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	<title>Sergej Shoigu Archives - InsideOver</title>
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		<title>Russia e Ucraina, quando i cittadini si ribellano alla censura</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Ucraina la mobilitazione forzata, in Russia i droni sulle strutture energetiche. I cittadini si ribellano e mostrano ciò che è vietato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html">Russia e Ucraina, quando i cittadini si ribellano alla censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tre cose, oggi, accomunano Russia e Ucraina. <strong>La guerra, ovviamente. Poi la corruzione. </strong>Degli scandali ucraini legati all&#8217;Operazione Midas abbiamo parlato diffusamente (<a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-lo-scandalo-corruzione-si-allarga-zelensky-e-lunico-risparmiato-per-ora.html">qui</a>, e in relazione alla Russia <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-russia-unite-dalla-corruzione.html">anche qui</a>), tra quelli russi c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Il ministero della Difesa nella gestione di <strong>Sergej Shoigu </strong>è stato un sacco senza fondo, con conseguenze non ancora esaurite: due giorni fa è stato arrestato il colonnello Viktor Tarazeevich, capo del Dipartimento rifornimenti dell&#8217;esercito, che rubava sulle razioni per i soldati. Curiosamente, uno scandalo simile era scoppiato nelle forze armate ucraine ai tempi del ministro Reznikov.</p>



<p>Il terzo tratto comune, però, è forse quello che più merita di essere osservato, soprattutto nel suo fallimento. Ed è <strong>la censura di regime</strong>. Di quella vigente in Russia, più pervasiva ed evidente, si è parlato molto: le liste degli &#8220;estremisti&#8221; e degli &#8220;agenti stranieri&#8221; che mettono all&#8217;indice persone e organizzazioni, le nuove leggi che puniscono &#8220;la diffusione di informazioni false&#8221; e il &#8220;discredito delle forze armate&#8221;, la revisione dei libri di testo scolastici per allinearli alla narrazione nazionalista ora dominante, il bando ai social occidentali, le limitazioni alla navigazione Internet&#8230; Di quella organizzata in Ucraina si parla meno perché è meno clamorosa, anche se non è poco intrusiva: bandita una dozzina di partiti politici di opposizione, un canale televisivo unico dello Stato, limitazione dei diritti delle minoranze (a partire da quella russa, ma anche di quella ungherese), persecuzione della Chiesa ortodossa russa, gli esempi non mancano. Entrambi i Paesi, poi, hanno varato provvedimenti che vietano la pubblicazione di fotografie e video con le conseguenze degli attacchi nemici. <strong>La Russia, poche settimane fa, ha introdotto un&#8217;apposita legge in proposito, che prevede multe pesantissime per i trasgressori.</strong> <strong>In Ucraina la pubblicazione di immagini &#8220;sensibili&#8221; prevede anche lunghi anni di carcere</strong>, e infatti le immagini che arrivano da noi sono quasi esclusivamente riferite a bersagli civili (quelli che, ovviamente, più destano indignazione in chi osserva), come se i russi non colpissero mai obiettivi militari.</p>



<p>Perché parlavamo di fallimento, quando è evidente che la censura comunque ottiene risultati importanti, sia nel controllo dell&#8217;opinione pubblica interna sia nella costruzione di una narrativa utile alle relazioni con l&#8217;esterno? Perché <strong>manca quasi completamente il bersaglio nei due settori per l&#8217;uno e per l&#8217;altro più sensibili. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli uomini di Kiev, gli impianti di Mosca</h2>



<p>Nonostante negli ultimi mesi vanti, con la collaborazione dei media occidentali, grandi risultati sul fronte, l&#8217;Ucraina continua a perdere terreno (di ieri la notizia che le autorità militari hanno ordinato l&#8217;evacuazione di sette centri abitati a Nord-Ovest di Khar&#8217;kiv, la seconda città del Paese) ma soprattutto deve affrontare una quasi drammatica carenza di uomini. <strong>Sarebbero necessari, secondo le diverse stime, tra 150 e 200 mila soldati in più.</strong> Non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky</strong> gira l&#8217;Europa chiedendo chiedendo ai diversi Paesi (ultimi esempi, Irlanda e Norvegia) di rimandare in Ucraina gli uomini atti al servizio militare che vivono nella UE come rifugiati. E <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-kiev-servono-soldati-la-ue-valuta-di-escludere-gli-ucraini-idonei-alla-leva-dalla-protezione-temporanea.html">come ha raccontato nelle nostre pagine Roberto Vivaldelli,</a> l&#8217;Unione Europea si sta mostrando sensibile alle richieste del presidente ucraino, tanto da avere allo studio provvedimenti appositi.</p>



<p><strong>La risposta delle autorità ucraine alla sempre più pressante carenza di uomini è la mobilitazione forzata.</strong> Anonimi minivan, scortati da automobili civili piene di soldati, girano per le città portando via gli uomini da arruolare, afferrandoli per strada, andandoli a cercare nelle case o sul posto di lavoro, trascinandoli via a forza, spesso tra le urla disperate dei familiari. Una pratica violenta, cui spesso gli ucraini si ribellano, mettendo in atto piccole rivolte contro le pattuglie che a volte sono costrette a &#8220;liberare&#8221; la preda. Le autorità ucraine, ovviamente, non tengono molto a pubblicizzare certe condotte. Ma ci pensano <strong>gli ucraini, che riempiono la Rete di video girati coi telefonini per stigmatizzare l&#8217;operato delle pattuglie</strong>, pur sapendo che i filmati vengono ripresi dalla propaganda russa che vuole ovviamente esaltare le difficoltà della resistenza militare ucraina.</p>



