong>Non era con Trump a Mar-a-Lago quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l&#8217;Iran alla fine di febbraio</strong>, e non ha partecipato ai primi briefing al Congresso sulla decisione di colpire. Quando l&#8217;amministrazione Trump ha lanciato un raid militare a sorpresa per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro all&#8217;inizio di gennaio, lei si <a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/tulsi-gabbard-venezuela-trump-7506e52e?eafs_enabled=false"><u>trovava nel suo Stato natale, le Hawaii</u></a> . E <a href="https://www.axios.com/2025/06/10/trump-camp-david-iran-gaza-meeting"><u>non era a Camp David</u></a> quando Trump ha deciso di bombardare tre siti nucleari iraniani la scorsa estate. Insomma, parliamoci chiaro: non ha mai contato nulla. </p>



<p>Quello di queste ore, dunque, questioni familiari a parte, era un addio ampiamente annunciato e previsto. Era solo questione di tempo. <strong>A riprova che del Donald Trump anti-interventista o «isolazionista» (tra mille virgolette) della campagna elettorale, non è rimasto nulla</strong>.</p>



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<p><br> </p>
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		<item>
		<title>Joe Kent, ex capo dell&#8217;antiterrorismo Usa, rivela: &#8220;L&#8217;Iran non stava costruendo la bomba atomica e la Cia lo sapeva&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/joe-kent-ex-capo-dellantiterrorismo-usa-rivela-liran-non-stava-costruendo-la-bomba-atomica-e-la-cia-lo-sapeva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo Joe Kent, gli Usa sono entrati in guerra contro l'Iran sulla spinta di Israele e ignorando le valutazioni dell'intelligence.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/joe-kent-ex-capo-dellantiterrorismo-usa-rivela-liran-non-stava-costruendo-la-bomba-atomica-e-la-cia-lo-sapeva.html">Joe Kent, ex capo dell&#8217;antiterrorismo Usa, rivela: &#8220;L&#8217;Iran non stava costruendo la bomba atomica e la Cia lo sapeva&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260509152016301_f079471d9c5294770f1044981b9b49e0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una rivelazione destinata a far discutere è emersa nelle ultime ore dalle dichiarazioni di <strong>Joe Kent</strong>, ex direttore del <em>National Counterterrorism Center</em>, che ha gettato un&#8217;ombra inquietante sulle reali motivazioni che hanno portato gli Stati Uniti alla guerra contro l&#8217;Iran. <a href="https://www.foxnews.com/politics/us-intel-community-agreed-before-war-iran-wasnt-developing-nuclear-weapon-ex-counterterrorism-chief?intcmp=xpal_politics" type="link" id="https://www.foxnews.com/politics/us-intel-community-agreed-before-war-iran-wasnt-developing-nuclear-weapon-ex-counterterrorism-chief?intcmp=xpal_politics">Secondo quanto affermato</a> da Kent in un post pubblicato su X (ex Twitter), prima dell&#8217;inizio delle ostilità «la comunità dell&#8217;intelligence statunitense, inclusa la Cia, era concorde sul fatto che <strong>l&#8217;Iran non stesse sviluppando un&#8217;arma nucleare</strong>». Una valutazione che, se confermata, contraddice radicalmente la narrativa ufficiale che ha accompagnato l&#8217;intervento militare.</p>



<p>«Una delle tante tragedie di questa guerra», ha scritto Kent, «è che prima del suo inizio la comunità dell&#8217;intelligence valutava correttamente che, in caso di attacco da parte di Israele e degli Stati Uniti, l&#8217;Iran avrebbe preso di mira le basi statunitensi nella regione e bloccato lo Stretto di Hormuz». Le agenzie di intelligence avevano inoltre previsto che «colpire la leadership iraniana avrebbe rafforzato il regime e incoraggiato gli oltranzisti».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">One of the many tragedies of this war is that before the war began the U.S. Intel Community, including CIA, was in agreement that Iran wasn&#39;t developing a nuclear weapon &amp; that Iran would target U.S. bases in the region &amp; shut down the Strait of Hormuz if they were attacked by… <a href="https://t.co/6fqTW7qLX3">https://t.co/6fqTW7qLX3</a></p>&mdash; Joe Kent (@joekent16jan19) <a href="https://twitter.com/joekent16jan19/status/2052477681036583183?ref_src=twsrc%5Etfw">May 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;accusa più pesante, tuttavia, è un&#8217;altra: «Nonostante la professionalità e la precisione della comunità dell&#8217;intelligence, la narrazione e l&#8217;agenda diffuse da un governo straniero, Israele, hanno prevalso e ci hanno costretti a entrare in questa guerra».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dimissioni e la protesta</h2>



<p>Kent non è un critico occasionale. <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-non-poneva-alcun-pericolo-imminente-usa-il-capo-dellantiterrorismo-lascia-in-protesta-per-la-guerra.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/liran-non-poneva-alcun-pericolo-imminente-usa-il-capo-dellantiterrorismo-lascia-in-protesta-per-la-guerra.html">Lo scorso marzo si è dimesso dalla carica di direttore</a> del National Counterterrorism Center con una lettera di dimissioni esplicitamente motivata dal dissenso sulla guerra. «Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran», scriveva all&#8217;epoca. «<strong>L&#8217;Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione,</strong> ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La replica durissima della Casa Bianca</h2>



<p>La reazione dell&#8217;amministrazione non si è fatta attendere. <strong>Davis Ingle</strong>, portavoce della Casa Bianca, ha definito le dichiarazioni di Kent &#8220;piene di menzogne&#8221; in un comunicato a <em>Fox News Digital</em>. «Le più gravi sono le false affermazioni secondo cui il principale Stato sponsor del terrorismo non rappresentava una minaccia per gli Stati Uniti e che Israele avrebbe costretto il Presidente a lanciare l&#8217;Operazione Epic Fury».</p>



<p>Il portavoce ha ribadito la posizione ufficiale: «In qualità di Comandante in Capo, il Presidente Trump ha agito con decisione sulla base di prove concrete che dimostravano che il regime terroristico iraniano rappresentava una minaccia imminente e si stava preparando a colpire per primo gli americani. La priorità assoluta del Presidente Trump è sempre stata garantire la sicurezza del popolo americano». </p>



