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	<title>Tony blair Archives - InsideOver</title>
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	<title>Tony blair Archives - InsideOver</title>
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		<title>Andy Burnham si insedia alla guida del Labour: &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Burnham si insedia alla guida del Labour, scatta l'ora del Re del Nord: "Governerò per la Gran Bretagna dimenticata".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html">Andy Burnham si insedia alla guida del Labour: &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Re del Nord è pronto a diventare il capo del governo di Sua Maestà e dalla presentazione ufficiale come nuovo leader del Partito Laburista l&#8217;ex sindaco di Manchester <strong>Andy Burnham lancia una sfida ambiziosa. Per ora sono solo parole,</strong> ma pesano come pietre nella dichiarazione d&#8217;intenti del successore di <strong>Keir Starmer</strong> che, preparandosi all&#8217;avvicendamento a Downing Street col primo ministro uscente (sarà ufficiale lunedì), ha dichiarato una netta discontinuità che tocca anche l&#8217;eredità dello storico leader della sinistra inglese, <strong>Tony Blair. Burnham lo dice senza troppi giri di parole: </strong>serve una &#8220;<strong>nuova politica&#8221;</strong> per cancellare gli effetti di un problema indicato col suo nome chiaro, il neoliberismo e l&#8217;ideologia dell&#8217;abbattimento dello Stato e dei servizi pubblici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide del prossimo premier</h2>



<p>Il premier entrante ha accusato,<a href="https://www.telegraph.co.uk/politics/2026/07/17/andy-burnham-labour-leader-latest-starmer-mahmood-cooper/"> nota il Telegraph, </a>la generazione di politica a lui coeva di non aver fatto abbastanza per <strong>contrastare la narrativa impostasi negli Anni Ottanta con Margaret Thatcher</strong> e divenuto mainstream assoluto grazie al Labour: fu la svolta di Blair negli Anni Novanta a istituzionalizzare le riforme della Iron Lady. Del resto, lo avevano anticipato fonti laburiste al Guardian: Burnham parte dall&#8217;assunto che<a href="https://www.theguardian.com/politics/live/2026/jul/17/andy-burnham-labour-leader-speech-latest-news-updates?page=with%3Ablock-6a59f8c58f085bcdc0081aa6#block-6a59f8c58f085bcdc0081aa6"> il Regno Unito è sulla strada sbagliata da 40 anni</a>. Si prevede, dunque, una nuova stagione di investimenti pubblici, interventismo statale e dirigismo? Ancora presto per dirlo, ma sicuramente il <strong>socialdemocratico Burnham, che da sindaco di Manchester ha spinto sul rafforzamento della presenza dell&#8217;istituzione locale</strong> nella vita comunitaria sul fronte delle <em>utilities</em>, della lotta al carovita e degli alloggi, si accorge che l&#8217;eredità complessa dei decenni scorsi, iniziata col ritiro dello Stato e culminata con l&#8217;austerità dello scorso decennio, è un fardello pesante.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/brexit-dieci-anni-dopo-il-referendum-hanno-perso-tutti.html" type="post" id="521188">Aggiungiamo a ciò <strong>le turbolenze della Brexit, di cui sono caduti di recente i dieci anni</strong></a>, e la frittata è fatta. &#8220;Il Paese ha rinunciato al controllo dei servizi essenziali – alloggi, acqua, energia, trasporti – e ha lasciato la popolazione esposta a costi più elevati&#8221;, dice il leader laburista, e ciò &#8220;ha portato alla concentrazione di maggiore ricchezza e potere nelle mani di un numero minore di persone e in un numero minore di luoghi&#8221;. <strong>Gli abitanti della periferia deindustrializzata e impoverita hanno voltato le spalle ai Laburisti in più occasioni:</strong> nel 2016 premiando la Brexit, nel 2019 spingendo <strong>Boris Johnson </strong>alla vittoria nelle elezioni generali, dopo il trionfo della sinistra al voto del 2024 punendo i laburisti a favore del Reform Uk di Nigel Farage in diverse elezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Burnham e il Regno Unito dimenticato</h2>



<p>Da qui si capisce la scommessa laburista: spostare da Londra al Nord del Paese lo sguardo di provenienza della leadership; andare a combattere la battaglia politica decisiva, <strong>&#8220;l&#8217;ultima occasione&#8221; per Burnham</strong>, da qui al voto del 2029 provando a riconqusitare la classe media e i lavoratori oggi trasmigrati in massa nelle falangi elettorali potenziali di Farage; &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221; è l&#8217;assunto più forte di Burnham. Una scommessa su cui aveva già fatto leva Boris Johnson, facendo ammiccare il Partito Conservatore ai moderni emuli dei protagonisti dei <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-eroi-di-ken-loach-scelgono-boris-johnson.html" type="post" id="247893">film di Ken Loach</a> sulla periferia impoverita inglese. Pragmaticamente, ci sarà molto da fare: <strong>capire come evitare nuove manovre di aumento delle tasse </strong>in autunno, come finanziare <strong>il rafforzamento del Welfare</strong>, che fare dei progetti che hanno causato turbolenze a Starmer come il piano di riarmo e come gestire un indebitamento ormai ipertrofico.</p>



<p>Resta la volontà di attuare una svolta politica chiara. <strong>Negli ultimi quarant&#8217;anni qualcosa si è rotto nel Regno Unito,</strong> nota Burnham. E se si è rotto le colpe sono bipartisan. Cambiare il Regno Unito significherà, in sostanza, andare oltre Blair, qualcosa a cui nemmeno Starmer si era azzardato. A suo modo, con il mite Burnham vince una versione più azzimata dell&#8217;<strong>agenda di rottura di Jeremy Corbyn</strong>, a lungo osteggiato dentro lo stesso partito. Il premier entrante dovrà essere giudicato dai fatti, che dovranno essere all&#8217;altezza di promesse di discontinuità tanto ampie. Ma la diagnosi è chiara: c&#8217;è una parte di Paese che è stata abbandonata anche dai Laburisti e va riconquistata. Pena la scomparsa politica ed elettorale. Senza dirlo, una bocciatura di un ciclo storico della sinistra made in Uk che appare inappellabile.</p>



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		<title>Brexit, dieci anni dopo il referendum hanno perso tutti</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/brexit-dieci-anni-dopo-il-referendum-hanno-perso-tutti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 04:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-600x403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hanno perso tutti, e dieci anni dopo il referendum fatale è più insicuro il Regno Unito nel mondo e lo è anche l'Europa. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 23 giugno 2016 il <strong>Regno Unito votava con una ristretta maggioranza</strong> a favore dell&#8217;<strong>uscita dall&#8217;Unione Europea,</strong> trainato dalla vittoria del Leave sul Remain in Inghilterra e Galles. <strong>Spinto dalla presa di posizione dell&#8217;United Kingdom Independence Party</strong> di Nigel Farage e dalla spinta pro-Brexit del <strong>campo maggioritario del Partito Conservatore britannico,</strong> il Regno Unito decise di rompere il cordone ombelicale con Bruxelles 43 anni dopo l&#8217;ingresso nell&#8217;allora Comunità Economica Europea. Un cordone, invero, meno stretto di quello del resto dell&#8217;Europa, dato che già <strong>Margareth Thatcher,</strong> col suo storico &#8220;I want my money back&#8221;, aveva reso Londra meno impegnata a finanziare l&#8217;agenda comunitaria, mentre John Major e Tony Blair, rifiutando di unirsi all&#8217;euro, avevano difeso l&#8217;indipendenza della sterlina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trauma della Brexit</h2>



<p><strong>La rottura della Brexit</strong> sul breve periodo fu la più importante eruzione elettorale di un anno destinato a presentare, pochi mesi dopo, l&#8217;ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca e a manifestare la nascita di una nuova ondata <strong>populista e nazionalista. Dieci anni dopo</strong>, possiamo leggerla retrospettivamente come una <strong>sconfitta per tutti. Non ha vinto il Regno Unito</strong>, se le premesse di Farage e dei tribuni pro-Brexit come il futuro premier Tory Boris Johnson vengono rilette oggi: Londra non è riuscita a distanziarsi dal trend di declino globale che condiziona l&#8217;Europa tutta. Non c&#8217;è stato un miglioramento delle condizioni di vita. </p>



<p>Nessuna <strong>nuova primavera economica</strong> è emersa e il sogno della &#8220;Singapore sul Tamigi&#8221;, moderna nave corsara finanziaria pronta a solcare i mari della globalizzazione, è rimasta tale assieme ai progetti di una <em>Global Britain</em>. Parimenti, è rimasta lettera morta l&#8217;idea di <strong>far rinascere la periferia inglese deindustrializzata e </strong>marginale che, contraddittoriamente, conviveva assieme all&#8217;utopia libertaria in campo finanziario come principale promessa dei fautori del Leave. L&#8217;austerità ha falcidiato le comunità locali, il debito pubblico è esploso, il Regno Unito ha conosciuto diversi shock elettorali e una crisi incipiente dell&#8217;inflazione e del costo della vita per tre volte in sei anni: durante la pandemia di coronavirus, che acuì le disuguaglianze territoriali, all&#8217;inizio della guerra in Ucraina e dopo l&#8217;attuale crisi del Golfo.</p>



<p><strong>A perdere è stata </strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-del-nazionalismo-inglese-dopo-la-brexit-puo-segnare-la-fine-del-regno-unito.html" type="post" id="384700"><strong>anche l&#8217;Inghilterra, intesa qui non come metonimia della terra albionica</strong> </a>ma proprio come suo principale corpo costituente: sfidata dai <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ciclone-nazionalista-sullirlanda-del-nord.html" type="post" id="363692">nuovi nazionalismi celtici,</a> separatisti e centrifughi, ferita dalla faglia tra le Midlands e la prospera Londra, incerta e zoppicante, l&#8217;Inghilterra è tornata terreno di caccia per il populismo incendiario di Farage, tornato in versione remigrazionista, pronto a dare all&#8217;ambientalismo e al woke la colpa di ciò che non è andato dal 2016 ad oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno shock per l&#8217;Europa</h2>



<p>Intanto, su alcuni fronti l&#8217;Europa è arrivata là dove Londra sognava di giungere firmando accordi commerciali con <strong>l&#8217;India, il campo del Mercosur e l&#8217;Australia</strong> mentre il Regno Unito ha avuto meno potere negoziale in campo commerciale e non si è emancipato su quello geopolitico, subendo sempre più l&#8217;attrazione fatale americana e provando a <strong>rifarsi solo lanciando una proiezione in Europa Orientale</strong> contro l&#8217;arcirivale russo per proiettare influenza. Ma proprio per questo si può dire che abbia perso l&#8217;<strong>Europa tutta dalla Brexit</strong>. L&#8217;uscita del Regno Unito avrebbe potuto essere la base per serrare le fila e fare dell&#8217;Unione Europea, persa l&#8217;anomalia frenante britannica, un soggetto più coeso e coerente, magari con una crescente <strong>agenda di potenza. </strong></p>



