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	<title>skripal Archives - InsideOver</title>
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	<title>skripal Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il capo dei servizi segreti russi morto (quasi) all&#8217;improvviso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-igor-korobov-il-capo-dei-servizi-segreti-militari-russi-morto-quasi-allimprovviso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 15:17:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="499" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/1444807598-spetsnaz-gru-1999.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/1444807598-spetsnaz-gru-1999.jpg 499w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/1444807598-spetsnaz-gru-1999-300x190.jpg 300w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" /></p>
<p>Un &#8220;fedele figlio della Russia&#8221;. E &#8220;un patriota&#8221;. Al ministero della Difesa del suo Paese lo descrivono così, nel giorno della sua morte. Eppure, Igor Valentinovich Korobov, non era una persona qualunque a Mosca. Ma il generale a capo del Gru, i servizi segreti militari russi. È morto a 63 anni. Ufficialmente, a causa di &#8220;una lunga &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-igor-korobov-il-capo-dei-servizi-segreti-militari-russi-morto-quasi-allimprovviso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="499" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/1444807598-spetsnaz-gru-1999.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/1444807598-spetsnaz-gru-1999.jpg 499w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/1444807598-spetsnaz-gru-1999-300x190.jpg 300w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" /></p><p>Un &#8220;fedele figlio della Russia&#8221;. E &#8220;un patriota&#8221;. Al ministero della Difesa del suo Paese lo descrivono così, nel giorno della sua morte. Eppure, <strong>Igor Valentinovich Korobov</strong>, non era una persona qualunque a Mosca. Ma il generale a capo del <strong>Gru</strong>, i servizi segreti militari russi.</p>
<p>È morto a 63 anni. Ufficialmente, a causa di &#8220;<strong>una lunga malattia</strong>&#8220;. Un malessere quasi improvviso che, però, avrebbe iniziato ad accusare, qualche mese fa, in autunno.  E che, secondo alcune indiscrezioni, l&#8217;avrebbe ripreso severamente per un&#8217;operazione finita diversamente dal previsto.</p>
<p>Gli inizi e la carriera militare</p>
<p>Era nato a Vyazma ed nelle forze armate era entrato nel 1972. Cinque anni dopo, nel 1977, si laureò, con lode, alla Scuola di aviazione di Stavropol per piloti e navigatori, nell&#8217;area settentrionale del Caucaso, come ufficiale della Air Force sovietica. Ma nell&#8217;intelligence militare iniziò a fare parte dal 1985. Politicamente cresciuto sotto il segno di <strong>Leonid Il&#8217;ic Breznev</strong>, riuscì ad assistere ai maggiori cambiamenti che interessarono l&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>. Tra cui il suo crollo, la caduta del muro di Berlino e la successiva riorganizzazione dei servizi segreti del post <b>Kgb</b>. </p>
<p>La guida del Gru</p>
<p>La nomina a capo dei servizi segreti militari era arrivata a gennaio del 2016. Nello stesso anno in cui divenne &#8220;Eroe della Russia&#8221;, la più alta onorificenza del Paese. Sostituì<strong> Igor Sergun</strong>, morto, come lui, all&#8217;improvviso e quasi alla sua stessa età, per un attacco cardiaco. I due nomi, che fanno ancora molto rumore, si portano via <strong>confidenze</strong>, <strong>segreti</strong> e <strong>tante verità</strong>. In un momento politicamente instabile e turbolento, dove l&#8217;organo governativo è sotto l&#8217;attenzione particolare di mezzo mondo. Per diverse ragioni. </p>
<p>Il legame con il caso Skripal</p>
<p>Perché legato alla morte di Korobov potrebbe esserci l&#8217;avvelenamento dell&#8217;ex spia 63enne <strong>Sergej Skripal</strong> e della figlia Yulia a Salisbury, nel Regno Unito. L&#8217;identità dei due che avevano compiuto l&#8217;azione, entrati nel Paese con i falsi nomi di Alexander Petrov e Ruslan Borishov, corrispondeva, infatti, al colonnello <strong>Anatoly Chepiga</strong> e al dottore militare <strong>Alexander Mishkin</strong>. Entrambe figure riconducili al Gru.</p>
<p>Tutti gli errori degli uomini di Korobov</p>
<p>Ma l&#8217;attenzione riservata  dai vertici al <strong>Capo del Direttorato Principale per l&#8217;Intelligence</strong> non dipendeva soltanto da questo caso. Ma anche da diversi <strong>errori</strong> commessi dai suoi uomini. In particolare anche dallo stato d&#8217;accusa del procuratore speciale <strong>Robert Mueller</strong> sotto cui erano finiti 12 ufficiali del servizio militare russo per le attività di hacking e il leaking coordinato delle mail dei Democratici americani, di  Hillary Clinton e  di John Podesta (capo della campagna della candidata battuta da Donald Trump). E l&#8217;accusa più grande, di aver interferito nell&#8217;esito delle elezioni presidenziali americane del 2016. Nell&#8217;anno della sua nomina, Korobov era stato inserito, dagli Stati Uniti, nella lista di personalità russe sottoposte a sanzioni e restrizioni di vario genere. </p>
<p>Una nomina pericolosa</p>
<p>Il decesso di Korobov, insieme a quello di Sergun, è stato inserito nella lista delle morti sospette in Russia, stilata da un think tank indipendente. Il cui <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://xsovietunion.blogspot.com/2018/03/list-of-suspicious-russia-related.html">sito</a> viene citato anche da <em>La Stampa</em>. <strong>Michael Carpenter</strong>, consigliere per la Russia durante l&#8217;amministrazione Obama, su Twitter, a poche ora dalla sua morte, ha scritto: &#8220;Il suo predecessore morì, nel 2016, per un attacco di cuore. L&#8217;aspettativa di vita per gli obblighi legati a questo lavoro è piuttosto bassa, ma lo è anche l&#8217;aspettativa di vita media in Russia&#8221;. Per la sua successione circolerebbero due nomi. Per l&#8217;Agenzia <em>Tass</em> potrebbe prendere il posto del Generale il viceammiraglio Igor Kostyukov, che lo sostituì durante la malattia. Ma da non sottovalutare l&#8217;ipotesi di Sergey Gizunov, considerato, da molti, &#8220;gli occhi e le orecchie di Putin&#8221; nel Gru. </p>

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		<title>Londra adesso si muove nell&#8217;Artico per arginare la minaccia russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/londra-adesso-si-muove-nellartico-arginare-la-minaccia-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 06:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Una nuova “defence Arctic strategy” che vedrà schierati nell&#8217;Artico centinaia di Royal Marines, unità d&#8217;élite delle forze terrestri britanniche, e nuovi caccia intercettori Typhoon della Royal Air Force in vista della crescente minaccia russa sulla regione che il surriscaldamento globale, con il conseguente scioglimento della calotta polare, ha reso terreno di scontro per la supremazia sulle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/londra-adesso-si-muove-nellartico-arginare-la-minaccia-russa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42850473_1261100467365367_6181585604082401280_n-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Una nuova “<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.telegraph.co.uk/politics/2018/09/29/uk-sending-800-troops-arctic-warning-shot-russia/">defence Arctic strategy</a>” che vedrà schierati nell&#8217;Artico centinaia di <strong>Royal Marines</strong>, unità d&#8217;élite delle forze terrestri britanniche, e nuovi <strong>caccia intercettori Typhoon</strong> della Royal Air Force in vista della crescente minaccia russa sulla regione che il surriscaldamento globale, con il conseguente scioglimento della calotta polare, ha reso terreno di scontro per <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/lartico-prossimo-teatro-dei-conflitti-internazionali/">la supremazia sulle rotte commerciali</a>.</p>

<p>Per questo circa 800 marines della Royal Navy e quattro caccia multiruolo Typhoon della Raf verranno schierati in Norvegia per pattugliare terra e cielo. Da Londra il segretario alla Difesa <strong>Gavin Williamson</strong> ha comunicato l&#8217;intenzione del Regno Unito di aumentare lo sforzo per arginare <strong>la minaccia russa che incombe sulla regione artica</strong> e sui Paesi alleati della Nato. Secondo gli analisti militari inglesi (ma non è un segreto ormai) l&#8217;attività militare registrata nell&#8217;Oceano Atlantico ha quasi raggiunto i livelli della Guerra fredda; e al 10 di Downing Street è stata espressa la ferma intenzione di controbilanciare le forze.</p>