<p>Ma a smentire la Casa Bianca era stata la stessa <strong>Tulsi Gabbard</strong>, direttore dell&#8217;intelligence nazionale&nbsp;(DNI), la quale, in una deposizione al Congresso, affermò che, <a href="https://time.com/article/2026/03/18/tulsi-gabbard-iran-nuclear-trump/" type="link" id="https://time.com/article/2026/03/18/tulsi-gabbard-iran-nuclear-trump/">secondo le valutazioni della comunità intelligence</a>, l&#8217;Iran&nbsp;<strong>non stava ricostruendo le sue capacità di arricchimento nucleare dopo i raid del 2025</strong>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/joe-kent-ex-capo-dellantiterrorismo-usa-rivela-liran-non-stava-costruendo-la-bomba-atomica-e-la-cia-lo-sapeva.html">Joe Kent, ex capo dell&#8217;antiterrorismo Usa, rivela: &#8220;L&#8217;Iran non stava costruendo la bomba atomica e la Cia lo sapeva&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Onu condanna l&#8217;Iran e tace su Usa e Israele, l&#8217;Europa promette di liberare lo Stretto di Hormuz&#8230; dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lonu-condanna-liran-e-tace-su-usa-e-israele-leuropa-promette-di-liberare-lo-stretto-di-hormuz-dopo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Onu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato la Risoluzione 2817, che condanna gli attacchi dell'Iran ai Paesi del Golfo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lonu-condanna-liran-e-tace-su-usa-e-israele-leuropa-promette-di-liberare-lo-stretto-di-hormuz-dopo.html">L&#8217;Onu condanna l&#8217;Iran e tace su Usa e Israele, l&#8217;Europa promette di liberare lo Stretto di Hormuz&#8230; dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Onu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/onu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri, in rapida e non casuale successione, si sono prodotti due eventi che, se ci fosse stato ancora bisogno, hanno raccontato a perfezione la crisi degli organismi internazionale e, di nuovo, se ci fosse stato ancora bisogno, hanno spiegato bene perché <strong>non ha più alcun senso parlare di &#8220;ordine internazionale basato sulle regole&#8221;</strong> come fanno, peraltro sempre più stancamente, i nostri politici.</p>



<p>Primo evento: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approva la <a href="https://docs.un.org/en/S/RES/2817(2026)">Risoluzione 281</a>7, presentata dal Bahrein e sostenuta da 140 Paesi. La Risoluzione “condanna con la massima fermezza gli efferati attacchi perpetrati dalla Repubblica islamica dell&#8217;Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania e stabilisce che tali atti costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”. <strong>E chiede all’Iran di sospenderli con effetto immediato.</strong> Decisive per far passare la Risoluzione (13 sì, 2 astensioni, nessun contrario) sono state, nel Consiglio di Sicurezza, <strong>le astensioni di Russia e Cina</strong>, due dei cinque Paesi (con Usa, Francia e Regno Unito) dotati di potere di veto. L&#8217;astensione, in quella sede, segnala dissenso ma non blocca il percorso. Se Russia e Cina o anche una sola avesse posto il veto, la Risoluzione non avrebbe mai visto la luce. </p>



<p>E&#8217; piuttosto evidente, quindi, che Mosca e Pechino, che in apparenza soffrono poco o addirittura guadagnano dalla crisi globale dei rifornimenti energetici (e non solo) innescata dalla guerra contro l&#8217;Iran, non hanno voluto sfidare la preoccupazione di tanti altri Paesi che invece sono toccati duramente e tantomeno <strong>alienarsi le buone relazioni con i Paesi del Golfo Persico</strong> in queste settimane colpiti dalla reazione iraniana.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il documento degli europei</h2>



<p>Il secondo evento, consecutivo al primo, è stato il documento che <strong>Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno firmato per chiede all’Iran “di cessare immediatamente le minacce</strong>, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Sottolineando che “la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale”, i sei Paesi firmatari chiedono “una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e di gas&#8221; e si dicono pronti <strong>“a contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto”</strong>, alla cui fase preparatoria si starebbe già lavorando. Un’iniziativa europea, quindi, cui si affianca il Giappone che peraltro con l’Europa già lavora in progetti per la Difesa come il GCAP per il caccia di sesta generazione.</p>



<p>Un&#8217;iniziativa che, presa alla lettera (si veda il passaggio sugli &#8220;sforzi appropriati&#8221; per sbloccare lo Stretto), faceva pensare che fosse tornata in vita la richiesta di <strong>Donald Trump</strong> per una partecipazione europea alla scorta e protezione delle petroliere e dei mercantili minacciati dagli iraniani, richiesta che tutti i leade europei e non solo avevano rimandato al mittente solo poche ore prima. Poi sono arrivate le precisazioni: &#8220;È un documento politico, non militare&#8221;, ha detto il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani;</strong> &#8220;Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e un&#8217;iniziativa multilaterale estesa&#8221;, ha aggiunto il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto.</strong> Insomma, par di capire che si tratti di &#8220;qualcosa&#8221; da intraprendere a cose fatte, quando si avrà almeno iuun cessate il fuoco o la resa totale dell&#8217;Iran, e insieme con altri Paesi. Adesso il rischio sarebbe grande, dato che il ministro degli Esteri dell’Iran, <strong>Seyyed Abbas Araghchi</strong>, ha avvertito che immischiarsi in quanto avviene nello Stretto di Hormuz, “equivarrebbe a complicità nell&#8217;aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori”. Lasciando intendere che il trattamento sarebbe uguale a quello riservato a Usa, Israele e ai Paesi del Golfo Persico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non una parola su Usa e Israele</h2>



<p>Al di là della cronologia (è evidente che i sei Paesi firmatari aspettavano il pronunciamento Onu per pubblicare il loro documento), è importante il dato politico. La Risoluzione, che richiama la &#8220;responsabilità&#8221; delle Nazioni Unite nel &#8220;mantenimento della pace e della sicurezza internazionale&#8221;, giustamente condanna le rappresaglie iraniane contro le installazioni civili dei Paesi del Golfo, che non hanno compiuto atti ostili nei confronti di Teheran. Rappresaglie che, infatti, mettono a rischio la pace e la sicurezza internazionale. Peccato però che l<strong>a stessa Risoluzione non spenda una parola (alla lettera, nemmeno una) sull&#8217;attacco all&#8217;Iran di Usa e Israele</strong>, basato come quello anglo-americano contro l&#8217;Iraq nel 2003, su un sacco di menzogne: non è vero che l&#8217;Iran fosse prossimo alla bomba atomica (copyright Netanyahu, che lo ripete dal 1994) e non è vero che stesse per attaccare gli Usa (copyright Trump). Come peraltro dicono non solo legioni di esperti e l&#8217;Agenzia atomica delle stesse Nazioni Unite ma persino i massimi esponenti dell&#8217;intelligence americana, dal dimissionario <strong>Joe Kent</strong> (ex capo del Centro antiterrorismo Usa) a <strong>Tulsi Gabbard</strong>, direttrice in carica dell&#8217;intelligence nazionale degli Stati Uniti.</p>