<p><strong>Così non è stato e anche per l&#8217;Ue la Brexit è stata un&#8217;occasione perduta</strong>, mentre da fuori Londra faceva sentire la sua influenza per tirare a sé una parte del blocco dei Ventisette sul fronte del contenimento antirusso. Insomma, <strong>l&#8217;Inghilterra ha messo in discussione la sua autorità e centralità</strong> nel cuore del Regno Unito, il Regno Unito è passato dall&#8217;essere un membro integrante dell&#8217;Ue a uno dei molti Paesi dell&#8217;Anglosfera sul proscenio mondiale e la Global Britain sognata da Johnson e i suoi alleati è stata poco e nulla Global e rischia nei prossimi decenni di non essere nemmeno più Britain, l&#8217;Europa ha conosciuto una nuova faglia capace di <strong>renderla sempre più periferica per il fatto di non aver saputo vedere nella crisi</strong> della Brexit un&#8217;opportunità. <strong>Hanno perso tutti, </strong>e dieci anni dopo è più insicuro il Regno Unito nel mondo, lo è l&#8217;Europa, lo è l&#8217;operaio delle Midlands che ha votato la Brexit temendo idraulici polacchi, concorrenza salariale al ribasso e tutto ciò che la propaganda dei vari Farage presentava come minaccia esistenziale. Vincono tutti tranne i tribuni di ieri. Oggi in cima ai sondaggi nel Regno Unito. Ma  che potrebbero essere potenzialmente chiamati, in futuro, a governare i cocci che essi stessi hanno infranto.</p>
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		<title>&#8220;Le paure russe erano reali&#8221;: come Londra sapeva (e ignorò) il prezzo dell’allargamento Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-paure-russe-erano-reali-come-londra-sapeva-e-ignoro-il-prezzo-dellallargamento-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1218" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-1536x974.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-600x381.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Documenti Uk confermano che la Nato sapeva che l'espansione a est sarebbe stata percepita da Mosca come una provocazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-paure-russe-erano-reali-come-londra-sapeva-e-ignoro-il-prezzo-dellallargamento-nato.html">&#8220;Le paure russe erano reali&#8221;: come Londra sapeva (e ignorò) il prezzo dell’allargamento Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1218" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-1536x974.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420103408478_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_461717-600x381.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, un’affermazione continua a essere ripetuta come un mantra da gran parte dei media occidentali e dei leader politici: <strong>l’aggressione di Mosca sarebbe stata «non provocata» e dettata dalle volontà imperialistiche russe. </strong>L&#8217;espansione a Est della Nato? Un&#8217;argomentazione cara solo alla propaganda del Cremlino. Un giudizio che, pur non mettendo in dubbio l’illegalità dell’invasione secondo il diritto internazionale, viene oggi tuttavia messo in discussione da documenti ufficiali britannici desecretati, i quali raccontano una storia molto diversa.</p>



<p>L’inchiesta pubblicata da <a href="https://www.declassifieduk.org/nato-expansion-would-provoke-russians-uk-understood/" type="link" id="https://www.declassifieduk.org/nato-expansion-would-provoke-russians-uk-understood/"><em>Declassified UK</em>,</a> basata su carte dell’Archivio Nazionale di Londra risalenti al 1995-1999, rivela che funzionari e primi ministri del Regno Unito erano perfettamente consapevoli che l’allargamento della Nato verso Est – in particolare includendo gli Stati baltici e, potenzialmente, l’Ucraina – sarebbe stato percepito da Mosca come una <strong>provocazione diretta</strong>, con il rischio concreto di una rottura violenta degli equilibri europei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Russia, l’avvertimento del 1997</h2>



<p>Un briefing del marzo 1997, redatto per il primo ministro conservatore <strong>John Major</strong> in vista di un incontro con il segretario generale della Nato <strong>Javier Solana</strong>, è esplicito. Nel documento si legge che un allargamento «troppo ampio e troppo rapido» avrebbe messo a dura prova le strutture dell’Alleanza, ma soprattutto avrebbe <strong>«antagonizzato la Russia»</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Formerly secret UK documents show that Britain’s Ministry of Defence knew that expanding Nato to admit new members could lead to war with Russia.<br><br>The MoD drew up scenarios for war with Russia 26 years before Moscow invaded Ukraine. <a href="https://t.co/CgLg61LFth">https://t.co/CgLg61LFth</a></p>&mdash; Declassified UK (@declassifiedUK) <a href="https://twitter.com/declassifiedUK/status/2045895202418872462?ref_src=twsrc%5Etfw">April 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il testo aggiunge che ulteriori decisioni su quali Stati ammettere, e quando, <strong>«provocherebbero i russi»</strong>. All’epoca, nonostante la forte opposizione di Mosca, la Nato stava valutando l’ingresso di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia (che sarebbero entrate nel 1999), con Slovenia e Romania come candidate successive.</p>



<p>Ma il vero nodo politico, evidenziato dagli stessi funzionari britannici, riguardava <strong>gli Stati baltici e l’Ucraina</strong>. Lo stesso briefing per Major annotava che il presidente russo <strong>Boris Eltsin</strong> «avrebbe probabilmente cercato rassicurazioni dai partner chiave sul fatto che la Nato non avrebbe ammesso i Baltici e l’Ucraina». La risposta britannica era già scritta: «Da noi non otterrà nulla».</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Punto nevralgico» e timori reali</h2>



<p>Nel febbraio 1997, il viceministro degli Esteri russo <strong>Nikolai Afanasievsky</strong> definì «provocazione palese» le discussioni sull’ingresso di ex repubbliche sovietiche nella Nato, durante un colloquio con l’ambasciatore britannico a Mosca <strong>Jeremy Greenstock.</strong> Quest’ultimo cercò di rassicurarlo, affermando che «la Nato non aveva intenzione di ammettere membri dell’ex Unione Sovietica in questa fase». Sarebbe smentito sette anni dopo quando, nel 2004, gli Stati baltici entrarono tutti nell’Alleanza.</p>



<p>I funzionari britannici presso la Nato informarono il Foreign Office che l’allargamento ai territori dell’ex Urss era per i russi un&nbsp;<strong>«punto nevralgico»</strong>. E il presidente Eltsin, in una lettera a Major dell’aprile 1997, scriveva: «Il nostro atteggiamento negativo verso i piani di allargamento della Nato rimane immutato. La loro attuazione sarebbe il più grande errore dell’Occidente in tutto il dopoguerra».</p>



<p>Major stesso, in un colloquio con il primo ministro olandese Wim Kok nel gennaio 1997, ammise senza mezzi termini:&nbsp;<strong>«Le paure russe erano reali»</strong>. Lo stesso premier britannico, in un incontro con l’omologo irlandese John Bruton nel maggio 1995, aveva osservato che «la loro paura fondamentale era l’accerchiamento», aggiungendo che per Mosca la Nato aveva «un simbolismo e una risonanza politica molto più minacciosi» rispetto all’Unione europea. E sui Baltici: «Sarebbe molto difficile avere un confine della Nato direttamente contro la Russia».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una situazione fragile che potrebbe esplodere»</h2>



<p>Le avvertenze russe non erano solo retorica. Nel dicembre 1996, il primo ministro russo <strong>Viktor Chernomyrdin</strong> disse in privato a Major: «La Russia non può fermare l’allargamento della Nato, ma questo creerà una situazione fragile che potrebbe esplodere».</p>



<p>Parole profetiche, ignorate. All’epoca, il governo britannico raccomandava comunque un allargamento «lento» e lo sviluppo di «una relazione unica con la Russia». Ma con l’arrivo di <strong>Tony Blair </strong>al potere nel maggio 1997, e ancor più dopo l’ascesa di <strong>Vladimir Putin </strong>nell’agosto 1999, Londra scommise su un progressivo «assuefazione» di Mosca all’espansione Nato. Una scommessa persa.</p>



<p>Nel febbraio 2000, John Goulden, alto funzionario britannico alla Nato, scriveva che <strong>l’allargamento era «ancora molto nevralgico» per la Russia</strong>. Un funzionario russo gli aveva confidato che ciò «equivaleva a chiudere la finestra di Pietro il Grande sull’Occidente». A rendere il clima ancora più incandescente era stata nel frattempo la guerra del Kosovo del 1999 – bombardamenti Nato contro la Serbia, alleata di Mosca, senza mandato Onu – e le politiche di Usa e Regno Unito in Iraq, compresi i bombardamenti del 1998 anch’essi privi di autorizzazione dell’Onu. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La profezia di Kennan</h2>



<p>Lo scorso anno, dopo anni di narrazioni che hanno spesso semplificato le&nbsp;<strong>cause del conflitto russo-ucraino</strong>, demonizzando chi sollevava dubbi sulla versione dominante in Occidente, il&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2025/05/19/world/europe/russia-finland-border.html"><em>New York Times</em>&nbsp;ha pubblicato un articolo</a>&nbsp;che segnava un netto cambio di prospettiva, riconoscendo che&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-storia-dellespansione-a-est-della-nato-spiegata.html">l’espansione a Est della Nato ha contribuito a innescare l’invasione russa</a>&nbsp;dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022.&nbsp; L’articolo del&nbsp;<em>New York Times</em>&nbsp;sottolineava come, dalla prospettiva di Mosca, il rafforzamento delle difese russe vicino al confine finlandese sia una&nbsp;<strong>risposta diretta alla crescente presenza della Nato</strong>. </p>



<p>Anche (alcuni) strateghi Usa, infatti, erano perfettamente consci di cosa avrebbe rappresentato l&#8217;espansione a Est della Nato per la Federazione russa. Su tutti è bene ricordare <strong>George Kennan</strong>, il padre intellettuale della politica di contenimento americana durante la guerra fredda, il quale, in un’intervista al <em>New York Times</em> del maggio 1998 <a href="https://www.nytimes.com/1998/05/02/opinion/foreign-affairs-now-a-word-from-x.html">avvertì cosa avrebbe potuto mettere in moto l’espansione a est della Nato. </a>«Penso che sia l’inizio di una nuova Guerra fredda», spiegò Kennan. «Penso che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo e ciò influenzerà le loro politiche. Penso che sia un tragico errore. Non c’era alcun motivo per questo. Nessuno stava minacciando nessun altro».</p>