<p>Lo stesso, però, avviene sull&#8217;altro fronte. La Russia sperimenta in questa fase le maggiori difficoltà non tanto sul fronte propriamente detto (l&#8217;ultimo scambio di corpi di soldati caduti ha visto 560 salme di ucraini restituite dai russi e zero restituite dagli ucraini) ma sul fronte interno, dove <strong>i droni ucraini, in collaborazione con le <em>intelligence </em>occidentali, riescono a colpire con regolarità le infrastrutture energetiche russe.</strong> Come e perché <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-notte-in-cui-lucraina-ha-portato-la-guerra-nel-cuore-della-russia.html">l&#8217;ha spiegato benissimo in queste pagine Giuseppe Gagliano.</a> L&#8217;ultimo caso ieri, con i droni ucraini piombati sul terminale petrolifero di San Pietroburgo (<em>foto sotto</em>). Danni non gravissimi ma un&#8217;azione indicativa delle difficoltà russe, perché il bombardamento è avvenuto proprio in coincidenza con l&#8217;apertura del Forum economico internazionale della città, un appuntamento cui <strong>Vladimir Putin</strong> tiene tantissimo. Ed è inimmaginabile che i russi non avessero previsto che gli ucraini avrebbero cercato di cogliere l&#8217;occasione, né che non abbiano provato a prendere contromisure. A quanto pare invano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo.webp" alt="" class="wp-image-519301" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-600x335.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p>Oltre a produrre un danno economico, queste azioni ucraine toccano nel vivo la sensibilità del Cremlino, che ha a lungo accarezzato l&#8217;idea di &#8220;nascondere&#8221; la guerra ai russi. Da qui la morsa crescente della censura, di cui parlavamo prima, ma <strong>anche la ribellione crescente alla censura.</strong> Indifferenti alla minaccia delle sanzioni e delle multe, i russi continuano a pubblicare immagini e video degli impianti colpiti, che ovviamente finiscono per essere usati anche dalla propaganda ucraina. E non solo: anche i giornali ucraini usano i video dei russi per documentare articoli che altrimenti soffrirebbero per la stretta delle autorità sulle informazioni. La <em>Ukrainska Pravda</em>, per esempio, illustrava le notizie sull&#8217;attacco a San Pietroburgo proprio con foto scattate da russi, denunciandole peraltro come tali.</p>



<p>In un quadro drammatico di guerra e repressione, quindi, si realizza almeno in parte quel <em>citizen journalism </em>che molti avevano sognato all&#8217;apparire dei nuovi media. Solo in parte ma comunque abbastanza da da far crescere in misura esponenziale i già notevoli dubbi sull&#8217;altro <em>journalism</em>, quello ufficiale. </p>



<p></p>



<p></p>



<p> </p>
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		<title>Putin e la Parata: il 9 maggio più cupo di sempre e la conferma che la guerra continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-e-la-parata-il-9-maggio-piu-cupo-di-sempre-e-la-conferma-che-la-guerra-continua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 10:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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<p>In un'atmosfera plumbea, Putin ha paragonato la Germania nazista alla Nato per confermare che la guerra deve continuare. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarebbe un eufemismo definire &#8220;in tono minore&#8221; la Parata che, sulla Piazza Rossa deserta di folla e disertata della componente militare più spettacolare, quella dei mezzi corazzati, si è svolta per celebrare l&#8217;81° anniversario della vittoria sul nazismo e, insieme, l&#8217;85° dell&#8217;invasione nazi-fascista dell&#8217;Unione Sovietica. Come ho già scritto in queste pagine (per esempio <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html#google_vignette">qui </a>e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-la-grande-sfida-tra-max-e-telegram-sorveglianza-statale-vs-liberta-totale.html">qui</a>) l&#8217;anniversario è arrivato in quello che è, da quando è partita l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, il primo momento di vera difficoltà per la Russia (Pil giù, spese su, quadro internazionale sempre più complicato) e per il suo leader, <strong>Vladimir Putin</strong>, <strong>in netto calo nell&#8217;approvazione dei russi.</strong> In più, i vari provvedimenti che vengono discussi per mettere definitivamente sotto controllo la Rete e gli strumenti per usufruirne testimoniano della ribellione silenziosa di una parte della popolazione, soprattutto quella under 40, che rifiuta le versioni di comodo e l&#8217;indottrinamento proposto dai media tradizionali (radio, Tv e giornali) e, non potendo esprimersi in altro modo, certifica l&#8217;autonomia di giudizio cercando di attingere a fonti di informazione alternative. </p>