<p>Ulteriori sforzi di Londra si concentreranno sul <strong>contrastare la minaccia di attacchi informatici attributi al Cremlino</strong>: 2mila cadetti verranno infatti addestrati dal <strong>Government Communications Headquarters</strong> , agenzia governativa britannica che si occupa della sicurezza, spionaggio e controspionaggio nell&#8217;ambito delle comunicazioni, per proteggere le reti internet più sensibili dai cyber attacchi. Il segretario alla Difesa Williamson ha inoltre annunciato lo schieramento a partire dal 2020 del velivolo per la lotta antisommergibile P-8 Poseidon: aereo dalle capacità speciali che è stato <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-pentagono-vuole-monitorare-i-sottomarini-russi-torna-operativa-base-della-guerra-fredda-in-islanda/">recentemente schierato dagli americani in Islanda</a>, sempre contro la minaccia russa.</p>

<p>&#8220;Con lo scioglimento del ghiaccio, e l&#8217;emergere di nuove rotte marittime, l&#8217;importanza della regione artica aumenta&#8221;, ha dichiarato Williamson, &#8220;la Russia, che ha aumentato l&#8217;attività dei sottomarini che operano sotto il ghiaccio e che nutre l&#8217;a ambizione di installare oltre 100 strutture nell&#8217;Artico, intende militarizzare la regione. Dobbiamo essere pronti ad affrontare tutte le minacce che potrebbero emergere&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <em> Bloomberg</em>, le relazioni diplomatiche che corrono tra la Gran Bretagna e la Russia di Vladimir Putin sono al livello più basso mai raggiunto della Guerra fredda del post anni &#8217;70. Questo anche in seguito al presunto attacco con l&#8217;agente nervino di fabbricazione militare sferrato sul suolo britannico che voleva eliminare la spia doppiogiochista<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-russia-non-perdona-le-spie-skripal-gas-nervino-8-anni/"> Sergei Skripal </a>. Il caso diplomatico apertosi per <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/caso-skripal-londra-accusa-due-russi-ecco-prove-1572241.html">le accuse mosse dal governo del primo ministro Theresa May</a> e i dinieghi opposti dalla Russia, che ha sempre negato il coinvolgimento del Cremlino nell&#8217;eliminazione della spia, che ha portato alla morte accidentale di una cittadina britannica, ha raffreddato oltremodo i rapporti che hanno registrato diverse esplosioni di diplomatici e il congelamento di asset associati a oligarchi russi basati nel Regno Unito.</p>
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		<item>
		<title>Caso Skripal sempre più complicato:  anche la Nato possiede il Novichok</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-skripal-anche-la-nato-possiede-il-novichok.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 07:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-1024x700.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Novichok, la micidiale sostanza chimica di fabbricazione sovietica utilizzata per avvelenare l’ex spia russa Sergej Skripal, è stata prodotta anche in alcuni Paesi Nato negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino. Lo rivela un’inchiesta giornalistica tedesca condotta congiuntamente dal settimanale Die Zeit e dal quotidiano bavarese Süddeutsche Zeitung. Secondo le rivelazioni, il Novichok &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-skripal-anche-la-nato-possiede-il-novichok.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-skripal-anche-la-nato-possiede-il-novichok.html">Caso Skripal sempre più complicato:  anche la Nato possiede il Novichok</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-1024x700.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Novichok</strong>, la micidiale sostanza chimica di fabbricazione sovietica utilizzata per avvelenare l’ex spia russa <strong>Sergej Skripal</strong>, è stata prodotta anche in alcuni Paesi Nato negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino. Lo rivela <a style="color: #0000ff" href="https://www.zeit.de/politik/ausland/2018-05/geheimdienst-nowitschok-bnd-nervengift-russland" target="_blank">un’inchiesta giornalistica tedesca</a> condotta congiuntamente dal settimanale <em>Die Zeit</em> e dal quotidiano bavarese <em>Süddeutsche Zeitung</em>.</p>
<p>Secondo le rivelazioni, <strong>il Novichok arrivò in Germania agli inizi degli anni &#8217;90 grazie ad un’operazione segreta del Bnd, il Servizio d’Intelligence tedesco</strong>.</p>
<p>Uno degli scienziati russi che aveva partecipato alla creazione della formula, la cedette insieme ad alcuni campioni del veleno agli 007 di Berlino in cambio di una fuga in Occidente e di una protezione per lui e la sua famiglia.</p>
<p>Erano gli anni dell’implosione dell’Unione Sovietica, ma anche quelli in cui sembrava che la Guerra fredda fosse realmente finita; proprio per questo la Germania era stata tra i paesi più attivi nella messa a bando delle armi chimiche tanto da imporre agli americani di portare fuori dal Paese quelle in dotazione alla Nato. Per questo motivo il campione di Novichock non fu testato in Germania ma in <strong>Svezia</strong>.</p>

<p>L’operazione fu autorizzata direttamente dall’allora Cancelliere Helmut Kohl il quale decise poi di condividere le informazioni prese con i governi di Usa e Gran Bretagna.</p>
<p><strong>Successivamente 5 paesi Nato iniziarono a produrre, seppure in piccola quantità, il Novichok</strong>, ufficiosamente per testare gli strumenti di difesa al veleno in caso di attacco.</p>
<p>Novichok e smoking gun</p>
<p>La rivelazione è importante perché potrebbe rimettere in discussione la ricostruzione fatta dalla Gran Bretagna sul tentato avvelenamento di Sergej Skripal, l’ex spia russa passata agli inglesi e già graziata dal Cremlino anni fa; ricostruzione secondo cui, l’uso del Novichock sarebbe la &#8220;pistola fumante&#8221; del coinvolgimento di Mosca nell’avvelenamento (su questo strano attentato e sulle anomalie che esso presenta, <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/03/17/colpire-putin-per-educarne-100/" target="_blank">abbiamo già scritto qui</a>).  </p>

<p>Il caso Skripal ha portato ad una crisi diplomatica gravissima tra Londra e Mosca dopo che il Primo Ministro britannico Theresa May, ha dichiarato “altamente probabile” che ci fosse proprio il Cremlino dietro il tentativo di omicidio; cosa che ha aperto la strada all&#8217;accusa di Terrorismo di Stato contro Mosca e ad una crisi diplomatica senza precedenti tra Occidente e Russia.</p>
<p>L’accusa si è basata proprio sul fatto che il Novichok era “un agente nervino di tipo militare prodotto in Russia”, come ha ricordato l’agguerrito ministro degli Esteri britannico <strong>Boris Johnson</strong>. Accusa peraltro smentita dagli stessi scienziati inglesi che hanno specificato di non poter accertare l’origine di provenienza del veleno usato <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/05/skipral-e-il-tweet-sparito-loccidente-delle-fake-news/?repeat=w3tc" target="_blank">costringendo il Ministro ad un clamoroso dietrofront</a>.</p>
<p><strong>Ora la notizia che il Novichock è stato prodotto anche in alcuni paesi della Nato</strong> (oltre che in altri dell’allora Patto di Varsavia e oggi membri di Nato e Ue, come la Repubblica Ceca) <strong>e che potrebbe essere in possesso dei loro Servizi d’Intelligence, rende più intricata la spy story</strong>.</p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-skripal-anche-la-nato-possiede-il-novichok.html">Caso Skripal sempre più complicato:  anche la Nato possiede il Novichok</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un omicidio del 1995 ci dice  come si può comprare il Novichok</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-omicidio-del-1995-ci-dice-si-puo-comprare-novichok.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 19:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Novichok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;affare Skripal ha nuovamente puntato i fari del mondo sulla questione delle armi chimiche, e messo sotto accusa la Russia per la provenienza di questo agente nervino, il Novichok, che faceva parte di un programma di ricerca segreto durante gli ultimi anni dell&#8217;Unione sovietica.  Sebbene le conferme sulla natura del veleno siano giunte puntuali dall&#8217;Opac, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-omicidio-del-1995-ci-dice-si-puo-comprare-novichok.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180410161414_26143388-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;<strong>affare Skripal</strong> ha nuovamente puntato i fari del mondo sulla questione delle<strong> armi chimiche</strong>, e messo sotto accusa la Russia per la provenienza di questo agente nervino, il <strong>Novichok</strong>, che faceva parte di un programma di ricerca segreto durante gli ultimi anni dell&#8217;Unione sovietica. </p>
<p>Sebbene le conferme sulla natura del veleno siano giunte puntuali dall&#8217;<strong>Opac</strong>, l&#8217;Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, si è aperto un dibattito delicato sulla sua <strong>provenienza</strong>, sicuramente non accertabile con analisi di laboratorio, così che la Gran Bretagna basasse le proprie accuse su <strong>mere supposizioni</strong> legate appunto alla storicità del programma chimico sovietico. </p>
<p>Eppure, un omicidio avvenuto in Gran Bretagna nel <strong>1995</strong>, aprirebbe ad un altro scenario, che farebbe notare come in realtà, <strong>chiunque poteva entrare in possesso</strong> di Novichok. Nell&#8217;agosto di quell&#8217;anno, infatti, il banchiere <strong>Ivan Kivelidi</strong> e la sua segretaria Zara Ismaylova furono assassinati nel loro ufficio di Londra, con un agente tossico presente sulla cornetta del telefono, che li ha uccisi in sole due ore. </p>

