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	<title>Steven Mnuchin Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2020 09:25:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Steven Mnuchin Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Cina rinforza le imprese di Stato: tensione con Ue e Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-rinforza-le-imprese-di-stato-tensione-con-ue-e-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 09:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Xi Jinping (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Da tempo Unione europea e Stati Uniti chiedevano alla Cina di consentire alle loro imprese di poter competere ad armi pari nell&#8217;immenso mercato cinese. Sembrava che Pechino fosse pronto a modificare il quadro della situazione ma qualcosa è improvvisamente cambiato. Già, perché Xi Jinping ha appena lanciato un piano triennale a sostegno delle aziende statali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-rinforza-le-imprese-di-stato-tensione-con-ue-e-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-rinforza-le-imprese-di-stato-tensione-con-ue-e-stati-uniti.html">La Cina rinforza le imprese di Stato: tensione con Ue e Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Xi Jinping (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Xi-Jinping-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Da tempo<strong> Unione europea</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> chiedevano alla <strong>Cina</strong> di consentire alle loro imprese di poter competere ad armi pari nell&#8217;immenso mercato cinese. Sembrava che Pechino fosse pronto a modificare il quadro della situazione ma qualcosa è improvvisamente cambiato.</p>
<p>Già, perché <strong>Xi Jinping</strong> ha appena lanciato un <strong>piano triennale</strong> a sostegno delle aziende statali nazionali, le stesse che hanno sempre offuscato l&#8217;operato delle società straniere. Secondo quanto riferito da <a href="http://www.asianews.it/notizie-it/Pechino-rompe-con-Usa-ed-Europa-e-rafforza-le-imprese-di-Stato-50550.html"><em>Asianews</em></a>, la decisione, presa nei giorni scorsi dal presidente in persona, sarebbe contraria agli impegni assunti dal Dragone nei confronti di Washington e Bruxelles.</p>
<p>La pandemia di Covid ha contribuito a modificare uno scenario già di per sé piuttosto fragile. Già, perché molte aziende di Stato – in tutto, in Cina, ne troviamo circa 130mila &#8211; sono <strong>colossi inefficienti</strong>. È per questo motivo che settori del potere cinese avrebbero chiesto la loro riforma attraverso un enorme programma di <strong>privatizzazioni</strong>. Un piano, questo, che mitigherebbe in un colpo solo i danni derivanti dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/giganti-confronto-la-sfida-cina-stati-uniti-nel-campo-delleconomia.html">guerra dei dazi con gli Usa</a> e il black out derivante dal lockdown causa Sars-CoV-2.</p>
<p>Scendendo nel dettaglio, nel corso del 2019 le aziende statali cinesi hanno realizzato profitti per <strong>1.500 miliardi di yuan</strong>, cioè circa 190miliardi di euro. Una cifra non all&#8217;altezza dei capitali avuti a disposizione, ovvero 210mila miliardi di yuan, quindi 27mila miliardi di euro.</p>
<h2>Il piano triennale di Pechino</h2>
<p>Pechino ha deciso così di attivare le proprie leve interne. Attenzione però, perché già un piano governativo risalente al 2013 sottolineava come le riforme inerenti alle grandi imprese di Stato dovrebbero seguire &#8220;i principi del libero mercato&#8221;. In ogni caso, il governatore della Banca centrale, Yi Gang, ha spiegato che il governo cinese dovrebbe garantire una sorta di <strong>parità di trattamento</strong> a tutti i concorrenti nel mercato cinese.</p>
<p>Il problema, puntualizza ancora <em>Asianews</em>, è che la linea del signor Yi collide in pieno con quella portata avanti da Xi. Mentre Yi si avvicina alla posizione del premier<strong> Li Keqiang</strong>, secondo qui gli aiuti dovrebbero riguardare piccole e medie imprese, per lo più possedute da privati, il presidentissimo continua ad abbracciare le <strong>imprese di Stato</strong>.</p>
<p>Il motivo è semplice: a detta di vari analisti, il Partito Comunista cinese considera i suoi colossi nazionali cardini del <strong>socialismo di mercato</strong> in salsa cinese. Non solo: le grandi imprese statali sarebbero fondamentali anche come strumento di controllo, tanto politico quanto economico.</p>
<h2>Le tensioni con Europa e Usa</h2>
