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	<title>Saw Nimrod Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tra guerra e diplomazia (cinese): prende forma il nuovo Myanmar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Myanmar" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-600x419.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cina e Thailandia spingono verso negoziati tra giunta e ribelli in Myanmar, mentre il Tatmadaw recupera terreno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-guerra-e-diplomazia-cinese-prende-forma-il-nuovo-myanmar.html">Tra guerra e diplomazia (cinese): prende forma il nuovo Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Myanmar" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/myanmar-600x419.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spiraglio di pace dopo oltre cinque anni di guerra civile. In <strong>Myanmar </strong>si inizia a intravedere una flebile luce in fondo al tunnel a causa di due ragioni: la mediazione sempre più decisiva della Cina e l’avanzata delle forze governative. Il Consiglio direttivo per l’emergere di un’<strong>Unione federale democratica (SCEF),</strong> e cioè l’ombrello che riunisce diverse importanti organizzazioni armate etniche ribelli e i rappresentanti del Governo di Unità Nazionale, ha incontrato i ministri degli Esteri di Thailandia e Filippine – che separatamente hanno incontrato anche il comitato negoziale dell’esercito del Myanmar – e ha fatto sapere di essere impegnato a perseguire una soluzione politica alla guerra. </p>



<p>Il capo della giunta ora diventato presidente, <strong>Min Aung Hlaing</strong>, non ha ancora accettato lo SCEF come partner negoziale, ma la sua fresca visita in Thailandia, che a sua volta sta spingendo per un graduale riavvicinamento del Myanmar al blocco regionale Asean, evidenzia sforzi ampissimi per raggiungere una tregua. L’obiettivo del Consiglio è dunque cambiato: dal rovesciare il Tatmadaw al chiedere l’allontanamento dei militari da qualsiasi ruolo politico del Paese. Chiara la posizione dello SCEF esplicata dal portavoce Saw Nimrod: “Questa è la nostra posizione finale, ma per ora siamo impegnati a raggiungere una soluzione politica negoziata. Siamo aperti al dialogo e aperti alla negoziazione politica. Le richieste? L’esercito deve cessare gli attacchi contro i civili e liberare tutti i prigionieri politici&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riabilitazione del Myanmar </h2>



<p>Questi cambiamenti seguono quanto richiesto da Min Aung Hlaing che aveva invitato i gruppi armati a colloqui entro lo scorso 31 luglio. Nel frattempo il conflitto in Myanmar ha fin qui causato oltre <strong>100.000 morti,</strong> sfollato milioni di persone e devastato l’economia del Paese. <strong>Com’è la situazione sul campo di battaglia?</strong> Dopo una serie di battute d’arresto, le forze governative hanno avviato un sistema di coscrizione, ottenuto un sostegno cruciale da alleati chiave come la Cina e adottato nuove tattiche per schiacciare la resistenza dei ribelli. Oltre alle aree di confine strategiche che l’esercito sta cercando di riconquistare, ricordiamo che i gruppi armati nelle regioni centrali di Bago e meridionali di Dawei si sono ritirati da alcune zone a causa delle intense offensive delle truppe.</p>



<p>Insomma, il Tatmadaw che fino a qualche mese fa veniva dato sull’orlo del collasso, non è crollato ma è invece riuscito a sopravvivere, sia politicamente sia militarmente. <strong>Decisivo il ruolo giocato dietro le quinte dalla Cina</strong>. Pechino ha infatti aiutato la giunta a recuperare territori strategici, in parte facendo pressione su alcuni gruppi ribelli (soprattutto quelli lungo il confine cinese) in parte inviando preziosi aiuti alle forze governative. Adesso <strong>il Dragone vuole sfruttare il momento propizio per mettere la situazione in Myanmar sotto controllo. </strong>Come? Riabilitando i militari e l’immagine del Paese, oltre che coordinarne l’inclusione nell’Asean giocando di sponda con vari partner locali, in primis la Thailandia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diplomazia all’opera </h2>



<p>L’evento chiave coincide con la visita di Min Aung Hlaing a Bangkok. <strong>La Thailandia vuole infatti promuovere il riavvicinamento del Myanmar al blocco regionale Asean </strong>&#8211; che aveva emarginato la leadership di Naypyitaw dopo il colpo di Stato militare per la sua lentezza nell’attuare un piano di pace &#8211; ma anche ridurre la violenza e contenere le ricadute del conflitto in patria.</p>



<p>Durante l’incontro con il primo ministro thailandese <strong>Anutin Charnvirakul</strong>, il leader birmano ha sottolineato che il suo governo é concentrato sulla fine della guerra civile e sul ripristino della pace nel paese ricco di risorse. &#8220;Il Myanmar si è ora ristabilito sulla strada della democrazia e si sta muovendo verso un futuro migliore. Come nuovo governo, ora abbiamo iniziato a lavorare sulla stabilità nazionale, sulla pace e sulla riconciliazione nazionale&#8221;, ha aggiunto. </p>



<p>Dal canto suo, Anutin ha detto che la Thailandia e il Myanmar sono pronti a &#8220;entrare nel nuovo capitolo della cooperazione economica che si basa sulla fiducia reciproca e sul beneficio per le persone dei due Paesi&#8221;. In un certo senso <strong>la Thailandia é l’alfiere che la Cina ha scelto per riportare il Myanmar nell’Asean</strong> e farlo uscire dalla palude in cui si trova da troppo tempo. Il gigante asiatico vuole tornare a investire nel Pese, soprattutto sul fronte delle Terre Rare. Per farlo servono tre ingredienti: stabilità, legittimità e connettività. I primi passi sono stati fatti. Ne mancano tanti altri.</p>
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