<p>In quell&#8217;occasione, un conoscente della vittima, di nome <strong>Vladimir Khutsishvili</strong>, fu accusato dell&#8217;omicidio, in quanto l&#8217;unica persona presente nell&#8217;ufficio nelle ore in cui tale veleno potesse essere applicato. Kutsishvili, successivamente, dichiarò in tribunale di aver ottenuto il veleno da uno scienziato di nome <strong>Leonid Rink</strong>. </p>
<p>Rink era una specie di superstar delle scienze dell&#8217;Unione sovietica, aveva lavorato presso l&#8217;Istituto di ricerca scientifica per la chimica organica e tecnologia nella <strong>città chiusa di Shikhany</strong>, nella regione meridionale di Saratov. Dal 1985 era stato membro del <strong>team segreto che ha sviluppato gli agenti nervini</strong> del tipo Novichok, per i quali ha continuato la ricerca fino alla metà degli anni &#8217;90.</p>
<p>Al momento dell&#8217;omicidio di Kivelidi nel 1995, il professor Rink era già noto alle forze dell&#8217;ordine. Un anno prima, era stato sospettato e interrogato per la vendita di veleno per uso militare ai<strong> terroristi ceceni</strong>. Egli alla fine confessò di aver venduto una certa quantità di quel veleno; in totale, <strong>otto o nove fiale</strong> di questo veleno di grado militare lasciarono i suoi laboratori segreti. Abbastanza da uccidere diverse <strong>centinaia di persone</strong>, come lo stesso Professor Rink affermò in tribunale.</p>

<p>La sostanza che vendeva era &#8220;nota a una piccola cerchia di persone&#8221;, &#8220;un segreto del governo&#8221; e &#8220;simile alla tossicità dell&#8217;<strong>agente nervoso VX</strong>&#8220;, hanno rivelato i documenti del tribunale.</p>
<p>Il nome della sostanza chimica non è stato menzionato nei documenti, ma da allora molti hanno tracciato una linea retta tra esso, il Novichok e gli <strong>Skripal</strong>. <strong>Boris Kuznetsov</strong>, che inizialmente ha lavorato come avvocato per Khutsishvili prima di lasciare la Gran Bretagna, ha persino rivendicato la spettrometria di massa e le relazioni di spettroscopia all&#8217;infrarosso incluse nel caso, in cui i documenti offrivano la prova più fisica dell&#8217;<strong>esistenza del programma</strong> Novichok. Ha detto di aver passato le relazioni alle autorità britanniche il mese scorso.</p>
<p>C&#8217;è da dire, tuttavia, che molti scienziati <strong>contraddicono</strong> i risultati di tali analisi. Uno di questi è proprio <strong>Vil Mirzayanov</strong>, l&#8217;uomo che nel 1995 rivelò al mondo per primo i segreti dei programmi sovietici sulle armi chimiche. &#8220;Non c&#8217;è fluoro in quei grafici, questo è il risultato&#8221;, ha detto. Era &#8220;possibile&#8221; che la sostanza rappresentasse un nuovo analogo della classe Novichok degli agenti nervini, ma questo assomigliava più a <strong>Tabun</strong>, un agente nervoso <strong>sviluppato in Germania</strong>. &#8220;Rink stava studiando dei nuovi composti derivanti dal Novichok, da poter utilizzare qualora questi fossero poi stati vietati&#8221;. </p>

<p>Il caso Kivelidi è avvolto in vaghe informazioni di dubbia credibilità. &#8220;Ciò che l&#8217;affare mostra, tuttavia, è che nella <strong>paralizzante povertà</strong> degli anni &#8217;90 in Russia, pericolosi veleni di grado militare occasionalmente <strong>sono sfuggiti al controllo del governo</strong>. E non è probabile che il professor Rink fosse l&#8217;unico scienziato incapace di resistere alle forze criminali. Lo stesso Mirzayanov <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/sergei-skripal-yulia-nerve-agent-russia-spy-poisoning-salisbury-murder-ivan-kivelidi-a8303501.html">ha dichiarato</a> all&#8217;<em>Independent</em> di essere stato avvicinato da criminali che cercavano di ottenere armi chimiche. &#8220;È la prima volta che lo dico a qualcuno, ma sì, nel 1994, una volta, mi è stato offerto <strong>un milione di rubli</strong> (circa 16mila euro oggi, all&#8217;epoca oltre 100mila) per sintetizzare un veleno&#8221; ha dichiarato Mirzayanov. &#8220;E &#8216;stata una conversazione molto breve. Ho detto no&#8221;. </p>
<p>Tali rivelazioni <strong>minano le asserzioni britanniche</strong> secondo cui il Cremlino è &#8220;in modo schiacciante &#8220;l&#8217;<strong>unico attore</strong> capace di attuare un attacco con armi chimiche usando il Novichok a <strong>Salisbury</strong>. Con la <strong>sostanza che fluttua nel mercato nero</strong>, un qualsiasi numero di gruppi criminali e di Stati vicini potrebbe potenzialmente essere <strong>in possesso del veleno</strong>. Tre esperti intervistati dall&#8217;Independent hanno concordato che le sostanze del tipo Novichok vendute negli anni &#8217;90 potrebbero <strong>mantenere la potenza letale</strong> anche dopo vent&#8217;anni.</p>
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		<title>La rottura politica tra Russia e Gran Bretagna non ostacola gli affari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-rottura-politica-russia-gran-bretagna-non-ostacola-gli-affari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 10:59:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La tendenza al pensiero positivo sembra aver bypassato le relazioni internazionali. L&#8217;altisonante affare Skripal ha solo esacerbato la già tesa situazione nei rapporti tra Russia e Paesi occidentali. Le relazioni tra Mosca e Londra &#8211; sulla traccia del confronto in corso tra Russia e Stati Uniti &#8211; sono rimaste sullo sfondo. Il Regno Unito ha sostenuto in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rottura-politica-russia-gran-bretagna-non-ostacola-gli-affari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180419224315_26216292-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La tendenza al <strong>pensiero positivo</strong> sembra aver bypassato le relazioni internazionali. L&#8217;altisonante <strong>affare Skripal</strong> ha solo esacerbato la già tesa situazione nei rapporti tra Russia e Paesi occidentali. Le relazioni tra Mosca e Londra &#8211; sulla traccia del confronto in corso tra Russia e Stati Uniti &#8211; sono rimaste sullo sfondo.</p>
<p>Il Regno Unito ha sostenuto in tutti i modi la <strong>linea dettata dagli Stati Uniti</strong>, sebbene a volte venisse meno l&#8217;intesa sui dettagli. Molti hanno visto il duetto Stati Uniti-Gran Bretagna come un tutt&#8217;uno, e hanno adottato lo stesso approccio.</p>
<p>I recenti eventi hanno costretto Mosca, se non a sovrastimare, a rivedere leggermente la sua visione della cooperazione tra Londra e Washington e lavorare con il Regno Unito con un <strong>approccio vis-à-vis</strong> esclusivo, che non mostra cordialità.</p>
<p>Allo stesso tempo, nonostante le crescenti difficoltà nelle relazioni politiche tra Russia e Regno Unito, <strong>i contatti</strong> a livello aziendale e la diplomazia parallela (<em>track two diplomacy</em>) <strong>non si fermano</strong>. Così, più di <strong>100 grandi aziende russe</strong> rafforzano annualmente la loro presenza nel mercato britannico, mentre in Russia ci sono <strong>più di 600 società</strong> britanniche.</p>

