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	<title>Stephanie Savell Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall&#8217;antiterrorismo al caos diffuso: l’eredità fallimentare dell’AFRICOM</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dallantiterrorismo-al-caos-diffuso-leredita-fallimentare-dellafricom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 04:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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<p>La strategia antiterrorismo statunitense in Africa non solo ha fallito, ma ha prodotto effetti opposti a quelli dichiarati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dallantiterrorismo-al-caos-diffuso-leredita-fallimentare-dellafricom.html">Dall&#8217;antiterrorismo al caos diffuso: l’eredità fallimentare dell’AFRICOM</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808092718522_1216994895166c0754d1fdb2b80c015c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per anni, <strong>l’Africa è stata il banco di prova silenzioso ma drammaticamente eloquente della “guerra al terrore” </strong><em>Made in Usa</em>. Il continente, soprattutto nelle sue aree più fragili come <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-il-terrorismo-dilaga-nel-sahel-e-non-solo.html">il Sahel </a></strong>e la <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-somalia-e-in-fiamme.html">Somalia</a></strong>, è stato teatro di un interventismo militare sistemico che, a posteriori, si è rivelato un disastro annunciato. Un nuovo rapporto del Pentagono – redatto dall’<strong>Africa Center for Strategic Studies</strong> – conferma con chiarezza ciò che studiosi indipendenti e giornalisti d’inchiesta denunciano da anni: <strong>la strategia antiterrorismo statunitense in Africa non solo ha fallito</strong>, ma ha prodotto effetti opposti a quelli dichiarati, contribuendo alla proliferazione della violenza, al collasso delle istituzioni e alla crescita dei gruppi jihadisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso della potenza: più droni, più morti</h2>



<p>Tra il 2023 e il 2025, le vittime della violenza jihadista sono aumentate del 60%. Nell’ultimo decennio, in Africa si contano oltre <strong>155.000 morti legati ad attività terroristiche</strong>, con <strong>Somalia e Sahel che da sole registrano più di 49.000 morti </strong>ciascuna. Questo dato da solo basterebbe a sollevare interrogativi sulle metriche di successo delle missioni militari. Gli Stati Uniti, mentre intensificavano i raid aerei, <strong>costruivano basi, fornivano armi e addestravano truppe locali</strong>, hanno visto la mappa dell’insorgenza islamista allargarsi fino a coprire 950.000 chilometri quadrati, un&#8217;area equivalente alla Tanzania.</p>



<p>Nonostante i proclami,<a href="https://it.insideover.com/guerra/somalia-sempre-piu-nel-caos.html"> Al-Shabaab in Somalia </a>è oggi più forte di ieri, tanto che il suo budget annuale (circa 200 milioni di dollari) e la sua capacità militare sono “alla pari con quelli degli Stati federali somali”, secondo lo stesso rapporto. Nel solo 2024, le vittime attribuite ad Al-Shabaab sono raddoppiate rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 6.224.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento sistemico del modello securitario USA</h2>



<p>La radice del problema va ben oltre il calcolo dei morti. Gli Stati Uniti hanno costruito una strategia basata su un paradigma ormai logoro: fornire <strong>assistenza militare e addestramento a eserciti deboli, corrotti o autoritari</strong>, nella convinzione che la superiorità tecnica potesse sopperire all’assenza di legittimità politica. In realtà, molti di quei governi hanno usato l’assistenza USA per reprimere minoranze etniche o concorrenti politici, contribuendo a scatenare i cicli di violenza che oggi dilaniano il Sahel.</p>



<p>Secondo<strong> Stephanie Savell della Brown University</strong>, “quei finanziamenti e quelle armi sono stati usati per colpire gruppi emarginati all’interno degli stessi Stati”, trasformando il conflitto contro il terrorismo in una guerra civile permanente a bassa intensità. Burkina Faso, Niger e Mali sono diventati i simboli più evidenti di questo corto circuito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Droni, contractor e colpi di Stato: il lato oscuro</h2>