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<p><br></p>
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		<title>Da Tony Blair a José Maria Aznar, non è politica ma la notte dei morti viventi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/da-tony-blair-a-jose-maria-aznar-non-e-politica-ma-la-notte-dei-morti-viventi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 15:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tony Blair" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ritorno di certi personaggi, già responsabili di scelte politiche e militari disastrose, è un pessimo segnale, un termometro dei tempi.</p>
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<p>Uno degli effetti collaterali di questa crisi globale è quello di darci la sensazione di vivere in una riedizione di <em>La notte dei morti viventi</em>, il film cult di <strong>George A. Romero</strong> che risale al 1968. Eh già, nell&#8217;anno in cui dovevamo chiedere l&#8217;impossibile e cambiare il mondo quel regista visionario veniva a dirci che i morti sarebbero tornati a mangiarci vivi. E infatti il titolo originale del film era <em>The Flesh Eaters</em>, i mangiatori di carne (umana s&#8217;intende, sennò che gusto c&#8217;è?).</p>



<p>Ci sono quelli che non si è mai riusciti a seppellire totalmente, c&#8217;è sempre stata una mano che sporgeva dalla tomba. Penso a <strong>John Bolton,</strong> un perfetto <em>flash eater</em>. Uno che in carriera (e di carriera ne ha fatta, passando anche per le cariche di ambasciatore Usa all&#8217;Onu e di consigliere per la Sicurezza nazionale) si è battuto, più o meno nell&#8217;ordine: <strong>per il <em>regime change</em> in Iran, Siria e Libia; per l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq;</strong> contro l&#8217;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche dell&#8217;Aja (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/OPAC">OPAC</a>) perché non abbastanza incline ad accettare ordini dagli Usa; contro la Costituzione della Corte penale internazionale; contro la moratoria universale della pena di morte, votata all&#8217;Onu; contrario anche all&#8217;Onu stessa dove poi andò a fare l&#8217;ambasciatore, minacciando di bloccarne il budget se non fossero state approvate certe riforme gradite agli Usa. Bolton, che porta la responsabilità politica (non diciamo morale, parola che a quei livelli è sconosciuta) <strong>di centinaia di migliaia di morti, oltre che di scelte americane disastrose</strong>, è ancora lì che cerca di spiegarla, come se avesse mai azzeccato qualcosa in vita sua, come se non fosse quello che è.</p>



<p>C&#8217;è di buono che a Bolton, a parte qualche circolo neocon dove i membri hanno rigorosamente tre narici, non dà retta nessuno. Ma pensiamo invece a <strong>Tony Blair</strong>, anzi Sir <strong>Anthony Charles Lynton Blair</strong> nonché KG (King&#8217;s Counsel), dal 1997 al 2007 primo ministro del Regno Unito, e in quella veste responsabile (insieme all&#8217;indimenticato <strong>George W. Bush</strong>, che se non altro se ne sta rintanato e va solo ai funerali) dell&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Sappiamo bene quale campagna di bugie fosse stata organizzata allora per poter convincere la gente (esperti e giornalisti no, quelli erano già convinti) che <strong>l&#8217;Iraq pullulava di armi di distruzioni di massa.</strong> A disastro compiuto (secondo l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità i morti civili erano già 150 mila nei primi due anni dell&#8217;invasione) e nel vuoto assoluto di armi chimiche o batteriologiche, il nostro Sir disse che era stato ingannato da servizi segreti e consiglieri. </p>



<p>Mollato il premierato, forse in base al principio che del maiale non si butta via niente, Blair diventa inviato speciale per la pace in Medio Oriente (non è uno scherzo, è proprio così) su mandato di Onu, Ue, Usa e Russia. Dal 2007 al 2015 spende qualche milionata per una suite all&#8217;Hotel American Colony di Gerusalemme, e si batte così bene per la pace che durante il suo mandato <strong>Hamas prende il controllo di Gaza, Israele lancia tre offensiva sulla Striscia </strong>(Piombo Fuso nel 2008, Pilastro di difesa nel 2012 e Margine di protezione nel 2014), per mettersi a fare il suo vero mestiere: parole (famoso il caso in cui chiese 460.000 euro per un discorso di 20 minuti all&#8217;inaugurazione della conferenza mondiale sulla Fame nel Mondo a Stoccolma, che gli furono per fortuna rifiutati) e affari. Questi attraverso il <strong>Tony Blair Institute for Global Change</strong> che, come si sa, riceve abbondanti finanziamenti da Governi e da magnati come Larry Ellison, patron di Oracle e di molte altre cose.</p>



<p>Agli americani Blair sta decisamente simpatico. E così il <em>flesh eater</em> che si era fatto notare in Iraq è <strong>ricomparso come spicciafaccende del <em>Board of Peace</em>&#8216;invenzione di Donald Trump</strong> per trasformare Gaza in una colonia a vocazione turistica, con i palestinesi a svuotare i portacenere e spazzare i pavimenti.</p>



<p>E poiché un morto vivente ne chiama un altro, ecco che riappare a spiegare il mondo nientemeno che <strong>José María Alfredo Aznar López</strong>, per gli amici José Maria Aznar, primo ministro di Spagna dal 1990 al 2004. Aznar verrà ricordato per molte pessime cose. Una è la foto che lo ritrae alle Azzorre, il 16 marzo del 2003, insieme con George W. Bush, Tony Blair e il premier portoghese José Barroso, nella riunione da cui uscirà l&#8217;ultimatum all&#8217;Iraq: <strong>via le armi di distruzione di massa (inesistenti, già detto) o sarà guerra.</strong> La tempra di Aznar, un vero <em>hombre vertical</em> (con la schiena diritta) si vede anche dal giudizio di <em>Foreign Policy</em>, prestigiosa rivista Usa che lo ha qualificato <a href="https://foreignpolicy.com/2010/10/01/bad-exes/">&#8220;uno dei cinque ex premier peggiori del mondo&#8221;</a>. Tra le perle che gli hanno meritato il titolo, anche la dichiarazione sul fatto che l&#8217;elezione di un afroamericano alla presidenza degli Usa avrebbe portato &#8220;al disastro economico&#8221;. Da notare altresì che <a href="https://web.archive.org/web/20190502223947/http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2015/04/21/78-de-lex-gouvernement-de-jose-maria-aznar-dans-le-viseur-de-la-justice/">11 dei 14 membri del governo di José María Aznar </a>nel periodo 2002-2003 sono poi stati incarcerati o perseguiti per atti di riciclaggio di denaro e frode fiscale.&nbsp;</p>



<p>Non male, no? Adesso José Maria, <a href="https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_11/aznar-iran-fermarsi-ora-sarebbe-un-errore-poi-va-rinnovata-l-alleanza-atlantica-18974aaf-b166-4350-bd7c-4a1b4dffcxlk.shtml">puntualmente intervistato dai nostri giornali </a>come se fosse uno cui prestare attenzione, spiega che per l&#8217;Iran &#8220;il peggior risultato sarebbe fermarsi ora. Non ci porterebbe da nessuna parte. Bisogna finire il lavoro&#8221;. <strong>Finirlo come in Iraq, si presume. E perché? Perché &#8220;bisogna cercare di ricreare un nuovo ordine in Medio Oriente&#8221;.</strong> Ordine che presumibilmente si crea demolendo l&#8217;Iraq, la Libia, la Siria, l&#8217;Iran e la vaga idea della Palestina. Come se non fosse dal 1916, cioè dall&#8217;Accordo Sykes-Picot tra Francia e Regno Unito, che con la scusa di &#8220;mettere ordine&#8221; europei e americani fanno disastri in Medio Oriente. Incredibile.</p>



<p>Però la ricomparsa dei morti viventi, di questi <em>flesh eater</em> senza vergogna, non va presa sottogamba. Se si rifanno vivi con questa sicumera è perché sentono di avere le spalle coperte, di poter tornare sulla cresta dell&#8217;onda a dispetto dei misfatti e dei disastri compiuti. <strong>Sono un termometro dei tempi</strong>, che segnala febbre alta. Stiamoci attenti. E poiché non si sa mai, prepariamo pallottole d&#8217;argento e picchetti di frassino. Potrebbero servire. </p>



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		<title>&#8220;Il mondo secondo lui&#8221;: gli ambasciatori Carnelos e Castellaneta raccontano come Berlusconi ha cambiato la politica estera italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-mondo-secondo-lui-gli-ambasciatori-carnelos-e-castellaneta-raccontano-come-berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 14:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1380" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-1536x1104.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-600x431.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Berlusconi, Il mondo secondo lui": il saggio di Carnelos e Castellaneta racconta come Berlusconi ha cambiato la politica estera italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondo-secondo-lui-gli-ambasciatori-carnelos-e-castellaneta-raccontano-come-berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.html">&#8220;Il mondo secondo lui&#8221;: gli ambasciatori Carnelos e Castellaneta raccontano come Berlusconi ha cambiato la politica estera italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1380" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-1536x1104.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Il-mondo-secondo-lui-come-Berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana-600x431.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da imprenditore a presidente del Consiglio, da <em>homo novus</em> del sistema istituzionale a premier più longevo della storia democratica del Paese, da uomo di relazioni manageriali a tessitore di relazioni internazionali e di una vera e propria &#8220;<strong>diplomazia personale</strong>&#8220;: <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dalleredita-popolare-alla-sfida-al-rigore-leuropa-unita-secondo-silvio-berlusconi.html">Silvio Berlusconi, nei suoi tre momenti da presidente </a>del Consiglio (1994-1995, 2001-2006, 2008-2011)</strong>, è stato protagonista di diverse sfide politiche e, in particolare, ha impresso il suo marchio sulla politica estera dell&#8217;Italia in tempi decisivi, in cui il mondo post-Guerra Fredda affrontava le sfide del <strong>terrorismo islamista, della Grande Recessione, dell&#8217;integrazione europea, del deterioramento delle certezze degli Anni Novanta</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Berlusconi e la politica estera: la lettura di Carnelos e Castellaneta</h2>



<p>Considerato un innovatore in politica interna, Berlusconi ha portato dei sostanziali cambiamenti anche nell&#8217;approccio internazionale dell&#8217;Italia. Questi sono oggetto di un&#8217;analisi approfondita nel saggio <a href="https://www.guerini.it/index.php/prodotto/berlusconi-il-mondo-secondo-lui/"><strong><em>Berlusconi, il mondo secondo lui,</em> </strong>scritto dagli ex ambasciatori <strong>Marco Carnelos e Giovanni Castellaneta</strong></a> e edito per i tipi di <strong>Guerini e Associati</strong>. Entrambi gli autori, attenti conoscitori della politica estera del sistema-Paese e lucidi commentatori delle dinamiche del contesto globale, hanno lavorato in prima persona con diversi capi del governo, tra cui lo stesso Berlusconi, e hanno ricostruito la visione del mondo del Cavaliere e le sue iniziative.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="667" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/BERLUSCONI-IL-MONDO-SECONDO-LUI_9788862503648.webp" alt="" class="wp-image-506638" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/BERLUSCONI-IL-MONDO-SECONDO-LUI_9788862503648.webp 667w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/BERLUSCONI-IL-MONDO-SECONDO-LUI_9788862503648-200x300.webp 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/BERLUSCONI-IL-MONDO-SECONDO-LUI_9788862503648-600x900.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px" /></figure>