<p>E anche se il generale raffreddamento politico ha portato all&#8217;espulsione di diplomatici e alla chiusura di alcune organizzazioni senza scopo di lucro, il settore delle imprese <strong>non ha ancora subito perdite</strong> tangibili. Per quanto riguarda la track two diplomacy, i think tank russi e britannici continuano a <strong>condurre numerosi progetti</strong> volti a stimolare il dialogo tra i due Stati.</p>
<p>Sembra che non ci siano più ottimisti che credono sinceramente che i problemi accumulati saranno risolti da soli e, cosa più importante, in fretta. E anche <strong>trattare direttamente sui tasti dolenti è impossibile</strong>, in questo momento la sensibilità è troppo alta per aprire a potenziali concessioni da ambo le parti. Un approccio più ravvicinato a questi problemi diventerà possibile quando saranno <strong>superate le fasi di esame</strong> dei punti problematici esistenti che servono simultaneamente come punti di contatto tra le due parti.</p>
<p>Il<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.gazeta.ru/politics/2018/04/09_a_11710765.shtml?updated"> rapporto</a>, preparato dal <strong>Consiglio russo per gli affari internazionali</strong> (INF) e dal <strong>Royal Joint Institute for Defense Studies</strong> (RUSI), analizza lo stato attuale e le possibilità di cooperazione tra i Paesi nella sfera della sicurezza. Spiegare le cause di determinati eventi è una questione che è certamente molto utile, ma non contribuisce in modo significativo alla soluzione dei problemi accumulati.</p>
<p>Nell&#8217;analizzare la relazione tra i due Paesi, è possibile identificare almeno<strong> tre aree di sicurezza</strong> all&#8217;interno delle quali proseguire il lavoro comune: cooperazione sulla <strong>linea militare</strong>, <strong>controllo delle armi nucleari</strong> e <strong>sicurezza informatica</strong>.</p>

<p>Quando si parla di interazione sulla linea militare, ovviamente, non si tratta di esercitazioni congiunte. La proposta chiave è di essere onesti l&#8217;uno con l&#8217;altro. <strong>Fornire informazioni veritiere</strong> su esercitazioni su larga scala condotti, anticipare incomprensioni e scambiare dichiarazioni dopo i prossimi incidenti o falsificazioni di informazioni sui media. Inoltre, stanno emergendo sempre più <strong>situazioni rilevanti</strong> dal punto di vista umanitario sul piano internazionale, la cui soluzione <strong>beneficerà della cooperazione</strong> attiva dei due Stati.</p>
<p>La soluzione al problema del controllo delle armi nucleari su carta appare sicuramente diversa dalla realtà fattuale: l&#8217;implementazione pratica, di norma, è lontana dall&#8217;immagine stabilita. Questa sfera, tuttavia, rappresenta ancora un&#8217;<strong>ottima occasione per il dialogo</strong> e la cooperazione tra Stati, non solo nel formato standard Russia-Stati Uniti. Esperti russi e britannici propongono di estendere il <strong>dialogo a cinque partecipanti</strong> (aggiungere Gran Bretagna, Francia e Cina, dunque nel formato del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu) e tenere riunioni multilaterali dedicate a questo problema. L&#8217;emergere di nuove arene di guerra sottolinea ancora una volta la necessità di discutere e trovare una soluzione a questo problema.</p>
<p>Altri temi caldi, ovviamente, auspicano una <strong>soluzione compromissoria</strong> almeno quanto quello della non proliferazione, spostandosi su campi più attuali e caldi come quello della sicurezza informatica che, a colpi di battaglie tra hacker, sta producendo le più grosse grane nelle relazioni tra Paesi. La realtà fattuale in questo momento si distacca molto da un tavolo ideale di negoziazione, e forse nel medio periodo si è destinati a <strong>normalizzare le relazioni</strong> tra Russia e i vari interlocutori occidentali su <strong>basi sempre poco lusinghiere</strong>. Il prossimo banco di prova saranno i <strong>mondiali di calcio FIFA</strong> in Russia, la prossima estate, e ancora una volta si spera di affidarsi alla <strong>diplomazia sportiva</strong>. </p>
<p>Intanto, nonostante le beghe politiche, si continua a fare affari come se nulla fosse. D&#8217;altro canto, l&#8217;economia reale supera molto più agevolmente le rotture politiche, perché gli interessi collimano più o meno ovunque.</p>

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		<title>Siria, dopo l&#8217;attacco la May rischia anche in Parlamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-lattacco-la-may-rischia-anche-parlamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 12:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1045" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In Gran Bretagna è scontro aperto circa la decisione da parte del governo May di aver preso parte al raid in Siria a guida statunitense. Il capogruppo del partito laburista inglese, Jeremy Corbyn, ha aspramente contestato la decisione di Theresa May di aderire alla decisione portata avanti da Donald Trump, e appoggiata dalla Francia di Macron, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-lattacco-la-may-rischia-anche-parlamento.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1045" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/GETTY_20170327140620_22629879-1-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In Gran Bretagna è <strong>scontro aperto</strong> circa la decisione da parte del governo May di aver preso parte al <strong>raid in Siria</strong> a guida statunitense. Il capogruppo del partito laburista inglese, <strong>Jeremy Corbyn</strong>, ha aspramente contestato la decisione di <strong>Theresa May</strong> di aderire alla decisione portata avanti da Donald Trump, e appoggiata dalla Francia di <strong>Macron</strong>, di condurre il <strong>bombardamento aereo su Damasco</strong> e sulla Ghouta orientale avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 aprile. </p>
<p>Corbyn, infatti, sarebbe intenzionato a <strong>portare il fatto all&#8217;attenzione del Parlamento</strong> inglese, poiché considera l&#8217;<strong>attacco illegittimo</strong> sul piano del diritto internazionale, in quanto <strong>non autorizzato</strong> dalle Nazioni Unite, e fondato <strong>sulla base di prove inesistenti</strong> circa l&#8217;effettiva colpevolezza delle forze governative di Assad nel <strong>presunto attacco chimico</strong> condotto su <strong>Douma</strong> pochi giorni fa, nel quale hanno perso la vita circa <strong>80 persone</strong> e oltre 500 sono rimaste ferite. Inoltre, il segretario laburista mette a nudo la posizione della May, in quanto ha<strong> scavalcato il parlamento</strong>, cui avrebbe dovuto chiedere il consenso per l&#8217;attacco. </p>
<p>&#8220;La Gran Bretagna dovrebbe svolgere un ruolo di leadership per ottenere un cessate il fuoco nel conflitto, <strong>non prendere istruzioni da Washington</strong> e mettere in pericolo il personale militare britannico. Theresa May avrebbe dovuto<strong> chiedere l&#8217;approvazione</strong> parlamentare, non seguire le direttive di <strong>Donald Trump</strong>&#8220;.</p>

<p>Dal canto suo, <a href="https://www.thesun.co.uk/news/6050357/theresa-may-syria-airstrike-no-alternative/">come riferisce la stampa</a> inglese, il primo ministro inglese si sarebbe difeso, s<strong>ostenendo la legittimità e la legalità</strong> dell&#8217;attacco, ma ha scatenato una <strong>massiccia discussione</strong> politica con Jeremy Corbyn che l&#8217;ha accusata di recitare in un modo &#8220;legalmente discutibile&#8221; unendosi agli Stati Uniti e alla Francia nel bombardamento.</p>
<p>Il premier ha annunciato da un giorno all&#8217;altro che la Gran Bretagna avrebbe inviato <strong>quattro jet della Royal Air Force</strong> per bombardare un <strong>presunto impianto</strong> di armi chimiche a Douma, insieme alla coalizione a guida statunitense.</p>
<p>Parlando dalla residenza al<strong> civico 10 di Downing Street</strong> questa mattina, il primo ministro ha dichiarato: &#8220;Abbiamo convenuto che fosse sia giusto che legale agire in modo da intraprendere azioni militari per <strong>prevenire un&#8217;ulteriore crisi umanitaria</strong>. Non si trattava di interferire in una guerra civile e non si trattava di un cambio di regime&#8221;.</p>