<p>La presa di posizione di Xi potrebbe quindi creare tensioni con Stati Uniti ed Europa, che da tempo si augurano un cambio di spartito tra i corridoi della Città Proibita. <strong>Ursula von der Leyen</strong>, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">presidente della Commissione europea</a>, l&#8217;8 luglio ha dichiarato che l&#8217;Europa vuole ottenere un rapporto più <strong>equilibrato</strong> con la Cina.</p>
<p>A fine giugno, la stessa von der Leyen, era arrivata a criticare Pechino per aver ritardato l&#8217;apertura del proprio mercato interno e per i continui aiuti forniti alle imprese di Stato. <strong>Aiuti</strong>, questi ultimi, che drogherebbero la concorrenza del libero mercato, a svantaggio delle aziende straniere.</p>
<p>Se l&#8217;Europa si è lamentata, gli Stati Uniti hanno direttamente sbattuto i pugni sul tavolo. <strong>Steven Mnuchin</strong>, segretario Usa al tesoro, è arrivato addirittura a minacciare il temutissimo <strong>decoupling</strong> dell&#8217;economia americana da quella cinese, nel caso in cui Pechino non dovesse riconoscere la &#8220;parità di trattamento in Cina&#8221; alle società americane. Per inciso, con il termine decoupling si indica il progressivo allontanamento di due economie tra loro correlate e interdipendenti. Gli effetti di un simile atto potrebbero essere devastanti per l&#8217;intera filiera economica mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-rinforza-le-imprese-di-stato-tensione-con-ue-e-stati-uniti.html">La Cina rinforza le imprese di Stato: tensione con Ue e Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump minaccia l&#8217;Europa: &#8220;Faccia un accordo o metterò i dazi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/trump-minaccia-leuropa-faccia-un-accordo-o-mettero-i-dazi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 13:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump a Davos" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464-1024x479.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I segnali provenienti da Washington sono sempre più chiari. Dopo gli avvertimenti all&#8217;Unione Europea di Steven Mnuchin, ecco il messaggio di Donald Trump in persona. Il presidente americano, intervistato dall&#8217;emittente Cnbc a Davos, a margine del World Economic Forum, ha affondato il coltello nella piaga sottolineando come l&#8217;ipotesi di imporre dazi sull&#8217;Europa non sia così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-minaccia-leuropa-faccia-un-accordo-o-mettero-i-dazi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-minaccia-leuropa-faccia-un-accordo-o-mettero-i-dazi.html">Trump minaccia l&#8217;Europa: &#8220;Faccia un accordo o metterò i dazi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump a Davos" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Donald-Trump-al-forum-economico-di-Davos-La-Presse-e1579699330464-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I segnali provenienti da Washington sono sempre più chiari. Dopo gli avvertimenti all&#8217;Unione Europea di Steven Mnuchin, ecco il messaggio di <strong>Donald Trump</strong> in persona.</p>
<p>Il presidente americano, intervistato dall&#8217;emittente <em>Cnbc</em> a Davos, a margine del World Economic Forum, ha affondato il coltello nella piaga sottolineando come l&#8217;ipotesi di imporre <strong>dazi</strong> sull&#8217;Europa non sia così remota. “Faranno un accordo, perché devono farlo. Non hanno scelta” ha aggiunto Trump, riferendo anche di aver avuto “un&#8217;ottima conversazione” con il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen”.</p>
<p>L&#8217;inquilino della Casa Bianca ha poi spiegato di aver atteso la conclusione della <strong>guerra commerciale</strong> con la Cina – ricordiamolo, t<a href="https://it.insideover.com/economia/dazi-cina-usa-firmata-la-fase-uno-la-prima-vittoria-di-trump.html">erminata nella Fase uno del nuoco accordo tra Washington e Pechino</a> – e l&#8217;esito del trattato di libero scambio con Messico e Canada per dedicarsi completamente all&#8217;Europa.</p>
<p>Bruxelles, a questo punto, si candida a diventare<a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-la-cina-leuropa-il-nuovo-avversario-di-trump.html"> il prossimo nemico di Trump</a>, in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali programmate nel 2020.</p>
<h2>La minaccia di Trump</h2>
<p>Le posizioni di Trump e <strong>von der Leyen</strong> non sembravano affatto conciliabili, almeno fino a pochi mesi fa. Adesso ci sono nuovi tasselli da aggiungere al mosaico.</p>