<p>E&#8217; come se Israele e Usa non avessero alcuna responsabilità nella situazione che si è creata, quella in cui l&#8217;Iran reagisce ai loro bombardamenti sparando a destra e a manca, anche su chi non c&#8217;entra. <strong>Come se l&#8217;attacco di Israele e Usa non violasse il diritto internazionale e non mettesse a rischio la pace e la sicurezza internazionale. </strong>Come se gli stessi Paesi del Golfo, e una legione di esperti e giornalisti, non avesse previsto che attaccare l&#8217;Iran avrebbe potuto portare a serie conseguenze nello Stretto di Hormuz. Ecco dunque pronta la nuova narrazione: se ci sono problemi, è tutta colpa dell&#8217;Iran. A dispetto di quanto gli stessi leader europei hanno dichiarato all&#8217;inizio degli scontri: dalla prudente <strong>Giorgia Meloni </strong>(&#8220;quelli di Usa e Israele sono &#8220;attacchi unilaterali condotti fuori dal diritto internazionale&#8221;) al più deciso premier spagnolo <strong>Pedro Sanchez</strong> (&#8220;Una guerra illegale&#8221;), giusto per citare i lati opposti dello spettro politico. Ma di Usa e Israele hanno (quasi) tutti paura, ecco la verità. Alla faccia della pace e della sicurezza internazionale.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Ucraina: il dietrofront dell&#8217;Europa e il rilancio del Terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-il-dietrofront-delleuropa-e-il-rilancio-del-terrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 18:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina: il dietrofront dell&#039;Europa e il rilancio del Terrore" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122418414125_025423f5e3ed92841be9b018016aa450-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>'uso del Terrore più che una dimostrazione di forza appare un segnale di debolezza.</p>
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<p>&#8220;A mio parere, Putin non intende scatenare una guerra mondiale su vasta scala contro la NATO&#8221;. Così il ministro della Difesa tedesco <a href="https://it.insideover.com/difesa/350-miliardi-da-spendere-ecco-che-cosa-ce-nella-wish-list-del-riarmo-tedesco.html">Boris Pistorius</a>. Dopo aver detto che la Germania deve essere pronta ad affrontare la Russia nel &#8217;29, specificando: &#8220;Ci sono segnali premonitori, non si tratta solo di scenari astratti: la Russia si sta preparando per un’altra guerra” e che quella del 2025 potrebbe esser stata l&#8217;ultima estate pacifica dell&#8217;Europa, ha ritrattato.</p>



<p>Un segnale che, insieme ad altri, anzitutto l&#8217;apertura di Macron a un rinnovato dialogo con la Russia, indica che il pressing americano sull&#8217;Europa &#8211; che si è cristallizzato nel <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/umerov-annuncia-nuovi-colloqui-usa-ucraina-qualcosa-si-muove" target="_blank" rel="noreferrer noopener">durissimo post</a> di Tulsi Gabbard nel quale il Capo dell&#8217;intelligence nazionale accusava la leadership della Ue di &#8220;alimentare l&#8217;escalation bellica&#8221; per trascinare gli Usa in una &#8220;guerra diretta contro la Russia&#8221; &#8211; inizia ad aver ragione sulla follia dilagata nel Vecchio Continente in questi ultimi tempi.</p>



<p>Sono ancora segnali, non una convinzione consolidata, da cui la cautela riguardo le conseguenze sulle trattative di pace che negli ultimi giorni si sono fatte più serrate, altro segnale positivo. Ma gli attentati a Mosca, quello dl 22 dicembre che ha ucciso un generale e quello di ieri che ha ucciso due agenti della polizia stradale e un civile, indicano che il partito della guerra globale prosegue nella sua campagna.</p>



<p>Ma l&#8217;uso del Terrore più che una dimostrazione di forza appare un segnale di debolezza. Certo, il partito della guerra vuole dimostrare che può colpire impunemente nel cuore della Russia &#8211; e qui va specificato che l&#8217;intelligence ucraina non ha tali capacità, da cui il necessario ausilio di intelligence straniere &#8211; ma sperare che tali azioni dimostrino la debolezza di Mosca, e che quindi si può continuare la guerra perché non è ancora persa, o che la Paura induca i leader di Mosca o l&#8217;opinione pubblica russa ad addivenire a più miti consigli è semplicemente sciocco.</p>



<p>Né serve a prendere tempo, ché il tempo ormai per l&#8217;Ucraina si è fatto breve: il fronte si sta sfaldando a un ritmo sempre più sostenuto e il collasso delle forze ucraine, evocato nell&#8217;ultimo consiglio di sicurezza russo dal ministro della Difesa&nbsp;Andrei Belousov, incombe sempre più da presso.</p>



<p>D&#8217;altronde, le cancellerie europee sono perfettamente consapevoli da tempo di tale rischio, tanto che hanno tentato in tutti i modi di convincere gli Usa e la Russia ad accettare un cessate il fuoco sulla linea del fronte per aver modo di riorganizzare il sempre più provato esercito ucraino.</p>



<p>Ecco, gli attentati a Mosca hanno esattamente lo scopo di coprire tale realtà. E corrono in parallelo a una rinnovata spinta propagandistica sulle magnifiche sorti e progressive della guerra per procura dell&#8217;Ucraina contro la Russia.</p>



<p>Così il 22 dicembre la democratica Jeanne Shaheen e il repubblicano Mitch McConnell vergavano un articolo del <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2025/12/22/putin-russia-trump-war-ukraine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>&nbsp;dal titolo: &#8220;La Russia non sta vincendo. Putin vuole ingannarvi&#8221;. Una nota alla quale seguiva a stretto giro di posta, sempre sullo stesso media, quella di John Bolton, il bellicoso ex Consigliere per la sicurezza nazionale Usa, dal titolo: &#8220;Come l&#8217;Occidente sta perdendo l&#8217;Ucraina senza perdere una battaglia&#8221;; sottotitolo: &#8220;La timidezza dell&#8217;UE e la diplomazia filorussa di Trump stanno spostando la guerra a favore di Mosca&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2025/12/22/putin-russia-trump-war-ukraine/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-WP-6-1024x256.jpg" alt="Russia isn’t winning. Putin wants to fool you." class="wp-image-79878"/></a></figure>