<p>&#8220;È stato un <strong>attacco limitato</strong>, mirato ed efficace con chiari confini che ha colpito per <strong>evitare l&#8217;escalation</strong> e ha fatto tutto il possibile per evitare vittime civili&#8221;.</p>
<p>Corbyn, tuttavia, sostiene che le bombe <strong>non salveranno altre vite</strong>, e anzi, il primo attacco aprirà le porte ad una <strong>escalation di violenze</strong> anche peggiore, <a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-britain-labour/bombs-wont-save-lives-in-syria-opposition-leader-corbyn-tells-uk-pm-may-idUSKBN1HL0FQ">come riporta</a> <em>Reuters</em>. </p>
<p>Corbyn, sin dal principio, aveva saldamente difeso la sua <strong>posizione anti-interventista</strong>, sia per le questioni di legittimità, sia per le questioni legate alla <strong>veridicità dei fatti</strong> contestati ad <strong>Assad</strong> e al suo governo. Nei giorni scorsi, infatti, aveva rilanciato alla volontà espressa da parte di Theresa May di intraprendere l&#8217;azione militare, con delle affermazioni che auspicavano innanzitutto una <strong>certa verifica delle circostanze</strong>, dal momento che le prove su cui ci si è basati per condurre il raid sono soltanto delle presunte <strong>conferme da parte di attivisti e media</strong> che hanno diffuso contenuti apparentemente veritieri, ma senza che i membri dell&#8217;Osservatorio per le armi chimiche (<strong>Opac</strong>) si fossero recati sul luogo per <strong>effettuare le dovute indagini</strong>.</p>

<p>Corbyn già dal mese scorso aveva insistito su una<strong> linea dura nei confronti del governo Tory</strong>, in quanto già per ciò che riguardasse il caso dell&#8217;<strong>avvelenamento di Sergey Skripal</strong>, <a href="https://www.independent.co.uk/voices/jeremy-corbyn-sergei-skripal-theresa-may-novichok-russia-spy-poisoning-moscow-a8288826.html">aveva espresso</a> il suo <strong>disappunto per le misure diplomatiche</strong> attuate da Londra e dall&#8217;Occidente tutto. La verifica della <strong>provenienza</strong> e della <strong>responsabilità</strong> dell&#8217;avvelenamento di Salinsbury non è mai giunta, dunque le azioni sono da considerarsi <strong>ingiuste e precipitose</strong>. La poltrona di Theresa May sembra sempre più scomoda, e Corbyn di sicuro non farà nulla per salvarle il posto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-lattacco-la-may-rischia-anche-parlamento.html">Siria, dopo l&#8217;attacco la May rischia anche in Parlamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nel risiko tra Usa e Russia  l’Europa ha solo da perdere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nel-risiko-usa-russia-leuropa-solo-perdere.html</link>
		
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 08:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
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<p>Stiamo vivendo ore drammatiche per le sorti della Siria, e, a causa delle alleanze in gioco, per il mondo intero. Lunedì, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu convocata per dirimere la questione mediorientale, si sono sentiti toni che non si sentivano dai tempi della crisi dei missili di Cuba, ed oggi l’alterco tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-risiko-usa-russia-leuropa-solo-perdere.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103805_26139632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103805_26139632.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103805_26139632-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103805_26139632-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103805_26139632-1024x717.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Stiamo vivendo ore drammatiche per le sorti della <strong>Siria</strong>, e, a causa delle alleanze in gioco, per il mondo intero. Lunedì, durante la riunione del <strong>Consiglio di Sicurezza dell’Onu</strong> convocata per dirimere la questione mediorientale, si sono sentiti toni che non si sentivano dai tempi della crisi dei missili di Cuba, ed oggi l’alterco tra <strong>Washington</strong> e <strong>Mosca</strong> è proseguito per voce dei diretti protagonisti, con Trump che in un tweet avvisa la Russia di missili “smart” in arrivo e Lavrov che risponde che se i missili Usa fossero davvero intelligenti avrebbero colpito i miliziani dell’Is e non le Forze Armate del legittimo governo siriano.</p>
<p>Sembra che l’orologio della storia si sia rimesso in cammino e anche questa volta l’<strong>Europa</strong> ne sarà direttamente coinvolta.</p>
<p>Trump è diventato lo strumento di un establishment politico/militare che non può permettere che la Russia ritorni ad essere una potenza globale competitiva – al pari della Cina – e nemmeno permettere che l’Europa sfugga al controllo di Washington. </p>
<p>La vulgata vorrebbe che le nazioni europee, soprattutto quelle occidentali, siano ben salde sotto il giogo americano, ma importanti segnali di “ribellione” sono emersi soprattutto nel corso dell’ultimo anno. Potremmo indicare come data spartiacque il <strong>referendum sulla Brexit</strong> e la conseguente partenza a razzo di alcuni importanti programmi di Difesa congiunta europei che sino ad allora erano stati boicottati internamente da Londra, da sempre più filo-atlantica che filo-europea.</p>
<p>Vi avevamo già parlato di <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/pesco-nasce-la-difesa-europea-litalia-serie-b/" target="_blank">Pesco</a></strong>, la cooperazione permanente strutturata per la Difesa nata a novembre dello scorso anno e siglata da 23 Paesi dell’Unione che è solo il punto di arrivo di un processo nato qualche mese prima, appunto subito dopo l’uscita del Regno Unito dai meccanismi decisionali dell’Ue.</p>

<p>A giugno infatti era stato lanciato il <strong>Fondo Europeo per la Difesa</strong> e per la prima volta i vari programmi, che sono finalizzati ad ottenere anche un esercito europeo, sono finanziati con una pioggia di milioni di euro.</p>
<p>Un progetto industriale simile, a trazione franco-tedesca, non può che preoccupare i costruttori di armamenti di oltre Atlantico: Washington tempo fa si era già lamentata accusando di &#8220;protezionismo&#8221; l’Ue e la predica arriva da un pulpito assolutamente ipocrita, dato che per le aziende di armamenti europee che vogliono entrare nel mercato interno americano l’iter, per farla molto breve, prevede che queste, oltre a cedere brevetti e licenze, costituiscano una joint venture con una società autoctona – quindi di proprietà americana – e che si impieghi personale americano. Sostanzialmente di europeo resta solo il nome della consociata. Nota a margine: una delle debolezze, consapevole o meno, di Bruxelles sino ad oggi è stata anche quella di non aver preteso pari diritti e condizioni, e ci siamo ritrovati con i Faco dell’F-35 che non hanno propriamente le stesse regole che valgono per noi negli Usa.</p>
<p>Anche l’appello rivolto agli Stati europei a raggiungere il <strong>2% del Pil</strong> per la Difesa, enunciato dalla <strong>Nato</strong> ma voluto fortemente dall’amministrazione americana, ha un senso se si pensa che la finalità politica, oltre ad essere quella di sgravare gli Usa dal peso militare del contrasto alla Russia, è quella di poter vendere i propri sistemi d’arma alle cancellerie europee. Piano che salterebbe grazie alla maggior cooperazione dell’industria europea in questo senso.</p>
<p>Brexit sostanzialmente è come se avesse slegato le catene del resto d’Europa e questa rinascita europea, per ora solo sulla carta ma ben avviata con fior di finanziamenti come già dicevamo, mette in pericolo la tenuta di quel lungo guinzaglio che ci lega agli Stati Uniti. Notizia recente è che la Germania e la Francia si stiano accordando per la costruzione di un <strong>caccia di sesta generazione</strong>, che nel quadro di Pesco, potrebbe vedere allargata la propria partecipazione ad altri partner europei e farne un nuovo progetto multinazionale, com’era da auspicabile anche per il caccia di quinta generazione.</p>
<p>A <strong>livello energetico</strong> poi gli Stati Uniti si sono sempre detti preoccupati dalla “dipendenza” europea dal gas russo: i raddoppi delle pipeline come Nord Stream e la costruzione di nuove sono sempre stati osteggiati da Washington – che molto probabilmente è l’abile regista dietro le quinte dell’affossamento di South Stream che ha duramente colpito i nostri interessi essendo coinvolta Saipem con un contratto miliardario. </p>