<p><strong>Sono i maturi e gli anziani, oggi, la vera base del consenso di Putin.</strong> Ed è a loro che il presidente si soprattutto rivolto nel suo discorso sulla Piazza Rossa, tutto fondato sull&#8217;analogia tra l&#8217;attacco nazista all&#8217;Unione Sovietica (ha più di una volta sottolineato che la Germania hitleriana raccolse molte altre forze in Europa) e <strong>il pericolo costituito per la Russia odierna dall&#8217;Ucraina appoggiata da tutta la Nato. </strong>Il sottinteso è chiaro: i nostri padri e i nostri nonni lottarono allora per impedire lo smembramento dell&#8217;Urss e &#8220;il saccheggio delle sue enormi risorse naturali&#8221;, noi oggi rileviamo la loro bandiera per impedire che protagonisti diversi raggiungano l&#8217;obiettivo mancato da Hitler e i suoi. Un discorso cupo, concepito più per preparare i russi a un prolungamento della guerra che a una prossima vittoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma i conti con la Russia non sono certo chiusi</h2>



<p>Chi scrive ha assistito più o meno direttamente a questa parata fin dagli anni Novanta. Da quelle subito successive al crollo dell&#8217;Urss, quando il sentimento era di speranza in un futuro di pace e il 9 maggio era soprattutto una bella giornata di sole tra gelati e palloncini, via via fino alla sfiducia totale nell&#8217;Occidente, alla rinascita di un sentimento di orgoglio nazionale sempre più spinto e alla potenza militare riscoperta non più come eventuale necessità ma come tratto indispensabile della Russia contemporanea. Dunque a colpire di questa parata 2026 non è stata l&#8217;assenza di questo o quell&#8217;elemento (o, per dire, la scarna lista degli ospiti d&#8217;onore) ma, al contrario, <strong>la presenza di una cappa opprimente e inedita</strong>, questa volta sì di stampo sovietico, a partire dall&#8217;immagine funerea del ministro della Difesa <strong>Andrej Belousov</strong>, ritto sulla berlina di rappresentanza targata 001, un civile vestito di nero a ricordare agli uomini in divisa che a comandare, oggi come un tempo, è il Cremlino. Ai tempi dell&#8217;Urss il partito, oggi la verticale del potere putiniana.</p>



<p>Di tutto questo l&#8217;Occidente si compiace, fino a lasciar correre la fantasia. Tutto fa brodo, soprattutto per tenere sotto controllo un&#8217;opinione pubblica che ovunque, appena trova uno spiraglio, dimostra il proprio scetticismo in modo anche disperato e selvaggio, dalla Gran Bretagna dei trionfi di <strong>Nigel Farage </strong>alla Germania di AfD primo partito. Perché per il resto è chiaro che i conti con la Russia sono ben lungi dall&#8217;esser chiusi. Solo tre giorni fa <strong>Jurij Ushakov,</strong> assistente di Putin per la politica estera, ha dichiarato che la Russia non vede lo scopo di proseguire il negoziato con Usa e Ucraina, che potrà semmai riprendere quando gli ucraini avranno abbandonato quel circa 20% della regione di Donetsk che ancora controllano e che impedisce ai russi di impadronirsi dell&#8217;intero Donbass. A meno che non arrivi il famoso golpe orchestrato da <strong>Sergej Shoigu</strong>, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html">come da ennesimo rapporto segreto ovviamente arrivato alla stampa</a>, dunque, la guerra continua. E continuerà non solo a mettere in difficoltà la Russia, ma anche a devastare l&#8217;Ucraina. Dove il presidente Zelensky, peraltro, appoggiato dall&#8217;Unione Europea, mostra la stessa scarsissima voglia di arrivare alla pace. </p>



<p>  </p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-e-la-parata-il-9-maggio-piu-cupo-di-sempre-e-la-conferma-che-la-guerra-continua.html">Putin e la Parata: il 9 maggio più cupo di sempre e la conferma che la guerra continua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Putin, gli attentati, il colpo di Stato e le bufale. Chiamiamola guerra ibrida all&#8217;occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 04:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chiamano "notizia" un'altra "notizia" della Cnn, da un non precisato rapporto di una non precisata intelligence europea. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html">Putin, gli attentati, il colpo di Stato e le bufale. Chiamiamola guerra ibrida all&#8217;occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È davvero curioso come, dopo anni passati a parlare e straparlare di <strong>&#8220;guerra ibrida&#8221; </strong>e a vederla dappertutto (qualcuno l&#8217;ha scorta anche nel caso della grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti&#8230;), non si riesca a notarla quando si presenta con le dimensioni di un elefante. Mi riferisco alla &#8220;notizia&#8221;, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/04/news/paura_putin_intelligence_occidentali_bunker_supercontrolli_cuochi_bodyguard-425322130/">ampiamente strillata dai giornali,</a> di <strong>Vladimir Putin </strong>chiuso nel bunker, timoroso di essere colpito da un attentato o rimosso da un colpo di Stato, impegnato a rafforzare le misure per proteggersi, diffidente di tutto e di tutti. Con l&#8217;inevitabile paragone con Stalin, come da prammatica. La &#8220;notizia&#8221; arriva da noi sulla base di un&#8217;altra &#8220;notizia&#8221; offerta dalla Cnn, che dice di essere &#8220;venuta a conoscenza&#8221; di un non precisato rapporto di una non precisata intelligence europea.</p>



