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Tecnologia

Starmer ordina a Apple di aprirgli la porta degli account criptati: no degli Usa

Richiesta del Regno Unito ad Apple: Le autorità britanniche, tramite una "technical capability notice" dell’Investigatory Powers Act del 2016, hanno ordinato ad Apple di creare una “back door” per accedere ai contenuti criptati nel cloud degli utenti globali, come riportato dal Washington Post. Legge controversa: Soprannominata "Snoopers’ Charter", la norma obbliga le aziende tech a collaborare con le forze dell’ordine, rendendo reato rivelare tali richieste; Apple resiste da quasi un anno. Opposizione bipartisan negli USA: Il senatore Ron Wyden (democratico) e il deputato Andy Biggs (repubblicano) chiedono a Tulsi Gabbard, nuovo Direttore dell’Intelligence Nazionale, di opporsi alla richiesta britannica, segnando una svolta politica dopo anni di consenso tra Europa e USA. Contesto storico: Nel 2015, dopo l’attentato di San Bernardino, l’FBI costrinse Apple a sbloccare l’iPhone dell’attentatore Syed Rizwan Farook; l’agenzia aggirò il problema con l’aiuto della società australiana Azimuth nel 2016. Nuova resistenza: Con il clima politico mutato sotto Trump, Apple potrebbe trovare alleati in Wyden, Biggs e Gabbard contro le ingerenze britanniche, riaprendo il dibattito sulla privacy e la crittografia.

Tulsi Gabbard
Politica

Perché la conferma di Tulsi Gabbard spaventa l’establishment

Conferma al Senato: Tulsi Gabbard è stata confermata come direttore dell'intelligence nazionale (DNI) con un voto di 52 a 48, nonostante l'opposizione di tutti i senatori democratici e del repubblicano Mitch McConnell.Critica all'interventismo: Gabbard, nota per le sue posizioni contro le guerre di "cambio di regime" e il neoconservatorismo, rappresenta un potenziale cambiamento verso una politica estera più realista e moderata nell'amministrazione Trump.Polemiche e opposizioni: La sua nomina ha suscitato forti polemiche, con accuse di essere filo-russa e inadatta al ruolo, alimentate dal suo incontro con Bashar al-Assad nel 2017 e dalle sue critiche alla politica estera statunitense.Rottura con i Democratici: Gabbard ha lasciato il Partito Democratico nel 2022, criticandone le politiche "woke", l'interventismo militare e la gestione dell'immigrazione, unendosi al Partito Repubblicano nell'ottobre 2023.Attacchi personali e mediatici: Nonostante una campagna diffamatoria orchestrata da media e establishment, Gabbard ha superato gli ostacoli, diventando una figura simbolo della lotta contro il "Blob", l'élite interventista della politica estera statunitense.

Tulsi Gabbard
Politica

Tulsi Gabbard e le scomode verità che l’establishment Usa non vuole sentire

Audizione tesa e nomina in bilico – Tulsi Gabbard, ex deputata e veterana della Guardia Nazionale, ha affrontato un’udienza di tre ore al Senato per la sua nomina a Direttrice dell’Intelligence Nazionale da parte di Trump. Le sue posizioni critiche sull’intelligence e la sorveglianza di massa hanno reso incerta la conferma.Accuse di essere una "risorsa russa" – Senatrici come Tammy Duckworth ed Elizabeth Warren, insieme all’ex direttore della CIA John Brennan, l’hanno accusata di essere vicina a Putin e di poter manipolare informazioni riservate. Gabbard ha denunciato una campagna diffamatoria contro di lei.Attacchi all’establishment – Durante l’audizione, Gabbard ha citato un’email di Jake Sullivan a Hillary Clinton in cui si affermava: "Al Qaeda è dalla nostra parte in Siria", accusando gli USA di aver sostenuto jihadisti. Ha inoltre criticato Obama e la CIA per aver finanziato terroristi nel cambio di regime in Siria.Caso Snowden e sorveglianza di massa – Gabbard ha rifiutato di definire Snowden un "traditore", scatenando nuove polemiche. Il giornalista Glenn Greenwald ha spiegato che Gabbard è osteggiata perché ha denunciato gli abusi dello Stato di Sicurezza USA, che teme il suo approccio indipendente.Dibattito sulla sicurezza nazionale – L’udienza ha riaperto il dibattito sulla sorveglianza di massa e sul ruolo dei whistleblower. Gabbard ha sollevato domande fondamentali sulla legalità delle operazioni di intelligence e sulla necessità di proteggere i diritti dei cittadini americani.

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