<p>Non è un segreto che Washington voglia inserirsi nel mercato del gas europeo anche per ammortizzare la bolla speculativa del <strong>gas shale</strong> di produzione americana, tanto che navi metaniere provenienti da oltre Atlantico si sono già viste nei nostri porti, ma quello che più conta è cercare di tagliare il cordone ombelicale che ci lega a Mosca sempre per cercare di minarne la bilancia commerciale, ancora fortemente dipendente dal mercato degli idrocarburi.</p>
<p>Ecco quindi che è stato servito su di un piatto d’argento l’occasione per soffocare ogni tentativo di autonomia europea: il caso <strong>Skripal</strong>. Non è una coincidenza infatti che la questione sia nata da Londra e che sia nata proprio ora. Non vogliamo entrare nel merito della liceità o meno delle accuse inglesi – che comunque paiono molto aleatorie a chi scrive – ma analizzarne solo gli effetti: un ricompattamento dei Paesi dell’Alleanza Atlantica intorno a Londra e quindi intorno a Washington. L’espulsione dei diplomatici russi, e le successive contromisure di Mosca, hanno modificato profondamente i rapporti tra Europa e Russia che forse sono stati definitivamente compromessi: a titolo d’esempio possiamo citare che la stessa Germania, che sino a oggi ha sempre tenuto un atteggiamento cauto in merito a certe scelte diplomatiche sanzionatorie, ha fatto sapere ieri che farà marcia indietro sul <strong>Nord Stream 2</strong> – il raddoppio del gasdotto che la collega alla Russia – se non verrà garantito un ruolo specifico nel mercato del gas all’<strong>Ucraina</strong>, ovvero piegandosi sostanzialmente ai diktat di Washington. Le parole del Cancelliere tedesco Merkel, a scanso di equivoci, sono state “non è possibile che l’Ucraina non abbia alcuna importanza nel transito del gas a causa di Nord Stream 2”. Un dietrofront del tutto inaspettato e un po’ fuori tempo massimo visto l’andamento dei permessi ottenuti e visto che solamente a febbraio il Cancelliere aveva difeso il Nord Stream 2 assicurando Varsavia che non avrebbe costituito una minaccia alla sicurezza energetica dell’Europa, ritenuta dalla Polonia troppo dipendente dalla Russia. </p>
<p>Per tutta risposta il gigante russo dell’energia, Gazprom, ha fatto sapere che pur di mantenere vivo il progetto è disposto a riconsiderare i transiti di gas dall’Ucraina sebbene a volumi ridotti e a condizione di un contratto redditizio, decisione che crediamo abbia messo in imbarazzo Berlino.</p>
<p>Un’Europa quindi che si trova presa tra due fuochi e che corre il serio rischio di vedersi profondamente ridimensionata soprattutto qualora Francia e Inghilterra decidano, e pare cosa fatta, di appoggiare lo scellerato intervento americano in Siria. Di più. Una risposta non uniforme dell’Ue significherebbe una volta di più che l’Unione è solo un grosso castello di carte e che è possibile, per Russia e Usa, spezzarla per i propri interessi: se nazioni come la Germania o la stessa Italia si dicessero contrarie all’intervento sarebbe una grande vittoria mediatica per Mosca e dimostrerebbe l’inconsistenza politica di Bruxelles. Fattore su cui punta anche Washington ma per piegare al proprio volere i suoi Stati membri, e come abbiamo visto sembra che ci sia riuscita con successo.</p>
<p>Sul piatto però c’è ben più della reputazione dell’Europa come entità uniforme e coordinata, e ben più di una semplice schermaglia industriale ed energetica, ora si sta giocando una partita pericolosa che potrebbe facilmente degenerare – anche per una questione di prestigio internazionale di Mosca e Washington – in un’esclation armata senza precedenti, in un conflitto aperto tra potenze che, ancora una volta, ci vedrebbe coinvolti.</p>

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		<title>I rapporti tra Italia e Russia? Non dipendono dalla politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-i-rapporti-tra-italia-e-russia-non-dipendono-dalla-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 08:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I rapporti tra Russia ed Europa hanno raggiunto in queste settimane un nuovo minimo storico, equiparabile ai livelli vissuti durante la Guerra fredda. Questa volta, però, la ragione non è ideologica. La Russia non è più un Paese comunista, anzi, per certi aspetti molto più liberista di alcuni Stati europei, Italia inclusa.  La reciproca espulsione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-i-rapporti-tra-italia-e-russia-non-dipendono-dalla-politica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I rapporti tra <strong>Russia</strong> ed <strong>Europa</strong> hanno raggiunto in queste settimane un nuovo minimo storico, equiparabile ai livelli vissuti durante la <strong>Guerra fredda</strong>. Questa volta, però, la ragione non è ideologica. La Russia non è più un Paese comunista, anzi, per certi aspetti <strong>molto più liberista</strong> di alcuni Stati europei, Italia inclusa. </p>
<p>La reciproca espulsione di diplomatici dai rispettivi Paesi si configura come una <strong>ritorsione politica</strong>, giustificata dal Consiglio europeo come un <strong>dovuto atto di solidarietà euroatlantica</strong> nei confronti di Londra. </p>
<p>La risposta dell&#8217;<strong>Ambasciata russa a Roma</strong> non si poteva far attendere, e in modo più che giustificato ha contraddistinto l&#8217;accaduto e il comportamento dal lato italiano come un atto di &#8220;<strong>inimicizia</strong>&#8221; nei confronti di un Paese con il quale Roma ha sempre intrattenuto <strong>ottime relazioni politiche</strong> ed economiche, oltre che una certa affinità elettiva in ambito culturale. </p>
<p>L&#8217;Italia fascista fu il <strong>primo Paese a riconoscere</strong> a livello internazionale la neonata <strong>Unione Sovietica</strong> di Lenin nel 1924, nonostante la posizione ideologica diametralmente opposta. L&#8217;Italia democristiana di <strong>Fanfani</strong> fu il primo Paese ad Occidente della <strong>Cortina di ferro</strong> a riallacciare delle importantissime relazioni economiche con la Federazione capeggiata da <strong>Kruscev</strong>, al timone delle quali fu posto un pioniere della nuova economia italiana, <strong>Enrico Mattei</strong>. Dal 1960 in poi, infatti, anche con <strong>Cefis</strong> e tutti gli altri vertici dell&#8217;<strong>Eni</strong>, l&#8217;<strong>interscambio commerciale</strong> tra Roma e Mosca crebbe costantemente. </p>

<p>Altri importanti interlocutori del grande Paese/continente sono stati uomini politici di altre colorazioni partitiche, come <strong>Romano Prodi</strong> e, naturalmente, <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Il primo è stato un forte promotore della <strong>cooperazione economica</strong> tra Italia e Russia, il secondo ha fatto uscire la Russia e gli Usa dalla Guerra fredda. </p>
<p>Nonostante il &#8220;clima infame&#8221; generato dalle sanzioni emesse in seguito alla <strong>crisi in Ucraina</strong>, durante il <strong>Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo</strong> del 2016, Putin ed il suo entourage espressero delle parole di <strong>apprezzamento</strong> per l&#8217;operato di Matteo Renzi e del suo governo, auspicandosi di <strong>riuscire a restaurare</strong> delle buone relazioni economiche, sia a livello di import/export che di <strong>import substitution</strong>, con l&#8217;Italia. </p>
<p>Oggi, il gesto della <strong>Farnesina</strong> riflette un atto di <strong>gratuita ostilità</strong> da parte di un governo dimissionario, autorizzato ad espletare soltanto gli &#8220;affari correnti&#8221;, tra i quali l&#8217;attribuzione dello status di &#8220;persona non grata&#8221; certamente non rientra. </p>
<p>L&#8217;andamento delle relazioni italo-sovietiche prima e italo-russe poi, dunque, non hanno seguito un canovaccio meramente politico. Il Cremlino ha <strong>sempre saputo dialogare</strong> con tutti gli inquilini di Palazzo Chigi, <strong>senza badare al colore politico</strong> alla maggioranza.</p>

<p>Non si può chiaramente negare una <strong>responsabilità politica</strong> delle forze di centrosinistra che, negli ultimi quattro anni, hanno allineato la politica estera italiana verso una direttrice europea <strong>russofoba</strong>, o addirittura <strong>anti-russa</strong>, che rassomiglia terribilmente alla &#8220;<strong>dottrina del Containment</strong>&#8221; elaborata da <strong>George Kennan</strong> nel 1947. </p>
<p>L&#8217;auspicio con cui si conclude il commento pubblicato dalla rappresentanza diplomatica russa a Roma riguarda il mantenimento di una <strong>finestra di dialogo</strong> con il prossimo governo, che presumibilmente sarà formato dalle <strong>due forze trionfanti</strong> nelle elezioni del 4 marzo scorso, vale a dire la <strong>Lega </strong> di <strong>Matteo Salvini</strong> e <strong>Movimento 5 Stelle</strong>. </p>
<p>Entrambi i partiti, infatti, hanno curato in maniera rilevante le relazioni con <strong>Putin</strong> e la Russia, grazie ad <strong>importanti contatti</strong> tra i propri vertici e i rappresentanti delle istituzioni e del partito maggioritario, <strong>Russia Unita</strong>. La lettura delle relazioni bilaterali non va chiaramente interpretata come una ricerca di finanziamento delle campagne elettorali dei due <strong>partiti anti-establishment</strong>, ma come una chiara necessità di porre un freno alle <strong>notevoli perdite economiche</strong> derivanti dal <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/sanzioni-l-italia-senza-governo-saccoda-manovre-anti-putin-1509481.html">crollo delle esportazioni</a> verso la Russia, <strong>calate di 3 miliardi all&#8217;anno</strong> a partire dal 2014. </p>
<p>La Russia è un <strong>Paese geograficamente vicino</strong> all&#8217;Unione europea, e sembrerebbe irrinunciabile stabilire una <strong>Azione di Politica Estera</strong>  (EEAS) che non preveda una <strong>adeguata politica di vicinato</strong> basata sul dialogo tra <strong>Bruxelles</strong> e Mosca, con il rischio conclamato di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/occidente-russia-cina/">spingere la Russia</a> verso il famoso &#8220;<em>Pivot to Asia</em>&#8220;, con una <strong>strategia di avvicinamento di Pechino</strong> e di altri grandi Paesi in via di sviluppo del continente asiatico. </p>