<p>Articoli che seguono quello del <a href="https://www.nytimes.com/2025/12/19/world/europe/ukraine-russia-frozen-assets-loan.html?searchResultPosition=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a> del 19 dicembre nel quale si dava conto del nuovo finanziamento della Ue a Kiev per esaltare il post in cui Zelensky scriveva: &#8220;Per noi questo è un rinforzo. È un segnale per i russi che non ha senso per loro continuare la guerra perché abbiamo il sostegno finanziario e, quindi, la prima linea non crollerà&#8221; (cenno quest&#8217;ultimo al quale si può applicare il motto latino: <em>excusatio non petita accusatio manifesta</em>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2025/12/19/world/europe/ukraine-russia-frozen-assets-loan.html?searchResultPosition=1"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NYT-5-1024x275.jpg" alt="With New E.U. Loan, Ukraine Avoids Budget Crunch and Can Plan War Effort" class="wp-image-79880"/></a></figure>



<p>La guerra ucraina ci ha abituati a questa manipolazione mediatica della realtà, dal momento che narrazioni similari l&#8217;hanno accompagnata fin dall&#8217;inizio. Se li segnaliamo come qualcosa di nuovo è perché da tempo sui media americani tale retorica è scemata, spesso rimpiazzata da annotazioni più realistiche che fotografavano le enormi difficoltà dell&#8217;Ucraina, così che tale recrudescenza segnala un rilancio del partito della guerra.</p>



<p>Un rilancio che ricorda altri del passato, in particolare quello che ha accompagnato il tentativo di golpe di Yevgeny Prigozhin (l&#8217;unica vera carta in mano alla Nato per vincere la guerra, tanto che il suo fallimento ha coinciso con la sconfitta dell&#8217;Alleanza, vedi <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/prigozhin-il-cavallo-perdente-della-controffensiva-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piccolenote</a>), e la controffensiva ucraina nella regione russa di Kursk.</p>



<p>Ma le tragedie hanno il vizio di ripetersi in forma di farsa, così che l&#8217;ultimo rilancio non si è accompagnato a una controffensiva reale, sebbene perdente in partenza, come quella di Kursk, ma alla più ridicola messinscena di Kupyansk, quando, una decina di giorni fa, Zelensky ha <a href="https://it.euronews.com/2025/12/12/zelensky-posta-un-video-da-kupyansk-e-smentisce-mosca-la-citta-non-e-occupata" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato un video</a> dalla città che i russi dicevano di aver occupato per smentirli e annunciare al mondo una rinnovata spinta bellica ucraina, spiegando che quella iniziale controffensiva aveva avuto come primo esito di circondare alcune centinaia di fanti russi.</p>



<p>Una farsa durata un giorno, e forse anche inscenata, almeno a stare a quanto raccontavano tanti blogger, dato che Kiev ha dovuto poi ammettere che la città era caduta. La farsa sta finendo, l&#8217;Ucraina e suoi sponsor sono chiamati a fare i conti con la dura realtà e con un&#8217;amministrazione americana sempre più infastidita delle manovre per sabotare le trattative.</p>



<p>Ormai il conflitto europeo per gli States è un peso per la sua politica estera. Deve chiuderlo, sia per dare a Trump un successo politico da ostentare alle midterm sia per poter concentrare altrove le sue risorse, che peraltro questa guerra ha logorato più di quanto abbia logorato quelle russe. Bizzarra eterogenesi dei fini.</p>
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		<title>Tulsi Gabbard attacca Reuters: &#8220;Notizia su Putin è propaganda per ostacolare la pace di Trump&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/tulsi-gabbard-attacca-reuters-notizia-su-putin-e-propaganda-per-ostacolare-la-pace-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 10:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gabbard Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251221103010521_07e9ba2ff630bc56f632cd2c821b5dc0-e1766309485135.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence Usa, smentisce la notizia di Reuters sulla minaccia russa all'Europa.</p>
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<p>Il 19 dicembre, <a href="https://www.reuters.com/world/europe/us-intelligence-indicates-putins-war-aims-ukraine-are-unchanged-2025-12-19/">l&#8217;agenzia stampa britannica <em>Reuters</em></a> ha pubblicato un report che ha fatto immediatamente il giro il mondo. Motivo? Secondo l&#8217;agenzia, che cita &#8220;sei fonti vicine all&#8217;intelligence statunitense&#8221;, l&#8217;intelligence statunitense sosterrebbe che il presidente russo Vladimir Putin &#8220;non ha abbandonato i suoi obiettivi di <strong>conquistare tutta l&#8217;Ucraina e di reclamare parti dell&#8217;Europa </strong>che appartenevano all&#8217;ex impero sovietico&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I media come buca delle lettere dei servizi</h2>



<p>Tempi e modalità della pubblicazione di questa notizia, che ha avuto grande eco anche in Europa, destano perplessità. Innanzitutto perché la notizia è uscita <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/12/20/dmitriev-costruttivi-i-colloqui-a-miami-con-witkoff-e-kushner_2ccb93b5-cf0b-4a32-8291-c3c0c3b240f5.html">mentre a Miami si svolgevano i colloqui tra Mosca e Washington</a>, tra <strong>Kirill Dmitriev</strong>, Ceo Russian Direct Investment Fund (RDIF), il fondo sovrano russo, fedelissimo del presidente Vladimir Putin, e l&#8217;inviato presidenziale statunitense <strong>Steve Witkoff</strong> e il genero del presidente statunitense Donald Trump, <strong>Jared Kushner</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/leonidragozin/status/2002395195682542001?s=20
</div></figure>



<p>In secondo luogo, una notizia di questa portata, capace potenzialmente di minare gli sforzi negoziali, non si basa su documenti o dichiarazioni ufficiali ma su &#8220;sei fonti vicine all&#8217;intelligence statunitense&#8221;, rigorosamente anonime <strong>come sempre accade in questi casi dove i media diventano la buca delle lettere di un apparato di sicurezza</strong> che, evidentemente, vuole mettere i bastoni fra le ruote all&#8217;azione diplomatica della Casa Bianca e del presidente Trump. Esiste anche solo una remota possibilità che le agenzie di intelligence &#8211; o le fonti coinvolte &#8211; stiano abusando del loro potere, diffondendo deliberatamente disinformazione al pubblico internazionale al fine di alimentare tensioni e conflitti? I media che hanno ripreso in maniera acritica questa notizia &#8211; seppur data da un&#8217;agenzia autorevole e riconosciuta &#8211; si sono posti questa domanda?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tulsi Gabbard smentisce la notizia della Reuters</h2>



