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	<title>Sándor Pintér Archives - InsideOver</title>
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	<title>Sándor Pintér Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ungheria, soldi e silenzi: su Viktor Orban l’ombra lunga di Mogilevich e della mafia russa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor orban" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Secondo The Insider, l'avvicinamento di Orban a Mosca avrebbe le sue radici in un'oscura storia di corruzione da parte della mafia russa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-soldi-e-silenzi-su-viktor-orban-lombra-lunga-di-mogilevich-e-della-mafia-russa.html">Ungheria, soldi e silenzi: su Viktor Orban l’ombra lunga di Mogilevich e della mafia russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor orban" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Negli anni Novanta <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/viktor-orban-e-piu-forte-che-mai.html">Viktor Orbán</a></strong> era uno dei politici ungheresi più ostili a Mosca. La accusava apertamente di voler condizionare l’Europa attraverso i giganti energetici e si scagliava contro i governi europei che definiva “marionette del Cremlino”. Nel 2007 metteva in guardia l’Ungheria dal diventare “la caserma più allegra di Gazprom”. Ma nel 2009 tutto cambiò improvvisamente. Orbán partecipò a un congresso del partito “Russia Unita” a San Pietroburgo, incontrò<strong> Vladimir Putin</strong> e da allora il tono mutò radicalmente: da avversario divenne alleato, fino a essere considerato uno dei leader europei più vicini al Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valigetta con un milione di marchi</h2>



<p>Secondo l’inchiesta <a href="https://theins.ru/en/politics/98262">pubblicata da The Insider,</a> <strong>dietro questa svolta ci sarebbe una storia oscura</strong> che affonda le radici nella metà degli anni Novanta. A raccontarla è <strong>Dietmar Clodo</strong>, imprenditore tedesco legato in quegli anni alla rete criminale di <strong>Semion Mogilevich</strong>, boss della mafia russa di Solntsevo. Clodo sostiene di aver ricevuto dal clan una valigia contenente quasi un milione di marchi tedeschi, <strong>da consegnare a un giovane politico di nome Orbán.</strong> Secondo il suo racconto, l’allora leader di Fidesz avrebbe accettato il denaro in compagnia di un uomo più anziano, alla vigilia delle elezioni parlamentari ungheresi. Mogilevich avrebbe definito quel contributo “decisivo per la campagna elettorale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nomi nell’ombra e il compromesso</h2>



<p>Clodo riferisce anche di aver consegnato, su ordine di Mogilevich, bustarelle da 10.000 marchi a funzionari di alto livello: tra questi <strong>Sándor Pintér</strong>, oggi ministro dell’Interno, e altri esponenti delle forze dell’ordine e dei media. All’epoca la base operativa di Mogilevich era a Budapest, a pochi passi dall’ambasciata russa. Non si trattava solo di denaro: ogni consegna avveniva in casa di Clodo, ripresa da una telecamera nascosta, poi consegnata al boss russo. <strong>Quelle immagini, secondo l’inchiesta, sarebbero finite in mano ai servizi russi </strong>come potenziale strumento di ricatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mogilevich, il boss protetto</h2>



<p>Mogilevich, tra i criminali più ricercati al mondo dalla Federal Bureau of Investigation, costruì il suo impero con traffici di armi e riciclaggio di denaro per conto della mafia russa. Dopo aver dominato la scena a Budapest negli anni Novanta, tornò in Russia, dove visse indisturbato nei pressi di Mosca, protetto dai servizi di sicurezza. Nel 2008 fu arrestato per evasione fiscale e liberato poco dopo. Secondo Clodo, <strong>proprio allora avrebbe consegnato il materiale compromettente su Orbán</strong> all’allora capo dell’FSB Nikolai Patrushev, in cambio della libertà. Subito dopo quell’episodio, Orbán intraprese la strada del riavvicinamento a Putin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Memoria sovietica e affari</h2>



<p>Uno dei gesti simbolici della nuova amicizia tra Budapest e Mosca fu il restauro di monumenti sovietici dedicati ai soldati caduti nel 1956, tra cui coloro che avevano represso la Rivoluzione ungherese. A finanziare il progetto fu <strong>Andrei Skoch</strong>, imprenditore russo con legami con la mafia Solntsevo e oggi figura controversa anche in Francia, dove i suoi dossier criminali scomparvero misteriosamente dagli archivi della sicurezza interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dagli archivi segreti agli affari energetici</h2>