<p>Inoltre, la <strong>linea dura contro Mosca</strong> provoca necessariamente uno <strong>svantaggio europeo</strong> su alcuni dei principali tavoli internazionali correnti: la Russia, non bisogna dimenticarlo, ricopre un ruolo chiave riguardo al <strong>posizionamento dell&#8217;Iran</strong> in Medio Oriente, nonché su quello dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, che ora <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/larabia-saudita-si-avvicina-putin-pronti-accordi-energetici-decennali/">guarda al Cremlino con interesse</a>, mentre <strong>al-Sisi</strong>, fresco di vittoria nelle ultime elezioni egiziane, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/nuove-basi-egiziane-alla-russia-al-sisi-si-avvicina-ancora-putin/">estende la presenza russa nel Paese</a> con <strong>nuove basi militari</strong>. Interrompere il dialogo con la Russia, in questo momento, significa <strong>perdere importanti treni</strong> sullo scenario internazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-i-rapporti-tra-italia-e-russia-non-dipendono-dalla-politica.html">I rapporti tra Italia e Russia? Non dipendono dalla politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Qatar nel Consiglio d’Europa E Bruxelles fa la guerra alla Russia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/qatar-consiglio-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2018 10:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="972" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566-1024x664.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Consiglio d’Europa ha accettato il Qatar come membro osservatore, come è stato reso noto durante la firma dell’accordo e la relativa cerimonia dello scorso 26 marzo a Bruxelles, alla presenza di Gabriela Pattani, vice segretario generale del Consiglio d’Europa. Il giorno precedente alla firma dell’accordo, il rappresentante qatariota al Consiglio, Ibrahim Khalil Al-Muhannadi, aveva &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-consiglio-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="972" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904102103_24180566-1024x664.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il Consiglio d’Europa ha accettato il Qatar come membro osservatore, come è stato reso noto durante la firma dell’accordo e la relativa cerimonia dello scorso 26 marzo a Bruxelles, alla presenza di Gabriela Pattani, vice segretario generale del Consiglio d’Europa. Il giorno precedente alla firma dell’accordo, il rappresentante qatariota al Consiglio, Ibrahim Khalil Al-Muhannadi, aveva messo in evidenza l’importanza dell’adesione del Qatar al Consiglio europeo e aveva annunciato che il Paese del Golfo sarebbe diventato membro attivo del Consiglio europeo entro il periodo di due anni.</p>
<p>Dal canto loro, gli Stati membri del Consiglio europeo avrebbero accolto favorevolmente il conferimento dello status di osservatore a Doha, dal momento che “il Paese godrebbe di una buona reputazione in tutti i campi a livello internazionale, secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Jazeera in lingua araba”.</p>
<p>Secondo quanto si legge nella nota diffusa dal Ministero degli esteri del Qatar, l’accordo è mirato allo scambio di informazioni, alla cooperazione in tema di sicurezza anche in previsione dei mondiali di calcio del 2022 e a creare partnership in tema di sicurezza.</p>
<p>Una decisione che non può non destare serie preoccupazioni visto e considerato che il Qatar non è soltanto il quartier generale dell’organizzazione islamista radicale dei “Fratelli Musulmani”, ma è proprio il Qatar che ha sostenuto e finanziato apertamente le milizie dei tagliagole attive in Siria e i vari esponenti dell’Islamismo radicale come l’ex presidente egiziano Mohamed Morsy e il leader spirituale della Fratellanza, Yusuf Qaradawi, che proprio da Doha inneggiava al jihad in Siria.</p>
<p>La stessa emittente televisiva “al-Jazeera”, con base proprio in Qatar, ha svolto un ruolo attivo nella diffusione dell’ideologia islamista, a favore di gruppi jihadisti come l’ex Jabhat al-Nusra (gruppo qaedista) e dei quei “ribelli moderati” siriani che di moderato non avevano assolutamente nulla. E’ proprio dagli schermi di al-Jazeera che pontificava poi Yusuf Qaradawi. Insomma, sentire al-Jazeera che da opinione positiva sul Qatar fa decisamente sorridere.</p>
<p>E’ curioso come L’UE (Assieme a USA, Canada, Israele e Australia) inserisca Jabhat al-Nusra nella lista nera delle organizzazioni terroriste per poi accogliere il Paese che l’ha finanziata per anni.</p>
<p>Nel 2017 il Qatar era stato isolato persino da Egitto, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi e Yemen, con l’accusa di voler destabilizzare l’area finanziando formazioni terroriste e il gruppo islamista radicale dei Fratelli Musulmani. Il Qatar era inoltre stato indicato come sostenitore delle formazioni islamiste attive in Libia.</p>
<p>Non è certo un caso che molte organizzazioni islamiste in Europa, ideologicamente legate ai Fratelli Musulmani, mantengano stretti legami proprio con il Qatar e con le sue fondazioni caritatevoli.</p>

<p>Come si può dunque pensare a una “cooperazione per la sicurezza” in UE con un Paese sostenitore di quell’islamismo radicale che punta a colpire l’Europa e ad egemonizzare quelle realtà islamiche presenti in suolo europeo?</p>
<p>Gli USA rafforzano la presenza militare in Qatar</p>
<p>L’ingresso del Qatar come membro osservatore nel Consiglio d’Europa viene reso noto due mesi dopo che le autorità qatariote annunciavano una vasta espansione della base militare statunitense di al-Udeid, la più grande del Medio Oriente e d’importanza vitale per le operazioni di Washington nello scacchiere mediorientale e afghano. In aggiunta, circa l’80% dei rifornimenti aerei in volo viene coordinato proprio dalla base di al-Udeid, come reso noto dal Ministro della Difesa qatariota Khalid bin Mohammad al-Attiyah.</p>
<p>Secondo i piani di espansione, il complesso dovrebbe arrivare ad ospitare circa 11mila militari statunitensi, con l’aggiunta di 200 unità abitative per il personale militare di Washington. Nel 2017 l’esercito statunitense e quello qatariota avevano partecipato ad esercitazioni congiunte volte a rafforzare la partnership tra i due Paesi.</p>
<p>Non bisogna inoltre dimenticare che presso la base di al-Udied opera anche la Royal Air Force britannica ed è proprio da qui che è decollato in diverse occasioni l’aereo-spia RC-135 per raggiungere i cieli della Siria.</p>
<p>In Qatar è poi presente anche una base militare turca con al suo interno circa 250 militari, sito visitato dal presidente turco Tayyip Erdogan a metà novembre 2017, quando aveva sottolineato la fratellanza tra turchi e qatarioti, enfatizzando l’amicizia, la fiducia e la pace tra i due Paesi.</p>
<p>In effetti un comun denominatore Turchia e Qatar ce l’hanno e cioè hanno entrambi sostenuto le milizie jihadiste in Siria, che si tratti di gruppi islamisti legati ai Fratelli Musulmani, ai qaedisti o all’Isis e tutto in chiave anti-Assad.</p>
<p>Se da una parte il Qatar ha tutto l’interesse a rafforzare la presenza militare anglo-americana e turca sul proprio territorio dall’altro è fondamentale che venga risolta la crisi con i Paesi vicini, come annunciato dallo stesso Ministro degli esteri qatariota a gennaio:</p>