<p>A quanto pare si tratta di domande più che legittime &#8211; che i media avrebbero dovuti porsi immediatamente &#8211; visto che a smentire la notizia della <em>Reuters</em> ci ha pensato <strong>Tulsi Gabbard</strong>, ovvero la direttrice dell&#8217;intelligence nazionale degli Stati Uniti. &#8220;I guerrafondai del Deep State e i loro media di propaganda &#8211; ha scritto su X &#8211; stanno nuovamente cercando di ostacolare gli sforzi del presidente Trump per portare la pace in Ucraina – e, in effetti, in Europa – sostenendo falsamente che la &#8220;comunità di intelligence statunitense&#8221; concordi e supporti il punto di vista di UE/NATO secondo cui l&#8217;obiettivo della Russia è invadere/conquistare l&#8217;Europa (al fine di ottenere sostegno per le loro politiche pro-guerra). La verità è che l&#8217;intelligence statunitense <strong>valuta che la Russia non abbia nemmeno la capacità di conquistare e occupare l&#8217;Ucraina</strong>, figuriamoci di &#8220;invadere e occupare&#8221; l&#8217;Europa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/TulsiGabbard/status/2002503405156151648?s=20
</div></figure>



<p>Gabbard ha poi rincarato la dose in un altro post, replicando alla giornalista di Reuters <strong>Erin Bianco</strong>: &#8220;No, questa è una <strong>menzogna e propaganda che Reuters sta volontariamente diffondendo per conto dei guerrafondai</strong> che vogliono minare gli instancabili sforzi del Presidente Trump per porre fine a questa sanguinosa guerra, che ha causato più di un milione di vittime da entrambe le parti. Pericolosamente &#8211; ha sottolineato Gabbard &#8211; state promuovendo questa narrazione falsa per bloccare gli sforzi di pace del Presidente Trump, e fomentando isteria e paura tra la gente per spingerla a sostenere l&#8217;escalation della guerra, che è ciò che NATO e UE vogliono davvero per trascinare direttamente l&#8217;esercito degli Stati Uniti in una guerra con la Russia&#8221;.</p>



<p>La verità, ha poi aggiunto la direttrice dell&#8217;intelligence nazionale, &#8220;è che la comunità di intelligence statunitense ha informato i policymaker, inclusi i membri democratici della HPSCI citati da Reuters, che <strong>l&#8217;intelligence USA valuta che la Russia cerca di evitare una guerra più ampia con la NATO</strong>. Valuta inoltre che, come hanno dimostrato gli ultimi anni, le prestazioni sul campo di battaglia della Russia indicano che al momento non ha la capacità di conquistare e occupare tutta l&#8217;Ucraina, figuriamoci l&#8217;Europa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/DNIGabbard/status/2002484806978834862?s=20
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono i report sulla minaccia russa in Europa</h2>



<p>Alle parole di Gabbard si aggiungono le conclusioni di diversi report di think-tank europei e americani che smentiscono il fatto che la Federazione Russa possa in futuro attaccare i Paesi Baltici o la Polonia. Come sottolinea <a href="https://x.com/jekavanagh">Jennifer Kavanagh</a>, Senior Fellow &amp; Director of Military Analysis del <em>Defense Priorities</em>, &#8220;Il mio report con <strong>Jeremy Shapiro</strong> getta ulteriori dubbi su questo articolo di Reuters. La nostra analisi mostra che la Russia non possiede le capacità per conquistare territorio NATO ora e per diversi anni dopo la fine della guerra in Ucraina. Se l&#8217;Europa si riarmasse in quel periodo, avrebbe poco da temere&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/jekavanagh/status/2002542528307081273?s=20
</div></figure>



<p>Il report, <a href="https://ecfr.eu/publication/the-bear-in-the-baltics-reassessing-the-russian-threat-in-estonia/">pubblicato sull&#8217;<em>European Council on Foreign Relations</em></a>, sostiene, in sintesi, che &#8220;anche con un coinvolgimento limitato degli Stati Uniti, l&#8217;Estonia e gli alleati europei della NATO potrebbero fermare e probabilmente decimare un&#8217;invasione di terra russa volta a conquistare parte di Narva&#8221;. Allo stesso modo, riporta il report, &#8220;la difesa territoriale coordinata dell&#8217;Estonia, la società coesa e il supporto dalla rete ISR della NATO sarebbero pronti a contrastare la Russia qualora tentasse di lanciare una campagna ibrida.<strong> In poche parole, nel 2025, l&#8217;esercito russo manca della manodopera, della logistica e della copertura aerea necessarie per sostenere un&#8217;offensiva di 100-200 km sotto il fuoco della NATO</strong>&#8220;. </p>



<p>Alle medesime conclusioni arriva un altro <a href="https://quincyinst.org/research/right-sizing-the-russian-threat-to-europe/#h-overall-assessment-and-the-nuclear-threat">report autorevole redatto dal <em>Quincy Institute</em></a>, secondo il quale &#8220;un&#8217;analisi obiettiva del bilancio delle forze conferma che le capacità militari convenzionali russe sono di gran lunga inferiori a quelle della NATO collettiva. Il deterrente dell&#8217;Alleanza contro un attacco diretto russo su un membro NATO è estremamente forte. Di conseguenza &#8211; afferma il Quincy Institute &#8211; <strong>è altamente improbabile che la Russia avvii un assalto militare convenzionale contro un Paese NATO</strong>. Data la sproporzione di forze, l&#8217;obiettivo russo di limitare la presenza NATO lungo i suoi confini e nella sfera d&#8217;influenza che considera propria non può essere raggiunto attraverso un&#8217;aggressione diretta, rendendo tale opzione irrazionale e controproducente&#8221;.</p>



<p>Naturalmente, parliamo di analisi empiriche, redatte da autorevoli e riconosciuti studiosi, peraltro occidentali. <strong>Non da quelle &#8220;fonti anonime&#8221; smentite dalla stessa Gabbard</strong>. </p>



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		<title>Il caso Acronis e il nuovo confine invisibile della sicurezza americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/il-caso-acronis-e-il-nuovo-confine-invisibile-della-sicurezza-americana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 15:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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<p> Il divieto imposto all’azienda svizzera Acronis non è un incidente amministrativo, ma un segnale politico e strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-caso-acronis-e-il-nuovo-confine-invisibile-della-sicurezza-americana.html">Il caso Acronis e il nuovo confine invisibile della sicurezza americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;esclusione della società svizzera Acronis da parte dell&#8217;Ufficio del Direttore dell&#8217;Intelligence Nazionale non è un incidente amministrativo, ma un segnale politico e strategico. Si tratta della prima applicazione pubblica e sostanziale del Federal Acquisition Supply Chain Security Act, la legge che consente agli Stati Uniti di escludere un fornitore non per le sue azioni, ma per ciò che può rappresentare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Acronis, profilo occidentale e sospetto sistemico</h2>