<p>Potremmo anche chiuderla qui. Non certo per dire che Putin ride tutto il giorno e la situazione per la Russia è rosea. Al contrario. <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">Ne ho parlato qui </a>quando è stato il momento (non come <strong>Ursula Von der Leyen</strong>, che <a href="https://youtube.com/shorts/R-g6jY8DI3c?si=kV-v7wMIpZS8sgq1">nel settembre del 2022 dava la Russia per finita, a pezzi, </a>con i suoi soldati costretti a usare i microchip delle lavatrici per far volare i missili, e con lei la pletora dei corifei), senza &#8220;venire a conoscenza&#8221; di alcun rapporto pseudo-segreto. E il titolo dell&#8217;articolo era: &#8220;Dopo quattro anni di guerra Putin fa i conti: per cominciare più censura e più tasse&#8221;. Però uno degli obiettivi della guerra ibrida, di tutte le guerre ibride, è rincoglionire la gente, cosa che non mi va a genio. Ripeto: da qualunque parte arrivi.</p>



<p>Avrete forse fatto caso ad alcune ricorrenze. Per esempio, argomento usato anche in questo caso. Le cose al fronte vanno male per i russi, che non avanzano più e, anzi, in qualche caso arretrano. Ne siamo sicuri? Detta così l&#8217;affermazione è falsa. Nel mese di aprile i russi hanno occupato altri 212 chilometri quadrati di territorio ucraino, il che ha portato il totale del 2026 a circa 1.260 chilometri quadrati. Siamo ai primi di maggio, giusto? <strong>Nel 2025, in tutto l&#8217;anno, la Russia aveva occupato 5.600 chilometri quadrati di Ucraina (più del 2023 e del 2024 messi insieme)</strong>, dunque i 1.260 chilometri quadrati occupati nei primi quattro mesi del 2026 potrebbero non essere così male. Ma il punto è un altro: i russi stanno occupando aree strategicamente poco importanti mentre non riescono a fondare le difese più importanti, per esempio a Kostiantynivka, da dove devono passare per arrivare a conquistare l&#8217;intera regione di Donetsk e affacciarsi su Kramatorsk e la pianura di Poltava.</p>



<p>Altra ricorrenza: la conta dei caduti. Mentre su tutti i media abbondano le stime (sempre di fonte occidentale) sulle vittime russe (la più gettonata negli ultimi tempi parla di 30 mila uomini morti o feriti al mese), non se ne trova una, nemmeno a pagarla, sulle vittime ucraine. E questo nonostante che il web abbondi di video relativi alla mobilitazione forzata in Ucraina, <strong>nonostante che Zelensky abbia di recente emesso un decreto per consentire l&#8217;arruolamento degli over 60</strong>, nonostante che Zelensky rivolga continui appelli ai Paesi europei affinché trovino il modo di rimandare in patria gli uomini ucraini che vivono da rifugiati all&#8217;interno della Ue e che, evidentemente, non hanno voglia di andare a combattere. Secondo voi perché? Non è questo un modo per nascondere le perdite di una parte, enfatizzando nel contempo quelle dell&#8217;altra, con il risultato di dare un quadro alternato dell&#8217;andamento della guerra, in sostanza un&#8217;informazione inaffidabile <strong>E non è questa una tecnica da guerra ibrida?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo incredibile di Sergej Shoigu</h2>



<p><strong>La questione di Putin recluso nel bunker e del presunto colpo di Stato in preparazione ai suoi danni rientra nello stesso filone. </strong>Se Putin sia diventato più o meno paranoico per paura dei droni ucraini non lo sappiamo, e dubitiamo che lo sappia la Cnn. Che stia riducendo le apparizioni pubbliche è sicuramente vero. Se poi pensasse di doversi proteggere meglio, a noi non parrebbe così strano. È di certo uno dei leader al mondo che più persone e Paesi vorrebbero vedere morto. Gli ucraini, certo, e con le loro ragioni. Ma abbiamo visto com&#8217;è andata con il Nord Stream, con quella sfilza di Paesi pronti a darsi da fare perché gli attentatori  la facessero franca. Qualcuno pensa che, se spuntasse l&#8217;occasione di far fuori Putin, tutti quei servizi segreti occidentali che aiutano gli ucraini a difendere la propria causa e a offendere la Russia, si tirerebbero indietro? Dopo tutto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-la-strage-dei-generali-a-mosca-o-al-fronte-la-vita-pericolosa-degli-alti-gradi.html">la sfilata di omicidi illustri, nelle strade di Mosca, tra i generali russi </a>e gli alti papaveri del ministero della Difesa qualche lezione l&#8217;avrà pur data, al Cremlino. Ed è una lezione che invita alla cautela.</p>