<p>Ne esce una ricostruzione in cui il leader più longevo e divisivo della Seconda Repubblica viene, a quasi tre anni dalla morte, storicizzato e dunque sottratto ai tempi brevi della cronaca. Fatto estremamente complesso in un&#8217;Italia polarizzata attorno al ricordo della sua eredità, ma che nel contesto della politica estera è <strong>concretizzato da Carnelos e Castellaneta</strong> leggendo le linee di tendenza, quella &#8220;lunga durata&#8221;, per citare Fernand Braudel, che supera la contingenza e gli eventi. Si costruisce un &#8220;Berlusconi-pensiero&#8221; riguardante gli affari internazionali che pone al centro, essenzialmente, due paradigmi e tre innovazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048-1024x750.jpg" alt="" class="wp-image-506658" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048-1024x750.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048-600x440.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145454203_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601048.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Berlusconi con l&#8217;allora primo ministro turco (oggi presidente) Recep Tayyip Erdogan a Istanbul nel maggio 2005</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un premier dell&#8217;era globalizzata</h2>



<p>Primo paradigma: <strong>Berlusconi fu in tutto e per tutto un uomo della globalizzazione</strong>. Liberale e liberista, anche se non dogmatico, come sottolineano gli autori, e sostenitore della <strong>democrazia e della società di mercato</strong>, il fondatore di Fininvest e Mediaset portò nel passaggio alla politica avvenuto nel 1994 l&#8217;immaginario e la visione ottimistica costruita sul modello <a href="https://it.insideover.com/politica/reagan-biden-stato-economia-usa.html">del vero esempio di riferimento, <strong>l&#8217;ex presidente americano Ronald Reagan</strong>, </a>a cui aggiunse una spiccata capacità di leggere i trend che emergevano nel mondo post-Guerra Fredda.</p>



<p>Il secondo paradigma fu quello della &#8220;<strong>diplomazia personale</strong>&#8220;, di cui gli autori danno molti esempi, e che contribuì a <strong>costruire solide relazioni con Paesi come Usa, Russia, Regno Unito</strong> tramite l&#8217;attenzione data da Berlusconi ai rapporti con figure come George W. Bush, Vladimir Putin, Tony Blair. Parallelamente, Berlusconi seppe spesso ben figurare nei grandi vertici internazionali, che nell&#8217;era post-Guerra Fredda passavano dall&#8217;essere grandi momenti solenni a motori del processo decisionale dei Paesi-guida dell&#8217;ordine internazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I forum dei leader, l&#8217;arena preferita di Berlusconi</h2>



<p>Berlusconi ebbe il suo battesimo di politica internazionale nel G7 di Napoli del 1994, ritenuto un successo internazionale e che aprì al riavvicinamento tra Russia e Occidente, culminò la sua traiettoria con il <strong>vertice di Pratica di Mare del 2002 con la storica stretta di mano tra Bush e Putin</strong> e la nascita del consiglio di coordinamento tra Mosca e la Nato e tramontò col G20 di Cannes del novembre 2011, caduto pochi giorni prima della fine del suo quarto governo in un&#8217;Italia travolta dalla tempesta finanziaria. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="812" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2-1024x812.jpg" alt="" class="wp-image-506641" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2-1024x812.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2-768x609.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2-1536x1218.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2-600x476.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224130704578_3aed4d3131b4ec0d3bd8d2fd17a02ac2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In quest&#8217;ultima occasione, il leader più simpatetico con Berlusconi fu <strong>Barack Obama, desideroso di rompere l&#8217;austerità germanocentrica</strong> che frenava la ripresa dell&#8217;economia europea e globale, mentre <strong>Angela Merkel e Nicolas Sarkozy</strong> sostanzialmente isolarono il primo ministro italiano. Fu l&#8217;ultima dimostrazione di un trend politico che vide sempre Berlusconi agire con due Stelle Polari, atlantismo ed europeismo, ma trovarsi, per ragioni personali o scenari politici, a cercare, nei casi decisivi, la sponda degli Stati Uniti prima di quella dell&#8217;Europa a trazione franco-tedesca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Berlusconi e l&#8217;innovazione della politica estera</h2>



<p>Su questi due fronti si innestò una prassi della politica estera che, essenzialmente, vide il Cavaliere promuovere, senza codificarle, tre innovazioni che persistono tuttora. <strong>Il primo punto fu la centralizzazione della politica estera sulla figura del Presidente del Consiglio,</strong> fattore inusitato fino alla nascita della Seconda Repubblica, prima della quale Palazzo Chigi e la Farnesina co-strutturavano l&#8217;agenda diplomatica del Paese. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="641" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181-1024x641.jpg" alt="" class="wp-image-506655" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260224145249149_5de2acb0fb3dec5faf2337c3c9ebc181.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Silvio Berlusconi con il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva a Villa Madama a Roma in una immagine dell&#8217;11 novembre 2008. ANSA/ETTORE FERRARI</figcaption></figure>



<p><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html"><strong>Alcide De Gasperi ebbe il conte Sforza,</strong> </a><strong>Aldo Moro</strong> guidò governi in cui i capi della diplomazia italiana furono <strong>Giuseppe Saragat, Amintore Fanfani e Mariano Rumor</strong> e <strong>Giulio Andreotti,</strong> il premier più longevo prima di Berlusconi, ebbe la sua fase politica più brillante come Ministro degli Esteri di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html">Bettino Craxi negli Anni Ottanta</a></strong>. Con Berlusconi, invece, è Palazzo Chigi che prende le redini delle definizioni delle linee operative. Specie dal suo secondo governo in avanti nessun premier, da Romano Prodi a Giorgia Meloni passando per Mario Monti, Matteo Renzi e Mario Draghi, è venuto meno a questa prassi.</p>



<p>La seconda innovazione, diretta conseguenza della prima, fu l&#8217;ampio coinvolgimento dell&#8217;apparato istituzionale e il coordinamento tra organi dello Stato precedentemente non coinvolti nelle scelte di sistema. Berlusconi portò la cabina di regia a Palazzo Chigi e coordinò una struttura che vide, nei fatti, emergere il ruolo del <strong>consigliere diplomatico del presidente del Consiglio</strong> e dell&#8217;influenza sulla politica estera del <strong>sottosegretario alla presidenza,</strong> incarico sempre ricoperto da <strong>Gianni Letta</strong> che a sua volta operava come autorità delegata ai servizi segreti. Un nuovo sistema che garantiva agilità decisionale e coordinamento tra gli apparati dello Stato prese dunque forma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia economica</h2>



<p>Terza, importante, innovazione di Berlusconi fu la spinta a fare del ministero degli Esteri e della sua struttura un <strong>organo di promozione del Made in Italy e del commercio internazionale,</strong> fonte di prosperità e sviluppo per l&#8217;Italia. In quest&#8217;ottica, non si può non sottolineare come il ruolo di propulsione delle ambasciate abbia aiutato il radicamento di strutture a guida pubblica come Ice, Sace e Simest nel fungere da moltiplicatore di potenza per l&#8217;export. Carnelos e Castellaneta danno di questo fatto, spesso poco sottolineato, tutta la chiara rilevanza, che sostanzialmente ha evitato che il Ministero degli Esteri si svuotasse di proiezione. E ha avuto il suo completamento con la formalizzazione della riforma della Farnesina entrata in vigore lo scorso 1 gennaio, con l&#8217;Italia quarta potenza globale dell&#8217;export. </p>



<p>In definitiva, dunque, Berlusconi ha indubbiamente incarnato uno spirito del tempo chiaro, quello del mondo globalizzato che cercava nuove forme di diplomazia e nuovi modi di approcciare i grandi problemi globali. Pur senza formalizzandola in dottrina, ebbe una visione di politica estera fondata su presupposti chiari: <strong>legami europei ed atlantici, multilateralismo, diplomazia personale, promozione degli affari</strong> come strumento di avvicinamento tra Paesi in politica estera. Interpretò quello che oggi sembra un <strong>mondo antico, dove la diplomazia poteva risolvere problemi</strong> e le relazioni interpersonali influenzare quelle internazionali in profondità. Non per responsabilità sua lo scenario è talmente mutato da rendere ormai storia quanto raccontano con dovizia di particolari Carnelos e Castellaneta nel libro.</p>
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		<title>Marco Tarchi: Donald Trump o la diplomazia del bastone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-donald-trump-o-la-diplomazia-del-bastone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 07:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump agisce in politica estera principalmente per interessi economici mentre l’Europa rimane passiva e vassalla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-donald-trump-o-la-diplomazia-del-bastone.html">Marco Tarchi: Donald Trump o la diplomazia del bastone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Guerrafondaio commerciale</strong>? La formula brillantemente coniata da Alain de Benoist riecheggia, in sostanza, nelle argomentazioni avanzate da gran parte dei commentatori per spiegare il senso dei comportamenti che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> sta assumendo ormai da tempo sullo scenario internazionale. </p>



<p>Per trovare una motivazione ai <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-lintelligenza-artificiale-entra-nel-pentagono-nasce-la-dottrina-militare-ai-first.html">suoi irrefrenabili e paradossali appetiti</a> sulla <strong>Groenlandia</strong>, che pare assurta per lui a un’ossessione, si cita il più delle volte la ricchezza delle terre rare celate sotto il permafrost della “terra verde”, <a href="https://it.insideover.com/politica/dazi-e-minacce-trump-va-in-all-in-contro-la-difesa-europea-della-groenlandia.html">e la questione del rilievo strategico dell’isola</a>, della sua crucialità per il controllo delle rotte artiche, viene chiamata in causa solo di rincalzo.</p>



<p>Anche i persistenti e petulanti riferimenti a una presunta necessità del possesso del territorio per motivi di “<strong>sicurezza nazionale</strong>” non sono presi troppo sul serio, visto anche che i governi di tutti i Paesi del Nord Europa hanno assicurato, in coro, che nella zona bramata dal tycoon non si segnalano presenze di navi russe o cinesi e neppure investimenti economici, trivellazioni o altre forme di interferenza diretta da parte del paese del dragone.</p>