<p>Acronis è un attore pienamente integrato nel mercato globale della cybersicurezza: sede in Svizzera, governance internazionale, clienti in oltre 150 Paesi, prodotti avanzati per backup e protezione dei dati. Il punto non è l’azienda in sé, ma<strong> ciò che rappresenta agli occhi dell’intelligence americana</strong>: una possibile vulnerabilità nella catena di fornitura di sistemi sensibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il perimetro del bando: mirato ma simbolico</h2>



<p>L’ordine ODNI non riguarda l’intero governo federale, ma esclusivamente la comunità dell’intelligence e i sistemi a compartimentazione sensibile. Proprio per questo il messaggio è chiaro: la fiducia tecnologica non è più una questione commerciale, ma <strong>un’estensione diretta della sicurezza nazionale.</strong> La rimozione immediata dei prodotti Acronis dai sistemi IC equivale a una scomunica tecnologica, anche se formalmente limitata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza senza prove pubbliche</h2>



<p>Come già avvenuto con Huawei e Kaspersky, l’ODNI non fornisce motivazioni dettagliate. La logica è quella dell’intelligence: il rischio esiste perché informazioni classificate indicano che potrebbe esistere. È una rottura netta con il paradigma giuridico tradizionale occidentale, fondato su prove e contraddittorio. Qui il criterio è un altro: <strong>prevenire prima che accada qualcosa</strong>, anche al costo di colpire soggetti formalmente “inermi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto politico: la nuova dottrina Trump</h2>



<p>Il tempismo non è casuale. L’ordine arriva nel pieno del riassetto dell’apparato di sicurezza voluto da Trump, con <strong>Tulsi Gabbard</strong> all’ODNI e<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/profili-john-ratcliffe-il-texano-di-ferro-che-guidera-la-cia.html"> John Ratcliffe alla CIA</a>. È l’intelligence a guidare la politica industriale, non più il contrario. La sicurezza della <em>supply chain</em> diventa una leva di potere, uno strumento per ridisegnare le dipendenze tecnologiche globali e per segnalare che l’era della neutralità tecnologica è finita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geoeconomia della sfiducia</h2>



<p>Il caso Acronis mostra come la guerra economica abbia ormai superato la fase delle sanzioni visibili. Non si colpiscono più solo Stati o settori strategici, ma <strong>nodi tecnologici considerati critici per la sovranità informativa.</strong> Non importa dove abbia sede l’azienda o quale passaporto abbia il fondatore: ciò che conta è l’impossibilità, per Washington, di controllare ogni anello della catena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un precedente destinato a moltiplicarsi</h2>



<p>Questo primo ordine FASCSA non resterà isolato. Al contrario, inaugura una stagione in cui l’accesso ai sistemi più sensibili degli Stati Uniti sarà riservato a fornitori percepiti come pienamente “allineati”, non solo sul piano giuridico ma su quello politico e strategico. <strong>La sicurezza diventa identità, appartenenza, affidabilità geopolitica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: la fine dell’innocenza tecnologica</h2>



<p>Il caso Acronis non parla solo di cybersicurezza, ma del mondo che sta emergendo. <strong>Un mondo in cui la tecnologia non è più neutrale</strong>, le imprese non sono più attori autonomi e la fiducia è una risorsa strategica controllata dallo Stato. Chi resta fuori, anche senza colpe dimostrabili, paga il prezzo di un’epoca in cui il sospetto vale più della prova.</p>
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		<title>Tulsi e Amaryllis, a loro si affida Trump per riformare l&#8217;intelligence</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/tulsi-e-amaryllis-a-loro-si-affida-trump-per-riformare-lintelligence.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 10:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intelligence Agency (CIA)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="620" height="438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/clima.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="clima" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/clima.jpg 620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/clima-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/clima-300x212.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Dal ritorno di Trump l'intelligence community statunitense è tornata sotto i riflettori come terreno di scontro politico e strategico.</p>
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<p>Con la <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/trump-2-0-tutti-gli-uomini-del-presidente">rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca</a></strong> nel novembre 2024, l’i<em>ntelligence community</em> statunitense è tornata sotto i riflettori come terreno di scontro politico e strategico. Già nel primo mandato Trump aveva accusato la CIA, l’FBI e altre agenzie di aver tramato contro di lui, alimentando il cosiddetto “Russia hoax”. Non sorprende dunque che il secondo mandato si sia aperto con un’aggressiva agenda di riforme:<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/patel-gabbard-kennedy-ed-hegseth-si-compie-la-rivoluzione-di-trump.html"> tagli ai budget, ristrutturazioni, nuove nomine anti-establishment. </a></strong>La narrativa è chiara: <strong>“Drenare la palude”</strong>, ridimensionare quello che viene descritto come un apparato burocratico e politicizzato, e riportare l’intelligence “al servizio del popolo americano”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tulsi Gabbard, la direttrice anti-guerra</h2>



<p>La scelta di <strong>Tulsi Gabbard </strong>come Direttrice dell’Intelligence Nazionale, confermata a febbraio 2025, segna una rottura simbolica e sostanziale. Ex deputata democratica, veterana delle guerre in Medio Oriente, critica delle missioni in Siria e Ucraina, <strong>Gabbard incarna un approccio isolazionista che piace a Trump </strong>e al suo elettorato. Il suo compito è coordinare le 18 agenzie con un bilancio che supera i 100 miliardi di dollari, riorientando le priorità: meno operazioni segrete non autorizzate, più trasparenza, fine delle interferenze politiche. Ma le critiche non mancano. <strong>I democratici la accusano di simpatie filo-russe</strong> e di inesperienza gestionale, mentre l’apparato tradizionale teme che la sua crociata anti-interventista finisca per depotenziare la capacità di intelligence in un momento in cui Cina e Russia rafforzano le loro reti globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Amaryllis Fox Kennedy, l’ex spia diventata riformatrice</h2>



<p>La figura più sorprendente di questa stagione è però <strong>Amaryllis Fox Kennedy, </strong>entrata nell’amministrazione come <em>Associate Director for Intelligence and International Affairs all’Office of Management and Budget</em>. Con un passato da agente della CIA sotto copertura in Medio Oriente e Asia, Fox si era distinta non solo per le operazioni rischiose ma soprattutto per il distacco polemico dall’agenzia: accuse di corruzione, uso eccessivo di droni, torture, “imperialismo violento”. La sua autobiografia e le interviste a media conservatori l’hanno trasformata in una sorta di <em>Whistleblower</em> credibile agli occhi della base trumpiana.</p>