<p>Il presidente Usa ha fatto capire di aspettarsi un <strong>accordo</strong>: “Sarei molto sorpreso se dovessi mettere in atto i dazi”. Dall&#8217;altra parte la tedesca ha aggiustato il tiro sul conto di The Donald. In passato aveva detto che “Trump era un amico, ma era impossibile trattare con lui”; adesso von der Leyen ha rimarcato che è il momento di “occuparsi dell&#8217;Europa”.</p>
<p>Questo potrebbe indicare la volontà di trovare un compromesso con Washington ed evitare di cadere nella trappola preparata con astuzia da Trump. Anche perché il presidente americano è letteralmente scatenato. L&#8217;<strong>attacco</strong> all&#8217;Europa, questa volta, è stato diretto e senza giri di parole.</p>
<p>Anzi: il tycoon ha pure parlato di cifre esatte, minacciando di imporre tariffe del 25% sulle <strong>auto</strong> del Vecchio Continente. C&#8217;è solo un modo per evitare la catastrofe: Washington e Bruxelles devono trovare un accordo complessivo sul commercio.</p>
<h2>A rischio il settore auto</h2>
<p>Terminate le minacce di estendere<a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-critica-trump-ma-non-puo-farne-a-meno.html"> l&#8217;ombra dei dazi sull&#8217;Europa</a>, Trump è partito alla carica attaccando le istituzioni europee: “Fare un accordo con l&#8217;Unione europea è più difficile che farlo con chiunque altro. Hanno <strong>approfittato</strong> del nostro Paese per molti anni. Tuttavia, alla fine sarà molto facile perché se non riusciamo a trovare un accordo, dovremo applicare tariffe del <strong>25%</strong> sulle loro auto&#8221;.</p>
<p>Trump non ha indicato alcuna <strong>scadenza</strong> temporale, limitandosi a dire solamente che “loro (cioè i tecnocrati Ue) la conoscono bene”.</p>
<p>Il presidente ha speso qualche battuta anche sulla &#8220;vera&#8221; Trade War, quella in corso tra Stati Uniti e <strong>Cina</strong>: &#8220;Molto presto inizieremo a negoziare la Fase due. Il rapporto con Xi Jinping? Straordinario. Mentre quello con Pechino non è mai stato così buono&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">A proposito di dazi, come detto, già ieri il segretario al Tesoro Usa, Mnuchin, </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/economia/web-tax-la-minaccia-usa-roma-e-londra-rischiano-nuovi-dazi.html">aveva sollevato la questione in merito alla web tax</a><span style="font-size: 1rem;">, una tassa che alcuni Paesi europei vorrebbero imporre e che andrebbe a colpire i <strong>colossi tecnologici</strong> americani. Il messaggio del fido alleato di Trump, anche in quel caso, era inequivocabile: introducete quella tassa e vi sommergeremo di dazi.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-minaccia-leuropa-faccia-un-accordo-o-mettero-i-dazi.html">Trump minaccia l&#8217;Europa: &#8220;Faccia un accordo o metterò i dazi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Web tax, la minaccia Usa: Roma e Londra rischiano nuovi dazi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/web-tax-la-minaccia-usa-roma-e-londra-rischiano-nuovi-dazi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 08:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1485" height="776" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno lanciato un secondo avviso a Italia e Regno Unito sulla web tax: introducetela e vi riempiremo di dazi. Questa volta Washington ha atteso il prestigioso palcoscenico di un evento organizzato dal Wall Street Journal al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, per lanciare un nuovo avvertimento economico da far venire i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/web-tax-la-minaccia-usa-roma-e-londra-rischiano-nuovi-dazi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/web-tax-la-minaccia-usa-roma-e-londra-rischiano-nuovi-dazi.html">Web tax, la minaccia Usa: Roma e Londra rischiano nuovi dazi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1485" height="776" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/donald-trump-casa-bianca-La-Presse-e1574684742536-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno lanciato un secondo avviso a Italia e Regno Unito<a href="https://it.insideover.com/economia/europa-stati-uniti-scontro-sui-colossi-web.html"> sulla web tax</a>: introducetela e vi riempiremo di dazi. Questa volta Washington ha atteso il prestigioso palcoscenico di un evento organizzato dal <em>Wall Street Journal</em> al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, per lanciare un nuovo avvertimento economico da far venire i brividi.</p>
<p>L’effetto è stato dirompente. Mentre un <strong>Donald Trump</strong> in stato di grazia esaltava i traguardi economici raggiunti dal suo Paese e attaccava gli ambientalisti &#8220;alla Greta Thunberg&#8221;, il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, minacciava Roma e Londra: “Se non si fermeranno si troveranno ad affrontare i dazi del presidente Trump”.</p>