<p>Il mantra del &#8220;ci serve&#8221; che l’attuale inquilino della Casa Bianca non si stanca di recitare in ogni occasione viene quindi interpretato in chiave principalmente, se non esclusivamente, economica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-505639" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nemmeno l’atto di pirateria commesso ai danni di <strong>Nicolás Maduro</strong> sfugge alla regola di questa classificazione, e del resto chi lo ha ordinato è il primo a voler accreditare il movente commerciale dell’azione compiuta, quando afferma che il petrolio venezuelano è stato “rubato” agli Stati Uniti a seguito della nazionalizzazione voluta da Hugo Chávez e deve quindi ad essi ritornare per il tramite delle compagnie made in Usa che lo estrarranno, lo raffineranno e lo distribuiranno a vantaggio prima di tutto proprio e poi del loro paese. </p>



<p>Dichiarazione che, fra l’altro, vanifica il pretesto con cui erano stati giustificati i numerosi mortali attacchi delle settimane precedenti a mezzi nautici di vario tipo, accusati di fare da veicolo all’esportazione di droga: <strong>del narcotraffico e dei suoi danni sui giovani <em>yankee</em>, a presidente venezuelano rapito e incarcerato, non si fa più cenno</strong>, tanto più che la giustizia nordamericana ammette che dell’esistenza del “cartello Maduro” di cui si era vociferato non c’è prova né traccia.</p>



<p>Sotto la stessa voce “<strong>avidità economica</strong>” vengono rubricate molte altre esternazioni trumpiane, fra le più recenti quelle connesse alle minacce rivolte a Cuba, dato che non vi si parla di invasioni in nome del ritorno alla libertà, in stile <em>remake</em> del kennedyano sbarco nella Baia dei Porci, ma di “accordi” che dovrebbero essere sottoscritti al più presto dai governanti dell’isola caraibica, <strong>onde evitare blocchi navali o altri atti di aperta ostilità</strong>, al fine di sostituire alle forniture gratuite o a basso costo di petrolio ed altri generi essenziali sin qui garantite dal regime venezuelano con merci equivalenti ma procurate onerosamente dagli <em>States.</em></p>



<p>E sono ancora vividi nella memoria di chi non dimentica lo strazio della popolazione palestinese il video generato dall’intelligenza artificiale con cui l’idolo del popolo dei Maga profetizzava la futura <strong>metamorfosi di Gaza</strong> in riviera della sponda sud del Mediterraneo e, soprattutto, i lucrosi concreti piani di costruzione di villaggi turistici nella terra martoriata del genero Kushner, di Tony Blair e di altri personaggi legati all’amministrazione di Washington e/o ad Israele. </p>



<p>Inquadrato in questa prospettiva, persino l’appoggio alla politica di sterminio condotta da Netanyahu e complici ai danni della popolazione civile celerebbe motivi di interesse economico. Quegli stessi su cui, ad avviso degli stessi osservatori, poggerebbe la sempre più evidente – e del resto tutt’altro che negata – riesumazione della dottrina Monroe del “cortile di casa”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-505640" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sarebbe insensato negare la consistenza degli argomenti che sorreggono questa tesi, alla quale lo stesso Trump ha fornito legittimazione quando ha fatto dell’imposizione di dazi all’importazione di merci da tutti gli altri paesi il primo atto qualificante del suo secondo mandato, o quando, poco più tardi, ha condizionato la prosecuzione di forniture militari all’Ucraina alla sottoscrizione di un accordo di sfruttamento futuro delle risorse naturali del paese una volta ripristinata la pace. </p>



<p>Ma questo aspetto di quella che ormai si comincia a definire “<strong>dottrina Donroe</strong>” ne esaurisce davvero la portata? E le uniche guerre che ci si può aspettare di veder scoppiare nei prossimi tre anni della sua gestione sono quelle legate al – e determinate dal – dominio dei mercati internazionali e dalle preoccupazioni di risanamento del bilancio interno? Ci sia quantomeno concesso di dubitarne.</p>



<p>L’ipotesi che l’unica ambizione sottostante allo slogan del <em><strong>Make America great again </strong></em>sia il rilancio dell’economia di un Paese che ha sofferto troppo pesantemente di processi di deindustrializzazione e di endemici squilibri del rapporto import/export non rende ragione di molti, troppi atteggiamenti <em>borderline</em> adottati da Donald Trump in materia di politica estera.</p>



<p><strong>C’è chi tende ad attribuirne le cause agli squilibri psicologici del soggetto</strong>, e non vi è dubbio che alcune palesi connotazioni della sua personalità – narcisista, megalomane, arrogante, cinico, avido, sbruffone, mentitore seriale – possano spingere in questa direzione, ma dietro al versante idiosincratico (che, come spiegano i manuali di scienza politica, ha sempre esercitato un ruolo significativo nell’ambito delle relazioni internazionali) c’è, con ogni probabilità, una serie di altri motivi dietro la direzione da lui impressa all’azione statunitense in questo campo, con un netto voltafaccia rispetto alle promesse di ritorno all’isolazionismo fatte agli elettori durante la campagna che lo ha riportato alla presidenza.</p>



<p>E alcune delle sue mosse più recenti, a partire dagli incitamenti indirizzati ai protagonisti delle rivolte iraniane, conditi dalle minacce di un intervento militare diretto, stanno a dimostrarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" alt="Usa" class="wp-image-503969" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<p>Che Trump abbia deciso di modificare la linea strategica adottata dalle precedenti amministrazioni Usa per riconfermare il ruolo egemonico del paese che pretende di essere guidato dal messianico “destino manifesto”, puntando decisamente sull’<em><strong>hard power</strong></em> anche a costo di indebolire l’attrattiva di quel <em><strong>soft power</strong> </em>da <em><strong>american dream</strong> </em>che tanto aveva pesato nei decenni precedenti, liquidando bruscamente le ipocrite motivazioni umanitarie delle azioni belliche passate e la pretesa di ergersi a guida della crociata universale del “mondo libero” contro il despotismo, è un dato innegabile. </p>



<p>Lo si è visto con il trattamento riservato prima a Zelensky e poi a Corina Machado e nella diffidenza nei confronti del figlio dell’ex imperatore persiano, ansioso di passare dall’esilio al trono. Così come è altrettanto evidente, e persino sfacciata, l<strong>a sua parallela indifferenza ai principi e alle prescrizioni del diritto internazionale,</strong> che lo sta rendendo un campione del realismo più spregiudicato e gli vale per questo l’ammirazione, dichiarata o celata, di tutta la destra mondiale. Resta però da capire se a muoverlo a queste scelte sia solo l’obiettivo della riaffermazione del primato economico-finanziario planetario, sempre più insidiato dall’ascesa cinese, o uno scopo di portata più ampia.</p>



<p>Non sappiamo, nel momento in cui scriviamo queste righe, se lo spostamento della portaerei Lincoln dal Mar Cinese meridionale al Golfo persico preluda a un passaggio dalle parole ai fatti nei confronti del regime di Teheran. Di sicuro, se gli Usa decidessero di giocare questa pedina, con il rischio di aggravare ulteriormente l’instabilità dell’area, sarebbe impossibile continuare a coltivare dubbi sul loro intento di modificare radicalmente gli attuali equilibri geopolitici.</p>



<p>L’attivismo di cui essi hanno dato prove ripetute sul quadrante mediorientale nell’ultimo anno, puntando a fare del nuovo governo siriano un alleato e consentendo ad Israele di fare un consistente passo avanti nel progetto di espulsione della popolazione autoctona dalla Palestina, induce piuttosto a pensare che Trump, o più realisticamente qualcuno dei suoi consiglieri di formazione neoconservatrice, <strong>abbia deciso di allargare il terreno dello scontro con la Cina </strong>– il vero ed unico nemico principale degli <strong>Usa </strong>ormai da decenni – all’intero scenario planetario.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg" alt="Iran: l'invincibile Armada Usa pronta a colpire" class="wp-image-503599" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>C’è chi, pur non coltivando simpatie per il Grande Fratello d’oltreoceano, ne accoglie con favore il nuovo approccio, sostenendo che la franchezza spesso spinta fino alla brutalità di <strong>Donald Trump</strong> alza finalmente il sipario intessuto di retorica e manipolazioni dietro il quale gli Stati Uniti hanno, da oltre due secoli, nascosto le loro reali intenzioni imperialistiche, come fecero appunto per bocca di Monroe, quando la volontà di colonizzare i Paesi del centro e Sud America da poco approdati all’indipendenza venne spacciata per riflesso difensivo contro le interferenze europee, o <strong>del primo Roosevelt, Theodore, che ai primi del Novecento proclamò, sempre in funzione antieuropea</strong>, la necessità di «interventi di polizia internazionale» per arginare «comportamenti cronici sbagliati nel continente americano». È una posizione che ha una sua logica, ma non può portare, nell’attuale contesto internazionale, ad alcun esito positivo.</p>



<p>Mettere allo scoperto il vero volto dell’americanismo, il suo carattere aggressivo e immorale, serve infatti a ben poco se chi dovrebbe trarre spunto da questa visione per trovare la forza di uno scatto d’orgoglio ed iniziare a pensare seriamente a liberarsi del condizionamento degli <em>States</em> imbocca la strada opposta, cercando il modo più adatto per non dispiacere allo “storico alleato”. Ed è questo lo spettacolo deprimente che l’<strong>Unione europea</strong> ha offerto al mondo da quando il nuovo esecutivo di Washington ha iniziato ad esprimerle apertamente il suo (non immotivato) disprezzo. </p>



<p>Di fronte al <em>j’accuse</em> pronunciato da<strong> J.D. Vance</strong> a Berlino, che le ha rimproverato di aver sostituito la libertà di pensiero con il culto dell’ideologia <em>woke</em>, si è chiusa in un attonito silenzio. Quando è stata investita da una raffica di dazi per ostacolarne le esportazioni, si è recata in comitiva alla corte di Trump in un plateale gesto di vassallaggio per implorarne la benevolenza, ammainando in fretta e furia le iniziali velleità di contromisure compensative. </p>



<p>E nemmeno la prospettiva di vedersi amputata di una propaggine del proprio territorio le ha ispirato una credibile indignazione, se è vero che l’unica voce di decisa ripulsa dell’ipotesi di un controllo extraeuropeo sulla sua terra è stata quella dell’Alto commissario groenlandese e persino la simbolica operazione coordinata di un ristretto contingente di militari di alcuni paesi dell’Unione è stata presentata immediatamente non come un segnale di dissuasione o un atto di difesa preventiva in caso di invasione, ma come un gesto di buona volontà nei confronti dei potenziali invasori, volto a rassicurarli sulla disponibilità ad essere sempre e comunque al loro fianco, sperando di continuare ad essere almeno accettato in questo ruolo di retroguardia ausiliaria.</p>