<p>Nel Sahel, il fallimento non è solo militare ma anche politico. <strong>Dal 2012, almeno 15 ufficiali addestrati dagli USA sono stati protagonisti di 12 colpi di stato.</strong> Mali e Burkina Faso ne hanno vissuti più d’uno ciascuno. L’assistenza alla sicurezza, dunque, non ha rafforzato le istituzioni democratiche ma ha contribuito alla loro erosione. Il Niger, considerato fino a pochi anni fa una roccaforte strategica degli Stati Uniti in Africa, è oggi preda del caos. Dopo il golpe del 2023 – condotto da cinque ufficiali formati dagli USA – le vittime della violenza jihadista sono quadruplicate, e gli attacchi contro i civili sono aumentati del 49%.</p>



<p>Questi dati inchiodano la retorica del <em>nation building</em> alla realtà dei fatti: il modello dell’AFRICOM non ha creato stabilità, ma ha contribuito a un effetto domino di destabilizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vuoto della diplomazia e il collasso umanitario</h2>



<p>Il nuovo rapporto del Pentagono lancia anche un monito sulla dimensione umanitaria della crisi: 30 milioni di persone nel Sahel avranno bisogno di assistenza entro il 2025. Ma i fondi promessi sono appena all’8% di quanto necessario. Il tentativo di Trump di tagliare i finanziamenti a USAID e ONU, sebbene in parte controbilanciato da alcuni sforzi successivi, ha acuito un problema già grave. Uno studio di Lancet ha stimato che tali tagli potrebbero causare fino a 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030, incluse 4,5 milioni tra i bambini sotto i cinque anni.</p>



<p>Eppure, nonostante l’evidenza, la risposta statunitense resta inadeguata. Il generale Michael Langley, comandante dell’AFRICOM, ha ammesso a giugno che il Sahel è diventato “l’epicentro del terrorismo”. Tuttavia, non è seguita una riflessione strategica, ma solo la reiterazione del paradigma muscolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategia senza strategia: la miopia bipartisan</h2>



<p>Sotto le amministrazioni <strong>Bush, Obama, Trump e Biden</strong>, la continuità dell’approccio è stata sorprendente. Solo recentemente, con la pubblicazione dell’analisi del Dipartimento della Difesa citata da <strong>Katherine Ebright del Brennan Center for Justice,</strong> si è iniziato a riconoscere la necessità di valutazioni concrete. Eppure, il Congresso ha esercitato finora una supervisione minima. Il Pentagono ha ritardato per anni l’adozione di un sistema obbligatorio per monitorare i risultati delle missioni, mentre i cittadini americani ignorano l’entità dei costi e dei fallimenti accumulati nel continente africano.</p>



<p><strong>La dimensione economica non è marginale.</strong> La militarizzazione del Sahel ha sottratto risorse alla diplomazia, all’educazione, allo sviluppo agricolo e alla creazione di infrastrutture. Le economie locali sono state travolte dall’instabilità, dal saccheggio delle risorse da parte dei gruppi armati e dal blocco degli scambi regionali. Il costo geoeconomico è incalcolabile: collasso della governance, fuga degli investitori, aumento della dipendenza da aiuti esterni. In una parola, stagnazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro: meno bombe, più politica</h2>



<p>Se qualcosa emerge con chiarezza dal rapporto dell’Africa Center, è che la risposta al terrorismo non può essere solo militare. <strong>La sicurezza è figlia della legittimità e dello sviluppo.</strong> Armi e droni possono uccidere terroristi, ma non fermano le cause che li generano: povertà, marginalizzazione, ingiustizia, autoritarismo. Finché gli Stati Uniti non sapranno affrontare il problema alla radice, ogni intervento sarà destinato a trasformarsi in un nuovo boomerang.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dallantiterrorismo-al-caos-diffuso-leredita-fallimentare-dellafricom.html">Dall&#8217;antiterrorismo al caos diffuso: l’eredità fallimentare dell’AFRICOM</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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