<p>L’asse politico tra Orbán e Putin si è tradotto anche in relazioni economiche strategiche. L’Ungheria ha firmato un contratto da <strong>dieci miliardi di euro per l’espansione della centrale nucleare di Paks</strong>, affidato direttamente a Rosatom senza gara d’appalto e secretato per trent’anni. L’European Commission ha aperto un’indagine, poi archiviata per mancanza di strumenti giuridici di controllo sovranazionale. Intanto 50 miliardi di fiorini ungheresi, circa 161 milioni di euro, sarebbero transitati su conti svizzeri di società intermediarie, con beneficiari finali sconosciuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica e ricatto silenzioso</h2>



<p>Che Mosca abbia mai usato direttamente il materiale su Orbán non è provato. Ma il solo sospetto basta a delineare uno scenario di ricatto latente. Un Paese membro dell’Unione Europea e della NATO che intrattiene relazioni così strette con il Cremlino rappresenta una falla strategica nell’architettura occidentale. Orbán, pur senza bloccare formalmente le sanzioni europee, ne ha sempre contestato l’efficacia e <strong>ha spinto per una politica di distensione con Mosca.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un caso di scuola di “mafia-Stato”</h2>



<p>Per molti analisti, tra cui l’ex ministro dell’Istruzione Bálint Magyar, questo caso mostra come uno Stato europeo possa essere permeato da una rete che lega potere politico, interessi economici e criminalità transnazionale. Un sistema nel quale la dipendenza energetica e finanziaria si intreccia con leve di pressione occulte, creando una forma di sovranità limitata e condizionata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rischio europeo</h2>



<p>Il caso ungherese non riguarda solo Budapest. Se le accuse contenute nell’inchiesta fossero confermate, si aprirebbe un precedente pericoloso: <strong>la possibilità che un governo europeo sia vulnerabile a pressioni di reti criminali</strong> collegate a uno Stato avversario. È la dimostrazione che la guerra d’influenza russa non si combatte solo con eserciti e gasdotti, ma anche con valigette, video compromettenti e contratti opachi. In questa partita silenziosa, Orbán non è solo un attore nazionale: è un punto sensibile di tutto l’equilibrio europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-soldi-e-silenzi-su-viktor-orban-lombra-lunga-di-mogilevich-e-della-mafia-russa.html">Ungheria, soldi e silenzi: su Viktor Orban l’ombra lunga di Mogilevich e della mafia russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ronde, attacchi agli ebrei, campagne contro i rom: l&#8217;estrema destra ungherese spinge su Viktor Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ronde-attacchi-agli-ebrei-campagne-contro-i-rom-lestrema-destra-ungherese-spinge-su-viktor-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 10:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-600x295.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 settembre a Szolnok, l'estrema destra ungherese, guidata da Mi Hazánk, ha marciato contro il degrado della sicurezza, attaccando Orbán.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ronde-attacchi-agli-ebrei-campagne-contro-i-rom-lestrema-destra-ungherese-spinge-su-viktor-orban.html">Ronde, attacchi agli ebrei, campagne contro i rom: l&#8217;estrema destra ungherese spinge su Viktor Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-600x295.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 settembre il Gotha dell’estrema destra ungherese <a href="https://hvg.hu/itthon/20250913_Mi-Hazank-Szolnok-Toroczkai-ebx">si è radunato nella città</a> di <strong>Szolnok</strong>, a poco più di <strong>100 km da Budapest</strong>. Un corteo di militanti di <strong>Mi Hazánk</strong> (La Nostra Patria), Betyársag (Esercito fuorilegge), Magyar Önvédelmi Mozgalom (Movimento Ungherese di Autodifesa) e Bűnvadászok (Cacciatori di criminali) ha infatti marciato lungo le strade della località ungherese, terminando il proprio corteo con una serie di comizi che hanno riportato alla mente parti del passato più oscuro della Storia d’Ungheria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è successo a Szolnok</h2>



<p>La manifestazione è stata indetta in seguito ad <strong>alcuni eventi criminosi e a una serie di risse occorse a Szolnok</strong> nei mesi passati, in quello che sembra un deterioramento della sicurezza pubblica in diverse località magiare. <strong>László Toroczkai</strong>, leader del partito Mi Hazánk che ha raccolto il 5,71% alle ultime elezioni politiche del 2022, ha tenuto un discorso davanti a diverse centinaia di persone e ha richiesto azioni più forti da parte della polizia, oltre a un allentamento sulla legislazione che regolamenta il possesso di armi. Il leader dell’estrema destra ungherese ha attaccato frontalmente tanto il Primo Ministro Viktor Orbán quanto il Ministro degli Interni <strong>Sándor Pintér</strong>, accusandoli di non voler risolvere il problema della sicurezza pubblica. “Non riesco a immaginare un potere statale più vile che possa fare questo al suo popolo” ha affermato Toroczkai, per poi aggiungere che “la mia ferma posizione è che <strong>dobbiamo impegnarci con ogni mezzo per distruggere il predatore che attacca le nostre famiglie</strong>, i nostro figli, le nostre case e la nostra proprietà, e per questo lo Stato deve fornire strumenti legali agli ungheresi onesti”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le idee dell&#8217;estrema destra ungherese</h2>