<p>Stando così le cose, è inutile sperare che dal trionfale ritorno sulla scena della <em><strong>Big stick diplomacy</strong></em> possa scaturire un soprassalto di dignità da parte del Vecchio continente, troppo immedesimatosi, ormai, nella parte del fedele esecutore di ordini altrui, come dimostra il cocciuto e insensato sforzo di riarmo che Washington ha voluto soltanto per rimpinguare le già ricche casse della sua industria bellica. Se qualcuno ci libererà in futuro dal ritorno dell’era del Gendarme planetario che tanti danni fece nell’era del <em><strong>New World Order</strong></em> di <strong>George W. Bush</strong> e dei suoi neo-con, non sarà certo da Bruxelles che avrà mosso i suoi passi.</p>



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		<title>Lo stralunato, tragico, Board of peace di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lo-stralunato-tragico-board-of-peace-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 17:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo stralunato, tragico, Board of peace di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> proclami sul Board of Peace a trazione trumpiana, che si sta componendo di personaggi vari e variegati, tra cui il catto-satanista Tony Blair</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-stralunato-tragico-board-of-peace-di-gaza.html">Lo stralunato, tragico, Board of peace di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo stralunato, tragico, Board of peace di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260121181517250_31a0211089a402d802672ad7a2fe5617-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il punto focale dei media è fisso sulla Groenlandia, il genocidio dei palestinesi prosegue, lento ma inesorabile. Ogni giorno si registrano vittime, di stenti, di malattie e a causa dell&#8217;assideramento, che <a href="https://www.trtworld.com/article/49be97c45dc8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reclama vite bambine</a>. E quasi ogni giorno l&#8217;IDF uccide: ieri altre cinque morti, di cui due bambini, che si aggiungono ai 460 uccisi dopo il cosiddetto cessate il fuoco (circa cento bambini).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.trtworld.com/article/49be97c45dc8"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-trt-1024x322.jpg" alt="Palestinian infant dies of cold as Israel continues to block aid to Gaza" class="wp-image-80202"/></a></figure>



<p>Né si vede luce all&#8217;orizzonte, stante che i proclami sul Board of Peace a trazione trumpiana, che si sta componendo di personaggi vari e variegati, tra cui il catto-satanista Tony Blair, che evidentemente ha forzato il blocco dei Paesi arabi (che non lo volevano a causa del suo ruolo nell&#8217;invasione irachena), e forse persino il premier israeliano, invitato a farne parte per sedarne il furore causato dalla cooptazione di Turchia e Qatar, che vede come rivali regionali.</p>



<p>A tale circolo Trump ha invitato un po&#8217; tutti i leader, da Macron a Putin, da Xi Jinping alla Ue fino al Canada, con esiti altalenanti. Qualcuno ha accettato di salire sul carrozzone alla modica cifra di un miliardo di dollari (tale la richiesta), altri no, altri ancora ci stanno riflettendo.</p>



<p>Anche perché non si capisce bene cosa debba fare, al di là di supervisionare gli investimenti per edificare una sorta di Disneyland sul sangue versato e porre una pietra tombale sul ruolo delle Nazioni Unite nella tragica vicenda palestinese (e forse sul suo ruolo globale; le affermazioni di Trump sul tema sono state, al solito, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2026-01-21/ty-article/.premium/you-got-to-let-it-continue-trump-asked-whether-his-board-of-peace-could-replace-un/0000019b-dd89-d4bb-a1fb-ffdb67890000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ambigue</a>).</p>



<p>Di certo, per Israele il Board chiude per sempre la presenza dell&#8217;Onu in Palestina, come dimostra il fatto che, subito dopo l&#8217;annuncio della sua creazione, ha raso al suolo la sede dell&#8217;Unwra &#8211; l&#8217;Agenzia Onu per i palestinesi &#8211; a Gerusalemme Est. Iniziativa che corre di pari passo al divieto imposto a 37 organizzazioni umanitarie di operare a Gaza dal 1 marzo, riducendo drasticamente i soccorsi ai sopravvissuti della Striscia.</p>



<p>La colpa di tali organismi, tra i quali Save the Children e Madicins sans frontieres, è di non aver accettato le condizioni imposte dalle autorità israeliane per avere il via libera; anzitutto l&#8217;obbligo di fornire l&#8217;elenco degli operatori impiegati. Sarebbe stato come mettere un bersaglio sul proprio personale, come attesta il fatto che l&#8217;IDF a Gaza ha ucciso 562 operatori umanitari e oltre 1.700 operatori sanitari.</p>



<p>Un divieto che nasce anche dal fatto Tel Aviv non vuole testimoni, come dimostra il fatto che ai giornalisti internazionali è ancora interdetto l&#8217;ingresso nella Striscia. Infatti, sono state le organizzazioni umanitarie, oltre che i bersagliati giornalisti palestinesi, a riportare al mondo lo strazio di Gaza. Testimonianze che le autorità israeliane non hanno gradito.</p>



<p>&#8220;Se ciò che il nostro team vede con i propri occhi a Gaza risulta sgradito a qualcuno, la colpa è di coloro che commettono queste atrocità non di coloro che le denunciano”, ha replicato <a href="https://responsiblestatecraft.org/aid-organizations-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medicins sans frontieres</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-RS-3-1024x561.jpg" alt="Gaza refugees By suspending 37 aid orgs is Israel pushing toward a final expulsion?" class="wp-image-80204"/></figure>



<p>Resta da accennare al nuovo governo di Gaza, il governo tecnocratico nominato dagli Stati Uniti che dovrebbe amministrarla sotto la supervisione dello stralunato Board di cui sopra.</p>



<p>Benché accolto positivamente da Hamas, che controlla la zona della Striscia non occupata dall&#8217;IDF e ha garantito un passaggio di consegne rapido ai nuovi venuti, Israele, che pure è stato consultato sulla sua formazione, gli ha sbarrato la via d&#8217;ingresso. Così tutto resta sospeso, che è poi quel che vuole Tel Aviv, nella speranza di rendere definitivo il provvisorio.</p>



<p>In attesa degli eventi, resta la domanda su come Israele speri di eludere il tribunale della storia. Se oggi può contare sulla sua influenza internazionale sia per avanzare nella prospettiva che il genocidio ha tracciato, sia per evitare l&#8217;isolamento internazionale e le critiche dell&#8217;opinione pubblica mondiale, sa che il tempo potrebbe non essere dalla sua parte. E che i guadagni di oggi potrebbero essere messi in discussione, se non azzerati.</p>



<p>Una domanda che ricorre con certa preoccupazione presso l&#8217;élite israeliane, e non solo. Una risposta l&#8217;ha data Dan Perry che, sul <a href="https://www.jpost.com/opinion/article-873689" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a> del novembre scorso, ha lamentato che &#8220;l&#8217;uso dell&#8217;espressione &#8216;genocidio&#8217; si sta diffondendo in tutto il mondo [oggi meno ndr]. Questa parola, che denota il peggiore dei crimini, viene ormai usata con indifferenza e routine e potrebbe presto radicarsi&#8221;.</p>



<p>&#8220;Se i nemici di Israele riuscissero ad apporre in modo permanente l&#8217;etichetta di &#8216;genocidio&#8217; sulla guerra di Gaza, al punto che persino quanti sono neutrali finirebbero per usarla con noncuranza, sarebbe la loro più grande vittoria in decenni di sforzi di delegittimazione e avrebbe conseguenze devastanti per gli ebrei di tutto il mondo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Serve una campagna di comunicazione e di lobbying concertata e aggressiva per contrastare l&#8217;accusa di genocidio, rivolta a politici, accademici, think tank, società civile e, naturalmente, social media [&#8230;] che coinvolga persone importanti e gente comune, figure terze e israeliani autorevoli&#8221;.</p>



<p>&#8220;Per essere efficace, tale campagna dovrà essere ragionevole e moderata. Non dovrebbe basarsi su una difesa generalizzata di tutto ciò che Israele e le IDF hanno fatto negli ultimi due anni, né deve essere tesa a difendere il governo. Potrebbe anche ammettere che possono essere avvenuti abusi ed errori&#8221;. Ma la parola genocidio dovrà essere contestata con fermezza.</p>



<p>Per questo molti sostenitori di Israele acconsentono sul fatto che potrebbero esser stati commessi crimini di guerra, specificando però che non c&#8217;è stato un genocidio. Perciò questa parola è tanto importante e <em>va usata</em>.</p>



<p>Un altro modo per evitare il tribunale della storia è quello suggerito dall&#8217;ex Capo della Cia e del Dipartimento di Stato Usa Mike Pompeo che, intervenendo a un evento, <a href="https://x.com/clashreport/status/2011212967715750218" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha affermato</a> che è necessario &#8220;assicurarsi che la storia venga raccontata correttamente&#8221; e che i libri di storia non raccontino delle &#8220;vittime di Gaza&#8221;.</p>



<p>L&#8217;ultimo modo per evitare fastidi futuri è una grande guerra. Fiumi di sangue per tutto dilavare. La guerra all&#8217;Iran serve anche a questo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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		<title>Blair, il Ceo di Apollo, l&#8217;ex presidente di Exor: chi c&#8217;è nel Peace Board di Gaza nominato da Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 07:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828113614743_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è Tony Blair, c&#8217;è il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, ci sono i dioscuri della diplomazia Usa Jared Kushner e Marco Rubio: Washington inizia a definire la squadra che dovrà implementare lo scenario di rilancio di Gaza. Mentre la &#8220;Fase 2&#8221; dei negoziati per la pace a Gaza prende formalmente il via in Egitto, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html">[...]</a></p>
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<p>C&#8217;è <strong>Tony Blair,</strong> c&#8217;è il presidente della Banca Mondiale <strong>Ajay Banga,</strong> ci sono i dioscuri della diplomazia Usa <strong>Jared Kushner e Marco Rubio</strong>: Washington inizia a definire la squadra che dovrà implementare lo scenario di rilancio di Gaza. </p>



<p>Mentre la <strong>&#8220;Fase 2&#8221; dei negoziati per la pace a Gaza</strong> prende formalmente il via in Egitto, <strong>il presidente degli Stati Uniti Donald Trump</strong> ha annunciato le nomine per il <strong>Board of Peace</strong> che dovrà coordinare la ricostruzione della Striscia di Gaza qualora i negoziati tra Israele e Hamas andassero a buon fine e si arrivasse tanto al ritiro di Tel Aviv quanto all&#8217;annunciato disarmo dei militanti islamisti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Blair e Kushner in campo</h2>