<p>Veniamo ora al capitolo colpo di Stato, con relativo ruolo di <strong>Sergej Shoigu</strong>, attuale segretario del Consiglio di sicurezza e prima ministro della Difesa. Chiunque abbia seguito la politica russa degli ultimi decenni sorriderà all&#8217;idea di Shoigu potenziale uomo forte della Russia. <strong>Sergej Kužugetovič Šojgu</strong> (è originario di Tuva) è in giro ai piani alti della nomenklatura russa fin dai tempi di Boris Eltsin, per il quale fu un efficiente ministro delle Situazioni di emergenza. In quegli ambienti non si sopravvive a lungo se sospettati di eccesso di ambizione. In più, Shoigu ha conservato un buon posto ma non è esattamente sulla cresta dell&#8217;onda: appena ha lasciato il ministero, tutti i suoi vice-ministri e i suoi più stretti collaboratori sono finiti in galera per accuse di corruzione, uno show di ladrocini a man salva che il Cremlino ha ovviamente pubblicizzato bene bene agli occhi di un&#8217;opinione pubblica già shoccata dalla guerra. Chi è che punterebbe su Shoigu, una delle figure più sputtanate della politica russa, come guida di un ribaltone al vertice del potere russo? </p>



<p>Per finire. È vero che il rating di Putin è sensibilmente inferiore a quello del recente passato. Ma è piuttosto indicativo <a href="https://www.levada.ru/2026/05/05/elektoralnye-prezidentskie-rejtingi-v-aprele-2026-goda-po-dannym-otkrytogo-voprosa/?utm_source=mailpoet&amp;utm_medium=email&amp;utm_source_platform=mailpoet&amp;utm_campaign=newsletter-post-title_81">il più recente studio del Levada Center</a> (l&#8217;istituto di ricerca sociologica che da tempo le autorità russe hanno messo nella lista degli &#8220;agenti stranieri&#8221; e non è certo compiacente con il Cremlino), che ha sondato i potenziali elettori chiedendo per chi avrebbero votato se le elezioni presidenziali fossero in programma per domenica. <strong>Il 49% ha indicato il nome di Putin</strong>, che nel febbraio del 2024 alla stessa domanda raccoglieva il 68% dei favori. Ma anche oggi i &#8220;candidati&#8221; che gli arrivano più vicini, cioè il leader del Partito comunista di Russia Zjuganov e il primo ministro Misushstin, arrivano appena all&#8217;1%. Sarebbe comodo se la realtà fosse così chiara, il nero di qua e il bianco di là. Ma non lo è. E spingerla a forza nelle nostre categorie preferite non fa bene a nessuno.  </p>



<p> </p>



<p><strong>  </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html">Putin, gli attentati, il colpo di Stato e le bufale. Chiamiamola guerra ibrida all&#8217;occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Più controlli e più divieti: il Cremlino blindato e la paura che arriva dall’interno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piu-controlli-e-piu-divieti-il-cremlino-blindato-e-la-paura-che-arriva-dallinterno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Putin chiede protezione rafforzata e partono voci di golpe. Il quadro di un potere ancora forte, ma meno sicuro di sé.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia non è soltanto che <strong>Vladimir Putin</strong> avrebbe rafforzato in modo drastico la propria sicurezza personale. La notizia vera è che il potere russo, dopo quattro anni di guerra in Ucraina, sembra cominciare a temere non solo il nemico esterno, ma anche le crepe interne del proprio sistema. Secondo un rapporto di un servizio d’intelligence europeo ottenuto dalla Cnn, il Cremlino avrebbe introdotto nuove misure di protezione intorno al presidente russo: <strong>controlli doppi per chi deve incontrarlo, limitazioni agli spostamenti dei collaboratori più vicini, divieto per cuochi, fotografi e guardie del corpo di usare i mezzi pubblici,</strong> telefoni senza accesso a Internet per chi lavora a stretto contatto con lui, sistemi di sorveglianza installati perfino nelle abitazioni di alcuni membri dello staff.</p>



<p>Sono dettagli che, presi uno per uno, potrebbero sembrare parte della normale paranoia di ogni potere accerchiato. Ma messi insieme raccontano altro: un clima di sospetto, un senso di vulnerabilità, una paura crescente che la guerra non resti confinata al fronte ucraino ma entri nel cuore del sistema russo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Droni, attentati e vertici militari sotto pressione</h2>



<p>Il punto di svolta sarebbe arrivato dopo una serie di eliminazioni mirate di figure militari russe, in particolare dopo l’uccisione a Mosca, nel dicembre 2025, d<strong>el generale Fanil Sarvarov, attribuita con ogni probabilità ad agenti ucraini.</strong> L’episodio avrebbe provocato una riunione durissima ai vertici dello Stato russo, con il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov pronto ad accusare i servizi di sicurezza di non aver protetto adeguatamente gli ufficiali più esposti.</p>



<p>Il capo del servizio federale di sicurezza, <strong>Aleksandr Bortnikov,</strong> avrebbe risposto lamentando carenze di uomini e risorse. Una scena rara, se confermata: non il monolite russo che spesso viene rappresentato dall’esterno, ma una macchina di potere attraversata da tensioni, recriminazioni e accuse reciproche.</p>



<p>Da quel momento, la protezione del Servizio federale di protezione sarebbe stata estesa ad altri dieci alti comandanti. In parallelo, sarebbero state rafforzate anche le misure intorno a Putin. Il presidente avrebbe ridotto drasticamente i luoghi frequentati abitualmente, evitando residenze tradizionali come quelle nella regione di Mosca o a Valdaj. Avrebbe inoltre limitato visite a installazioni militari e trascorso lunghi periodi in strutture protette, comprese basi sotterranee rinnovate nella regione di Krasnodar, vicino al Mar Nero.</p>