<p>Proponendo, come da miglior tradizione, <strong>il pugno di ferro in risposta ai problemi della società ungherese</strong>, il presidente <strong>Mi Hazánk </strong>si è spinto fino a ipotizzare la deportazione dei condannati recidivi non in Siberia, ma in Ruanda, terra nella quale le imprese ungheresi potrebbero avere forti interessi e grande successo, sfruttando naturalmente il lavoro forzato dei condannati. Ma oltre al tema dell’ordine pubblico, il comizio dell’estrema destra magiara ha colpito anche i cittadini appartenenti alla minoranza Rom, definiti da un altro oratore, ossia Zsolt Tyrityán, leader del Betyársag, come “forma di esistenza sub-umana”. <strong>Con la classica retorica fascista che vede tutti i Rom come responsabili di eventi delittuosi</strong>, László Toroczkai ha affermato che, se l’anno prossimo i cittadini ungheresi gli affideranno la maggioranza parlamentare e la guida del governo, “le orde organizzate sulla base del sangue verranno trascinate per questa città incatenate a terra e mai più un solo ungherese per bene, o un solo Roma che ama l’Ungheria e ascolta l’inno ungherese, dovrà incontrare queste sporche bande”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-486685" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo aver promesso ulteriori azioni volte a proteggere i cittadini ungheresi, ossia ronde e caccia ai criminali, i leader ultranazionalisti hanno ricordato come sia molto vicino il momento in cui le cose cambieranno e verrà garantito loro uno spazio di governo. E se questa affermazione potrebbe essere retorica propagandistica in vista delle elezioni programmate per il 2026, la mente non può comunque non correre al pericolo segnalato da più parti di una <strong>possibile coalizione tra Fidesz e Mi Hazánk</strong> qualora il partito di Orbán non dovesse ottenere la maggioranza dei due terzi. Da tempo, infatti, esiste una sorta di dinamica dialogica tra i due partiti, con <strong>Mi Hazánk</strong> che sembra avere il ruolo di apripista per i temi più radicali. Eclatante, per esempio, l’azione della deputata ultranazionalista <strong>Dóra Dúró</strong>, che nel 2020 ha bruciato una copia del libro di favole <em>Meseország mindenkié</em>, accusato di contenere personaggi appartenenti alla minoranza omosessuale e di compiere propaganda omosessuale a danno dei bambini. E proprio il concetto di “propaganda omosessuale”, portato nel dibattito pubblico dalla Dúró, è stato poi cavalcato dal Fidesz.</p>



<p>Ma il governo Orbán non si è limitato alla retorica, portando avanti ulteriori azioni volte a favorire <strong>un avvicinamento all’elettorato di estrema destra e a Mi Hazánk</strong>. Nel 2020, per esempio, una nuova riforma della Costituzione ungherese ha riconosciuto l’esistenza legale della sola famiglia eterosessuale. La modifica costituzionale ha portato poi a una seria di leggi contro la “propaganda omosessuale” e volte a limitare ulteriormente, rendendolo praticamente nullo, il diritto degli omosessuali a adottare bambini, precedentemente vietato alle coppie gay, ma teoricamente garantito al singolo individuo. Inoltre, il dibattito pubblico ungherese è stato avvelenato, negli ultimi anni, dalla strisciante equiparazione tra omosessualità e pedofilia, <strong>con l’utilizzo aperto da parte di Mi Hazánk dell’acronimo LGBTQP</strong>, dove la lettera P sta per pedofili. Un forte aumento degli attacchi contro la comunità omosessuale che è sfociato nel recente divieto, poi non messo in pratica, di tenere il Gay Pride a Budapest.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mi Hazánk e i trucchi di Viktor Orbán</h2>



<p>Questa appropriazione delle tematiche care a <strong>Mi Hazánk da parte di Viktor Orbán ha effettivamente portato i suoi frutti</strong>: durante le ultime elezioni del 2022, oltre il 5% degli elettori di Mi Hazánk ha sostenuto candidati del Fidesz ai collegi uninominali, portando così una parte importante di voti al partito di governo. Di fronte a questa dinamica, Mi Hazánk reagisce solitamente in due modi: o esprimendo indignazione di fronte al presunto furto delle loro tematiche operato da Orbán o con una pacifica accettazione del fatto compiuto, affermando che, alla fine dei conti, non importa chi sia a portare avanti le loro idee. In cambio, ipotizzano alcuni, il partito mantiene il proprio diritto a un’esistenza tranquilla, vedendosi garantita la possibilità di criticare, seppure blandamente, il governo senza subire l’usuale campagna diffamatoria alla quale è perennemente sottoposto il resto dell’opposizione.</p>