<p>“Credo che l’unica persona che possa risolvere questo problema sia il presidente Trump e credo anche che possa risolverlo con una semplice telefonata”.</p>
<p>Washington e Bruxelles ordinano e Roma esegue</p>
<p>Il Qatar è un alleato chiave per gli interessi geopolitici anglo-americani in Medio Oriente, in particolare in chiave anti-russa, anti-Assad, anti-Iran e in un momento in cui le cose per Washington si sono messe veramente male in Medio Oriente con l’esercito governativo siriano che sta riconquistando i territori e con Assad che sembra uscire rafforzato dal conflitto siriano che ha dimostrato di essere tutto tranne che una guerra civile, con numerosi attori esterni coinvolti.</p>
<p>L’asse sciita che da Teheran raggiunge il Libano passando per Iraq e Siria non è stato spezzato, la presenza russa nell’area mediorientale si è rafforzata; la Turchia, seppur membro della NATO e fortemente anti-Assad, ha paradossalmente affiancato Mosca nel suo intervento a favore di Assad; questione di sopravvivenza, Erdogan non aveva scelta.</p>
<p>Gli anglo-americani non possono dunque permettersi di perdere altro terreno in Medio Oriente e il Qatar non soltanto riconferma il suo ruolo primario sullo scacchiere, ma lo rafforza ulteriormente, consapevole del fatto che senza le proprie basi gli aerei della “Coalizione” non possono volare.</p>
<p>Ecco allora che vediamo il Qatar, principale sostenitore dell’estremismo islamista, stringere accordi con Washington mentre Bruxelles inserisce Doha nel Consiglio europeo, ovviamente tutto a discapito della sicurezza dei Paesi membri dell’UE.</p>
<p>Nel frattempo, sempre su spinta anglosassone, vengono inasprite le misure nei confronti del Cremlino, accusato dell’omicidio della spia russa passata all’MI6, Sergei Skripal e nonostante Londra non abbia presentato alcuna prova che possa dimostrare un’eventuale responsabilità russa.</p>
<p>Del resto è stata la stessa portavoce della Casa Bianca, Heather Nauert, in conferenza stampa a dire che sul caso Skripal gli Stati Uniti non avevano bisogno di prove ma soltanto della parola di Londra per procedere all’espulsione dei diplomatici russi.</p>

<p>L’Unione Europea ovviamente ha seguito a ruota gli anglo-americani e poco importa se un ulteriore peggioramento dei rapporti tra UE e Russia avrà un impatto pesantissimo sulle già difficili situazioni economiche di paesi come l’Italia, che intratteneva relazioni di primaria importanza con Mosca. Insomma, per fare gli interessi geo-politici e strategici di “corpi estranei” il governo uscente segue gli ordini che arrivano dall’estero; poco importa se ciò mette a rischio la propria sicurezza e intacca negativamente l’economia italiana, questo è il quadro che emerge. La Russia che ha combattuto e sconfitto l’estremismo islamista nel Caucaso e in Siria è il nemico; il Qatar lo ha supportato ma è benvenuto in Unione Europea. E’ proprio vero che non è più chiaro chi siano gli “amici” e chi i “nemici”.</p>
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		<title>L&#8217;ostilità dell&#8217;Occidente  consegna la Russia all&#8217;Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/occidente-russia-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 08:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Non ci vuole un grande stratega per comprendere quali possano essere le conseguenze nel breve e nel medio periodo di questa escalation di tensione fra l&#8217;Occidente e la Russia. Siamo quasi arrivati al punto di non ritorno: l&#8217;espulsione dei diplomatici non è un atto di guerra, ma certamente non è un segnale che possa indurre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-russia-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318220235_25985508-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Non ci vuole un grande stratega per comprendere quali possano essere le <strong>conseguenze</strong> nel breve e nel medio periodo di questa escalation di tensione fra l&#8217;Occidente e la Russia. Siamo quasi arrivati al punto di non ritorno: <strong>l&#8217;espulsione dei diplomatici</strong> non è un atto di guerra, ma certamente non è un segnale che possa indurre il mondo all&#8217;ottimismo sul futuro delle relazioni fra Mosca e l&#8217;Ovest.</p>
<p>Neanche nei momenti più tesi della <strong>Guerra fredda</strong> si era arrivati a una tale quantità di funzionari espulsi dalle ambasciate russe in Occidente. E il fatto che buona parte dei Paesi del blocco euro-atlantico si siano accodati all&#8217;appello di <strong>Theresa May</strong>, dimostra che nella migliore delle ipotesi gli Stati abbiano una loro linea politica affine a Londra. Nella peggiore delle ipotesi, invece, è proprio l&#8217;assenza di una linea politica a far sì che questi governi preferiscano seguire le direttive di chi possiede (nel bene o nel male) una propria agenda.</p>
<p>Ma tutto ha un prezzo. E l&#8217;Europa sarà certamente la prima parte del mondo a risentirne, sia perché sotto l&#8217;ombrello protettivo della Nato a guida Usa, sia perché confinante con la Russia.<strong> Siamo terra di mezzo</strong> e farsi un nemico potente a oriente, con un alleato instabile a occidente, non è un segnale di lungimiranza politica.</p>
<p>Il gelo colpirà anche l&#8217;Iran</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="https://www.debka.com/israel-opts-out-of-us-eu-anti-russian-expulsions-its-intelligence-finds-novichik-stocks-in-20-countries/">Secondo alcune fonti dell&#8217;intelligence israeliana</a>, dietro il repentino cambio di passo dell&#8217;amministrazione americana sul fronte dei diplomatici russi ci sarebbe un accordo fra Stati Uniti e Regno Unito con altri Stati europei sul <strong>futuro dell&#8217;accordo nucleare iraniano</strong>. Donald Trump è circondato da falchi che quell&#8217;accordo lo vogliono stracciare, ma senza l&#8217;appoggio dell&#8217;Europa, rischia di rimanere isolato. La mossa di espellere 60 funzionari e chiudere un consolato è un gesto estremo, ma è probabilmente la prova che molti governi europei si aspettavano per dare l&#8217;ok sulla revisione del 5+1. </p>
<p>Se gli Usa vorranno far saltare l&#8217;accordo sul nucleare siglato con l&#8217;Iran ai tempi di Barack Obama, il gelo calerà non solo su tutto il Medio Oriente, ma anche nei rapporti fra l&#8217;Iran e i Paesi che si impegnarono a firmare quell&#8217;accordo. E in questa fase, <strong>Teheran non potrà che consolidare l&#8217;asse già creata con Mosca e con Pechino</strong> per consolidare i legami politici ed economici. Se a Washington è l&#8217;era dei Mike Pompeo e di<strong> John Bolton</strong> &#8211; colui che scriveva, che &#8220;per disinnescare la bomba iraniana, bisogna bombardare l&#8217;Iran&#8221; &#8211; il Paese degli ayatollah avrà come superpotenze garanti la Russia e la Cina. E l&#8217;Oriente formerà un sistema di alleanze che escluderà l&#8217;Europa da rapporti economici e politici molto importanti.</p>
<p>La Cina di Xi Jinping guarda interessata</p>
<p>Nello scontro fra Russia e Occidente, la <strong>Cina</strong> guarda interessata. È chiaro che <strong>Vladimir Putin</strong>, come le porte dell&#8217;Europa chiuse, guarderà per forza a Pechino come interlocutore privilegiato. E si consoliderà quell&#8217;asse eurasiatico che obbligherà il Cremlino a spostare il baricentro della Russia a oriente. </p>
<p>Del resto basta vedere <strong>le prime mosse di Pechino dopo il caso Skripal</strong> per comprendere perfettamente cosa significhino queste mosse bellicose. <strong>Xi Jinping</strong> in pochi giorni non solo si è congratulato con Putin per la vittoria alle lezioni, ma ha anche sostenuto la Russia nel difendersi dalle accuse di aver avvelenato l&#8217;ex agente russo e la figlia con il gas nervino, spendendosi successivamente in parole di elogio nei confronti di Mosca riparlando di &#8220;alleanza strategica&#8221; fra Cina e Russia.</p>

<p>I legami fra i due Stati sono diventati nel tempo molto forti. La <em>partnership</em> in ambito economico, politico e militare, si sta consolidando. E la Cina vede nella Russia un enorme mercato per le sue aziende e un territorio da cui attingere materie prime e idrocarburi per sostenere la sua crescita. Con l&#8217;avvento della <strong>guerra commerciale degli Stati Uniti contro la Cina</strong> e con la decisa virata anti russa di Washington e alleati, <strong>Cina e Russia si trovano unite</strong> da un nemico comune che le sta attaccando. E <strong>possono contare sull&#8217;Iran</strong>: potenza da non sottovalutare nello scacchiere mediorientale. Non è un caso se India e Israele abbiano scelto la via della diplomazia nei confronti di Mosca. Sanno cosa significa la nascita di questo asse asiatico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-russia-cina.html">L&#8217;ostilità dell&#8217;Occidente  consegna la Russia all&#8217;Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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