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	<title>Tahnoun bin Zayed Al Nahyan Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le grandi ambizioni dei piccoli Emirati: la strategia del caos per diventare potenza regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 07:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli ultimi sei mesi hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione geopolitica per gli Emirati Arabi Uniti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260428150014285_c031314061ba197dbdd44eacd92c89cf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli ultimi sei mesi hanno rappresentato <strong>una vera e propria rivoluzione geopolitica per gli Emirati Arabi Uniti, </strong>ricca e dinamica potenza mediorientale che si trova oggi di fronte a molte sfide e all&#8217;esito di cambiamenti che proprio le ambizioni di Abu Dhabi hanno contribuito a sdoganare. Da dicembre a oggi gli Emirati hanno: appoggiato un tentativo, infruttuoso, di ribaltare lo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-stc-al-capolinea-finisce-lavventura-dei-filo-emiratini-trionfa-riad.html" type="post" id="501089">Yemen tramite il Southern Transitional Council (Stc);</a> rafforzato l&#8217;appoggio ai ribelli delle <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf) nella guerra civile in Sudan</strong> contro il governo centrale di Khartoum; conosciuto l&#8217;ampliamento dell&#8217;asse regionale con <strong>Israele anche con vista </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html" type="post" id="499349"><strong>Somaliland</strong> (di cui Tel Aviv riconosce l&#8217;indipendenza)</a>; sostenuto l&#8217;urto della risposta regionale dell&#8217;Iran all&#8217;assalto dello Stato Ebraico e degli Usa durante la <strong>Terza guerra del Golfo; effettuato, senza sbandierarli, attacchi contro obiettivi di Teheran</strong> in risposta ai raid missilistici della Repubblica Islamica contro i porti e i tanker energetici; da ultimo, ma forse soprattutto, rotto con l&#8217;Opec, il cartello mondiale del petrolio, e in particolare con l&#8217;Arabia Saudita che aveva fermato le ambizioni emiratine in Yemen.</p>



<p>Parliamo di una quantità di mosse compiute o subite dal Paese del presidente Mohammed bin Zayed che <strong>si inseriscono nel perimetro di una profonda ridefinizione del Medio Oriente</strong> e delle sue alleanze, dove vecchi blocchi vanno gradualmente liquefacendosi e nuove strutture prendono forma. Gli Emirati Arabi Uniti sono governati da un élite arrembante, militarista, da un principe borgiano come MbZ e da figure comparabili come Tahnoun bin Zayed Al Nahyan (responsabile della sicurezza nazionale) che orchestrano le operazioni d&#8217;intelligence, di proiezione e di ampliamento dell&#8217;influenza emiratina nell&#8217;area. Spesso mostrando anche un&#8217;indubbia tracotanza e una smodatezza negli obiettivi e nella <strong>loro incongruenza con i mezzi a disposizione per realizzarli. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le frecce all&#8217;arco degli Emirati</h2>



<p><strong>Abu Dhabi</strong> ha dalla sua un ruolo importante e strutturale nel Golfo e una capacità di interconnessione su molti fronti: il Paese arabo è infatti al contempo membro dei Brics, ove entrò nel 2024, e del framework degli Accordi di Abramo che proprio gli Emirati avviarono assieme al Bahrain, siglando il mutuo riconoscimento con Israele sotto l&#8217;egida americana nel 2020. Nel quadro di riconfigurazione del Medio Oriente, il Paese ha provato a lungo a presentarsi come sistema &#8220;pontiere&#8221; tra diversi scenari conflittuali e come hub strategico in un mondo competitivo.</p>



<p>Nei fatti, però, il suo posizionamento è sempre più emerso nella direttrice delle potenze revisioniste dell&#8217;ordine macroregionale, ben oltre l&#8217;Asia Sud-Occidentale. Da qui l&#8217;asse privilegiato con Israele, con cui Abu Dhabi condivide la necessità di proiettare influenza contro eventuali egemoni o intrusi esterni, individuati essenzialmente nell&#8217;Iran e nella Turchia, e da qui la <strong>saldatura tra diverse agende geopolitiche: la volontà di Tel Aviv di diventare un vero e proprio impero d&#8217;area</strong> impermeabile a ogni sfida dall&#8217;esterno, destrutturando rivali come l&#8217;Iran, si somma alle ambizioni economiche, minerarie e militari degli Emirati nell&#8217;area del Mar Rosso e alla spinta verso il Sudan,<a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-somalia-ora-il-sudan-la-guerra-civile-diventa-guerra-per-procura-tra-turchia-e-emirati-arabi-uniti.html" type="post" id="487293"> in cui <strong>Abu Dhabi fronteggia indirettamente la Turchia garante del governo di Khartoum</strong></a>, e in prospettiva a grandi progetti <strong>geoeconomici e geologistici</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida degli Emirati, agenti del caos</h2>



<p>Tra questi, in particolar modo, gli Emirati sono tra i principali fautori del <strong>Corridoio Indo-Mediterraneo (Imec)</strong> che l&#8217;India di Narendra Modi progetta come infrastruttura d&#8217;interconnessione oggi più che mai dirimente dato il blocco dello Stretto di Hormuz, con un occhio a Israele e uno all&#8217;Unione Europea. Parimenti, però, la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/middle-corridor-contro-imec-la-turchia-e-la-battaglia-della-logistica-dopo-hormuz.html" type="post" id="513886">Turchia programma il suo Middle Corridor</a></strong> per guardare verso l&#8217;Eurasia profonda offrendo un sistema potenzialmente rivale. </p>



<p>In definitiva, la guerra in Iran pone in emersione tutte le contraddizioni del caso, facendo emergere lo iato tra <strong>revisori aggressivi, strateghi imprevedibili e sistemi competitivi,</strong> e gli Emirati pian piano, senza ammetterlo, fanno una scelta. Il Paese che aveva già preferito l&#8217;India e le sue rotte alla Cina, che pure investe nel suo settore dell&#8217;intelligenza artificiale, e già aveva scelto Israele rispetto ai partner arabi di cui ha voluto a lungo ergersi a garante ha, da ultimo, <strong>rotto con l&#8217;Arabia Saudita, in Yemen prima </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/opec-clamoroso-strappo-degli-emirati-via-dall1-maggio.html" type="post" id="515169"><strong>e con lo strappo con l&#8217;Opec di inizio maggio poi</strong>.</a> Una mossa, quest&#8217;ultima destinata a far rumore, apprezzata dagli Usa e malvista a Riad, con cui si vuole piuttosto riconfigurare una nuova architettura per il sistema energetico internazionale. In un certo senso, gli Emirati scelgono da che parte stare: da quella degli agenti del caos, su ogni scenario. Nella consapevolezza che nella linea d&#8217;ombra del caos stesso le loro fortune potrebbero meglio prosperare. Una strategia ardita, cinica ma non priva di fattori di rischio. E su cui lo stesso Paese mediorientale gioca tutta la sua credibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-grandi-ambizioni-dei-piccoli-emirati-la-strategia-del-caos-per-diventare-potenza-regionale.html">Le grandi ambizioni dei piccoli Emirati: la strategia del caos per diventare potenza regionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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