<p>Il dato strategico è evidente: la minaccia dei droni ucraini, ormai capaci di colpire in profondità nel territorio russo, ha cambiato la grammatica della sicurezza. Non esiste più soltanto il fronte. Esiste una retrovia vulnerabile. <strong>E quando la retrovia coincide con Mosca, il messaggio politico diventa pesante.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fantasma del colpo di Stato</h2>



<p>L’elemento più delicato del rapporto riguarda <strong>Sergej Shoigu</strong>, ex ministro della Difesa e oggi segretario del Consiglio di sicurezza. Per anni uomo vicinissimo a Putin, Shoigu viene indicato come figura associata al rischio di un possibile colpo di mano, perché conserverebbe influenza significativa nell’alto comando militare.</p>



<p>Il rapporto collega questa tensione anche all’arresto, il 5 marzo 2026, di <strong>Ruslan Tsalikov,</strong> ex vice di Shoigu e suo stretto collaboratore, accusato di appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione. In Russia le inchieste per corruzione ai vertici militari non sono una novità. Ma quando colpiscono uomini collegati a una figura di primo piano come Shoigu assumono un significato politico: non sono più soltanto procedimenti giudiziari, diventano strumenti di riequilibrio interno.</p>



<p>Qui serve cautela. Il rapporto non offre prove definitive contro Shoigu e la sua diffusione potrebbe avere anche una funzione di guerra psicologica: alimentare diffidenze, sospetti e divisioni dentro il Cremlino. Tuttavia il fatto stesso che un servizio europeo ritenga utile far emergere queste informazioni indica quanto la stabilità interna russa sia oggi considerata un terreno decisivo della guerra.</p>



<p>Dopo la marcia fallita di <strong>Evgenij Prigožin </strong>su Mosca nel giugno 2023, nessuno può più fingere che il sistema putiniano sia immune da fratture. Quella crisi fu superata, ma mostrò una verità semplice: il potere russo può apparire granitico finché nessuno lo sfida apertamente. Quando qualcuno lo fa, la reazione può essere rapida, ma la ferita resta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra che pesa sull’economia e sulla società urbana</h2>



<p>La pressione militare si somma a quella economica. <strong>Le stime occidentali parlano di circa trentamila tra morti e feriti russi al mese, a fronte di guadagni territoriali limitati.</strong> Anche se le cifre vanno sempre lette con prudenza, il quadro resta pesante: la guerra consuma uomini, mezzi, bilancio pubblico e stabilità sociale.</p>



<p>Per lungo tempo il Cremlino è riuscito a mantenere la popolazione urbana, soprattutto i ceti medi delle grandi città, relativamente distante dagli effetti diretti del conflitto. Ma questa separazione si sta incrinando. Gli attacchi con droni, i disagi nelle comunicazioni, le interruzioni dei dati mobili nelle grandi città e l’aumento dei costi economici rendono la guerra meno astratta anche per quella borghesia patriottica o rassegnata che finora aveva preferito non vedere.</p>



<p><strong>Lo Stato russo ha retto grazie a tre pilastri: controllo politico, spesa militare e adattamento economico alle sanzioni. </strong>Ma più la guerra si prolunga, più questi pilastri diventano costosi. La militarizzazione sostiene alcuni settori industriali, ma drena risorse civili. Le sanzioni non hanno distrutto l’economia russa, ma l’hanno resa più dipendente da canali alternativi, dalla Cina, dall’Asia centrale, da reti finanziarie opache e da un crescente intervento statale.</p>



<p>Lo scenario geoeconomico è dunque quello di una Russia che sopravvive, ma al prezzo di un irrigidimento strutturale. Meno flessibilità, meno investimenti produttivi civili, più dipendenza dal complesso militare-industriale. Una potenza che non crolla, ma si restringe intorno alla guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parata ridotta e il messaggio al mondo</h2>



<p>Anche la decisione di ridimensionare la parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa, senza mezzi pesanti come carri armati e missili, ha valore simbolico. Ufficialmente si tratta di una misura di sicurezza legata alla minaccia terroristica e agli attacchi a lungo raggio ucraini. <strong>Ma sul piano politico comunica altro: persino il rito più solenne della potenza russa deve adattarsi alla vulnerabilità.</strong></p>



<p>La parata della vittoria, da sempre strumento di legittimazione storica e militare, diventa più sobria perché la guerra reale impone prudenza alla rappresentazione della forza. È un paradosso: Mosca continua a presentarsi come potenza assediata ma invincibile, mentre deve proteggere il proprio centro politico da una minaccia che non riesce più a confinare lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione militare e geopolitica</h2>



<p>Dal punto di vista militare, il dato centrale è la trasformazione della guerra in un conflitto di profondità. L’Ucraina non può competere con la Russia sul piano quantitativo classico, ma cerca di colpire comando, logistica, simboli, industria e psicologia del nemico. <strong>I droni diventano l’arma della compensazione strategica: costano relativamente poco, obbligano Mosca a spendere molto in difesa, </strong>creano incertezza e rendono insicuro ciò che prima era considerato intoccabile.</p>