<p>In altre parole, sia il governo italiano che quello inglese devono rivedere i loro piani sulla <strong>web tax</strong>, sempre che non vogliano fronteggiare le tariffe statunitensi. L’avvertimento di Mnuchin è arrivato dopo che la Francia ha accettato di congelare fino al termine del 2020 l’introduzione della digital tax.</p>
<p>Parigi si è tirata indietro non appena la Casa Bianca ha parlato di aumento di dazi sulle esportazioni francesi. A quel punto il capo dell’Eliseo, <strong>Emmanuel Macron</strong>, ha fatto un passo di lato per non far arrabbiare Trump.</p>
<p>La legge della <strong>Francia</strong>, secondo Mnuchin, altro non era che “un prelievo iniquo” sul fatturato lordo di numerose aziende tecnologiche Usa. “Presto – ha concluso il segretario americano – avremo colloqui anche con Italia e Regno Unito. Altrimenti dovranno far fronte ai dazi”.</p>
<h2>Roma e Londra nella lista dei cattivi?</h2>
<p>Italia, Francia e Regno Uniti erano i tre Paesi europei che avevano intenzione di imporre una tassazione più alta a carico dei colossi Usa come Amazon, Facebook e Google. Adesso sono rimasti attivi soltanto <strong>Roma</strong> e <strong>Londra</strong>, visto che Parigi, dopo aver introdotto una web tax lo scorso anno, ha alzato bandiera bianca, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-governo-cadra-sulla-web-tax.html">spaventata dai proclami di Trump</a>.</p>
<p>Il <strong>Parlamento italiano</strong>, dal canto suo, nei mesi scorsi ha approvato un provvedimento simile a quello francese, mentre gli inglesi intendono implementare questo tipo di tassazione a partire da quest’anno.</p>
<p>Le autorità del Commercio Usa hanno stabilito che la web tax varata dalla Francia era discriminatoria e per questo motivo hanno proposto dazi fino al 100% su una serie di merci transalpine per un valore complessivo di 2,4 miliardi di dollari.</p>
<p>Macron e Trump si sono incontrati per cercare di trovare una <strong>soluzione</strong>. Alla fine i due leader sono riusciti a raggiungere una tregua, in base alla quale la Francia rinvierà a fine anno l’introduzione della digital tax, mentre gli Stati Uniti bloccheranno fino ad allora qualsiasi dazio contro Parigi.</p>
<h2>La posizione dell’Italia</h2>
<p>Nel frattempo il dialogo tra <strong>Italia</strong> e Stati Uniti sul dossier web tax è ancora apertissimo. Secondo quanto riferisce l’agenzia <em>Agi</em>, Roma confida che l’incontro dell’inclusive frame work previsto la prossima settimana a Parigi con gli Stati Uniti possa registrare progressi verso una soluzione globale che viene ritenuta più appropriata. Dunque, l’imposta italiana, che non scatterà prima del febbraio 2021, è stata creata ad hoc tenendo conto dell’approdo di una <strong>soluzione globale</strong>.</p>
<p>I media sostengono che da qui ad allora proseguiranno i dialoghi “costruttivi” con gli Stati Uniti. In ogni caso la verità è che Italia e <strong>Regno Unito</strong> non hanno allo studio alcuna risoluzione permanente ed entrambi puntano all&#8217;introduzione della web tax.</p>
<p>Archiviata la guerra dei dazi con la Cina, adesso Trump è alle prese con la bizzosa <strong>Europa</strong>. Il tycoon, sempre a Davos, si è detto pronto a “un grande accordo” anche con l’Ue. Resta da capire in quali termini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/web-tax-la-minaccia-usa-roma-e-londra-rischiano-nuovi-dazi.html">Web tax, la minaccia Usa: Roma e Londra rischiano nuovi dazi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuovi dazi di Trump, ma è un bene per gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nuovi-dazi-di-trump-ma-e-un-bene-per-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 06:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1367" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572-1024x729.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ennesimo fulmine a ciel sereno targato Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti non è nuovo a questo genere di uscite a sorpresa e l’ultimo annuncio sull&#8217;introduzione di nuovi dazi nei confronti della Cina rientra perfettamente in questo copione. Il tweet di Trump che ha sconvolto la Cina La guerra commerciale con la Cina sembrava &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/nuovi-dazi-di-trump-ma-e-un-bene-per-gli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1367" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9706572-1024x729.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ennesimo fulmine a ciel sereno targato <strong>Donald Trump</strong>. Il Presidente degli Stati Uniti non è nuovo a questo genere di uscite a sorpresa e l’ultimo annuncio sull&#8217;introduzione di nuovi dazi nei confronti della Cina rientra perfettamente in questo copione.</p>