<p>Dopo che il 14 gennaio alla guida del Comitato nazionale per l&#8217;amministrazione di Gaza (Ncag) istituito con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Usa assieme ai mediatori (Egitto, Qatar hanno nominato l&#8217;ingegnere civile <strong>Ali Shaath, 67 anni, già viceministro dei Trasporti dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese,</strong> Trump ha iniziato a definire il <strong>Board of Peace</strong> partendo dal suo comitato esecutivo, da lui stesso presieduto. Le sette figure scelte sono divise tra profili istituzionali e soggetti esterni.</p>



<p>Dalle istituzioni Usa Trump &#8220;pesca&#8221; il Segretario di Stato Rubio e l&#8217;inviato speciale per il Medio Oriente Kushner, a cui si aggiunge Robert Gabriel, viceconsigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca. <strong>Sono rilevanti, al contempo, le figure esterne</strong>, tra cui appariva scontata la <strong>nomina di Tony Blair, ex premier britannico</strong> e figura centrale nelle trattative alla <strong>Casa Bianca</strong> per definire la Gaza post-cessate il fuoco. Blair ha costruito con Trump un rapporto solido schierando il suo Tony Blair Institute for Global Change al servizio degli sforzi diplomatici americani in sinergia con il genero di Trump e Ceo del fondo Affinity Partners, <strong>Jared Kushner</strong>, a sua volta nel board.</p>



<p>Dalla riunione di fine agosto<a href="https://it.insideover.com/politica/senza-vergogna-tony-blair-distruttore-del-medio-oriente-alla-casa-bianca-per-discutere-del-futuro-di-gaza.html"> alla Casa Bianca con Witkoff e Trump, il duo Kushner-Blair</a> ha giocato un ruolo importante nel delineare i contorni del progetto di mediazione Usa tra Israele e Hamas e, soprattutto, nel renderlo digeribile ai Paesi del Golfo, con cui entrambi hanno una solida e consolidata relazione. <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-per-gaza-lequilibrismo-di-trump-alla-prova-di-hamas-e-dei-nazionalisti-israeliani.html">Il <strong>difficile compromesso</strong> emerso</a> li verrà presenti nel comitato esecutivo del Board of Peace, in cui siederà anche <strong>Nickolay Mladenov,</strong> ex ministro della Difesa e degli Esteri della Bulgaria nei governi del conservatore Boyko Borisov e dal 2015 al 2020 figura centrale nella mediazione tra Israele e Palestina come Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente. Ora sarà l&#8217;ufficiale di collegamento tra Board of Peace e governo palestinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mladenov, l&#8217;ex mediatore chiamato a una nuova missione</h2>



<p>Mladenov è dal 2022 direttore generale di un think tank, l&#8217;Anwar Gargash Diplomatic Academy di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e secondo il <em>Times of Israel</em> è figura su cui tanto l&#8217;esecutivo di Benjamin Netanyahu in Israele quanto <a href="https://www.timesofisrael.com/nickolay-mladenov-us-pick-for-gaza-board-has-won-israelis-and-palestinians-trust/">l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese puntano e di cui si fidano come mediatore. </a><strong>Fermo critico di Hamas</strong>, Mladenov ha però invitato Israele a non cercare a Gaza la via della vittoria militare totale, sostenendo<a href="https://www.inss.org.il/solutions-for-gaza2020conference/"> che avrebbe ridotto la Striscia a una &#8220;nuova Somalia&#8221;.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Rowan e Banga, i finanzieri nel board</h2>



<p>Completano il board due volti noti dell&#8217;alta finanza internazionale. Nel board c&#8217;è <strong>Ajay Banga, presidente della Banca Mondiale</strong>, istituzione che <a href="https://documents1.worldbank.org/curated/en/099607401142639529/pdf/IDU-266ed6af-853b-473f-914e-ed0829e5f1c2.pdf">opera un&#8217;attenta supervisione dei conti dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese</a>. Banga è stato alto manager di Citi e Ceo di Mastercard ed inoltre è l&#8217;ex presidente di <strong>Exor, la holding <a href="https://it.insideover.com/economia/stellantis-boom-di-investimenti-in-america-cosi-elkann-fa-contento-trump.html">della famiglia Agnelli-Elkann</a></strong> che ne controlla le partecipazioni in Stellantis e nelle altre attività industriali e finanziarie. Fu proprio mentre presiedeva il cda di Exor che il manager indiano-americano fu scelto da Joe Biden per guidare la Banca Mondiale, la nomina del cui vertice spetta per prassi al presidente Usa. </p>



<p>Con Banga, Trump strizza l&#8217;occhio all&#8217;India e nomina un manager ben noto negli ambienti internazionali che, va sottolineato, non ha mai dato sponda istituzionali a diverse campagne filoisraeliane che mettevano nel mirino la Banca Mondiale nel <a href="https://unwatch.org/world-bank-economist-husband-of-uns-francesca-albanese-says-israel-invents-terror-attacks/">quadro degli attacchi alla relatrice Onu Francesca Albanese, </a>il cui marito Massimiliano Cali lavora proprio per l&#8217;istituzione da lui presieduta.</p>



<p>Infine, nel board è stato <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-allesercito-servono-150-miliardi-la-grande-finanza-privata-li-raccoglie-in-cambio-di.html">inserito anche <strong>Mark Rowan, Ceo del private equity Apollo,</strong> </a>fondo di primo piano negli investimenti strategici americani e tra i grandi donatori del presidente Trump. </p>



<p>Fermo sostenitore di Israele, Rowan ha condannato le manifestazioni nei campus Usa contro le stragi a Gaza dopo lo scoppio della guerra nel 2023 e ha definito &#8220;anitamericani&#8221;, non solo antisraeliani, gli studenti che marciavano: &#8220;&#8221;Se vieni ad Apollo, non ti assumerei se fossi anti-nero. Non ti assumerei se fossi anti-gay. Non ti assumerei se fossi anti-qualsiasi cosa. Perché dovrei assumere un antisemita?&#8221;,<a href="https://ejewishphilanthropy.com/marc-rowan-its-time-to-exact-a-price-for-antisemitism/"> ha detto Rowan in un&#8217;intervista nel 2024, </a>accusando i protestanti di sostenere &#8220;un&#8217;acquisizione delle nostre istituzioni accademiche d&#8217;élite da parte di una narrativa dominante che possiamo definire istruzione postcoloniale: oppressi contro oppressori, potenti o impotenti&#8221;. La sua figura garantisce più nettamente Israele nel board. A Trump il compito, ora, di coordinare questa squadra dando slancio a una Fase 2 che per ora sembra più simbolica che concreta. Ma che con queste nomine inizia ad aver dei volti responsabili di ogni scelta futura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html">Blair, il Ceo di Apollo, l&#8217;ex presidente di Exor: chi c&#8217;è nel Peace Board di Gaza nominato da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tony Blair e la nuova sorveglianza: quando il Governo ti controlla con l&#8217;algoritmo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tony-blair-e-la-nuova-sorveglianza-quando-il-governo-ti-controlla-con-lalgoritmo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 04:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[tony blair]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/blair.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Blair" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/blair.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/blair-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/blair-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/blair-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Generosamente finanziato da Larry Ellison, Blair propone un dataset con tutti i dati pubblici: un potere di controllo senza precedenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/tony-blair-e-la-nuova-sorveglianza-quando-il-governo-ti-controlla-con-lalgoritmo.html">Tony Blair e la nuova sorveglianza: quando il Governo ti controlla con l&#8217;algoritmo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L’ex premier britannico <strong>Tony Blair</strong>, profondamente impopolare in patria, è tornato al centro della politica mondiale. Veicolo del <em>comeback</em> è il Tony Blair Institute (Tbi) che ha sfornato piani avveniristici per la Gaza post-mattanza e che vede la <em>governance</em> pubblica passare per un ampio uso dell&#8217;algoritmo. O, per essere più precisi, passare attraverso l’unificazione di immense basi informative (sanitarie, fiscali, amministrative) che possano essere “consumabili” da complessi modelli di intelligenza artificiale per meglio controllare i cittadini.</p>



<p>A fare da carburante per l&#8217;impresa c&#8217;è il denaro di<strong> Larry Ellison</strong>, patron di Oracle e uomo più ricco del mondo: almeno 257 milioni di sterline tra donazioni e investimenti dal 2021, che <strong>hanno trasformato il Tbi in un colosso: oltre 900 dipendenti e presenza in almeno 45 Paesi.</strong> Blair non percepisce stipendio, ma l’istituto ha potuto reclutare ex McKinsey e manager di Big Tech; i compensi al vertice superano il milione di dollari.</p>



<p>Quella di Blair è, del resto, la stessa ricetta promossa dal suo alleato più potente: Ellison, pro-Israele di ferro, sponsor di lungo corso dell&#8217;Idf, a febbraio, al<strong> World Governments Summit</strong> di Dubai, <a href="https://www.worldgovernmentssummit.org/media-hub/news/detail/oracle-cto-national-data-must-be-unified-in-sovereign-data-centres-to-revolutionise-government-work?utm_source=chatgpt.com">ha invitato</a> i governi a “unificare tutti i dati nazionali” per rendere più efficiente l&#8217;IA.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il servizio sanitario nel mirino</h2>



<p>Il piano programmatico è stato sfornato il 25 febbraio con il <a href="https://institute.global/insights/tech-and-digitalisation/governing-in-the-age-of-ai-building-britains-national-data-library?utm_source=chatgpt.com">report</a> dell&#8217;Fbi <em>Governing in the Age of AI: Building Britain’s National Data Library</em>, scritto con <strong>The Entrepreneurs Network</strong>: l’idea di una “biblioteca” capace di aprire, standardizzare e interconnettere i dataset pubblici britannici. Un’infrastruttura che nelle intenzioni mette insieme ricerca, innovazione e policy <em>evidence-based</em>, ma concentrando un potere di controllo senza precedenti.</p>



<p>Nel Regno Unito, <strong>la preda più succulenta è l’Nhs</strong>, ossia il servizio sanitario nazionale. Il governo Starmer ha varato il<em> 10 Year Health Plan</em> e il nuovo Health Data Research Service: un &#8220;portale d&#8217;accesso&#8221; ai dati dei pazienti, <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/media/6888a0b1a11f859994409147/fit-for-the-future-10-year-health-plan-for-england.pdf?utm_source=chatgpt.com">finanziato</a> con centinaia di milioni di sterline, per attrarre ricerca e investimenti. Una scelta che ricalca molte raccomandazioni del Tbi e riaccende il dibattito sulle garanzie democratiche nella gestione di dati clinici su scala nazionale.</p>