<p>Dal punto di vista geopolitico, il rapporto europeo si inserisce in una partita più ampia. <strong>L’Europa, mentre teme il disimpegno americano e l’usura ucraina, ha interesse a mostrare che anche la Russia è vulnerabile, stanca, divisa. </strong>È una forma di pressione narrativa e strategica: se il Cremlino vuole convincere l’Occidente che il tempo lavora per Mosca, le intelligence europee provano a suggerire il contrario, cioè che il tempo potrebbe logorare anche Putin.</p>



<p>Ma attendere il collasso interno russo non è una strategia sufficiente. Può essere una speranza, non un piano. La Russia ha già dimostrato una notevole capacità di assorbire perdite, repressione, isolamento e crisi economiche. Il problema, per Mosca, è che questa capacità non è gratuita. Ogni mese di guerra aumenta il prezzo interno del controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere quando comincia a guardarsi alle spalle</h2>



<p>Il quadro che emerge non è quello di un Cremlino prossimo al crollo. Sarebbe una conclusione affrettata. È piuttosto quello di un potere ancora forte, ma meno sicuro di sé; ancora repressivo, ma più guardingo; ancora capace di comandare, ma costretto a sorvegliare anche i propri uomini. In politica, la paura non è mai solo un sentimento. È un indicatore. <strong>Quando un regime moltiplica i controlli intorno al capo,</strong> restringe i suoi movimenti, limita l’accesso dei collaboratori, teme fughe di notizie e sospetta complotti dall’interno, significa che la guerra è entrata nella stanza del potere.</p>



<p>Putin resta al centro del sistema russo. Ma proprio per questo ogni segnale di vulnerabilità intorno a lui diventa una questione strategica. La Russia può continuare a combattere. Può continuare a colpire. Può continuare a reggere. Ma il prezzo della guerra non si misura soltanto in chilometri conquistati o persi nel Donbass. Si misura anche nel silenzio dei corridoi del Cremlino, nelle accuse tra apparati, nei telefoni senza Internet, nelle residenze abbandonate, nei bunker riaperti. E soprattutto in una domanda che nessun potere autoritario può permettersi di pronunciare ad alta voce: il nemico più pericoloso è ancora fuori dai confini, o comincia a muoversi dentro il palazzo?</p>
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		<title>L&#8217;arsenale che salta, il generale che ruba: la Russia che Putin non sa (o non vuole) cambiare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/larsenale-che-salta-il-generale-che-ruba-la-russia-che-putin-non-sa-o-non-vuole-cambiare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 12:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1259" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-1536x1007.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il generale Dmitrij Bulgakov, ora in carcere per corruzione, aveva diretto i lavori dell'arsenale esploso. Il problema delle forze armate. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/larsenale-che-salta-il-generale-che-ruba-la-russia-che-putin-non-sa-o-non-vuole-cambiare.html">L&#8217;arsenale che salta, il generale che ruba: la Russia che Putin non sa (o non vuole) cambiare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1259" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/ilgiornale2_20220509124209316_c8efa691ef83d854fda7f68d18edf92b-scaled-1-1536x1007.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle vittorie come nelle sconfitte, ai russi non manca mai il senso del teatro, della messa in scena, del colpo a sorpresa, del dramma in agguato. Se fossero commediografi sarebbero Shakespeare, se pittori Caravaggio, se musicisti Beethoven. In questo particolare modo è stata accolta quella che indubbiamente è una sconfitta per l&#8217;apparato militare russo, ovvero il bombardamento dell&#8217;arsenale di Toropets, nella regione di Tver&#8217;, città che ha dato i natali all&#8217;anarchico Bakunin e a Boris Pugo, già ministro degli Interni dell&#8217;ursa, uno di coloro che tentarono il golpe contro Gorbaciov nel 1991. Tver&#8217;, peraltro, ospita l&#8217;Istituto Centrale di Ricerca per la Difesa Aerospaziale del ministero della Difesa russo, quello che ha sviluppato i sistemi stealth dei caccia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sukhoi_Su-57">Sukhoi Su-57</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tupolev_Tu-160">Tupolev Tu-160</a>&nbsp;e i temuti missili&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/9K720_Iskander">Iskander</a>. </p>



<p>L&#8217;esplosione dell&#8217;arsenale, uno dei più grandi dell&#8217;apparato militare russo, è stata così massiccia da provocare un terremoto di magnitudo 2,8, registrato dai sismografi. Non è ancora chiaro che cosa l&#8217;abbia provocata. Le voci sono infinite, fino a quelle che fantasticano di una micidiale arma segreta ucraina o del nuovo drone-missile Palyanitsa di cui <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-palyanitsa-il-nuovo-missile-dronizzato-dellucraina.html#google_vignette">Davide Bartoccini ha peraltro già parlato su queste pagine.</a> A noi pare assai più probabile che si sia trattato di un attacco di droni orchestrato dall&#8217;osservazione satellitare americana e &#8220;coperto&#8221; da una vasta serie di incursioni aeree su altre regioni russe. Ma non è questo che importa.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ukraine destroyed one of Russia’s largest weapons depots.<br><br>A drone swarm struck the depot in Toropets in the Tver region, 480 km from the frontlines.<br><br>The explosion destroyed hundreds of S-300, S-400, Iskander &amp; North Korean ballistic missiles, causing a 2.8 magnitude earthquake <a href="https://t.co/Ht6Y7put4C">pic.twitter.com/Ht6Y7put4C</a></p>&mdash; Visegrád 24 (@visegrad24) <a href="https://twitter.com/visegrad24/status/1836312639351185832?ref_src=twsrc%5Etfw">September 18, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il punto interessante sta nella reazione dei russi. Prima l&#8217;informazione ufficiale ha tentato di parlare di &#8220;un incendio innescato da frammenti di droni ucraini abbattuti&#8221;, facendo ridere tutti da Vladivostok a San Pietroburgo. Poi ha taciuto. E lì sono partite le voci, quelle davvero interessanti. Perché queste voci hanno tirato in ballo un signore di nome <strong>Dmitrij Bulgakov</strong> che con l&#8217;autore di &#8220;Il maestro e Margherita&#8221; non c&#8217;entra nulla ma ha ugualmente una storia interessante.</p>