<h2>Il tweet di Trump che ha sconvolto la Cina</h2>
<p>La guerra commerciale con la Cina sembrava infatti congelata. Le due controparti, cinese ed americana, stavano ormai lavorando giorno e notte per giungere ad un accordo di ampio raggio che potesse regolare il commercio internazionale. All&#8217;improvviso è arrivato il tweet inaspettato di Donald Trump. “Gli Stati Uniti inizieranno il primo settembre introducendo una piccola tariffa addizionale al 10% sui rimanenti 300 miliardi di dollari di beni e prodotti che dalla Cina arrivano verso il nostro Paese. Questo non includerà i i 250 miliardi di dollari già sotto i dazi al 25%”.</p>
<p>Questo il tweet del tycoon che pare aver sconvolto i mercati e gli stessi consiglieri del Presidente. Secondo quanto riportato da <a href="https://it.businessinsider.com/i-nuovi-dazi-di-trump-mettono-ancora-piu-in-crisi-gli-agricoltori-suoi-elettori-ma-dietro-la-mossa-apparentemente-folle-ce-una-strategia/"><em>Business Insider</em></a>, infatti, Donald Trump avrebbe pubblicato il suo cinguettio proprio mentre era accompagnato da funzionari di primo piano della squadra governativa, tra cui lo stesso Segretario del Tesoro <strong>Steven Mnuchin</strong>. Secondo questa ricostruzione Trump avrebbe mostrato la bozza del tweet a tutta la delegazione, che avrebbe espresso parere negativo sul testo. Di tutta risposta il tycoon avrebbe invece pubblicato il tweet. Una dimostrazione di forza nei confronti dell’entourage e del deep state? Quel che è certo è che Trump ama mostrare la propria indipendenza anche di fronte ai suoi consiglieri più vicini.</p>
<h2>Le ragioni dei nuovi dazi verso la Cina</h2>
<p>Il tweet ha, in maniera prevedibile, scatenato il finimondo sui mercati finanziari. In questo caso occorre però fare una prima riflessione. I principali media internazionali hanno infatti dato ampio peso alla caduta di alcuni titoli di borsa, come conseguenza negativa dell’avventata scelta di Trump. In realtà i movimenti di borsa dicono poco su quelle che saranno le conseguenze sull&#8217;economia reale degli Stati Uniti. In particolare, i movimenti finanziari nel breve periodo rappresentano i classici giochi di speculazione che vengono fatti a seguito di dichiarazioni politiche di rilievo, come appunto il tweet di Trump. Il vero impatto del protezionismo americano si potrà comprendere solo tra qualche mese.</p>
<p>Nel frattempo possiamo provare ad ipotizzare quali motivi abbiano spinto il presidente americano ad aumentare la pressione sulla Cina in un momento di apparente distensione. Innanzitutto la scelta ha un significato elettorale. Trump conosce bene i suoi elettori e sa bene il risentimento che questi nutrono nei confronti dell’aggressiva politica commerciale cinese. Far vedere a quella parte di cittadini americani che la Casa Bianca ha il coltello dalla parte del manico con la Cina può certamente rinsaldare il patto elettorale. In secondo luogo i dazi rappresentano anche un chiaro messaggio verso quelle aziende americane che negli anni hanno delocalizzato la produzione in Cina. Vi è per esempio il caso della famosa azienda di giocattoli <strong>Mattel</strong> che effettua due terzi della sua produzione in Cina per poi rivendere negli Stati Uniti.</p>
<h2>Guerra in atto tra Trump e la Federal Reserve</h2>
<p>Dopo l’annuncio di Trump, la Mattel ha infatti perso oltre 12 punti percentuali in borsa. I dazi vogliono quindi essere un argine contro la delocalizzazione delle imprese. America first, significa anche far tornare la produzione in patria e, di conseguenza, creare lavoro per i cittadini americani. Infine, dietro il tweet di Trump, potrebbe nascondersi una sfida personale alla <strong>Federal Reserve</strong>.</p>
<p>I nuovi dazi seguiti dalle minacce di ritorsione cinesi potrebbero infatti costringere la Fed a rivedere la propria strategia e assumere un atteggiamento più accomodante verso le richieste della Casa Bianca. Forse Trump vuole che la Fed sia pronta ad avviare un consistente programma di espansione monetaria, atto a contrastare non solo la reazione cinese ai dazi, ma anche il Quantitative easing europeo. Trump ha dimostrato di essere un abile giocatore d’azzardo e questa nuova mossa potrebbe essere un vero e proprio all in contro la Cina, ma soprattutto contro il deep state americano.</p>
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