<p><strong>Sposata con Ben Kennedy, figlio di Robert F. Kennedy Jr., </strong>ha portato nella nuova amministrazione un capitale politico unico: <strong>un ponte tra il clan Kennedy e la Casa Bianca</strong>. Dopo aver diretto la campagna presidenziale indipendente di RFK Jr. fino al suo ritiro a favore di Trump, Fox è stata inserita nei meccanismi del potere trumpiano. Inizialmente proposta come vicedirettrice della CIA sotto John Ratcliffe, è stata bloccata dal Senato, in particolare da <strong>Tom Cotton</strong>, che la considera “compromessa”. Ma Trump non ha rinunciato: prima la nomina al President’s Intelligence Advisory Board, poi l’incarico all’OMB, da cui controlla e “audita” i bilanci neri delle agenzie, i famosi <em>black budgets </em>da decine di miliardi di dollari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei black budgets</h2>



<p>Il cuore della missione di Fox è un tema da sempre avvolto dal segreto: <strong>i fondi riservati che alimentano operazioni coperte</strong>, tecnologie avanzate, attività di sorveglianza interna e, talvolta, interferenze politiche. L’obiettivo dichiarato è ridurre gli sprechi, impedire abusi, declassificare archivi storici e ricondurre la spesa sotto il controllo dell’esecutivo. Per Trump e i suoi alleati, questa è la leva per indebolire l’influenza di quella che definiscono una burocrazia ostile. Per i critici, è invece un’operazione di ritorsione che rischia di minare la sicurezza nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Divisioni politiche e accuse reciproche</h2>



<p>La nomina di Fox ha suscitato reazioni contrastanti. Robert F. Kennedy Jr., ora Segretario alla Salute, la definisce “voce di integrità” e prova che il governo può riformarsi dall’interno. <strong>Trump l’ha celebrata come “guerriera per la verità”</strong>. Ma repubblicani conservatori e falchi, come Cotton, vedono nella sua biografia e nei legami familiari una vulnerabilità, mentre i democratici la accusano di conflitti di interesse per il ruolo avuto nella campagna di RFK Jr. Sui social, le opinioni oscillano tra chi la considera una spia disillusa pronta a smascherare il “deep State” e chi la descrive come pedina di una faida interna alla sicurezza americana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato geopolitico</h2>



<p>L’offensiva di Trump contro l’intelligence non riguarda solo la politica interna. Una CIA ridimensionata e un apparato più controllato rischiano di indebolire la capacità americana di proiezione all’estero. In un mondo in cui Cina e Russia investono massicciamente in cyber, disinformazione e operazioni asimmetriche,<strong> il taglio del 20% al personale delle agenzie</strong>, previsto nei piani, potrebbe ridurre la capacità di prevenire crisi e conflitti. Al tempo stesso, però, questa riforma riflette un cambio di paradigma: meno focus su “nation building” e più attenzione agli interessi interni, più selettività nell’uso della forza e più spazio alla politica di potenza classica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>L’intreccio tra Tulsi Gabbard e Amaryllis Fox Kennedy, tra anti-interventismo e denuncia dei black budgets, segna una fase inedita della storia americana. La riforma dell’intelligence voluta da Trump 2.0 è al tempo stesso un’operazione politica contro i suoi nemici interni e una trasformazione strutturale che potrebbe cambiare il modo in cui Washington esercita la sua influenza nel mondo. Se sarà un ritorno al pragmatismo nazionale o un pericoloso indebolimento della capacità strategica, lo diranno i prossimi anni. Ma una cosa è chiara: mai come oggi l’intelligence USA è stata al centro della battaglia per l’anima della potenza americana.</p>
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		<title>La politica estera Usa è fuori dal controllo di Trump?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-politica-estera-usa-e-fuori-dal-controllo-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 17:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[deep state]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1139" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La politica estera Usa è fuori dal controllo di Trump?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-600x356.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-1536x911.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al di là delle nostre considerazioni, secondo Crooke in entrambi i casi quanto accaduto significa "una sola cosa: che Trump non ha il controllo". Concetto che amplia in altra parte della nota spiegando che un obiettivo strategico dell'attacco - che andando a segno ha dimostrato che era "fattibile" eludere il presidente - è che ha "imposto a Trump la scomoda realtà di non avere il controllo della politica estera statunitense [...]. Il Deep State collettivo glielo ha chiarito".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1139" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La politica estera Usa è fuori dal controllo di Trump?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-600x356.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250611152001504_5c6ba8f5d472d5e8f56eec505cbc84b0-e1749663494416-1536x911.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Questa è la realtà di ciò che è in gioco, ciò che stiamo affrontando ora, perché mentre ci troviamo qui oggi, siamo più vicini che mai all&#8217;orlo dell&#8217;annientamento nucleare, i guerrafondai dell&#8217;élite politica stanno fomentando incautamente paura e tensioni tra le potenze nucleari&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/politica/patel-gabbard-kennedy-ed-hegseth-si-compie-la-rivoluzione-di-trump.html">Così Tulsi Gabbard </a>in un insolito video pubblicato su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cSqOOzJr4lg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Youtube</a> dopo una visita a Hiroshima, nel quale chiede ai popoli di far sentire la loro voce per fermare tale deriva.</p>



<figure class="wp-block-image alignnone"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cSqOOzJr4lg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-TULSI-GABBARD-VIDEO-1024x608.jpg" alt="" class="wp-image-76810"/></a><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<p>La Gabbard sa di cosa sta parlando, dal momento che dirige l&#8217;Intelligence nazionale americana e ha accesso alle informazioni più riservate delle varie agenzie federali. Non uno scherzo di cattivo gusto, ma la drammatica realtà, che si è fatta ancora più stringente dopo l&#8217;attacco ai bombardieri strategici russi della scorsa settimana.</p>



<p>Attacco che nasconde retroscena inquietanti, al di là delle motivazioni di cui abbiamo scritto in una <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/lattacco-alla-russia-e-il-rilancio-del-genocidio-di-gaza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota pregressa</a>, cioè vanificare il processo di pace di Istanbul, che si teneva il giorno successivo, e innescare una reazione russa per dare inizio a conflitto diretto con l&#8217;Occidente.</p>



<p>Ne scrive Alastair Crooke in un articolo pubblicato sul sito del <a href="https://ronpaulinstitute.org/the-silence-of-the-bears/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a>, nel quale delinea tali retroscena. Il primo, che discende dal fatto che gli ucraini non potevano condurre un&#8217;operazione tanto sofisticata in solitaria, è che a coordinare l&#8217;operazione sia stata l&#8217;America, ovviamente in combinato disposto con la Gran Bretagna (con Londra che peraltro sta gestendo l&#8217;Unione europea, tirando le fila dei burattini innalzati al vertice della Ue e della Germania).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ronpaulinstitute.org/the-silence-of-the-bears/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-RONPAUL-1024x545.jpg" alt="The Silence of the Bears" class="wp-image-76811"/></a></figure>