<p>Ma lo spostamento sempre più a destra di Fidesz può rappresentare un grande pericolo per <strong>Mi Hazánk</strong> che, nel clima sempre più polarizzato che va delineandosi in vista delle elezioni politiche del 2026, può vedere limitato il proprio spazio di manovra. Da qui la necessità del partito di estrema destra di radicalizzarsi sempre più, rispolverando l’antisemitismo e la retorica cara alle Croci Frecciate (ossia al partito nazista che ha brevemente guidato l’Ungheria dal 1944 al 1945), oltre a vere e <strong>proprie campagne contro i cittadini di etnia Rom</strong>. </p>



<p>Non solo: stringendo sempre più i rapporti con le organizzazioni paramilitari ultranazionaliste e fasciste, Mi Hazánk ha ricominciato le azioni di forza, come per esempio le ronde di stampo militare, abbandonate all’indomani dell’ingresso in Parlamento. Proprio la retorica antisemita e le campagne contro i cittadini Rom sono punti di frizione con Fidesz, che vede nei membri della comunità Roma un forte numero di propri elettori e che è legato a doppio filo con Israele. Un altro punto di rottura con il <strong>partito ultranazionalista è rappresentato anche proprio dal divieto del Gay Pride</strong>, con quello che è stato visto come una sorta di inaspettato plot twist allorquando le forze di polizia hanno consentito il regolare svolgimento della manifestazione di massa, teoricamente vietata, impedendo invece la contromanifestazione di Mi Hazánk, teoricamente approvata dall’autorità pubblica.</p>



<p>Al di là dei punti di frizione, la possibilità di rapporti sempre più stretti tra Fidesz e <strong>Mi Hazánk</strong> è stata segnalata, oltre che dal leader della “nuova” opposizione Péter Magyar, anche da <strong>György Budaházy</strong>, leader storico dell’estrema destra ungherese, condannato per terrorismo e per aver pianificato l’eversione violenta dello Stato democratico, che proprio con <strong>László Toroczkai</strong> ha fondato il movimento ultranazionalista Hunnia. Secondo Budaházy, recentemente graziato dalla ex Presidente della Repubblica Katalin Novák, l’esistenza stessa di Mi Hazánk sarebbe stata voluta da Viktor Orbán: il Primo Ministro avrebbe infatti interesse che qualcuno assuma il controllo della parte di radicale dei nazionalisti, potendo così controllare la galassia nera ungherese. Per un periodo, secondo Budaházy, tale ruolo sarebbe stato assunto da Jobbik, ma la crescita esponenziale del partito avrebbe spinto la sua leadership a montarsi la testa, sfidando apertamente Orbán. Di qui la necessità di distruggere Jobbik, favorendo la scissione dalla quale è nato Mi Hazánk, al quale viene stranamente concesso grande spazio nella televisione pubblica, e operando per riassorbire l’elettorato di Jobbik all’interno del Fidesz.</p>



<p>Sia come sia, resta il fatto che Mi Hazánk potrebbe avere un ruolo importante negli equilibri politici ungheresi dei prossimi anni. Nella polarizzazione della politica ungherese, che verte sempre più sullo scontro tra Fidesz e Tisza, tra <strong>Viktor Orbán</strong> e <strong>Péter Magyar</strong>, diversi analisti giungono a ipotizzare uno scenario inusuale per l’Ungheria, ossia la possibilità che nessuno dei candidati ottenga la maggioranza dei due terzi necessaria a governare in solitaria il Paese. </p>



<p>Non solo: diversi sondaggi delineano anche la creazione di un Parlamento diviso tra sole tre forze politiche, ossia Fidesz, Tisza e Mi Hazánk. Nella possibilità, poi non così remota, di uno scenario in cui nessuno dei candidati ottenga la tanto agognata super maggioranza, il partito di estrema destra potrebbe quindi essere ago della bilancia, fornendo il suo supporto a un possibile governo di coalizione con Fidesz. Un’opzione, quest’ultima, che potrebbe concretizzarsi al di là della retorica infuocata di Toroczkai e degli attacchi di facciata al governo ungherese, portando a compimento il processo di svolta sempre più a destra della politica magiara.</p>
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