<p>Bulgakov, 70 anni, è un ex generale che per quindici anni ha lavorato ad altissimo livello nel ministero della Difesa russo. Era uno dei due primi vice-ministri, ovvero il braccio destro del ministro della Difesa <strong>Sergej Shoigu</strong>, uno suo fedelissimo. Un militare pluridecorato che nel 2016 aveva ricevuto il titolo di Eroe della Russia, l&#8217;onorificenza più alta. Questo fino al settembre del 2022. Perché Bulgakov, che era addetto alla logistica, ai rifornimenti e all&#8217;edilizia delle forze armate russe, allora fu bruscamente &#8220;trasferito ad altro incarico&#8221;, leggi silurato, per gli infiniti problemi che la pessima logistica russa, da lui diretta, aveva provocato alle truppe impegnate nell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina. Quell&#8217;altro incarico, in realtà, era un ufficio perso in qualche palazzine di Mosca, da cui Bulgakov è uscito qualche mese fa solo per entrare in carcere.</p>



<p>L&#8217;accusa (toccata poi ad altri alti papaveri del ministero, nel grande repulisti seguito alla rimozione del ministro Shoigu) è quella solita: corruzione su vasta scala. L&#8217;indagine dell&#8217;FSB (il servizio segreto interno, che è il miglior termometro delle lotte di potere all&#8217;ombra del Cremlino) ha messo in luce particolari divertenti. A parte una lunga serie di proprietà (appartamenti a Mosca, terreni, dacie e ville sparse in tutta la Russia), è saltato fuori che uno dei principali fornitori del ministero era sua figlia <strong>Marina Meshkova</strong>. E che un altro fornitore era il marito dell&#8217;altra sua figlia.</p>



<p>Fin qui, niente di nuovo o sorprendente. Il fatto è che il generale Bulgakov aveva sovrinteso ai lavori di costruzione proprio dell&#8217;arsenale di Toropets saltato in aria ieri, insieme con diverse decine di soldati russi (la guarnigione può ospitare fino a 200 uomini) di cui non si troveranno mai neppure i resti, vista la dimensione dell&#8217;esplosione. E nel 2018 l&#8217;aveva inaugurato magnificandone le doti, la prima delle quali era, a suo dire, la capacità di resistere a qualunque attacco o bombardamento, compresi quelli nucleari.</p>



<p>Per carità, un po&#8217; di vanteria ci sta. Tagli il nastro, le medaglie tintinnano, la gente applaude, esagerare viene naturale. Oggi, però, i russi tendono a pensare che Bulgakov, da buon <em>zhulik</em> (poco di buono, truffatore, malfattore), abbia magari fatto la cresta anche sui lavori di costruzione dell&#8217;arsenale: un po&#8217; meno cemento qui, un po&#8217; meno acciaio là, tanti bei rubli in più nelle tasche di famiglia. E l&#8217;arsenale esce fuori assai meno robusto di quanto dovrebbe essere.</p>



<p>È una spiegazione non priva di fondamento ma ovviamente semplicistica, almeno rispetto alle dimensioni del disastro di Toropets. Forse Bulgakov è solo un capro espiatorio agli occhi dell&#8217;opinione pubblica. Ma è indicativo di un problema che, per la Russia, è storico: ovvero, le forze armate come nido di corruzione e ruberia. Era un problema già all&#8217;inizio dell&#8217;esperienza di potere di <strong>Vladimir Putin</strong>, quando gli ufficiali impegnati in Cecenia vendevano le armi ai guerriglieri ceceni o rubavano sui rifornimenti. E il ministro della Difesa era Pavel Graciov, soprannominato &#8220;Pasha Mercedes&#8221; per la passione per la auto di lusso. Denunciare il malcostume dei militari, non dimentichiamolo, costò la vita ad <strong>Anna Politkovskaja</strong>. Ed è un problema anche venticinque anni dopo, mentre la Russia è impegnata in un&#8217;altra guerra, ancor più massiccia, in Ucraina. Non a caso, pochi mesi fa, il Cremlino ha deciso <a href="https://t.me/letteradamosca/20599">il grande repulisti al ministero della Difesa</a>. Purtroppo per Putin e soprattutto per i soldati russi, di repulisti se ne sono già visti diversi, mentre la corruzione rimane la stessa.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>



<p></p>
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