<p>Tale gestione eterodiretta dell&#8217;attacco è ovvia, ma Crooke spiega che forse Trump ha dato il suo placet credendo a quanto riferito dai suoi consiglieri, secondo i quali la Russia era vicina al collasso così che, aumentando la pressione su di essa &#8211; attraverso attacchi strategici tesi a degradarne il morale &#8211; sarebbe costretta a cedere.</p>



<p>Nel caso, sarebbe stato vittima della mancanza di realismo dei suoi consiglieri, persi nelle loro fumisterie e incapaci di comprendere la reale forza economica e militare della Russia. Crooke non lo specifica, ma portando a sostegno di tale ipotesi un post di Trump, è ovvio che tale placet, sempre che ci sia stato, sarebbe stato limitato. Questo il post del presidente Usa citato: &#8220;Cose ​​brutte – se non fosse stato per me – cose DAVVERO BRUTTE sarebbero successe alla Russia&#8221;.</p>



<p>Più credibile la seconda ipotesti avanzata da Crooke, cioè che &#8220;forse i suoi consiglieri, inavvertitamente o deliberatamente, hanno &#8216;fregato&#8217; Trump e il suo programma di normalizzazione delle relazioni con la Russia&#8221;. L&#8217;iniziativa di attaccare i bombardieri strategici russi sarebbe stata cioè presa tenendo all&#8217;oscuro il presidente, e giustificata successivamente con la scusa che &#8220;la CIA aveva semplicemente operato in base a una vecchia &#8216;direttiva&#8217; presidenziale che autorizzava attacchi in profondità nell&#8217;entroterra russo&#8221;.</p>



<p>Al di là delle nostre considerazioni, secondo Crooke in entrambi i casi quanto accaduto significa &#8220;una sola cosa: che Trump non ha il controllo&#8221;. Concetto che amplia in altra parte della nota spiegando che un obiettivo strategico dell&#8217;attacco &#8211; che andando a segno ha dimostrato che era &#8220;fattibile&#8221; eludere il presidente &#8211; è che ha &#8220;<strong>imposto a Trump la scomoda realtà di non avere il controllo della politica estera statunitense</strong> [&#8230;]. Il Deep State collettivo glielo ha chiarito&#8221;.</p>



<p>E, in proposito, cita il generale Michael Flynn che spiega: &#8220;Lo Stato profondo sta ora agendo al di fuori del controllo della leadership eletta della nostra nazione… gli uomini dello Stato profondo sono impegnati a provocare la Russia ad aprire un confronto su grande scala con l&#8217;Occidente&#8221;.</p>



<p>L&#8217;allarme lanciato dalla Gabbard, in una forma tanto insolita, sembra confermare le difficoltà di Trump, che potrebbe averle chiesto di prendere tale sorprendente iniziativa.</p>



<p>Non solo. Crooke spiega anche che l&#8217;attacco contro la Russia si è avvalso di una vulnerabilità dei Trattati Salt-Start sulle armi nucleari, in particolare l&#8217;articolo XII del trattato Start che richiede alle potenze firmatarie &#8220;l&#8217;esposizione visibile di tutti i bombardieri pesanti all&#8217;interno della base aerea&#8221; che li ospita. Ciò perché possano essere monitorati dai satelliti nemici per impedire il &#8220;first strike&#8221; di uno dei duellanti.</p>



<p>L&#8217;attacco ai bombardieri strategici russi, quindi, mina uno dei fondamenti dell&#8217;intesa sulla mutua vigilanza del potenziale nucleare, con tutte le conseguenze del caso.</p>



<p>Secondo Crooke, la Russia starebbe preparando una reazione altra rispetto a quella registrata finora, che si è dipanata attraverso un incremento degli attacchi convenzionali in Ucraina, ma potrebbe non essere così.</p>



<p>È ovvio che Trump, nel corso della telefonata distensiva con Putin, gli abbia chiesto di pazientare, di rispondere in modo misurato per non metterlo nelle mani dei comuni nemici (esterni per lo zar, interni per il presidente Usa).</p>



<p>E, allo stesso tempo gli abbia assicurato che farà di tutto per evitare iniziative analoghe. Ed è probabile che Putin abbia accettato, consapevole dei limitati margini di manovra del suo interlocutore e della necessità di non consegnarlo nelle mani dei comuni nemici.</p>



<p>Ma Trump deve fare in fretta a cambiare cose se vuole prendere il controllo di una macchina gestita da altri. Un piccolo, ma non per questo insignificante, segnale arriva dal nuovo programma per i finanziamenti della Difesa elaborato dal Segretario di tale dicastero, Pete Hegseth, uno dei pochi uomini fedeli a Trump nella sua amministrazione (infatti, è stato uno dei pochi che ha dovuto sudare per essere confermato nell&#8217;incarico dal Congresso, insieme, non a caso, a Tulsi Gabbard).</p>



<p>Al piano elaborato da Hegseth è dedicato un articolo di <a href="https://responsiblestatecraft.org/us-army/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Responsible Statecraft</a> dal titolo significativo: &#8220;Il Segretario della Difesa dichiara guerra al complesso militare-industriale&#8221;. Spiegando i tagli alla difesa, infatti, Hegseth ha dichiarato che qualche grande industria delle armi potrebbe fallire nel giro di uno o due anni. Il testo prevede anche un taglio degli aiuti diretti a Kiev&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://responsiblestatecraft.org/us-army/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-RS-1024x553.jpg" alt="Cavallo da lobbying Il Segretario dell'Esercito dichiara guerra al complesso militare-industriale" class="wp-image-76812"/></a></figure>



<p>In realtà, non si tratta di uno scontro alzo zero con uno degli apparati di riferimento del Deep State, né sembra, almeno ad oggi, che l&#8217;Ucraina resti del tutto priva di aiuti made in Usa, e però segnala un&#8217;inversione di tendenza che allarma non poco i circoli suddetti, che non sopportano alcuna limitazione.</p>



<p>Resta che il testo deve essere approvato dal Congresso nel quale tanti esponenti hanno rapporti più o meno confessabili con l&#8217;apparato militar-industriale. L&#8217;approvazione sarà più che travagliata ed è probabile che il piano subisca cambiamenti che lo rendano meno indigesto, se non addirittura gradito, ai tanti che lucrano sulle guerre made in Usa (dichiarate e non).</p>



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