<p>Qui affiora il nervo scoperto: <strong>chi beneficia davvero di questa accelerazione</strong>? Un’<a href="https://www.newstatesman.com/politics/2025/09/inside-the-tony-blair-institute">inchiesta</a> del <em>New Statesman</em>, basata su documenti e testimonianze interne, descrive un Tbi del tutto allineato alla visione di Oracle: un&#8217;enorme piattaforma di lobbying che a cuore soprattutto gli interessi di un imprenditore sempre più vicino a Donald Trump.</p>



<p>La spinta alla centralizzazione dei dati sanitari si intreccia con altri dossier: Blair è da sempre entusiasta per un modello di <strong>ricostruzione digitale</strong> fondato su <strong>identità biometrica, IA e governance transnazionale</strong>. Per i sostenitori si tratta di una scelta che favorirà la prevenzione e la medicina di precisione. Per i critici, un gradino verso una “<strong>sorveglianza algoritmica</strong>” capace di profilare cittadini e gruppi sociali, con derive difficili da controllare quando le stesse architetture verranno esportate in Paesi dove la tutela della privacy è un optional.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gaza come laboratorio</h2>



<p>Sul <strong>piano geopolitico</strong>, la tentazione è trattare le aree di crisi, come la Striscia di Gaza, come un enorme laboratorio per nuove tecnologie di identificazione e tracciamento. Blair come un futuro<strong> amministratore coloniale</strong> della Palestina demilitarizzata e trasformata nella Riviera proposta da Trump. In questa visione, i cittadini sopravvissuti a un tentativo di pulizia etnica potrebbero diventare mere <strong>unità mobili di dati</strong>, come corridori su una app di jogging, piuttosto che membri di una comunità nazionale.</p>



<p>Blair e i suoi simili danno per scontato che questo paradigma sia sensato e auspicabile, e portatore di maggiore tracciabilità, con benefici per tutti. Ma chi sarà il portavoce dei poveri che non gradiscono forme oppressive di controllo, che usano apparentemente umanitari in meccanismi di esclusione? La Gaza Humanitarian Foundation, ente farlocco che avrebbe dovuto distribuire il cibo durante la strage ma che usava la fame come strumento di ricatto, è un ricordo recente.<br><br>L’asimmetria tra chi progetta gli algoritmi e chi li subisce può trasformarsi in architettura di controllo. A quel punto la domanda non è più solo “chi custodisce i custodi?”, ma “chi possiede i dati dei custodi?”.</p>



<p>Quella dell&#8217;alleanza Blair-Ellison è una <strong>promessa di efficienza</strong>: standardizzare e integrare al tempo in cui i servizi pubblici sono in sofferenza. Ma è anche un salto di fede nel potere redentore dell’AI applicata allo Stato. Per scongiurare che la tecnocrazia dei leader politici già sconfitti dalla Storia diventi un <em>panopticon</em>, e la sorveglianza algoritmi l&#8217;infrastruttura che proteggerà il colonialismo occidentale, serviranno Stati forti, e un&#8217;alternativa socialdemocratica che al momento non c&#8217;è.</p>
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		<title>La diplomazia degli affari: Il ruolo chiave di Kushner e Witkoff nell&#8217;accordo tra Israele e Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-degli-affari-il-ruolo-chiave-di-kushner-e-witkoff-nellaccordo-tra-israele-e-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 09:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="870" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222-1024x464.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222-1536x696.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025101010395017_ccbd614786d89758be1c8f8573bbdbd8-e1760085631222-600x272.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jared Kushner e Steve Witkoff, due uomini d'affari, hanno avuto un ruolo centrale nel negoziato tra Hamas e Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-degli-affari-il-ruolo-chiave-di-kushner-e-witkoff-nellaccordo-tra-israele-e-hamas.html">La diplomazia degli affari: Il ruolo chiave di Kushner e Witkoff nell&#8217;accordo tra Israele e Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;amministrazione Trump ha da tempo mostrato di non seguire i canoni tradizionali della diplomazia. Questo approccio, che combina pragmatismo e dinamismo tipici del mondo degli affari da cui proviene il tycoon, ha trovato conferma nel negoziato che ha portato a un accordo di cessate il fuoco tra <strong>Israele</strong> e <strong>Hamas</strong>, con il rilascio imminente degli ostaggi israeliani.</p>



<p>L&#8217;intesa, <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-israele-approva-laccordo-di-cessate-il-fuoco-smotrich-e-ben-gvir-votano-contro.html">approvata nelle scorse ore dal governo israeliano</a>, segna la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-rapporto-onu-sul-genocidio-a-gaza-e-i-suoi-effetti-sulla-geopolitica.html">fine potenziale di un genocidio che ha devastato Gaza</a>. Ma in questo caso non sono stati i diplomatici di carriera a Washington ad aver dettato le regole del gioco, ma due immobiliaristi newyorkesi: il genero del presidente Usa ed ex consigliere senior della Casa Bianca, <strong>Jared Kushner</strong>, e l&#8217;inviato speciale di Trump per il Medio Oriente, <strong>Steve Witkoff</strong>. In questo senso, la presenza di entrambi in Israele, alla riunione di gabinetto, mentre il governo di Netanyahu stava approvando il piano di Trump, è particolarmente significativa.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricostruzione del New York Times</h2>



<p>Secondo quanto ricostruito dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2025/10/09/us/politics/jared-kushner-gaza-deal.html">New York Times</a></em>, lo scorso venerdì, quando ha saputo che Hamas era pronto a discutere il <strong>rilascio degli ostaggi</strong>, Kushner si trovava nella sua residenza su un’isola artificiale a nord di <strong>Miami</strong>. È subito partito per la villa del miliardario <strong>Witkoff</strong>, a 20 minuti di distanza, dove i due hanno creato un quartier generale improvvisato. Da lì i due hanno gestito le comunicazioni con le parti. Poi l&#8217;attesa svolta, all’inizio della settimana, quando il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/svolta-per-gaza-netanyahu-approva-il-piano-di-trump-hamas-firmi-o-finiremo-il-lavoro.html">ha accettato una proposta di pace in 20 punti</a> elaborata dall&#8217;amministrazione Usa. Poche ore dopo, Hamas ha annunciato l’avvio dei colloqui per gli ostaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;approccio pragmatico di Kushner e Witkoff</h2>



<p>Come spiega il <em>Nyt</em>, Kushner e Witkoff si considerano &#8220;uomini d&#8217;affari&#8221; al servizio del massimo esperto di accordi, il presidente Usa <strong>Donald Trump</strong>. &#8220;Il loro approccio &#8211; scrive il quotidiano &#8211; è semplice: arrivare prima a un &#8220;sì&#8221; e definire i dettagli in seguito. I due hanno trascorso molto tempo insieme nelle ultime settimane, attraversando Miami, poi il Paese e ora il mondo, alla ricerca della pace. La ricostruzione di Gaza è anche nei loro obiettivi&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;esperienza che Steve e io abbiamo come uomini d&#8217;affari è che devi capire le persone&#8221; ha dichiarato Kushner. &#8220;Devi riuscire a ottenere da loro il punto essenziale, e poi capire chi sta giocando, e quanto margine hai per spingere le cose&#8221; ha aggiunto: &#8220;Molte delle persone che fanno questo sono professori di Storia, perché hanno molta esperienza, o diplomatici. <strong>Essere uomini d&#8217;affari è semplicemente diverso: è uno sport diverso</strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-489227" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251010104115240_37a482ef6ec00483ef4b4470a5a8c4d1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A confermare il ruolo chiave di Kushner nel negoziato andato in porto è <strong>Michael Herzog</strong>, ex ambasciatore israeliano: &#8220;Credo che Jared abbia avuto un ruolo nel convincere il presidente Trump, insieme a Steve Witkoff, a presentare questa iniziativa&#8221;, riferendosi al piano di pace in 20 punti. Ha aggiunto: &#8220;Era il momento giusto. Nessuno qui intorno gli ha dato molta possibilità, ma ha funzionato&#8221;. Secondo il democratico <strong>Thomas R. Nides</strong>, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele durante l&#8217;amministrazione Biden, Kushner è stato di fondamentale &#8220;importanza negli Accordi di Abramo, sa come gestire Bibi e capisce i Paesi arabi&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La doppia vita del genero di Trump</h2>



<p>Naturalmente, in questo mare di elogi bipartisan, non mancano le zone d&#8217;ombra. Anzi. Come osserva <em><a href="https://www.lemonde.fr/en/economy/article/2025/10/07/the-double-life-of-jared-kushner-mixing-business-with-politics-as-emissary-for-his-father-in-law-donald-trump_6746194_19.html">Le Monde</a></em>, <strong>Jared Kushner</strong> vive una doppia vita che presenta un evidente conflitto d’interessi: da un lato, come investitore, rafforza i legami finanziari con l’Arabia Saudita, avendo ricevuto un cospicuo investimento di <strong>2 miliardi di dollari</strong> dal Public Investment Fund saudita per la sua società, <em>Affinity Partners</em>; dall’altro, ha ripreso i ruoli diplomatici in Medio Oriente per conto di Trump in cui i sauditi rimangono centrali. Le <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2024/mar/19/jared-kushner-gaza-waterfront-property-israel-negev">sue dichiarazioni ad Harvard nel febbraio 2024</a>, in cui definì il lungomare di Gaza &#8220;molto prezioso&#8221;, suggeriscono inoltre un interesse personale nella ricostruzione della Striscia, che richiede l’approvazione e gli investimenti sauditi. </p>



<p>Non è un mistero, infatti, che il vero obiettivo del progetto di Kushner <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-tony-blair-per-governare-gaza-con-i-milionari-e-senza-i-palestinesi.html">con a capo Tony Blair</a> sia quello di trasformare Gaza in una &#8220;Singapore del Mediterraneo&#8221; o una &#8220;Riviera di Gaza&#8221;. A prima vista, potrebbe apparire come un&#8217;opportunità per superare la povertà. In realtà, <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20251005-kushners-mirage-the-gaza-riviera-and-the-theft-of-a-homeland/">è un progetto di sfruttamento</a>: i palestinesi rischierebbero di diventare <strong>manodopera a basso costo</strong> sulla loro stessa terra confiscata, mentre investitori e regimi stranieri &#8211; tra cui l&#8217;Arabia Saudita &#8211;  ne trarrebbero profitto. Fatte queste considerazioni, va fatta una precisazione: in un contesto di genocidio e devastazione, anche un pessimo accordo, con tutti i suoi interessi e ombre, rappresenta comunque un passo avanti rispetto al nulla. Sempre che l&#8217;accordo regga e che le parti rispettino gli impegni presi. </p>



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<p></p>
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